Disgusto in Germania per le azioni di Trump e Pompeo

di Luciano Lago

Le recenti azioni statunitensi di politica estera stanno causando un certo disgusto e negli ambienti politici e imprenditoriali tedeschi costringono Berlino a rivedere le relazioni di alleanza con Washington.
Sono sempre di più gli osservatori che devono constatare il raffreddamento delle relazioni transatlantiche della Germania per effetto delle decisioni unilaterali dell’Amministrazione Trump.

In parallelo la Germania sta incrementando la sua cooperazione economica con la Russia a dispetto delle sollecitazioni nordamericane. Ci sono più motivi per spiegare questa situazione ma di fatto si è accumulata in questo ultimo periodo una notevole massa critica che, per causa della crescita di problemi, anche senza parole forti, rende segretamente difficile o impossibile il proseguo di una normale relazione di alleanza.
In un periodo prolungato la mole dei problemi ha fatto impigliare e complicare le relazioni USA-Germania fino alla situazione di stallo attuale.
Nella consuetudine delle relazioni diplomatiche, viene ancora generalmente inteso che un alleato sia colui che agisce insieme a te, tenendo in considerazione sia i tuoi che i suoi interessi. Questa posizione sarebbe equa se non esistesse alcun concetto di preminenza degli interessi americani, che negli Stati Uniti sono considerati dominanti rispetto agli interessi di altri paesi. E mentre l’ordine mondiale sta procedendo sempre più verso il multipolarismo, Washington sta ancora cercando di aggrapparsi al mito della sua eccezionalità. Questo è il criterio sulla base del quale si è mosso in Medio Oriente, in Europa e in Asia.
Trump punisce l’Europa con i dazi su acciaio e alluminio, motivo per cui il settore industriale tedesco ha subito pregiudizio da questo in molti modi. Gli Stati Uniti chiedono anche che la Germania e l’Europa si conformino al regime di sanzioni contro la Russia, mentre di queste sanzioni buona parte dei paesi europei sono già abbastanza stanchi e la Germania in particolare che subisce grandi perdite per tali sanzioni.
Come un macigno nelle relazioni tra USA e la Germania c’è la questione del gasdotto Nord Stream 2 che la Germania sta realizzando per ottenere l’auosufficienza energetica mediante il gas russo. Le pressioni americane contro la realizzazione dell’opera non sono riuscite a far desistere Berlino ma anzi “Insieme a progetti di grandi dimensioni come il Nord Stream – 2, la piccola e media impresa tedesca si è aperta alle possibilità del mercato russo”, lo ha detto di recente il capo della camera tedesca, Matthias Schepp, a questo proposito.
Secondo lui, le aziende tedesche che conoscono bene il mercato russo non temono sanzioni e pressioni da parte degli Stati Uniti. Naturalmente, il progetto Nord Stream 2 ha svolto il ruolo più importante nella crescita degli investimenti. È realizzato principalmente con denaro russo e tedesco, e la stessa condotta ha un potente “copertura” politica.
Le imprese tedesche stanno compiendo molti sforzi per eludere le sanzioni statunitensi e sviluppare la cooperazione con la Russia. Perché questo è redditizio.
Ad aprile, la Camera di commercio russo-tedesca ha pubblicato un rapporto in cui nel 2018 le imprese tedesche, nonostante le sanzioni, hanno investito 3,2 miliardi di euro in Russia. Questo è stato un record negli ultimi 10 anni.
Anche l’industria automobilistica tedesca è molto coinvolta con gli investimenti in Russia. Dal 2014, gli investimenti della casa automobilistica Volkswagen hanno già raggiunto oltre 500 milioni di euro. Questi fondi sono andati alle fabbriche della zona di Kaluga e Nizhny Novgorod. Ad aprile, Vladimir Putin e il ministro dell’economia tedesco Peter Altmeier hanno inaugurato lo stabilimento di produzione Mercedes-Benz di Daimler in Russia.

Tutto questo sta accadendo sullo sfondo della crescita della circolazione delle merci tra i due paesi. Cresce dell’8,4% e raggiunge i 61,9 miliardi di euro. Le imprese tedesche hanno aumentato le loro spedizioni in Russia del 14,7% a 36 miliardi di euro. La Russia ha aumentato le spedizioni dello 0,6% a 25,9 miliardi di euro.

Merkel incontra Putin


La Germania bypassata a favore dell’Iraq
Nei giorni scorsi un episodio di scortesia diplomatica ha ulteriormente incrinato le relazioni tra USA e Germania. Questo è stata la visita senza preavviso del Segretario di Stato americano Mike Pompeo in Iraq. Di per sé, una tale visita, sullo sfondo di un forte aumento della retorica bellicosa di Washington contro l’Iran, non è sorprendente. E’ stato al contrario inaspettato il fatto che, la sera del 7 maggio, Pompeo era atteso a Berlino, dove tutto era pronto per il suo incontro con la cancelliera Angela Merkel e la collega tedesca Heiko Maas. Pompeo ha disdetto improvviosamente l’appuntamento senza preavviso e ha dato buca ai leader della politica tedesca mentre quella stessa sera si è improvvisamente materializzato per tutti a Baghdad.

A Baghdad Pompeo ha tenuto colloqui con le autorità irachene e ha raccontato loro la necessità di combattere con l’Iran dalla parte degli Stati Uniti. Il Segretario di Stato ha parlato con molto sfarzo in una conferenza stampa in cui ha promesso la protezione americana per gli iracheni contro ogni sorta di minacce terroristiche e contro il complotto che, secondo lui, è stato senza dubbio preparato da qualche parte nei gabinetti di Teheran.

“Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha definito l’Iran una crescente minaccia regionale durante una visita senza preavviso in Iraq, dove ha ripetuto gli avvertimenti degli Stati Uniti a Teheran, offrendo supporto agli alleati a Baghdad”, come hanno scritto le fonti dei media USA.

L’Iran è stato dichiarato ufficialmente la minaccia numero uno in Medio Oriente da Washington. Ciò significa che il resto del mondo, e in particolare gli alleati della NATO, devono fare lo stesso. Tuttavia, ricordiamo che l’Europa, che ha compiuto molti sforzi per concludere un accordo tra i “sei” mediatori internazionali sul programma nucleare iraniano, non è d’accordo. Per gli Stati Uniti, lo scontro con l’Iran rappresenta una grande occasione per alzare la bandiera nel conflitto arabo interno di lunga data e per guidare la strategia degli stati del Golfo sunnita contro l’Iran sciita. E quindi ottenere la chiave per il Medio Oriente.
Non è un caso che la visita di Pompeo in Iraq è stata seguita immediatamente dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di un gruppo d’assalto guidato dalla portaerei Abraham Lincoln sulle coste dell’Iran. Il gruppo ha anche un bombardiere – formidabili B-52 in grado di trasportare armi nucleari.
Il motivo di questo spiegamento di forze non convince: Pompeo parla di informazioni dell’intelligence (sicuramente il Mossad) seondo cui l’Iran si preparerebbe ad attaccare basi e truppe USA nell’area tra Iraq e Siria ma in realtà sembra più verosimile che i neocon di Washington, nella loro ossessione anti Iran, stiano cercando un pretesto o una provocazione per portare la guerra all’Iran.

Questo è il vero motivo per cui Donald Trump ha rotto l’accordo sull’Iran, nonostante il fatto che gli esperti dell’AIEA non abbiano trovato segni della sua violazione da parte di Teheran. .

In Europa, questo comportamento è interpretato come un rifiuto da parte degli Stati Uniti di obblighi verso gli alleati. C’è l’accumulo della massa critica, che presto convincerà gli europei che non possono più fare affidamento su Washington. E il primo parere del genere inizia a esprimerlo la Germania.

Adesso bisogna fare attenzione, l’interrogativo è: dove si trova l’ interesse dell’Europa in questo? La risposta corretta è da nessuna parte. Così hanno giudicato in Germania, dove hanno completamente frainteso come fosse possibile annullare l’incontro con il capo dello stato Angela Merkel per sventolare i pugni immaginari contro l’Iran di fronte alle autorità dell’Iraq, che già da parte loro hanno dichiarato che non seguiranno gli USA in questa corsa contro i loro vicini iraniani. Avrà l’Europa la forza di affermare il proprio interesse ad evitare altre guerre ed altri sconvolgimenti nell’Area medio Orientale o si accoderà alle direttive dell’Amministrazione USA?

3 Commenti

  • Alessandro Cattaneo
    9 Maggio 2019

    In Germania 179 basi controllate dagli Americani in Italia 120 basi Americane in giappone stendiamo un velo Annualmente gli americani spendono per spese militari piu di Russian China India ecc ecc messe Insieme e i soldati Tedeschi le esercitazioni della nato c
    Le fanno con i manici di scopa per mancanza di armi , ma di cosa stiamo parlando … Ritorno a chattare sui sextube

  • Idea3online
    9 Maggio 2019

    179 basi americane……..i debito spazzatura in pancia delle banche tedesche…….la Germania verrebbe catapultata in una crisi sistemica…….Certo la Germania si trova in una situazione più debole dell’Italia e della Grecia. E’ uno Stato del Nord Europa…..L’Italia e la Grecia privilegiate dall’Impero d’Oriente, perchè regine nel Mediterraneo, e potenzialmente anelli debolissimi dell’Unione Europea.

  • eusebio
    10 Maggio 2019

    La Germania ha un bisogno disperato del gas russo, il costosissimo GNL americano è imposto dai neocons ebrei, arriverà tra parecchi anni, quando forse Israhell non esisterà più, mentre l’integrazione economica con la Russia è pressochè completa, ostacolata solo dalle sanzioni.
    Anche la Germania hitleriana era perfettamente integrata sul piano economico con l’URSS, una delle ragioni della sua rpresa economica fu quella, poi probabilmente qualche agente dell’agenzia ebraica legata ai banchieri giudei di Londra e New York gli disse che il regime sovietico era marcio e poteva cadere subito, il giudaismo necessitava dei milioni di ebrei sovietici per creare un impero in medio oriente, e ordinò ai nazisti di attaccare ma vennero annientati.
    Per vendetta Hitler sterminò gli ebrei, adesso pensano di indurre l’Irak sciita ad attaccare l’Iran perchè la potenza militare americana è un lontano ricordo e anche se radono al suolo le città iraniane ma è difficile perchè hanno gli S-300 e speriamo gli S-400 oltre alle batterie cinesi gli serve un’esercito di terra e la potente armata Isis è già stata sterminata in Siria, mentre gli Hezbollah irakeni già bombardati da Israele hanno giurato vendetta e anzichè attaccare lIran si preparano per il Golan, Tel Aviv e Gerusalemme.

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