"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dio ci salvi da Saviano e da Gomorra

di  Ilaria Bifarini

E anche quest’anno siamo sopravvissuti alla serie televisiva ispirata all’opera di Saviano, che mette in scena le nefandezze della criminalità organizzata campana come fosse uno spettacolo teatrale, con tanto di pathos e musiche febbrili di sottofondo. Gomorra, arrivata alla sua terza edizione, non ha deluso le attese televisive, registrando ascolti record per oltre un milione di spettatori.

Ma qual è il segreto del suo successo? Come può la rappresentazione romanzata di uno spaccato sociale di miseria e degrado morale e materiale essere così appassionante per lo spettatore?

Il format non è affatto mediocre, ma rivela una grande abilità da parte della regia e della produzione nel cogliere le aspettative e il desiderio di immedesimazione da parte del pubblico.

I protagonisti, Ciro e Genny, sono due eroi moderni, sopravvissuti a drammi familiari degni delle migliori tragedie greche, in cui i figli uccidono i padri -ma battezzano a loro volta il proprio figlio col nome del nonno assassinato- e i mariti uccidono le mogli che amano, in nome di un amore superiore e trascendentale. Il controllo del territorio, il rispetto da parte della propria gente, il potere rappresentano il daimon che muove questi personaggi, che parlano poco – in modo incomprensibile- ma hanno sguardi e movenze pregne di apparenti passioni, proprie di uomini e donne segnati dalla vita, guidati quasi da una mistica superiore.

A guidare le loro azioni –traffico di droga, truffe, omicidi, tradimenti e quanto altro- è la voglia di riscatto sociale dalle proprie origini, dalle condizioni di povertà e dalle umiliazioni subite nel loro passato. Ora vogliono diventare i più forti, essere loro quelli che comandano e un filo conduttore li avvicina tutti, rendendoli “fratelli”: l’ambizione e la vogli di crescere. Una crescita nella scala gerarchica della criminalità, per la quale occorre essere spietati e mettere da parte i propri affetti e sentimenti, pronti a perdere tutto e tutti, anche la stessa famiglia, di cui l’etica della criminalità organizzata si fa da sempre paladina, e gli inseparabili amici di strada e di vita, che da un momento all’altro possono diventare i propri carnefici.

La cornice del film è quella del degrado urbano e popolare di una Napoli reale, e gli attori rappresentano perfettamente l’umanità della criminalità organizzata – si dice che tra le comparse siano stati arruolati camorristi veri- ma la sceneggiatura è così sapiente che lo spettatore entra talmente in sintonia con i protagonisti da immedesimarsi nei loro dolori, nei desideri di vendetta e di riscatto. Esattamente come nella cinematografia americana che si è affermata nel dopoguerra, in cui gli Stati Uniti attraverso eroi alla Rocky e Karate Kid affermavano e veicolavano i loro valori ritenuti universali, così Gomorra –e con essa tante altre serie in voga sullo stesso tema- porta in scena l’eroe individuale, il “self made man” all’italiana, o meglio alla partenopea. Inutile dire che dietro questa rappresentazione c’è la demolizione dello Stato e delle istituzioni -semmai ce ne fosse bisogno- ma è utile riflettere sul messaggio subliminalmente diseducativo che ne deriva.

Se è vero che la serie denuncia le barbarie della camorra senza fare nessuno sconto, il forte ascendente e la carica di empatia esercitata dai protagonisti realizza un processo di transfert per cui lo spettatore vive le emozioni reali del personaggio e trascende dal contesto, mettendo da parte, o quantomeno sospendendo, la condanna sociale verso l’esecrabile fenomeno portato in scena.

Saviano ospite nel salotto di Fabio Fazio

Per chi crede che sia dietrologia o pure elucubrazioni mentali su una serie divertente e ben fatta, un dato su tutti: a Napoli sono aumentate le cosiddette “stese”, ossia gli atti intimidatori e le sparatorie compiute da ragazzini minorenni in motorino per marcare il territorio, così come fa il gruppo di Sangue Blu in Gomorra. Lo stesso sindaco di Napoli De Magistris si mostra preoccupato per il successo della serie e i possibili atti emulativi da parte dei giovanissimi.

Fonte: Ilaria Bifarini

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  1. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Devo ammettere che la questione mafia/camorra non è proprio al centro dei miei interessi (probabilmente sbaglio) e personalmente non mi appassiona, forse perché sono dell’estremo nord e la questione mafia/camorra non appartiene alla mia esperienza personale.
    Tuttavia, la lettura che si porge di Gomorra del (pessimo) Saviano in questo articolo mi pare adeguata, perché scava in profondità, mettendo in evidenza il carattere diseducativo e dissolutivo (voluto?) del messaggio contenuto nell’opera.
    Mi pare evidente che la Bifarini non crede che si tratti soltanto di una cruda descrizione della realtà di Napoli, così com’è. ma leggendo fra le righe scopre altri significati, forse non intenzionalmente “suggeriti” da Saviano, ma tutti negativi …

    Cari saluti

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    1. Idea3online 7 mesi fa

      Vedete Napoli prima del 1860, vedete la Russia prima del 1918, vedete la Libia prima del 2011….stessa strategia, alimentare il tossico della società per farli ingrassare in modo da poter schiacciare la parte buona e operativa della società che entra in minoranza, alimenta oggi, alimenta domani un piccolo gruppo diventa Organizzazione, che ha una funzione di controllo per l’Impero in territori soprattutto strategici per scopi militari.

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  2. GRAF 7 mesi fa

    SAVIANO si gode a raccontare il degrado di Napoli a denigrare gli italiani raccontare LA degenerazione ,primo SAVIANO e’EBREO e tutto CIO ‘ che ci abbassa umanamente a lui e alla sua Genia fa solo piacere xche’ loro si SENTONO eletti .TUTTI I FILM STUPIDI DA CHI CREDETE VENGANO FORAGGIATI ? DOVE VIENE RAPPRESENTATO L’ITALIANO VILE MANIACO VOLGARE LADRO IMMORALE ECC DA CHI CREDETE ? CHI CI PIANTA LA GRANA ? SONO SPESE NON DA POCO COSTUMISTI ATTORI LOCAZIONE ,CHI CREDETE SIANO I CARI DISPENSATORI DI ACCOMADANTE FILIGRANATO ? FIANO E LA SUA GANG di banche ALTRO CHE CAMORRA

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    1. Tania 7 mesi fa

      Il mondo mafio/camorrista/n’dranghetista è oro per la cricca che possiede TUTTO, banche mondiali, multinazionali, Stati, politici, etc.
      Alla plutocrazia oligarghica che domina tutta la parte cosiddetta “democratica” del pianeta, le organizzazioni criminali sono indispensabili! Lo capisce anche un bambino il perché, è il lavoro sporco che lei non può fare, no?

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    2. Woland 7 mesi fa

      Si chiama “kosher nostra” di cui un grande esponente è matteo messina denaro. Mi sa che anche saviano sotto sotto è affiliato.

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  3. Tania 7 mesi fa

    L’ho sempre detto, rispetto per gli usi e costumi altrui, e a Napoli essere camorrista è nel DNA, pertanto un muro alto 300 mt tra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud.
    Auguri di Buon Natale ai campani, un altro Stato, un altro mondo, non il mio.

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    1. Tania 7 mesi fa

      Mai guardato Gomorra, c’è un punto in cui la denuncia diventa controproducente, Saviano è un gran furbone, e falso, non è a caso che la Camorra lo ama…

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    2. giannetto 7 mesi fa

      Ben detto. . – Il muro – come dicevano i miei avi ben prima che che di una Lega ci fosse la più pallida idea – va situato a ridosso del corso del Po, con le sole enclaves transpadane dell’Oltrepò pavese e dell’Oltrepò mantovano…..
      …. Almeno finché gli emiliani non recedano dal loro rincoglionimento cattocomunista.. In quel caso si potrebbe piazzarlo, il muro, più o meno alla linea gotica.

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    3. atlas 7 mesi fa

      Tania: sì, il Regno di Napoli e delle Due Sicilie è un altro Stato e presto riavrà la sua libertà dall’italia. L’origine etimologica del termine ‘mafia’ è Arabo e ne indica tratti e tracce anche civili, Famigliari e culturali, da non confondere come sempre con fare criminalizzante italiano, con la massoneria e la delinquenza propria. Ricordo brevemente che nessuno invitò Garibaldi e i piemontesi a Napoli, tanto meno li istigò a rapinare le sue risorse in oro e a fare stragi dei suoi abitanti come fecero bersaglieri e carabinieri sabaudi. Era il Regno dei primati rispetto a tutta Europa quando voi non sapevate neanche cosa significa sciacquarsi con l’acqua dopo avere espletato i bisogni naturali e mangiavate in parte solo granturco. Dal 1861 fratelli di nessuno.

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  4. max tuanton 7 mesi fa

    Digitate” 7 km da gerusalemme ” bel film veramente carino mica quelle boiate che vi propinano le reti del Massone berlusca o LA rai organo di propaganda del regime attuale

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  5. Il corvo 7 mesi fa

    Mai comprato un libro di Saviano, mai guardato Gomorra, facciamo tutti così e costui ritorna da dove è venuto….

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  6. GRAF 7 mesi fa

    Vedete come vi FREGA SAVIANO digitate :”SAVIANO le mie origini ebraiche” lui si sente Ebreo ,per lui Napoli e l’italia sono solo un posto di passaggio e’ L’ebreo errante che se NE va a ramengo per il mondo e se NE fotte dei POPOLI Basta spolparli ben bene nelle tasche e nell’animo avvelenandoli con TV cinema internet di depravazione degenerazione sovversione morale ecc ecc

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  7. Brancaleone 7 mesi fa

    Compiacersi al male vuol dire esserne stati sconfitti e comunque non vederne l’alternativa. Qui subentra il grado di coscienza di cio’ che si fa e quali conseguenze comporta , se uccidere e’ un danno collaterale per il bene superiore del potere, mi sembra siamo in linea con cio’ che accade normalmente nel mondo. Saviano non e’ Sciascia e nell’ambiguita’ del racconto dimostra quello che e’.

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  8. fred 7 mesi fa

    perche mi sembra inutile a quanti vorrebbero erigere il famoso muro ricordare loro quanto fulgidi esempi di poeti, letterati e grandi uomini nascono nel sud e quanti pavidi, ignavi e traditori di questa stessa patria hanno origini del nord! proprio loro che per primi hanno fatto affari con i briganti, dimenticano o meglio neppure conoscono la storia di questo paese, che dimentica i veri eroi ed incensa falsi miti: I savoia come berlusconi i bossi e lo stesso saviano! mi fermo perché purtroppo l’elenco è lungo…la serie gomorra? basta non guardarla, non leggerla….come fanno a non esistere per il mainstream i problemi che oggigiorno invece a noi ci tormentano? semplice: ignorandoli! Ecco, saviano chi cazzo é?

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  9. Werner 7 mesi fa

    Ho visto solo il film per pura curiosità, il libro e la serie televisiva non mi interessano e perciò non li ho guardati. Ciò che viene mostrato su Gomorra sicuramente rappresenta uno spaccato della triste realtà di Napoli, caratterizzata da tassi enormi di criminalità, sia adulta che giovanile. Probabilmente ci sono delle enfatizzazioni, ma non è trasmettendo robe del genere in televisione – che in questi ultimi 40 anni ha trasmesso spazzatura e plagiato le menti delle persone – che si può educare la gente a cambiare quella realtà, anzi, il problema, come giustamente fa presente l’articolo, lo aggrava. Ci vuole una cosa sola, l’autorità dello Stato, considerata ormai una parolaccia in questa politica e in questa società plasmate dal Sessantotto, dove domina la mentalità libertina e individualistica che ha sostanzialmente come motto “faccio quello che c***o mi pare anche a danno degli altri”.

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    1. animaligebbia 7 mesi fa

      saviano con gomorra ha fatto un copia-incolla di rapporti di polizia;lìho letto,e’ un libercolo che fa semplicemente cagare,esiste solo perche’ pompato sui media dai componenti della stessa tribu’ di saviano.In quanto essere mafiosi o camorristi nel DNA,non voglio mancare di rispetto a nessuno,ma e’ una fesseria ;anche Falcone e Borsellino e tantissimi altri che ci hanno lasciato la vita per difendere le societa’ erano siciliani; DNA difettoso?.In quanto al muro,si si dividiamoci,facciamo un piacere ai francesi e ai tedeschi che cosi’ potranno dominarci meglio.

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      1. atlas 7 mesi fa

        Le Due Sicilie hanno da sempre un rapporto privilegiato con la Russia. Se questa arriva a Napoli e Palermo inglesi e francesi non entrano se non da turisti e comportandosi con educazione da seri e attenti mentre gli ameri cani e i giudei come Saviano verranno espulsi. Credo fermamente in Dio quindi in quegli eventi straordinari definiti ‘miracoli’. Se non abbiamo ancora la libertà come la Catalogna è per motivi economici, come hanno voluto loro, ma al contrario: infatti tanti Duo Siciliani credono ancora al milione di posti di lavoro promessi dal piduista BerLuxCohen e che senza di lui nelle Due Sicilie si farà la fame; tanti credono ancora alla democrazia del parlamentare invece dell’agire di Renzi e degli Agnelli. Tanti ancora credono all’italia perché affascinati dall’ideologia Fascista, eccellente, ma superata e non conoscono la vera storia perché nelle scuole di regime è ovvio che non la si insegna. Probabilmente questi traditori del paese dove sono nati attendono solo di sbattere la faccia contro il muro per ricredersi e se non lo faranno ci saranno i Centri di rieducazione Sociali e Nazionali a farlo. E per prima cosa sarà vietato sostenere inter, milan e Juventus. Mondo del calcio a parte, noi Nazionalisti Siciliani e Napolitani stiamo crescendo sempre di più

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  10. gino 7 mesi fa

    1) premesso che detesto saviano…
    2) non concordo con l’articolo. siamo cresciuti a film americani, western/polizieschi/guerra, con 30 morti al minuto e ora vi scandalizzate con gomorra (o suburra)?
    tra l’altro l’arte spesso serve a sfogare l’aggressività, non ad incoraggiarla.
    poi vorrei vede nero su bianco, e da fonti certe, le statistiche sul presunto aumento di violenza nel napoletano presuntamente causate da questa serie
    3) napoli ha indici di violenza maggiori rispetto alla media italiana, ma minori di molte città del nord europa (anhe in epoca pre-immigrazione)

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  11. Citodacal 7 mesi fa

    Il fascino del malefico avvince più della necessità del bene, poiché per quest’ultimo, ormai degradato a copia sbiadita e sentimentalistica entro un banale e psicologico “star bene”, occorrono impegno e sacrificio accolti volontariamente; il peggio induce a una sottile ed incosciente sottomissione attraverso la paura, la conformità e la giustificazione del fatto che, se si intravede un benché minimo senso e tolleranza in accadimenti gravi, possono più agevolmente accogliersi e giustificarsi le proprie manchevolezze meno appesantite. Dopodiché, vale pur sempre una sorta di mitridatizzazione a scopo contrario, ove un assorbimento infinitesimale e prolungato del veleno rende l’organismo immune ai danni del medesimo; nel nostro caso, invece, lo rende più assuefatto a non riconoscere il veleno come tale: più resistente dunque, ma solo in via apparente, poiché reso superficiale innanzi alla potenza corrosiva dell’intossicante.
    Questione di decadenza e assenza di coscienza piena del fatto che vivere adeguatamente un’esistenza umana, come la nave d’Ulisse che passa in mezzo alle sirene, è sempre un fatto eroico, almeno e soprattutto da parte di chi intenda farsi legare all’albero, ma anche per colui il quale, sapendosi non abbastanza forte da tener le orecchie aperte, ne sia tuttavia ben consapevole, e cerchi una liberazione graduale dalla mistificante, seppur comoda, occlusione.

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  12. GRAF 7 mesi fa

    MAFIA MAZZINI AUTORIZZA FURTI INCENDI ATTENTATI ,in giro per internet si trova quests formula di certo Mazzini era UN massone che tento Di accoppare diversi re ,I padri Della patria erano tutti massoni Garibaldi Mazzini cavour Vittorio Emanuele badoglio ,massoneria e mafia vanno sempre a braccetto ,LA mafia e’la bassa soldataglia al SERVIZIO dei circoncisi

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  13. ciò che preferisco di questo sito, sono proprio i commenti… ^^

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