Dietro la ritirata USA dall’Afghanistan un calcolo geopolitico


di Luciano Lago

Gli avvenimenti non sono mai come sembrano o come vogliono farli apparire.
Questa norma si può applicare anche agli ultimi eventi che si sono sviluppati clamorosamente in Afghanistan con l’improvviso e rapido ritiro delle forze USA dal paese.
E’ davvero tutto come sembra e come viene descritto dalle agenzie e dai grandi media, ovvero una ritirata precipitosa incalzata dall’avanzata dei talebani, con la resa dell’esercito afghano e la fuga dell’equipe del governo di Kabul?
Non ci sembra plausibile e piuttosto siamo orientati a credere che sia intervenuto un accordo segreto pianificato già da tempo che ha permesso tutto questo: ritiro forze USA, resa esercito afghano, campo libero e passaggio di consegne ai talebani.

L’ordine del ritiro e della resa è stato dato, non da Biden che non è in grado di dare qualsivoglia ordine, ma da ambienti del Dipartimento di Stato collegati al Deep State di Washington sulla base di un calcolo geopolitico.
Si può indovinare quale sia questo calcolo e, a nostro parere, questo si può riassumere nel creare un centro di caos in Asia occidentale con la possibiltà di propagarlo ai paesi vicini ed in particolare alla Cina ed alla Russia.

La politica del caos non è una novità ma è stata perfino teorizzata da alcuni strateghi di Washington e fra questi la stessa Hillary Clinton. Sembra quindi credibile che questa finalità sia stata adottata quando, negli uffici degli strateghi USA, si è analizzata la situazione dell’Afghanistan come non più sostenibile ed eccessivamente onerosa per seguire a mantenere le truppe ed i numerosi contractos USA nel paese. Meglio adottare un piano alternativo, devono aver pensato gli strateghi della Casa Bianca. Il piano che si intravede è quello di creare un caos in Asia e cercare di farlo esondare verso i paesi vicini ed è sembrata questa una soluzione vantaggiosa nel contesto della guerra ibrida(e non solo ibrida) contro la Cina, il principale concorrente della superpotenza USA.

Scene di fuga dall’aeroporto a Kabul (come a Saigon)

In particolare trasmettere l’infezione del terrorismo islamista verso la regione cinese del Sinkijang provocando un incremento delle spinte di secessione da parte dei gruppi terroristi che già esistono nel paese e sono utilizzati dalla CIA alla stregua di “ribelli” da sostenere contro Pechino.
La vecchia tecnica di sobillazione USA per destabilizzare paesi ostili torna semre valida nei piani delle teste d’uovo di Washington e non è difficile indovinare quale sia il piano del Dipartimento di Stato USA per creare problemi alla Cina e destabilizzare il suo ordine interno.

Questo sarebbe un obiettivo ben più importante di una stabilizzazione dell’Afghanistan a cui Washington non è mai sembrato interessato nel corso degli anni. La prova è nella situazione sempre precaria in cui il paese è stato mantenuto con una corruzione stratosferica del gruppo dirigente del paese, enorme crescita del traffico di droga e scarso controllo del territorio. Quindi perchè affannarsi tanto per un paese che interessa relativamente poco( se non per la sua posizione strategica) , la elite di potere di Washington?
Meglio giocarsi la carta del caos come già è stato fatto in altri paesi (dall’Iraq alla Libia, alla Siria, ecc..) con esiti disastrosi ma utili per la strategia USA ed Israele. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

I talebani padroni del campo in Afghanistan

Sarà un calcolo di lungo periodo per gli USA ma, in ogni caso, il ritiro e la sconfitta per quanto giudicato più utile in termini strategici, per il resto si sta tramutando in una catastrofe che potrà avere conseguenze disastrose per la credibilità di Washington sulla scena mondiale, in particolare per la perdita di credibilità e di prestigio della super potenza americana. Forse questo fattore non è stato sufficientemente soppesato dalla miope visione delle teste d’uovo di Washington. Gli effetti del ritiro americano e delle guerre distruttive si vedranno nel prossimo periodo ma una cosa è certa: il vecchio mondo unipolare dominato dalla superpotenza americana è tramontato per sempre.

25 Commenti
  • atlas
    Inserito alle 09:09h, 17 Agosto Rispondi

    terrorismo islamista …… «quando il nemico ti ha portato a combatterlo con le armi da lui scelte, a usare il linguaggio che lui ha inventato, a farti cercare soluzioni tra le regole che lui ha imposto, hai già perso tutte le battaglie, compresa quella che avrebbe potuto vincerlo» Sun Tzu

  • Mario
    Inserito alle 09:18h, 17 Agosto Rispondi

    PER LA PACE DI TUTTA L’UMANITÀ
    CANCELLARE LA RAZZA EBREA
    RIAPRIRE I CENTRI DI ACCOGLIENZA PER EBREI………BELZEC SOBIBOR TRIBLINKA BIRKENAU……
    W LA LIBERTÀ

  • Sandro
    Inserito alle 09:22h, 17 Agosto Rispondi

    Sicuramente non è come ce la raccontano, ma l’ipotesi del redattore l’articolo mi appare un po’ spinta. Di certo non c’è bisogno dei Talebani, ammesso che ne abbiano interesse, per fomentare disordine in Paesi ordinati. Un esempio? No, si offenderebbe l’intelligenza di non pochi.

  • STRICKLAND
    Inserito alle 09:39h, 17 Agosto Rispondi

    È molto semplice. Se Tg1, Tg5 e compagnia bella ci raccontano che le truppe USA si sono ritirate e i talebani hanno preso il. Potere, allora è l esatto opposto!!!
    Le truppe hanno voluto ritirarsi ed ai talebani è stato dato il “potere”

  • daniele vannini
    Inserito alle 10:18h, 17 Agosto Rispondi

    Questa lettura dei fatti non mi convince del tutto. Certo, adesso che la frittata è fatta si cercherà di approfittare per quanto possibile della situazione che si è venuta a creare: i Talebani sono pur sempre un’organizzazione estremista. Ma penso che siano poco propensi ad esportare la rivoluzione e meno che mai a fidarsi degli USA. L’idea che mi sono fatto è che l’abbandono dell’Afghanistan dipende soprattutto dall’insostenibilità della guerra nell’attuale contesto geopolitico. Le modalità stesse del disimpegno, francamente disastrose, quanto meno in termini d’immagine, mi fanno sospettare uno stato generale dell’impero affatto rassicurante.

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 10:24h, 17 Agosto Rispondi

    finalmente un articolo che analizza (in parte) la situazione e non si concentra sul tifo da stadio verso una precisa fazione.
    come ho già detto nei giorni scorsi è evidente che la nuova strategia yankee sia quella di destabilizzare l’area come è stato fatto in Medio Oriente, in questo caso per dare fastidio ai paesi vicini, non solo la Cina come riportato dal sig. Lago ma anche verso la Russia visto che ci sono numerose minoranze islamiche nel Caucaso e nel confinante Kazakhstan (sempre che l’abbia scritto giusto).
    In ultimo il Pakistan, paese confinante, paese membro del patto di Shanghai con Russia e Cina, che ora si trova a gestire una situazione delicata, tra profughi in arrivo e situationi di tensione.
    L’unica perplessità rimane sulla coltivazione dell’oppio che era appunto ripresa a spron battuto dopo l’ingresso statunitense nel paese, ora che ritornano i taliban smetteranno con la produzione ?
    .
    E al bizantino che già so che dovrà rispondere insultando perchè è l’unica cosa che è capace di fare invece di dialogare con chi ha opinioni diverse dalla sua, si vada a vedere il video di Fulvio Grimaldi dove parla molto accuratamente anche di questo aspetto, poi sicuramente mi sentiro rispondere che è un giornalista di regime, democratico, liberale, ecc ecc ecc

    • atlas
      Inserito alle 12:41h, 18 Agosto Rispondi

      dialogare ? (risata isterica in faccia). Non so chi sia questo bizantino ma IO, sulla base di queste fregnacce faccio di meglio: me ne vado al mare.

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 10:55h, 17 Agosto Rispondi

    Nel pieno compimento dell’””ideologia di mercato”, secondo cui Stato = spreco e Privato = efficienza, il capo del Pentagono dell’epoca, Donald Rumsfeld, volle introdurre elementi di mercato nella guerra: usare il meno possibile le forze regolari di Stati (costose) e più possibile contractors, che fu il nome nobile per mercenari. “Li paghi solo quando ne hai bisogno”, disse Rumsfeld. E non erano inceppati da stupidi codice etici e disciplinari, potevano essere usati per ogni operazione sporca : più “resilienti” ed efficienti dell’esercito, dunque. Rumsfeld chiamò la sua trovata Revolution in Military Affairs. Sorsero grosse ditte di militari private quotate in Borsa di cui la più famosa è la Blackwater; con un fatturato complessivo di 400 miliardi annui.

    Già del 2016 – leggo in un articolo di InsideOver – , 1 su 4 degli “uomini armati” che aveva gli scarponi a terra in Iraq e Afghanistan provenivano da appaltatori privati. Ma il contribuente, che invece attendeva il disimpegno delle truppe – iniziato il 15 febbraio 2019 in Afghanistan e non ancora pianificato per l’Iraq – non è mai stato messo al corrente di questa vera e propria guerra in “outsourcing“.

    I mercenari, per lo più gente addestrati nei corpi speciali, con alti stipendi, hanno prodotto al demoralizzazione dei soldati regolari, dalle paghe magre e disciplina dura. Ma non se ne è preso atto fino ad oggi.

    La UE ha applicato la privatizzazione a suo modo, mandando in Afghanistan miriadi di ONG “umanitarie” o assistenziali con il compito di assistere gli afghani nel rammodernare e riformare le loro istituzione (“medievali”) secondo i modelli occidentali, insomma di insegnargli la civiltà, specie nell’”emancipazione delle donne”. I membri delle ONG, forniti di indennità doviziose, andavano per sei mesi nel paese di cui non conoscevano nulla, e quando avevano imparato qualcosa, la loro missione finiva e i venivano sostituiti da nuovi arrivati. Basti pensare che all’Italia – con la magistratura Palamara che ha – fu affidata la riforma del sistema giudiziaria: decine di giudici nostri, distaccati in missione con gli emolumenti grassi, hanno fatto soldi così’. Il sistema giudiziario afgan non se n’è giovato. Invece l ’emancipazione delle donne fu gestita dalle ONG stipendiate segnò un indubbio successo nel senso che, per servire gli stranieri in grado di pagare bene, comparvero frotte di prostitute cinesi dalla gonna con lo spacco e locali notturni dove si bevevano alcolici, cosa che la popolazione locale (medievale) mancò di apprezzare come civiltà superiore..
    L’Afghanistan come kathekon islamico

    Di questo basti. Voglio segnalare che il Corano segnala l’Afghanistan come luogo metastorico, di freno al caos. Nella diciottesima Sura, Al-Kahf” (La Caverna), si racconta che un sovrano universale, (Dhul Qarnayn), variamente identificato dai commentatori islamici in Alessandro Magno o Ciro il Grande, che vi costruì un massiccio muro di ferro e che ricoprì di rame per bloccare l’irruzione di due popoli perversi di nome Yagog e Magog, che tormentavano gli abitanti .

    Qui il passo:

    O Qarnayn, invero Gog e Magog portano grande disordine sulla terra! Ti pagheremo un tributo se erigerai una barriera tra noi e loro”.

    Il sovrano rifiuta e dice invece:
    Disse: “Voi aiutatemi con energia e porrò una diga tra voi e loro.
    Portatemi masse di ferro”. Quando poi ne ebbe colmato il valico [tra le due montagne] disse: “Soffiate!”. Quando fu incandescente, disse: “Portatemi rame, affinché io lo versi sopra”.
    Così non [Gog e Magog] poterono scalarlo e neppure aprirvi un varco.
    Disse: “Ecco una misericordia che proviene dal mio Signore. Quando verrà la promessa del mio Signore, sarà ridotta in polvere; e la promessa del mio Signore è veridica”.

    “Fino al giorno in cui riusciranno ad abbattere quella barriera verso la fine dei tempi . Una volta battuta la barriera i due popoli si stenderanno in gran numero e passando si abbevereranno presso il lago di Tiberiade (in Palestina) prosciugandolo. Inonderanno la terra di misfatti e nessuno sarà in grado di fermarli”. Si è sempre pensato che Gog e Magog fossero i turchi o i mongoli. Ora intravvediamo che, forse, le forze del caso siamo noi occidentali.

    vediamo se moderate anche questo…

  • Armando Zambelli
    Inserito alle 11:06h, 17 Agosto Rispondi

    Gli Italiani dovrebbero lottare per ottenere l’indipendenza da gli USA. LIBERTA, LIBERTA LIBERTA.. Fuori subito dalla NATO

  • Palingenius
    Inserito alle 11:46h, 17 Agosto Rispondi

    Concordo in toto con ‘analisi di L. Lago, vado ad argomentare la mia visione sui fatti : i Talebani da sempre sono finanziati, armati ed addestrati dagli USA, sono un loro strumento così come l’Isis ed in generale tutto il fondamentalismo wahabita, Al Qaeda fu esattamente questo, contractors finanziati da USA, Sauditi etc… I Talebani sono stati prima usati contro l’espansionismo russo, poi per destabilizzare la regione e porre le basi del fondamentalismo che ha imperversato negli anni 2000 e con cui si è giustificato ogni atto imperialista da Bush in poi… Oggi semplicemente si porta a compimento una linea strategica iniziata da Obama, proseguita da Trump ed ora conclusa da Biden(o chi per loro): gli USA intendono mantenere la loro egemonia imperialista senza più sporcarsi gli scarponi e senza usare troppe risorse, anche perchè non se lo possono più permettere, allora preferiscono usare eserciti irregolari da loro teleguidati per conseguire i propri interessi geopolitici… Quindi a cosa servono ora i Talebani? Semplice, gli USA gli hanno lasciato il via libera per prendere il potere in Afghanistan ed in cambio pretendono il conseguimento di alcuni importanti obiettivi strategici:
    1- Destabilizzare la Cina attraverso la regione dello Xinjiang, terra degli Uiguri, una minoranza etnica turcofona, a maggioranza islamica, con forti connotati fondamentalisti e volontà indipendentiste, già radicalizzati da anni e foraggiati dagli USA , ora saranno magari direttamente i talebani ad organizzare gli Uiguri per portare il caos in quella regione.
    2- Altro obiettivo primario il Pakistan , Stato confinante che è stato spesso luogo di simpatizzanti talebani, oggi il Pakistan rappresenta un problema per il potere yankee, è una potenza economica non indifferente e soprattutto una potenza nucleare con un esercito di terra fra i migliori al mondo che da anni ormai si sta sempre più schierando verso l’asse eurasiatico, soprattutto grazie agli ottimi rapporti che intercorrono con la Cina e l’ostilità invece verso l’India che è in orbita atlantica, il Pakistan deve essere normalizzato perchè è diventato uno Stato troppo sovrano…
    3- Ultimo ma non ultimo l’eterno nemico dei neocon sionistoni americani, ovviamente l’Iran, dopo i vari fallimenti nei conflitti in Siria, Libano , Iraq etc si deve continuare l’opera di accerchiamento e neutralizzazione dell’ultimo baluardo anti-mondialista : , basta guardare una cartina geografia per capire, non serve altro…

    Insomma , questa è la classica operazione con un eterogenesi dei fini, si perseguono più obiettivi contemporaneamente, in tutto ciò non bisogna altresì dimenticare l’importanza che l’Afghanistan rappresenta per il traffico di droga, armi, greggio che adesso i talebani si occuperanno di smistare per conto dei padroni yankees che se ne staranno tranquillamente comodi sulle loro poltrone a godersi i frutti del loro lavoro, chissà se il servizio di “delivery” funzionerà come loro hanno progettato o ci sarà qualche falla nei loro diabolici progetti.

  • Farouq
    Inserito alle 11:57h, 17 Agosto Rispondi

    Motivo del ritiro?
    Probabile scambio di atomiche tra India e Pakistan

    • Hannibal7
      Inserito alle 15:58h, 17 Agosto Rispondi

      FAROUQ è una sua supposizione oppure ci sono segnali e/o notizie a riguardo???
      Grazie
      Saluti

      • Redazione
        Inserito alle 19:21h, 17 Agosto Rispondi

        Disponiamo di seri indizi a riguardo di questa ipotesi e, assieme ad altri analisti, stiamo raccogliendo prove documentali che attestino la concretezza di questa strategia americana. Per altro nei mesi passati i servizi di intelligence iraniani/russi avevano registrato il trasferimento di un certo numero di elementi dell’ISIS in Afghanistan trsbordati da elicotteri presumibilmente americani. Ci riserviamo di dettagliare questa nostra tesi in successivi articoli.

        Luciano Lago

    • cinaski
      Inserito alle 18:19h, 17 Agosto Rispondi

      Ma se le hanno già entrambe.(e sono nemici acerrimi!)! …per quale motivo di tennero scambiarsi le atomiche come figurine scusami??????

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 12:18h, 17 Agosto Rispondi

    interessante analisi

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 12:21h, 17 Agosto Rispondi

      poi cerchero di capire perchè se scrivo due parole due di numero come sopra il commento viene pubblicato, se vado oltre le 6-7 righe il commento va in moderazione e viene cancellato come è successo due volte in questo articolo

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 12:21h, 17 Agosto Rispondi

    moderazione

  • Bertha
    Inserito alle 16:56h, 17 Agosto Rispondi

    Nessuno si è accorto,la guerra era finita, quando il pakistan ha chiuso il proppoi spazio aereo agli americani….non cera modo di entrare in pakistan.

  • cinaski
    Inserito alle 18:14h, 17 Agosto Rispondi

    Punto di vista interessante ma con una PECCA ENORME/FALLACIA ENORME nel ragionamento. ..Che lascia dubitare fortemente dell’analisi complessiva. .. e molto più probabile che sia solo una parte di una strategia più ampia. Perche NON SI PUO ignorare (caxxo) il fatto che :
    è IMPROPONIBILE il paragone fra moscerini come Irak,Siria e Libia,CON UN PACHIDERMA(Economico,Militare e Politico!) come la Cina!!! E Giocoforza le strategie non possono essere le medesime o essere applicate aspettandosi di avere i medesimi risultati. Anche dai Dementi o “teste d’uovo” se preferite, occidentali !

  • Pippo
    Inserito alle 19:02h, 17 Agosto Rispondi

    Secondo me gli Usa, paese canaglia per eccellenza, si sono ritirati perchè hanno in mente di colpire il bersaglio grosso: l’Iran. Il padrone Giudeo è esigente con i Goym Americani.

    • Udine
      Inserito alle 19:24h, 17 Agosto Rispondi

      Questa mi sembra l’analisi più corretta !

  • antonio
    Inserito alle 21:36h, 17 Agosto Rispondi

    difficile che i cinesi si facciano fregare, da Talebani, yankee o jews
    amio parere riusciranno a far delle terre afgane un paradiso fertile everde con iinfrastrutture e opere civili e turistiche viste le meraviglie naturali che offre, tipo il monte di 7’500 m a nord est

  • Edoxxx
    Inserito alle 21:38h, 17 Agosto Rispondi

    Li hanno distrutti, poco da aggiungere! Adesso avranno più stabilità

  • luca
    Inserito alle 00:43h, 18 Agosto Rispondi

    Troppo complottismo, il mio parere e’ che la situazione era divenuta semplicemente insostenibole per gli Usa.
    Troppi fronti aperti e troppa diatriba interna (non dimentichiamo che in Usa c’e’ la maggior parte della popolazione che ha capito che esiste un’oligarchia, anzi in’associazione a delinquere, che vuole dominare tutto il mondo).
    I Padroni cominciano ad avere paura, a intravedere la loro fine.
    Massima allerta, non molleranno la presa senza il “muoia Sansone con tutti i filistei “.

  • Teoclimeno
    Inserito alle 14:18h, 18 Agosto Rispondi

    L’analisi fatta dal Redattore dell’articolo è sostanzialmente corretta, in quanto prende in considerazione la posizione geostrategica dell’Afganistan, che è attorniato dagli stati “Stan”, il Passo Khyber e sul lato orientale controlla il famoso corridoio Khan, che confina per una settantina di Km. con la Cina, esattamente con il Sinkiang. Invece per quanto riguarda la feccia ebrea ed anglo-sionista americana, sono nel solco della tradizione: portano morte e distruzione.

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