"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Diego Fusaro e il coraggio di Pensare altrimenti

Il dissidente per eccellenza, o meglio l’uomo in rivolta, Diego Fusaro, si dimostra concettualizzandolo in “Pensare altrimenti”, un saggio appena pubblicato da Einaudi, e già in ristampa.

“Pensare altrimenti” è un’invocazione urlata, affinché il pensiero dissidente si espanda. Fusaro avverte la necessità di una cultura rinnovata che si ribelli alla mercificazione e all’omologazione sociale. Compie un’accurata analisi fenomenologica sulle figure del pensare altrimenti, sulle declinazioni del dissenso, soffermandosi, ad un certo punto del saggio, sulle due ali del potere: “Destra del denaro, sinistra del costume”.

Qui, punta il dito contro ideologie, non più ritenute tali, che in questi ultimi anni hanno incalzato per affermare un relativismo fuorviante, un narcisismo alienante sottesi da quella che Simmel definiva la “Filosofia del denaro”; le relazioni sociali, la vita, l’individuo disumanizzato esistono in un perdurante gioco di interessi.

E allora, per fermare queste dicotomie, o sterili dualismi come li definiva Umberto Eco, facenti parte di una cultura manichea, Diego Fusaro induce a riflettere sulla situazione attuale e sul passato, esortando a pronunciare il “No” dell’“Uomo in rivolta”, di Camus, che non è solo semplicemente dissenso, rifiuto, ma un invito a maturare ciascuno come soggetto, “ossia come portatore di una visione critica e personale, scelta liberamente e non accettata passivamente perché imposta dall’ordine simbolico dominante” (p. 15). Aleggiano, dunque, gli spiriti di Camus, Spengler, Gramsci. In tal senso, Fusaro sostiene che anche la “filosofia debba dissentire col suo ragionamento rispetto al «si dice» omologato e all’inerziale accettazione consensuale dell’ordine delle cose; o anche, in termini gramsciani, con il momento della purificazione, per via dialogica, del «senso comune», di modo che esso diventi consapevole di sé e acquisti uno statuto critico” (p. 34).

È un pensiero militante, quello di Diego Fusaro. È una nuova politica. Evoca in questo scritto, un’accorata umanità davanti all’attuale menzognera pluralità, o multiculturalità, e svuotati di contenuto questi termini non hanno nulla da raccontare. Per l’appunto, accogliere e vivere in un mondo multiculturale, non significa abbattere le differenze, annullare l’identità di ogni popolazione, come d’altronde si è spesso fatto in passato, per abbarbicarsi ad unico idolo che è quello del mercato e del consumismo. E da qui, è necessario ripartire per ribellarsi ad un “consenso di massa” omologato e per difendere le proprie idee e in particolare, la dignità di essere umano.

A tal proposito, incisivo è l’incipit di “Pensare altrimenti” di Diego Fusaro: «A chi ha ancora il coraggio di camminare con la schiena dritta e di difendere fino alla fine le proprie idee». E di coraggio si tratta per l’appunto, di avere la forza e la consapevolezza di pensare liberamente e ribellarsi, certi da soli di non cambiare il mondo; tuttavia, sicuri che “mai il mondo potrà cambiare i veri ribelli”. E dunque, Diego Fusaro, con “Pensare altrimenti” pensa fuori dal gregge, e critica ciò che è, auspicando un futuro diverso dall’oggi. Un pensiero unico politicamente corretto non partorisce genialità, né esseri autonomi e pensanti, “abbi il coraggio di pensare, di uscire dallo stato di minorità”, il manifesto illuminista kantiano, al quale forse si dovrebbe rivolgere nuovamente lo sguardo per svegliarsi dal sonno dogmatico della ragione.

Dissentire, ecco, sì, opporsi al consenso imperante, al pluralismo del villaggio imperante, si può, si deve.

* Alessandra Peluso

Conferenza Fusaro

 

DIEGO FUSARO, “Pensare altrimenti. Filosofia del dissenso” (Einaudi, Torino 2017).

VENERDÌ 8 SETTEMBRE ALLE 21 IL CIRCOLO LA TERRA DEI PADRI A MODENA RIAPRIRA’ LA SEDE CON LA CONFERENZA DI DIEGO FUSARO SUL TEMA “FILOSOFIA DISSIDENTE”

Modena, via Nicolò Biondo, 297

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  1. Giorgio 2 mesi fa

    Diego Fusaro mi è simpatico perché ci mette la faccia e non alza fumose barriere ideologiche, inoltre usa la filosofia pragmaticamente.

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  2. Eugenio Orso 2 mesi fa

    Diego Fusaro deve moltissimo al pensiero di Costanzo Preve.
    Il discorso sulla destra del denaro e la sinistra del costume è stato, ripreso e sviluppato, anni fa , dal povero Costanzo. Lui stesso mi disse, all’epoca, che non era entusiasta della definizione “sinistra del costume”, ma che si trattava di discernere fra una sinistra buona e una cattiva e una destra buona e una cattiva.
    Con questo capitalismo si sono affermate la destra e la sinistra cattive, a scapito delle altre.
    Siamo dominati, ormai, da decenni dalle due forze al servizio del neocapitalismo imperante e la genesi della sinistra del costume deve essere ricondotta al cosiddetto fallimento del Sessantotto, in cui la “rivoluzione” c’è stata, ma in senso nuovo capitalista e globalizzante.
    Partendo dal pensiero filosofico di Costanzo Preve, Fusaro non può sbagliare.

    Cari saluti

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    1. Jane doe 2 mesi fa

      E bravo Eugenio! Giusto.

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    2. Ireneo Corbacci 2 mesi fa

      Non la vedo in modo così semplice come Orso: Fusaro, che dissidente nelle categorie fondative non è (basta per tutte ricordare la sua lettura gentilianamente spianata di Hegel, per non dire della sua ricerca da spot promozionale del Marx che lui voleva “bentornato”), non può dirsi veramente allievo di Preve. Saccheggiare pro domo propria (per fondare non una propria teoria, bensì una propria “carriera”) non lo fa allievo di nessuno.
      E’, semmai, un notevole esponente culturale auto-intraprendente che sta tutto dentro la generazione Erasmus: e lo posso dire per diretta esperienza, avendolo “frequentato” sin da quando, sul finire degli anni ’90, aveva cominciato a mettere materiali sul proprio primitivo sito di filosofia (filosofico.net)…
      Non so se a Modena ci daranno la possibilità di parlare (presumo di no). Tuttavia, se ci danno 10 minuti siamo in grado di argomentare adeguatamente quanto sopra, rispondendo così anche ad Eugenio Orso e a tutti quanti stanno in qualche modo “pompando” l’immagine di questo filosofo sedicente dissidente e “ribelle”, molto mediatico e, a suo modo, pericolosamente avviato verso la costituzione di una novella forma di fake opposition…
      Saluti e arrivederci a Modena.
      Ireneo e amici

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      1. Eugenio Orso 3 settimane fa

        Mi dispiace contraddire, ma io non devo favorire la carriera di alcuno …
        Non ho come scopo (recondito) quello di sostenere Fusaro, ma, più semplicemente, come uomo della strada che non ha niente da perdere e nulla da guadagnare, scrivo quello che penso, da libero pensatore senza vincoli e debiti …

        Cari saluti

        P.S.: alcuni rilievi non propriamente positivi su l’enfant prodige della filosofia italiana sono … veri.

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      2. Eugenio Orso 3 settimane fa

        Dimenticavo di precisare che se Fusaro ha avuto un mentore, o più semplicemente un padrino “accademico”, nella persona di Vattimo, il suo vero Maestro dal punto di vista filosofico è stato Costanzo Preve …
        Ci sono i libri di Fusaro (come, ad esempio, Minima Mercatalia, Filosofia e Capitalismo) che lo testimoniano ampiamente.

        Cari saluti

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      3. Aldus 3 settimane fa

        Giordano Bruno lo avrebbe definito un semplice Pedante.
        Non è ciò che vuol fare credere.

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        1. Anonimo 3 settimane fa

          Curioso. Anch’io sono visitato da questa crescente percezione.

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        2. Citodacal 3 settimane fa

          Curioso. Anch’io sono visitato da questa crescente percezione.

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  3. Ennio 2 mesi fa

    Fusaro fa ottime diagnosi. Ma nelle terapie non è dissidente, ma ripropone a livello più piccolo lo stesso schema oligarchico che combatte a livello transnazionale.
    Spero solo che non sia sotto i riflettori per garantirsi un futuro vitalizio da parlamentare.

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  4. Werner 2 mesi fa

    Il PD rappresenta senz’altro “la destra del denaro e la sinistra del costume” a cui fa cenno uno dei commenti che mi precede. Esso inoltre rappresenta più di tutti gli altri ciò di cui teorizzò il filosofo Del Noce alla fine degli anni settanta, ovvero la nascita del “Partito Radicale di Massa”, in quanto ultraliberista in economia e progressista sul piano politico-ideologico.

    E’ incredibile come un partito come quello dei Radicali, che ha sempre ottenuto percentuali da prefisso telefonico, ha sempre ottenuto tutto ciò che chiedeva e abbia influenzato tutta la politica italiana.

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    1. Aldus 2 mesi fa

      Se pensi che il Pannella chiedeva e proponeva che l’Italia divenisse uno degli Stati Uniti tipo le Hawhai, che la sua discepola Bonino è la serva più serva di ogni servo degli USA, avrai già capito tutto, circa la nostra colonia Italia.

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    2. Anglotedesco 2 mesi fa

      IL PARTITO RADICALE? Un partito mondialista,pericoloso e troppo sottovalutato

      http://anglotedesco.blogspot.it/2017/05/il-partito-radicaleun-partito.html

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      1. Werner 2 mesi fa

        In uno stato normale sarebbe stato messo al bando, perché è chiaro che si tratta di una forza politica eversiva il cui obiettivo è demolire l’ordine naturale delle cose. Purtroppo invece gli è stata assicurata la sopravvivenza, e la sua emittente radiofonica riceve annualmente sostanziosi finanziamenti pubblici.

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  5. Citodacal 2 mesi fa

    A ben vedere, ogni pensare autentico è sempre un altrimenti, anche quando condivide un pensare già proposto e articolato, poiché lo deve assimilare piuttosto che ossequiarlo o farlo semplicemente proprio per mera coincidenza d’opinione: lo deve ripercorrere e ricreare comunque; il pensiero dunque riconosce il pensare da dentro, l’opinione osserva superficialmente da fuori e sceglie sulla base della sensazione (quanti “pensatori” siano invero semplici opinionisti diviene più facile da intendere secondo queste premesse). Ragion per cui Jules Renard poteva scrivere: “Libero pensatore: basterebbe dire pensatore”.

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  6. Aldus 2 mesi fa

    Sarà un bel giorno quando nelle scuole medie ed elementari si farà studiare la storia reale contemporanea.

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  7. gino 2 mesi fa

    sinistra del costume? bah! io direi che lo sdoganamento di malattie mentali e perversioni sessuali, anzi la loro elezione a “migliore”, hanno poco a che vedere con la sinistra vera.
    sono problemi nati quando la sinistra smise di essere di classe, quando divenne di moda fra le classi borghesi e aristocratiche (specie in america) che erano colme di gente malata e perversa.
    ad esempio la sessualità… una battaglia per un RITORNO a una sessualità libera, sana, esuberante, arcaica era certamente di sinistra. e a mio avviso buona e auspicabile. ma questa era la sessualità tribale della polinesia, o delle popolazioni mediterranee pelasgiche, PRE indoeuropee.
    e non contemplava lgbt o coprofili o sadomaso o zoofili. nè tantomeno contemplava i tabù terroristi giudeo-cristiani.
    ma una sessualità Naturale del genere si addiceva ai malati mentali e finocchioni dei college inglesi o vaccari californiani?
    NO!
    ecco che in california negli anni 30 nacque il “politicamente corretto”, non come lessico ma come PROGETTO POLITICO-CULTURALE con cui infestare il mondo.
    ma la soluzione sarebbe il ritorno, da voi de destra auspicato, impossibile (per fortuna), agli altrettanto malati tabù religiosi tradizionali? torniamo alla verginità prematrimoniale alla blondet? a lapidare gli adulteri?
    no, occorre una SINISTRA POLITICAMENTE SCORRETTA, occorre tornare a stigmatizzare cosa è sano e cosa è malato e ostacolare culturalmente l’espansione del malato, ed eventualmente curarlo.

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    1. Tania 2 mesi fa

      Gino, mi piace moltissimo quello che hai detto, queste sono le ragioni per cui lottavo, in cui credevo ai tempi della contestazione, non volevo la DEPRAVAZIONE ma la LIBERTA’ di fare cose sane che ci rendessero felici. In mezzo si misero gli opportunisti da te citati, che ogni occasione è buona….

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      1. gino 2 mesi fa

        come vedi dominano i “non mi piace” al mio commento. malati di ideologia, di dx e di sx, ci porteranno alla rovina.

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        1. Walter 2 mesi fa

          I “non mi piace” dimostrano solo che sei una persona che ragiona con la propria testa, piuttosto che conformarti alla demenza altrui.

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          1. gino 2 mesi fa

            non mi disturba, ci sono abituato fin da quando dissi ai kompagni, all’età di 14 anni, “il femminismo degenererà in una nuova religione”.
            come profeta sono sempre stato bravino… però mi erano scappati i gay :))

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          2. Giorgio 2 mesi fa

            Le sue parole mi fanno dubitare di E. Orso, qualsiasi cosa scriva i “Mi piace” fioccano, tutta invidia.

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        2. mardunolbo 3 settimane fa

          Gli atei, ovvero i senza fede sono come la Mãrgherita Hack: brutti, superbi (la superbia impedisce di scorgere l’Eterno ed inchinarsi a Lui)e presuntuosi(“sanno tutto della vita”,mentre il cinismo li sotterra giorno dopo giorno…)

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  8. mardunolbo 2 mesi fa

    Il circolo “la terra dei padri” ha avuto un incendio doloso ad opera della sinistra, prevalente in Modena come in altre zone dell’Emilia, appunto per considerare bene quel che e´, da sempre, la “sinistra” politica. ..

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  9. Paolo 3 settimane fa

    In questol paese di sterco (italia) ci sono negri di regime, froci di regime, opposizioni di regime, filosofi di regime.
    Fusaro fa parte di quest’ultimi.

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  10. Maxilib 3 settimane fa

    Buon giorno a tutti,premetto che sono ignorante il mio grado di istruzione è la terza media ,leggo spesso queste pagine e ringrazio tutti per rendermi un po’ più informato sui fatti e più “colto”.Ora però sono in corto circuito grazie a voi e proprio non capisco e chiedo il vostro aiuto ,vedo articoli economici,politici etc…molto ben spiegato e con le loro ragioni ma nella mia ignoranza oggi mi è apparsa una visione ;),quella di due bravissimi meccanici che si accapigliano sulla riparazione di un motore ,si confrontano per ore ,poi osservano il ragazzo di bottega versare cocacola nel serbatoio la macchina non parte e quindi continuano ad accapigliarsi su aspetti tecnici del motore.Faccio due esempi in politica estera ,la costituzione ammette deroghe ai propri articoli in situazioni di parità con altri stati,voi vedete parità dell’ Italia all’ interno Delle alleanze varie di cui fa parte?Altro esempio di politica interna ,leggo da tutte le parti parole come Lobby,Stato Profondo,Corporazioni,Poteri Forti etc ,se ne parla tranquillamente ma questi non sono in netto contrasto con l’ articolo 3 della costituzione?Aspetto risposta da chi più colto di me e spero che tutto quello che ho scritto sia dovuto alla mia ignoranza ne sarei sollevato

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    1. Citodacal 3 settimane fa

      Ignoranza e intelligenza (preferisco chiamarla vivacità d’intelletto) non dipendono necessariamente dal grado d’istruzione formale, ragion per cui si possono annoverare persone colte ed istruite, ma poco dotate della vivacità summenzionata e persone invece poco scolarizzate, ma ricche in volontà d’indagine: un conto quindi è acculturarsi (il che, ovviamente, non guasta), un altro provare ad osservare ed apprendere come funzionano pensiero, ragionamento ed intuizione; dovendo proporre un paragone abbastanza basale, potrei ricondurre l’acculturamento al riconoscere i pezzi degli scacchi e l’intelletto al comprenderne le regole e le concatenazioni di gioco. La esorterei pertanto a concentrarsi sulla seconda parte testé delineata, senza preoccuparsi troppo del suo diploma scolastico; si metta alla prova da se stesso (come del resto sta già facendo), perseveri con fiducia e pervicacia e scoprirà per via diretta possibilità sconosciute dell’intelletto che i libri non sono in grado di rivelare.
      Dopodiché, in merito ai quesiti sollevati, posso soltanto ricordare come l’articolo 11 della Costituzione (che credo anche Lei conosca) reciti: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
      Se ne evince che, diversamente dalla limitazione in condizioni di parità e con scopi ben precisi, la cessione di sovranità nazionale (quella perorata ad ampie mani dal “paladino” Monti et similia) sia del tutto incostituzionale (vedere ad esempio http://www.studiolegalemarcomori.it/i-trattati-europei-sono-illegittime-cessioni-di-sovranita-il-tribunale-di-genova-verso-la-sentenza-ecco-la-memoria-conclusiva/ ed altre fonti); sicché, a prescindere dall’evidente disparità tra stati aderenti all’UE (ad esempio i vari sforamenti alle norme comuni che la Germania si concede, imponendo invece agli altri l’assoluta severità), rimane di fondo il fatto che la cessione di sovranità, avvenuta e auspicata ulteriormente, sia a netto contrasto coi principi della Costituzione italiana (ma tanto ora ci pensa Macron a far piazza pulita di quel che resta degli stati nazionali…).
      Se l’esempio dei meccanici intende significare che il problema non sia dovuto a natura tecnica, bensì a un vizio di fondo il quale passa inosservato (???) oppure seppellito sotto tonnellate di disquisizioni tecniche azzeccatissime ma sostanzialmente inutili (mancando a monte una reale volontà), ne ricavo anch’io la stessa percezione (il che non è troppo consolante…).
      Buona giornata.

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      1. Maxilib 3 settimane fa

        La ringrazio vivamente per la risposta mi sembra anche di cogliere un benevole complimento verso di me e di questo la ringrazio.Pero la sua risposta incupisce ancor di più la situazione citata nel mio post,visto che dalla sua opinione espressa si deduce che ci possano essere palesi violazioni della nostra costituzione che per nascita mi ritrovo,chiedo dove sono i sapienti che hanno gli strumenti che io non ho,è che per ragione di questi strumenti non rivendicano l applicazione della costituzione?Per quanto credo io e posso sbagliarmi questa rivendicazione non sarebbe politica ma giuridica.Un forte dubbio mi assale e ritornando ai due meccanici bravissimi dirò:non è che il loro interesse primario sia prevalere l Uno sull’ altro invece di far funzionare la macchina?la saluto e la ringrazio in anticipo se avrà il tempo è la bontà di rispondermi ;).

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        1. Citodacal 3 settimane fa

          Lo stesso dubbio mi si è ripresentato allorché, qualche giorno addietro, lessi come, secondo alcuni avvocati di conoscenza del Dott. Montanari, il decreto che rende obbligatoria la vaccinazione multipla (ora anche il Veneto s’allinea e sospende il decreto di moratoria di due anni) violi una decina d’articoli nazionali ed europei, mentre se il sottoscritto infrange il codice stradale può solo contare – e in via niente affatto civile e costruttiva – sul conoscere un funzionario che faccia sparire il verbale di contravvenzione dai registri.
          Sono piuttosto avulso dalla materia giuridica, pertanto capacitato solamente a deduzioni frutto del buonsenso. Esistono tuttavia giuristi, come il Dott. Luciano Barra Caracciolo (http://orizzonte48.blogspot.it/), Presidente di sezione del Consiglio di Stato, che segnalano ripetutamente le incongruenze (ad esempio col testo “Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile tra costituzione e trattati europei” uscito nel 2013), senza che ne sortisca un effetto reale.
          Tutto ciò contribuisce a certificare (ma attenzione al linguaggio, sennò si passa per biechi complottisti – peraltro, qualsivoglia manovra di forma e natura occultamente sediziosa non è forse un complotto?) il fatto che il potere economico-finanziario mondiale abbia ormai ampiamente ed operativamente travalicato quello politico-giuridico, nella semi-indifferenza della maggioranza la quale fatica a percepire come le istituzioni stiano diventando sempre più di facciata (in modalità tali da rivelare, a un’osservazione attenta, come funzionino e vengano ampiamente adottate le tecniche di comunicazione e persuasione di massa, poggiantesi sulla psicologia umana effettiva e ignota alla maggior parte). Questo credo sia il punto drammaticamente fondamentale su cui riflettere approfonditamente.
          In merito all’aneddoto dei due meccanici, che ora mi è più chiaro, lo definirei una tara endemica di un certo modo d’essere, vivere e pensare che si è andato acuendo negli ultimi secoli (se consideriamo la filosofia sociale positivista che dichiaratamente afferma come il fiorire e il progredire d’una società si fondino più sul vizio e sull’egoismo umano, che non sulla virtù e sul senso di comunità, ci accorgiamo d’esser finiti lontani eoni dalla mentalità che ha edificato le civiltà degne del nome).

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          1. Maxilib 3 settimane fa

            La ringrazio vivamente per la risposta mi sembra anche di cogliere un benevole complimento verso di me e di questo la ringrazio.Pero la sua risposta incupisce ancor di più la situazione citata nel mio post,visto che dalla sua opinione espressa si deduce che ci possano essere palesi violazioni della nostra costituzione che per nascita mi ritrovo,chiedo dove sono i sapienti che hanno gli strumenti che io non ho,è che per ragione di questi strumenti non rivendicano l applicazione della costituzione?Per quanto credo io e posso sbagliarmi questa rivendicazione non sarebbe politica ma giuridica.Un forte dubbio mi assale e ritornando ai due meccanici bravissimi dirò:non è che il loro interesse primario sia prevalere l Uno sull’ altro invece di far funzionare la macchina?la saluto e la ringrazio in anticipo se avrà il tempo è la bontà di rispondermi ;).

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          2. Maxilib 3 settimane fa

            Non voglio scendere nel complottismo certamente,ma se diamo per assodato che la costituzione viene “aggirata”da gruppi di miei pari per interessi privati, visto che l ordinamento è democratico,la stessa costituzione continua ad avere effetto morale,politico,etc sugli altri?e gli altri potrebbero pur chiedendone il rispetto avere “conseguenze'” da chi l aggira?Se si il problema non sarebbe più il fatto di aggirarla ma l uso che ne venisse fatto che sarebbe ancor più in contraddizione con la carta stessa.Prometto che è l Ultima domanda per oggi 😉 ho abusato anche troppo della sua pazienza

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  11. Aldus 3 settimane fa

    Molto bene hai fatto a chiarire queste cose. Una sorta di futuro saviano della filosofia diciamo pragmatica e politica. Uno che si cerca il suo spazietto. Io mi ci annoio: per me l’unico discorso che voglia tirare in ballo il pensiero europeo, è quello che ritorna ai classici antichi romani e greci e poi va nel pensiero del Rinascimento proprio poco prima che deviasse nel meccanicismo universale. E’ qui che va cercato il propulsare nuovo, il plinto da cui ripartire, perché fu proprio allora che molti deviarono nel meccanicismo e da qui nel sensismo. La base era il legame con un Intelletto espressione del pensare bene, agire bene, progredire pro salute populi. E il pensare bene pro salute populi è il riflesso immediato del contatto del vero filosofo con Dio visto quale Sole universale. Ad Heidelberg si cercò di attuare una cosa siffatta, (vedi anche il pensiero di Comenio) , le truppe papiste distrussero quel centro e la sua biblioteca, e molti testi e manoscritti vennero rubati e incamerati dai gesuiti e portati a Roma.

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    1. Aldus 3 settimane fa

      Volevo col post qui sopra rispondere a Ireneo Corbacci.
      In più dico che è meglio che costui sia da subito ridimensionato. E poi gli manca l’esperienza di vita diretta: è solo un PEDANTE, come lo avrebbe giustamente definito Giordano Bruno. Pedante è colui che si attiene a dogmi e controdogmi, ad astrusi ragionari dialettici, ma non ha mai avuto la visone del Sole della Conoscenza, del suo vero Sè, del suo Pimandro. E osa fare il filo-sofo.
      Pussa via!

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      1. Citodacal 3 settimane fa

        Ma ormai, con le dovute e ignote eccezioni che fanno altro per sbarcare il lunario, la figura del “filosofo” è questa, non più quella delineata dai vari Diogene, Socrate, Seneca, Parmenide, Eraclito ed Epitteto (poiché anche Platone ed Aristotele sono stati dissezionati alla grande, riadattandone l’ampia visione al meccanicismo crescente): è il professore di filosofia, oppure il filosofante (il che non gli nega una brillantezza di pensiero, che tuttavia rimane spesso sterile nel suo dogmatismo mentale, in barba ad Aristotele stesso allorché scrive esplicitamente che si conosce davvero ciò che si “è” realmente – un libro soltanto dunque, un discorso dialettico, per quanto superbo, una asserzione puramente mentale e frutto del mero concatenamento sillogistico e non intuizionale…?).

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        1. Giorgio 3 settimane fa

          Aldus e Cito, come ho scritto nel mio prisco commento detengo un’impressione totalmente diversa dalla vostra sul Nostro.
          Mi trasmettete la sensazione di essere affrettati nelle vostre conclusioni, lei Cito, anche su Zaia.
          Sono profondamente amareggiato e deluso perché in questa occasione, per lei Cito più Zaia, vi scopro dei boccaloni.
          Il Maestro ci ha suggerito di giudicare dai frutti e non dalle parole, quindi che Fusaro sia licenziato in filosofia od in qualsiasi altra branca dello scibile umano poco importa, fondamentale è che Fusaro può dire io c’ero e voi?
          Adesso non mi cadete dalle nuvole perché in tu ed il tubo potete constatare ogni testimonianza, perciò il caloroso invito che vi rivolgo è: meno parole e più fatti.
          A rileggervi.

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          1. Citodacal 3 settimane fa

            Non vedo ove abbia tirato in ballo Zaia; semplicemente ho riportato una notizia di dominio pubblico, senza esprimere alcuna considerazione.
            In merito a Fusaro, a prescindere dalla sua possibile utilità politica, non ne condivido certi atteggiamenti e certe inflessioni di pensiero; dunque non ne faccia una questione personale, se la mia valutazione non coincide con la sua. Peraltro, qualche soggetto che ebbe modo di conoscere direttamente Preve, mi confermò il modo in cui, per Fusaro, “…quel che c’è di buono non è suo, e quel che c’è di suo non è buono”; anche qui questione di valutazioni, certamente, ma in questo caso si potrebbe affermare che sia lo stesso Fusaro a raccogliere i frutti dall’albero di Preve e non interamente dal suo (oltremodo, ci sono frutti e frutti, e di diversa natura e ordine…).
            Che esclusivamente Fusaro possa dire “Io c’ero” dipende dall’ambito di azione pertinente al singolo individuo; per quanto compete alle nostre rispettive possibilità, ci sono pure io, così come c’è Lei e tutti gli altri cittadini che, seppure in via anonima e senza pubblicare o finire in tv fanno qualcosa per contrastare lo status quo anche soltanto passando notizie ed esprimendo valutazioni fuori dal coro ad amici e conoscenti; questo è il senso ampio di comunità che posseggo: altrimenti significa, allineati alla vulgata, che nelle battaglie combattono soltanto i generali, quelli veri o quelli con le semplici stellette sulle spalle (e la Storia dimostra quanto sia totalmente falso ciò).

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          2. Anonimo 3 settimane fa

            Lei scrive: “Zaia; semplicemente ho riportato una notizia di dominio pubblico, …” appunto! Lei si è adeguato alla voce della strada e da lei non me lo sarei mai aspettato dal momento che riflette una profonda discrasia.
            Seguo minuto per minuto la vicenda Zaia ed il resto d’Italia, l’unico politico che si è preso la briga di assumere una posizione personale scontrantesi con quella del governo, tutto il resto è fuffa.
            Fusaro ha preso la parola alla manifestazione di Pesaro per la libertà di scelta terapeutica spacciata per il main-stream come no-vax, niente di più falso.
            In quella piazza c’erano oltre 60.000 persone e lui con la sua presenza, anche se fosse stato zitto, si è schierato.
            Tutto il resto al sottoscritto, come ho già scritto, non m’importa nulla.
            Chi sa e si rifà a Preve mi ha già definito “testa di cazzo” e tanto mi basta, ma per la preparazione nozionistica qui presente è più che sufficiente.

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        2. Aldus 3 settimane fa

          Meglio la Filosofalità che la filosofia.

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          1. Giorgio 3 settimane fa

            L’ironia è sempre e comunque piacevole, ma non giustifica.
            Lei resta in fallo, Aldus.

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  12. Riki 2 settimane fa

    Guarda Maxilib che la pazienza è come la tolleranza: non esistono. Mentre l’ignoranza è un campo che si coltiva; si nasce dotati e si perde la virtù man mano che si invecchia. Crediamo di vivere nella democrazia ma viviamo in una dittatura. L’elite vuole dei robot consumatori, senza personalità, con emozioni indotte. Ieri ho visto una scalmanata al bordo di una piscina, che con una musica orripilante e gesti goffi violenti e ripetitivi, insegnava acquagym o come cazzo si chiama non me ne frega niente, a dei clienti immersi in acqua che cercavano di imitarla. Basta osservare per dedurre che non ci sarà via di scampo. I desideri indotti e il sonnifero per dormire a occhi aperti è la droga più richiesta. Scherzo, tanto cosa ci vuoi fare? Andare in un circolo di intellettuali col sigaro?

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