Di fronte ad Hamas e Teheran, a Israele resta solo la follia vendicativa. Israele è ancora convinto che l’immagine del pazzo garantirà la sua sicurezza.

Di Zvi Bar’el

Foto sopra: Un bambino palestinese che trasporta oggetti di recupero cammina tra le macerie degli edifici distrutti durante i bombardamenti israeliani a Khan Yunis, Gaza, martedì. Credit: AFP

Non c’è atto più inutile e pericoloso della cieca vendetta che il governo di Israele è così determinato a compiere contro l’Iran. Ma non si può ignorare il fatto che è stato Israele a dare il via a questa catena di eventi quando ha assassinato Mohammad Reza Zahedi, capo della forza Quds delle Guardie rivoluzionarie iraniane in Siria e Libano.

È ancora più importante ricordare che questo assassinio, per quanto importante sia stato, non sarebbe potuto avvenire se non fosse stato per l’idea preconcetta che Teheran non avrebbe risposto.

Dopo tutto, l’Iran si è trattenuta dopo l’uccisione dei suoi esperti nucleari, tra cui Mohsen Fakhrizadeh, il capo del programma nucleare; il capo dell’intelligence del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche in Siria lo scorso dicembre; il coordinatore delle relazioni tra Iran e Hezbollah un mese dopo, per non parlare di decine di altri scienziati e funzionari iraniani nel corso degli anni.

La colpa è ovviamente dell’Iran. Israele si è abituato a presumere che sarà “scoraggiato” o almeno frenato. Proprio come Hamas si è adattato all’esistenza di Israele e non inizierà mai un conflitto totale, e proprio come Hezbollah aderisce al principio di reciprocità con Israele e gioca secondo determinate regole.

Poi all’improvviso, come ha detto il vicepresidente americano Spiro Agnew: “I bastardi hanno cambiato le regole e non me l’hanno detto”. Israele, che sa esattamente dove dorme ogni alto funzionario iraniano e in quale macchina guidano i figli e i nipoti di Ismail Haniyeh, diventa incapace di analizzare e comprendere le intenzioni dei nemici.

Israele sapeva che Hamas stava pianificando un attacco, ma semplicemente non credeva che sarebbe andato fino in fondo. Allo stesso modo, Israele ha sentito i leader iraniani dire forte e chiaro che questa volta avrebbero risposto con la forza, ma non ha capito fino all’ultimo minuto che Teheran stava parlando di un attacco diretto di natura massiccia e senza precedenti.

Ora, a quanto pare, la rabbia che si sta accumulando in Israele dopo il bombardamento iraniano non riguarda l’attacco in sé, che è stato sventato con successo, ma l’insolenza iraniana e, soprattutto, la clamorosa supervisione dell’intelligence che non è riuscita a prevedere le conseguenze dell’uccisione di Zahedi. .

Questo affronto richiede una risposta, insistono i leader israeliani. Senza una strategia, la vendetta è un’alternativa allettante. Senza di questa, Israele perderà la deterrenza, per non parlare del suo onore in patria e nella comunità delle nazioni. Questa è una rara opportunità per colpire l’Iran così duramente da non dimenticarlo mai. Ma di quale deterrenza e di quale onore parla questo governo?

Proteste contro il governo israeliano

Nonostante il terribile disastro del 7 ottobre e i fallimenti che ha messo in luce, Israele è ancora convinto che l’immagine dell’uomo pazzo – un paese che schiuma alla bocca, che colpisce in modo incontrollabile in ogni direzione, che distrugge e uccide indiscriminatamente – garantirà il suo sicurezza.

Ma è proprio la stessa follia vendicativa ad averlo reso lebbroso. La sua debolezza interiore, creata e alimentata dal primo ministro, è ciò che ha minato la sua capacità deterrente.

Israele ha un enorme debito non verso la deterrenza e il prestigio, ma verso gli Stati Uniti e l’inaspettato sostegno dei paesi arabi moderati , che hanno collaborato per contrastare l’attacco iraniano. Ora, nel profondo, si rendono conto di essere caduti in un circolo vizioso di “occhio per occhio” che Israele sta pianificando.

Ma agli occhi del governo e di gran parte dei vertici dell’esercito, una difesa riuscita e lo sventamento dell’attacco iraniano non possono essere considerati un risultato se non sono seguiti da una vendetta. È vero esattamente il contrario: una difesa efficace è una parte essenziale della deterrenza e della sicurezza, molto più della vendetta selvaggia.

Dopotutto, se il 7 ottobre avessimo avuto lo scudo difensivo e le contromisure dimostrate lo scorso fine settimana, la storia di Israele sarebbe molto diversa.

Ed ecco l’assurdità: nonostante il fatto che la vendetta a Gaza non sia riuscita a raggiungere gli obiettivi della guerra, l’opinione pubblica – che è pronta ad ingoiare l’insulto e a fermare la guerra a Gaza pur di liberare gli ostaggi – non esita ad ingoiare la menzogna secondo cui la vendetta contro l’Iran è l’unico modo per garantire la sicurezza del Paese.

Fonte: Information Clearing House

Traduzione: Luciano Lago

10 commenti su “Di fronte ad Hamas e Teheran, a Israele resta solo la follia vendicativa. Israele è ancora convinto che l’immagine del pazzo garantirà la sua sicurezza.

  1. Tutta la loro storia, non come popolo antico, ma come stato e’ fondata sul trucidare palestinesi ed arabi. Grazie poi al sostegno incondizionato della Nato, anche a minacciare ed attaccare qualsiasi stato mediorientale osi fronteggiarli. Uno stato criminale ed abusivo che adotta ogni mezzo anche illecito, per ottenere ciò che vuole. Come ogni male vero non tratta, non convive pacificamente. O distrugge, o si vota all’ autodistruzione!

    1. c’è qualcosa di malato nel loro animo, devono primeggare a tutti i costi anche se ciè comporta stragi e distruzione. Come sterminare il condomino della porta accanto perchè non riesci ad avere una lavatrice migliore della sua,,,,pazzesco !! Se fossero state persone normali, sufficentemente umane ed creativamente intelligenti, gli israeliani avrebbero collaborato con i vicini arabi, avrebbero costruito un paradiso in terra in tutto il medio oriente. Purtroppo bisogna constatare questa deficenza incapace di cogliere la bellezza universale della realtà cosa che purtroppo ha generato nei secoli ciò che vediamo ancora oggi. Richiusi in teorie dogmatiche e assolutiste sono stati incapaci di evolvere ed aprirsi al mondo. Anzi, come stupidi trogloditi, godono nel procurare sofferenza e distruzione gratuite, senza un senso compiuto. Ma un mondo complesso come questo non può permettere al suo interno certi elementi,,,,in un modo od in un altro le cose si aggiusteranno, per forza di cose. L’universo non è così stupido da aver generato una essere vivente capace di distruggerlo..
      saluti

      1. A parte il già stracitato concetto di Goyim, un po’ il sinonimo di barbari per i non romani, per me il problema ebraico è proprio mentale. Sette decadi di vita, sono quasi quattro generazioni piene, passate a sterminare, chiunque t’ impedisca di rubare loro la casa, ti deprava nell’ anima. Come il vivere armati fino ai denti in continua paranoia che i legittimi padroni della tua terra tornino a spararti. Si sono trasformati in ciò che sono stati, nel secondo conflitto mondiale, il LORO INCUBO PEGGIORE!!! Dei folli sanguinari!!!

  2. Ma non credo che gli omicidi di personaggi Iraniani sono rimasti impuniti …………. un generale – il capo del Mossad – è stato ucciso da colpi di mitra a Tel Aviv ………….. due anni fa. Come nel 1982 il generale Adam – capo del Mossad – fu fatto fuori in un imboscata in Libano assieme ad altri 30 alti ufficiali. Provate a cercare su Internet, non credo che troverete niente.
    Come il generale Michael D’Andrea – capo operativo della CIA – fatto fuori dai Talebani. Ancora adesso in America fanno credere che è vivo …………………. ma il colpo è stato tremendo ! Era il “principe delle tenebre”. C.V.D. I mezzi di informazione occidentali sono falsoni e bugiardi. Nascondono le perdite. Ma ci sono – eccome – i loro morti ………… come i banchieri uccisi …………… parecchi.

  3. Da che mondo è mondo gli ebrei sicuri sono sempre stati quelli chiusi in un ghetto. Da Venezia a Varsavia… Propongo quindi che i palestinesi di Gaza cedino il posto ai ricchi ebrei di Israele in uno scambio di case. Gli ebrei chiusi a Gaza tra gli edifici che loro stessi hanno distrutto ma circondati da mura difendibili ed i palestinesi fuori…ma in Palestina intendo.

  4. Il fatto è che se uccidi donne e bambini stai seminando la pianta dell’odio che domani infestera’ il tuo giardino

  5. A mio avviso l’attacco del 7 ottobre era previsto. Netanyahu fece spostare il rave vicino al confine il giorno prima senza un logico motivo. I militari israeliani sono intervenuti in ritardo clamoroso ed hanno ucciso molti concittadini durante il piano di “difesa” del territorio.
    Inoltre i sistemi di allarme tecnologicamente avanzati che rilevano anche una mosca in quell’occasione
    stranamente non funzionarono.
    La difesa all’attacco dell’Iran è stata possibile solo perché vi è stato l’intervento dei caccia occidentali corsi in aiuto di Israele.

    1. Ipotesi plausibile anche se improbabile. Troppo malata anche per quegli sciacalli. Inoltre implicherebbe che Hamas collaborava con loro. No., non credo. Vero che hanno ucciso i propri concittadini, ma perché i carristi ancora non erano stati addestrati ad usare i nuovi Merkava automatici. E’ tutto scritto sul rapporto 11, fatto da una tenente Comandante carrista israeliana. Esiste ancora un vecchio articolo sul farodiroma. Ciao Keki, saluti.

  6. Gli anglo Sion sono disperati, pare abbiano raggiunto un accordo per cui gli USA permettono ai sionisti di attaccare Rafah sterminando oltre un milione e mezzo di persone, e i sionisti in cambiò faranno un attacco “simbolico” contro l’Iran, il quale intanto ha testato le difese missilistiche sioniste, test a cui erano certamente interessati pure i cinesi che a Taiwan si troveranno davanti difese analoghe.
    l’Ucraina non avrà mai difese simili, perché i pochi Patriot che gli americani riescono a costruire andranno a Sion e a Taiwan.

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