Destra Vs Sinistra


di Andrea Zhok

Qual è la differenza tra la destra e la sinistra oggi, si chiedono in molti.
Molti direbbero, non senza ragioni, che è nulla.
Ma questa risposta, troppo secca, lascia in vita in molti la sensazione che non possa essere proprio vero, perché dopo tutto differenze sembrano esserci, dopo tutto sono credute esserci dai più.
Come noto, la distinzione tra destra e sinistra politica è sin dall’inizio una convenzione, legata non a determinati contenuti, ma alla contrapposizione tra gruppi politici su contenuti di volta in volta variabili. (Nei termini delle origini, in cui destra e sinistra si opponevano quanto all’atteggiamento nei confronti della monarchia, oggi ci sarebbe solo sinistra e nessuna destra, visto che i monarchici sono estinti).
Nel panorama contemporaneo la distinzione tra destra e sinistra esiste ancora, solo che non è affatto quella che i più pensano.

Salvini filo Sionista
Salvini filo russo (poi cambia posizione)


Destra e sinistra si distinguono esclusivamente per il DIVERSO MODO IN CUI FRAINTENDONO SÉ STESSI.
La sinistra è l’unica forza pienamente e coerentemente liberale. Essa ha abbracciato l’eredità liberale senza remore, con entusiasmo, ne ha abbracciato l’antistoricismo, il moralismo bacchettone che convive con l’immoralismo reale dietro le quinte, il razionalismo utilitarista, la venerazione del mercato, l’individualismo, l’idolatria del progresso purchessia, la glorificazione del diritto soggettivo, il cosmopolitismo degli abbienti, l’emotivismo.
Però, curiosamente, la sinistra si immagina (in quelli che ancora ci credono) come un baluardo contro l’ingiustizia sociale; anche se le premesse liberali generano ingiustizia sociale in modo sistematico, implacabile e noto ormai da quasi due secoli.
Questo è il tipo di falsa coscienza, di compartimentazione mentale, di autoinganno strutturale che definisce l’essenza odierna della sinistra.

Giorgia Meloni con Steve Bannon, l’ideologo della destra USA primatista e filo Trump
Ex segretario PD Bersani con bandiera terroristi siriani che definiva “democratici”


La destra invece, (per chi ci crede) si crede forza conservatrice, che si opporrebbe alla potenza dissolutiva del ‘progressismo purchessia’, della glorificazione del diritto soggettivo, del cosmopolitismo degli abbienti, che si oppone alla secolarizzazione forzata del razionalismo utilitarista. La destra si immagina baluardo del buon senso popolare che fa fronte rispetto al razionalismo dissacrante, alla liquefazione morale e sociale della modernità.
Però, curiosamente, la destra abbraccia senza remore i meccanismi di mercato, e anzi vorrebbe radicalizzarli ed estenderli ovunque. Dopo due secoli di consolidamento gli stessi modelli di mercato appaiono alla destra come parte del buon senso comune, della ‘tradizione popolare’.
Ma naturalmente i meccanismi di mercato sono esattamente il principale motore della liquefazione morale e sociale, sono la sorgente prima del razionalismo dissacrante, della mercificazione di ogni dimensione umana o sacra.
E questo è il tipo di falsa coscienza della destra, che recita la parte della preservazione dei valori, mentre butta palate di carbone nella macchina a vapore che i valori li tritura.
Nel panorama politico contemporaneo dunque noi abbiamo la scelta tra due forme di autoinganno.
Possiamo essere baldi alfieri della ragione liberale, che poi scuotono corrucciati la testa di fronte alle ingiustizie sociali promosse senza sosta da ciò di cui siamo alfieri.
O possiamo venderci come alfieri del buon senso popolare, della tradizione etica e religiosa, mentre promuoviamo h24 le forze che radono al suolo ogni buon senso, ogni popolo, ogni tradizione, ogni etica o sacralità.
Come sempre la realtà ultima, il significato storico concreto al di sotto della falsa coscienza si vede guardando qual è alla fine la direzione in cui tutti navigano, a prescindere da ciò che pensano di sé.
Destra e sinistra si alternano al comando della nave il cui pilota automatico impone l’estensione indefinita dei meccanismi di mercato e dell’accrescimento del capitale.
Ed entrambi si inventano ogni giorno una nuova scusa e una bella storia per ottemperarvi.

Fonte: Andrea Zhok

10 Commenti
  • antonio
    Inserito alle 19:33h, 25 Maggio Rispondi

    il problema è scegliere tra
    i venduti alle banche dei pirati atlantici
    o le persone libere che pensano al bene del popolo

  • mario
    Inserito alle 20:09h, 25 Maggio Rispondi

    SONO TUTTI SUL LIBRO PAGA DEI BANCHIERI EBREI………………………….. LADRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 20:12h, 25 Maggio Rispondi

    L’argomento mi invita a nozze … perché per anni il mio Maestro, il Filosofo Costanzo Preve, ha discusso e scritto del superamento della dicotmia politica Destra-Sinistra e così anch’io.
    C’erano una volta due destre e due sinistre.
    La destra “buona” della Tradizione e la destra cattiva del danaro.
    La sinistra “buona” della rivendicazione, della ridistribuzione delle risorse e delle rivendicazioni sociali, legate alle condizioni effettive della classe dominata, ma poi c’era, dopo il’68 in particolare,la sinistra cattiva del costume e dei diritti evanescenti, che abbandonava progressivamente la rivendicazione sociale e la giustizia sociale, nonché un’effettiva emancipazione della classe dominata, per approdare sul “fronte opposto”.
    Già da diversi anni la destra “buona” e la sinistra “buona” sono defunte (e non so se risorgeranno, un giorno), mentre la destra cattiva e la sinistra cattiva si sono perfettamente inserite,come topi nel formaggio, nel Partito Unico della Riproduzione Capitalistica, del quale sono componenti importanti.
    La destra cattiva, del denaro, gestisce appunto il versante economico-sociale, che poi è quello dell’ineguaglianza crescente nella società e dello smodato arricchimento elista per acquisire potere (Hybris, per gli antichi Elleni),
    La sinistra cattiva è quella del “costume”, dei diritti evanescenti (umani, delle minoranze e simili), con un contributo importante alla distruzione degli assetti sociali pregressi (e della famiglia!) che giova soltanto all’élite neocapitalista.
    Il loro scontro elettorale, sul terreno della democrazia, è soltanto fittizio, una rappresentazione teatrale (piuttosto scadente, a mio dire) messa periodicamente in scena per imbrogliare il “popolo bue”, facendogli credere di poter scegliere e che la democrazia sia quello che i servi mediatici, intellettuali, sub-politici dell’élite raccontano truffaldinamente.
    Si noti che la finzione dello scontro Destra-Sinistra è sempre più mediatica e virtuale e sempre più lontana dagli spazi fisici, reali, delle piazze …
    Altro che l’Agorà contro l’Acropoli (e che vinca il migliore)!
    Oggi, però, siamo un passo oltre rispetto a vent’anni fa, perché le elezioni, cioè la rappresentazione scenica in cui fittiziamente si scontrano destra cattiva e sinistra cattiva (uniche sopravvissute) sembra non servire più di tanto all’élite, quindi le stesse elezioni, “sostanza della democrazia”, si rinviano con pretesti speciosi (che il popolo bue si beve sempre), talora “sine die”, come accade in Italia con la scusa del Covid …
    Del resto, se il programma di governo è unico e imposto dall’alto, non ci possono essere reali alternative politiche e, quindi, destra e sinistra (con le inizialiminuscole, questa volta) fanno parte di un unico “partito”.

    Cari saluti

  • Manente
    Inserito alle 01:05h, 26 Maggio Rispondi

    Quello che accomuna la cattiva destra e la peggiore sinistra sono la viltà, il servilismo ed una buone dose di malvagia ignoranza ma in Italia non è sempre stato così, abbiamo avuto una stagione diversa con uomini politici che, con tutti i loro difetti, sono stati capaci di portare il Paese fra i primi 4 0 5 più avanzati al Mondo mettendo insieme la Dottrina Sociale della Chiesa, oggi rinnegata dall’anti-papa Bergoglio, con le geniali teorie economiche del compianto prof. Caffè del capitalismo sociale e di mercato. Purtroppo erano in tanti a non voler permettere che l’Italia diventasse troppo potente ed autonoma ed è partito l’attacco congiunto dei nemici esterni ed interni con il terrorismo, le stragi sui treni, l’assassinio di uomini politici, fino alla distruzione “manu militari” della prima repubblica per mezzo di certa “magistratura” che ha portato alla definitiva riduzione dell’Italia in stato di servitù. Molti dei responsabili di questo disastro sono ancora in vita e ricoprono cariche importanti ed è a costoro che bisognerebbe chiedere conto. Quanto alla italica gente, quanto più tardivo sarà il “risveglio”, tanto più drammatiche saranno le conseguenze.

  • Giorgio
    Inserito alle 10:52h, 26 Maggio Rispondi

    Perfetta descrizione della realtà ……. non occorre aggiungere altro ……

    • Manente
      Inserito alle 01:11h, 27 Maggio Rispondi

      Grazie e saluti cordiali

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 15:15h, 26 Maggio Rispondi

    Il “trasformismo” dei politici italioti, clown che non fanno ridere, è conseguenza diretta e degradante della perduta sovranità del paese.
    Chi non governa e non gernerà mai veramente, perché soggetto ad un potere esterno, servile e timoroso nei confronti di esso, può permettersi di mentire, tradire, cambiare opinione e “sponda” in ogni momento.
    Non a caso vedo le foto di salvini, bersani e meloni che ben corredano l’articolo, i quali salterbbero anche nel cerchio di fuoco, pur di non infastidire il padrone sopranazionale.

    Cari saluti

    • Eugenio Orso
      Inserito alle 15:16h, 26 Maggio Rispondi

      REFUSO: non governerà e non “non gernerà” …

  • Mardunolbo
    Inserito alle 02:45h, 27 Maggio Rispondi

    Concordo con tutti i commenti. Questa volta Eugenio Orso descrive una realtà non filosofica e tristemente vera !

  • antonio
    Inserito alle 14:16h, 27 Maggio Rispondi

    più che destra o sinistra ormai la dialettica è tra filantopofagi e politici-camerieri a servizio completo,
    contro i popoli succubi vaccinati

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