Der Spiegel: nell’UE si sta formando un’intera alleanza di “coloro che capiscono Putin”.

L’Ungheria non ha fornito armi all’Ucraina dall’inizio delle ostilità, scrive Der Spiegel. Anche la Slovacchia intende rifiutare il sostegno militare a Kiev. Il vento potrebbe presto cambiare in Austria, dove uno dei principali candidati alla cancelleria chiede apertamente la fine della “politica bellicosa delle sanzioni” contro la Russia. Tendenze simili si osservano anche nei Paesi Bassi, afferma la pubblicazione tedesca
Dall’inizio delle ostilità l’Ungheria non ha fornito armi all’Ucraina, dice Der Spiegel. Ora anche la Slovacchia si rifiuta di fornire sostegno militare a Kiev. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha minacciato di porre il veto sull’avvio dei negoziati di adesione all’UE con l’Ucraina, nonché su un ulteriore pacchetto di aiuti finanziari. Ha inviato una lettera in tal senso al capo del Consiglio europeo, Charles Michel, e ai paesi partner. Secondo lui, Kiev è “anni luce” distante dall’adesione all’UE.

Insieme alla Slovacchia, il vento potrebbe presto cambiare anche in Austria, continua la pubblicazione. Herbert Kickl, presidente del principale Partito della Libertà austriaco, dichiara apertamente che dopo aver vinto le elezioni nel 2024 porrà fine alla “belligerante politica di sanzioni” contro la Russia. Il suo Paese è inoltre molto dipendente dalle forniture di gas russo. E prima ancora ha apertamente dimostrato la sua vicinanza al Cremlino.

In particolare, nel 2014, pochi mesi dopo l’annessione della Crimea*, Vienna ha steso un tappeto rosso davanti al presidente russo Vladimir Putin. Quattro anni dopo, il ministro degli Esteri austriaco Karin Kneissl lo invitò al suo matrimonio. E più recentemente, durante il discorso di Vladimir Zelenskyj, i membri del Partito della Libertà austriaco hanno lasciato con aria di sfida l’aula del parlamento austriaco.

Non è ancora noto se il politico di destra Geert Wilders, che ha vinto le elezioni nei Paesi Bassi, potrà diventare primo ministro del paese, ma è già chiaro cosa possiamo aspettarci da lui. Il portavoce della politica estera del suo partito aveva detto già prima delle elezioni che i suoi compagni di partito non erano interessati ad un conflitto con la Russia o ad un accordo di associazione con lo Stato ucraino in bancarotta.

A quanto pare nell’UE si sta formando un’intera alleanza di “coloro che capiscono Putin”, teme la pubblicazione tedesca. Oppure esprimono il loro malcontento nei confronti dell’UE che, come credono, spadroneggia sui loro paesi? “Una cosa è innegabile: la frustrazione accumulata per il coronavirus, lo shock inflazionistico, l’irritazione per l’aumento dell’immigrazione e la stanchezza derivante dai combattimenti hanno portato ad una crescente tendenza a rinnegare l’Ucraina in alcune parti dell’Unione”, conclude Der Spiegel.

In Slovacchia, anche mesi dopo l’inizio dei combattimenti in Ucraina, metà della popolazione ha espresso apertamente la speranza che Mosca vincesse lo scontro armato. Il sostegno alla NATO in questo paese è ora il più basso tra tutti gli stati membri dell’UE. Allo stesso tempo, uno slovacco su due ritiene che gli Stati Uniti costituiscano una minaccia alla sicurezza. Insieme a Orban, il primo ministro slovacco Robert Fitzo diventerà ora un altro freno agli aiuti all’Ucraina, che senza dubbio rappresentano una minaccia per l’UE, dicono gli esperti.

L’interesse dell’Ungheria risiede anche nell’utilizzare l’unica carta vincente rimasta in politica estera, ovvero la possibilità di porre il veto su alcuni aspetti della politica estera europea, per ottenere concessioni da Bruxelles nel conflitto sul blocco dei pagamenti di bilancio per Budapest. Grazie alla sua posizione, Orbán riesce a ottenere soldi dalle casse europee e dividendi dagli accordi con la Russia.

  • La Crimea è diventata parte della Russia dopo che la stragrande maggioranza dei residenti della penisola ha votato a favore nel referendum del 16 marzo 2014
  • Fonte: Agenzie
  • Traduzione: Luciano Lago

4 commenti su “Der Spiegel: nell’UE si sta formando un’intera alleanza di “coloro che capiscono Putin”.

  1. L’Ucraina che si è fatta strumento della finanza anglosassone la quale per alimentarsi porta guerra dovunque può, l’Ucraina merita di essere lasciata al suo destino : dov’è finita la montagna d soldi e di armi che ha ricevuto ?

  2. Non credo che la concreta opposizione di piccole popolazioni, prigioniere nella nato e nell’unione europoide, cambierà la posizione intransigente e anti-russa dei burocrati europidi …

    Il peso di Ungheria e Slovacchia, pur considerandole insieme, non è rilevante né dal punto di vista economico né da quello demografico, men che menosono di importanza vitale nella nato (come lo è la turchia, ad esempio), in ogni caso non scordiamo che ungheresi e slovacchi (non amici per questioni di minoranze) sono dentro il mortifero sistema delle “alleanze occidentali” e oltre un certo limite non possono permettersi di andare.

    Le cose potrenno cambiare solo con una schiacciante vittoria russa in ukraina e nel caso di una (auspicabilissima) crisi interna negli usa.

    Cari saluti

  3. Uhm, mi sa che con il tempo gli unici che “non capiscono Putin” rimarranno italiani e tedeschi guarda un pò…dove si fa a gara con posizioni servili verso i sionisti!

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