Democrazie anglosassoni: Assange – calpestare i diritti dei dissidenti

La lunga battaglia legale attorno a Julian Assange sta volgendo al termine nel modo più sgradevole: si trova sull’orlo della deportazione negli Stati Uniti.
Assange è anche detenuto nel Regno Unito in condizioni spaventose: nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, in isolamento e senza accesso all’esterno, ai media ed a Internet. Ma in America lo attende un trattamento ancora peggiore e, nel caso estremo, anche il destino di Epstein (suicidio simulato?).

I pubblici ministeri statunitensi cercano da tempo di far uscire Assange dalla Gran Bretagna. Nel gennaio 2021 un giudice inglese ha bloccato l’estradizione di Assange – per un secondo, lui, cittadino australiano, temendo che una morte certa lo attendesse in una prigione americana.

Ma il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato ricorso e ha trascinato la decisione di estradare Assange attraverso la Corte Suprema britannica.

L’accusa ha fornito assicurazioni scritte che Assange non sarebbe stato tenuto sotto “controllo speciale” e che la violenza fisica non sarebbe stata usata contro di lui. Tuttavia, poche persone ne erano convinte: il pubblico è sicuro che la morte di Assange in una prigione americana sia probabile o quasi certa.

Eventuali assicurazioni non valgono la carta su cui si scrivono. Non appena Assange sarà negli Stati Uniti, faranno qualsiasi cosa con lui. Assange potrebbe essere trattenuto nella famigerata prigione terroristica Supermax in Colorado. A proposito, Dzhokhar Tsarnaev, accusato di terrorismo, è tenuto lì. Collocando Assange in quel posto, le autorità statunitensi, per così dire, equiparano le sue azioni al terrorismo e ai massacri.

Assange è accusato di spionaggio per aver pubblicato documenti del Pentagono sui crimini di guerra statunitensi in Iraq. Lo status di informatore è solitamente concesso agli informatori e all’immunità legale. Ma non Assange: ha infastidito troppo l’intero establishment atlantista.

L’estradizione di Assange sarà un altro triste precedente per la violazione dei diritti dei dissidenti negli Stati Uniti, insieme alla persecuzione dei “prigionieri del 6 gennaio”. E rafforzerà l’atmosfera già estremamente ostile al dissenso, equiparata al tradimento. Ma il danno reputazionale agli Stati Uniti, già notevole, peggiorerà ulteriormente con l’estradizione di Assange – e soprattutto se gli succede qualcosa.

Guantanamo, carcere extra territoriale

Nota: Nel frattempo Washington sta cercando di realizzare altri carceri speciali extra territoriali, tipo Guantanamo, per sottrarsi a fastidiose richieste di scarcerazioni per “motivi umanitari”.

Malek Dudakov (Telegram)

Traduzione: Luciano Lago

3 Commenti
  • andrearossidevrgnano
    Inserito alle 00:52h, 24 Aprile Rispondi

    anche solamente vedere come si vede nella fotografia persone costrette a indossare una mascherina… mi sembrerebbe triste sopruso dei diritti umani. per fare un esempio che sarebbe un esempio tra tanti esempi, sul sito http://www.chiesaviva.com e’ pubblicato “12 ADVERTENCIAS SOBRE EL USO DE LA MASCARILLA ANTI CORONAVIRUS”. che altro scrivere? forse se finalmente avvertissimo di essere amati di (presunto) amore forte, finalmente saremmo pronti a sopportare enormi sacrifici di lotte per la libertà, e nonostante tutto!?

  • Gabriella
    Inserito alle 07:24h, 24 Aprile Rispondi

    Che quest’uomo sia da anni privato della libertà la dice lunga sui “valori” dell’occidente. Quelli che vogliamo esportare.

  • Giorgio
    Inserito alle 14:48h, 24 Aprile Rispondi

    Totale solidarietà ad Assange …..
    10 – 100 – 1000 Assange ….
    Morte agli anglo americani ….

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