"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Delirio mondialista di Junker: “Le frontiere sono la peggiore invenzione della Storia”

di Carlos Esteban

Il presidente non eletto della Commissione Europea Jean-Claude Junker, in un suo recente discorso, durante il Foro Europeo svoltosi ad Alpbach, in Austria, ha dichiarato fra l’altro che “le frontiere sono la peggiore invenzione mai fatta” nel corso di una diatriba in cui lo stesso Junker si è scagliato contro il concetto di Stato Nazione, in perfetta armonia con le iniziative finanziate dal miliardario George Soros per l’abolizione delle frontiere.

Se c’è una qualche cosa per cui possiamo ringraziare gli oligarchi europei, ed in forma molto speciale il loro presidente Jean-Claude Junker, questa sta nel fatto che questo personaggio, forse perchè non dipende da alcuna elezione, può permettersi il lusso di dire qualsiasi cosa anche quello che altri preferiscono sottacere.


Junker già aveva sorpreso tutti -per modo di dire- lo scorso 25 di Luglio nell’assicurare che, per quanto fossero stati numerosi e sanguinosi gli attacchi terroristi in Europa e, nonostante i tanti problemi che stanno causando le ondate di migranti, l’Europa non deve rinunciare giammai alla sua politica delle frontiere aperte.

Queste parole pronunciate dalla massima autorità dell’Unione Europea ricordano le infami raccomandazioni contenute in uno dei documenti della fondazione di Soros, filtrati attraverso Wikileaks, per ottenere che gli europei accettino come un fatto di “nuova normalità” gli attentati e l’aumento di criminalità ed insicurezza che sono conseguenza della invasione pacifica di migranti , o le parole dello stesso senso pronunciate dal ministro francese, Manuel Valls, per convincere i suoi compatrioti ad abituarsi a convivere con il terrorismo.

La vittoria del “Brexi”t nel referendum britannico di questa estate è una ferita recente nel percorso verso un globalismo più aggressivo, tanto da citare l’ex presidente francese Francois Mitterand nel senso che “dobbiamo lottare contro ogni forma di nazionalismo”.

Le parole di Junker risultano allarmanti persino per i compagni di viaggio nel progetto europeo, come la Teresa May, il nuovo primo ministro britannico, partigiana del “stay” nel referendum, che sta ritardando per tutto quanto in suo potere l’applicazione del risultato. La stessa May ha dovuto commentare al “The Daily Telegraph” le parole dello Junker sottolineando che lei non si trovava d’accordo con le sue affermazioni.

Dietro questa fuga in avanti si nasconde il panico dei leaders della UE innanzi alla crescente disaffezione delle masse di cittadini europei, i quali iniziano ad esprimersi nelle urne girando le spalle ai partiti tradizionali – tutti compromessi fino al collo nel progetto di mega stato europeo – ed alle critiche di alcuni mandatari che esprimono conati di ribellione alla dittatura europea.

Il “Brexit”, i tecnoburocrati della UE lo sanno, non è l’ultimo capitolo ma piutttosto il primo di un processo che potrebbe avere come sbocco la frattura definitiva dell’Unione Europea.
In questi momenti si guarda con apprensione al risultato del referendum in Ungheria sulle quote dei rifugiati che si svolgerà in Ungheria il 2 Ottobre. Il No alla quota europea sembra il risultato più probabile: secondo i sondaggi ci sarebbe un 70% disposto a votare contro il diktat di Bruxelles.

Mentre la stampa ed i media globalisti contrattaccano, tanto che, nel settimanale “Il Politico”, pubblicano articoli di impiegati della Open Society Foundation di Soros in cui si assicura che il referendum è un “atto populista di Potemkin”, di semplice facciata e si proclama che questo referendum costituisce un “potemkin village”.

In quello stesso giorno, in significativa concidenza, gli austriaci ripeteranno per la seconda volta le elezioni presidenziali, annullate per la frode attuata a favore del candidato ecologista, e questa volta sembra proprio che il candidato nazionalista Norbert Hofer,- un euroscettico senza peli sulla lingua- su alzerà con la vittoria.
(Tempi duri si preannunciano per gli eurocrati come Junker, cosa altro potranno inventarsi?)

Fonte: La Gaceta

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Marco 1 anno fa

    Quanti ce ne stanno di immigrati nel suo paradiso fiscale Lussemburghese? Mandiamone 50-100mila li che i soldi non mancano.

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  2. Brasile domenico 1 anno fa

    Si inventeranno un mega attentato per bloccare il tutto e schiacciarci come topi. Questa classe politica non vuole mollare e sono pilotati dagli americani. Non si capisce come mai stanno attuando politiche autolesionista. Che siamo in troppi sulla Terra e vero ma possono trovare svariate soluzioni, ma si sceglie sempre la peggiore.

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  3. giannetto 1 anno fa

    – M’aspetto che questo eltsiniano perennemente brillo faccia migrare anche i vitigni del Gevrey Chambertin dalla Borgogna, e quelli del Pomerol dal Bordolese, nel Lussemburgo.Vedrete che risultati! Ma perché mai la zona di produzione dei vini dovrebbe essere una frontiera?
    – Il mondialismo laico liberoscambista di cui è pappagallo Junker va a braccetto con il mondialismo dei preti di cui è campione il Vaticano.
    – A 30 km. da me me un ordine religioso infeudato all’arcivescovato di Milano ha trasformato un suo tradizionale albergo-vacanze per parrocchiani anziani in centro di soggiorno per migranti. Nelle vie del paesotto, un paesotto di montagna, invece di bigotti nostrani, sciamano uomini neri alieni. Non solo sti preti “non pagan le tasse”, ma con la loro “carità” prendono due piccioni con una fava: 1. Fanno incetta di soldi, anche e soprattutto pubblici, per l'”accoglienza”. Affari accuratamente camuffati dietro belanti parole. – 2. Dissolvono la nazione Italia (del resto una pseudo-nazione) pompandovi a man salva popolazioni terzomondiste. Ma qual è la reazione della gente del paesotto? Tenetevi forte! Al massimo, dei mugugni… parole…
    – Chissà mai se qualche parlamentare-zombie presenterà un’interrogazione parlamentare per sapere quanto ci costa l’accoglienza, anche e soprattutto quella che bypassa dai preti! Ma esisterà un parlamentare del genere? Quelli son zombie che resuscitano grazie al vudù delle elezioni, con cui vampirizzano il sangue del popolo (fuor di metafora, i suoi soldi).
    – Il “date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio” non poteva restar così semplice. Da quando la Chiesa è diventata potenza mondana, cioè dalle orgini del Cristianesimo, il “quel che è di Dio” doveva fagocitare e distruggere il “quel che è di Cesare”, ossia Stato, Nazione, Culture Nazionali e quant’altro di laico c’è, nel nome dell’universalismo del “tutti fratelli in Cristo”.
    – Perciò il lussemburghese brillo festeggerà il prossimo, da istituire, “Giorno della globalizzazione” in compagnia del gorgogliante biancovestito, davanti a profiterols e a una bottiglia di Chateau Yquem, un vino che, purtroppo, non ne vuol sapere di migrare e cancellare le sue frontiere.

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    1. nessuno 1 anno fa

      Sig. Giannetto, come non apprezzare e condividere il suo contenuto,
      comunque, io aspetto pazientemente la primavera del prossimo
      anno.

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  4. stefano 1 anno fa

    Non sono degli imbecilli, ma si comportano come tali
    Non riescono a vedere le implicazioni delle loro scelte proiettate nel futuro
    “Wir sind das wolkl” noi siamo il popolo, gridavano davanti al muro di Belino e il muro cadde
    Noi siamo il popolo sovrano e loro sono solo i nostri delegati
    Cacciamoli

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