Declassamento Moodys: Iniziato l’attacco della Finanza contro l’Italia

di  Luciano Lago

Arriva come una frustata, nella sera di Venerdì 19 Ottobre, il declassamento dell’agenzia Moody’s che ha annunciato di aver tagliato il rating dell’Italia. La notizia viene resa nota in tarda sera, dopo una giornata convulsa in Borsa, una notizia cattiva ma non inattesa: il nostro debito passa da Baa2 a Baa3, con outlook stabile. Un solo gradino più in basso, evitiamo così che i nostri titoli di Stato diventino “junk”, letteralmente carta straccia, con l’impossibilità soprattutto per molti fondi di investimento internazionali di acquistarli. Di fatto, l’anticamera del commissariamento della Troika.

Si sapeva ed era facilmente prevedibile, nonostante i fondamentali positivi dell’economia italiana, Moodys colloca l’Italia come solvibilità del suo debito, al di sotto della Bulgaria. Per quanto l’Italia possa vantare una saldo di avanzo primario ed un livello di risparmio privato fra i primi in Europa, Moodys segnala preoccupazioni in merito alle riforme adottate dal governo giallo/verde.

La stessa agenzia, che è una emanazione dei potentati finanziari, riconosce che l’economia italiana mostra comunque punti di forza nei suoi fondamentali quali la diversificazione produttiva, il saldo positivo delle partite correnti ed un’elevata ricchezza delle famiglie ma questo non basta. Sarà perchè le centrali finanziarie vogliono inviare un segnale al governo italiano di mettersi in riga ed adeguarsi alle direttive europee per non incorrere nelle sanzioni della Commissione e nel declassamento del debito.

Il vero motivo di fondo è quello che le centrali finanziarie vogliono punire l’Italia, non per aver superato di qualche punto il livello di spesa previsto in bilancio, ma piuttosto per aver fatto una manovra che distribuisce risorse alle fasce disagiate della popolazione e, per quanto possibile, riduce la tassazione alle piccole imprese, una manovra espansiva (per quanto con tutti i suoi limiti) per aumentare la domanda interna.

Questo tipo di manovra non è consentita e costituirebbe un precedente pericoloso per gli altri paesi, ecco perchè l’Italia è un caso sotto osservazione da parte delle grandi centrali finanziarie. Permettere l’affermarsi di una economia basata sulle esigenze delle persone e non del grande capitale sarebbe uno strappo al modello economico neoliberista  imposto dalle stesse centrali. Questa non è, come qualcuno potrebbe pensare, la teoria di un “complotto” ma la constatazione di una strategia.

Moscovici commissione europea

Notiamo che, quelle che declassano il debito italiano, sono le stesse agenzie di rating che avevano dato il massimo della classificazione alla Leman Brothers, che andò al fallimento in poche settimane dopo aver avuto la triple A dalle agenzie di rating.
Risulta facile osservare che il Governo Conte (a nostro avviso) avrebbe dovuto fin dal suo inizio svincolarsi decisamente dai trattati, piuttosto che cercare delle deroghe alle regole europee che mai gli sarebbero state accordate. Il prossimo passo, dopo la minaccia di un default, sarà quello di far arrivare la Troika a commissariare l’Italia per espropriare il paese di quanto è ancora rimasto del patrimonio pubblico, dalle banche alle aziende pubbliche. Il pretesto sarà il debito, il debito sempre quello che in realtà è un prodotto del sistema dell’usura finanziaria.

Si tratta di un circolo chiuso: una buona parte del debito è dovuto ad interessi (1/3 circa), per pagare questi interessi, lo Stato italiano (che non dispone di una propria moneta) deve andare alla BCE a chiedere i soldi che gli vengono erogati dietro altri interessi. Interessi su interessi, un classico meccanismo di usura finanziaria che da molti anni viene applicato all’Italia dopo il doppio suicidio di essere entrata nel sistema euro e di aver privatizzato la Banca d’Italia, l’unico prestatore di ultima istanza e garante delle emissioni di stato, quando l’Italia aveva ancora un propria moneta ed una Banca Centrale di Stato.

Arrivati a questo punto rimane a disposizione del governo quella che si può denominare la “mossa del cavallo”. Si profila quindi la possibilità di un possibile ricorso al piano B del ministro Savona, ammesso che vi sia la volontà di percorrerlo prima che la situazione diventi ingovernabile

13 Commenti

  • Brancaleone
    20 ottobre 2018

    Il nostro debito è carta straccia? Facciamo default non paghiamo più nessuno in due anni con la nostra lira torniamo in sella in barba a quella faccia da cazzo di moscovici. Tanto un debito come il nostro è inestinguibile.

  • Max Tuanton
    20 ottobre 2018

    Pierre Moscovici ebreo figlio del faccia da matto satanista Serge Moscovici ( guardare foto)
    , con Juncker l’ubriacone se questa e’ l’europa che vi deve rappresentare meglio chiudere le frontiere e scambiarsi I’ll parco Della Vittoria con vicolo stretto ,ormai il potere senza volto CE l’ha e come un volto soon tutti o Ebrei o depravati Berlusca khan e ubriaconi juncker una masnada di personaggi che nasconde chissa quali altri delitti
    Viene voglia di fascismo ma non quello fasullo alla fiore o alla casa pound pieni di indugi Ma fascisti veri olio di ricino manganello e camicia nera,aria nuova pulizia via tutti raus gente coi stracci in testa e abbronzati di tutte le latitudini che arrivano.pieni di pretese ,ma no ma no l’italia scalcagnata Appecorata deve diventare l’italia fascista razzista che sa dove deve intervenire

  • songanddanceman
    20 ottobre 2018

    Ormai , anche Chi non è esperto in economia
    ha perfettamente capito che il problema è SOLO & SEMPRE quello::
    L’Italia non ha una Banca “statale , sovrana & garante ”
    che ubbidisce al ministero dell’Economia & Tesoro .
    Per questo siamo costretti a sottostare ai ricatti e alle minacce
    della BCE tramite le Ag. di rating , che emettono giudizi
    ingiustificati , di parte e palesemente speculativi .

  • Farouq
    20 ottobre 2018

    Se lo Stato stampa i propri soldi dicono che si arriva alll’inflazione, invece se gli usurai stampano no, non capisco

    • Alessandro
      21 ottobre 2018

      Perché l’inflazione degli altri è sempre la peggiore

  • Orazio
    20 ottobre 2018

    Qui si vedrà di che pasta sono al governo… di sicuro la troika non arriverà facilmente.

  • Idea3online
    20 ottobre 2018

    Arrivati a questo punto rimane a disposizione del governo quella che si può denominare la “mossa del cavallo”. Si profila quindi la possibilità di un possibile ricorso al piano B del ministro Savona, ammesso che vi sia la volontà di percorrerlo prima che la situazione diventi ingovernabile……

    La Grecia drogata in tutti i sensi….preferì farsi sodomizzare, o meglio fu costretta. L’Italia potrà allearsi all’Oriente, ma a guerra iniziata, quando in futuro inizierà la Terza Guerra Mondiale, i paesi del Mediterraneo potrebbero non sostenere gli USA, ma adesso l’Italia non può fare niente, deve solo accettare la sodomizzazione mentre viene legata e violentata. Ma intanto gli stessi che violentano sono i benefattori degli immigrati, con una mano violentano gli italiani, con l’altra offrono amore agli immigrati…..ed alla fine per entrambi italiani e immigrati un viaggio verso la disoccupazione….la criminalità e la prostituzione…..ma una minima parte lavorerà dignitosamente.

    • Farouq
      21 ottobre 2018

      Hai detto giusto, la Grecia fu culstretta 🙂

    • atlas
      21 ottobre 2018

      se si labora si col labora. E si continua ad alimentare un sistema che a parole si critica e si vuole riformare. Si scrivono solo parole a vanvera, come max tuanton. Se invece ci si fermasse tutti scioperando a oltranza non contro questo governo, ma contro i portatori d’interessi internazionali le cose cambierebbero in poco tempo. Ma quanti stanno col pd ? E con Berlusconi ?

      Il futuro è nero. Lavoro nero, cioè s porco; e sempre più negroidi per le strade, addio

  • amadeus
    21 ottobre 2018

    Dopo aver verificato per 18 anni di permanenza in questa bisca di usurai senza scrupoli di che pasta sono fatti, in qualcuno ce ancora il dubbio se restare o no in questa associazione a delinquere, fuori senza se e senza ma e a mai più ritornare, restare significa morte certa, spogliati di ogni bene e avere come hanno fatto con la povera Grecia !!

    • Lucius
      21 ottobre 2018

      Hai ragione,egregio Amadeus, se si riflettesse a questo aforisma o saggio popolare : ‘Al rovinato(L’Italia),non ci puo’piu’(=non si fa più intimorire) rovina’,il nostro Governo troverebbe forse la forza di attuare il piano B del grande Savona.

  • Eugenio Orso
    21 ottobre 2018

    Banco di prova per i giallo-verdi. L’attacco era scontato e le “agenzie di rating” esistono per questo, avendo obbiettivi eminentemente politici.
    Tutta l’economia liberal-liberista è uno strumento politico, ideologico e di dominazione delle masse, non essendo in alcun modo “scienza”.
    Resisteranno i timidi giallo-vedi – ancora nell’unione europoide e nella nato criminale – quando l’attacco mercenario globalista arriverà in profondità?
    Permettetemi di dubitare …
    Anche perché, in simili frangenti, il consenso della massa e, soprattutto, il voto democratico (che è un trappolone!) contano poco.
    D’altra parte, se avessero avuto il coraggio di congelare la partecipazione alla nato, uscire dall’euro e mettere in forse la partecipazione forzata dell’Italia alla ue, avvicinandosi alla Russia e lla sua colazione di resistenti, l’Italia finirebbe come l’Ucraina, nella migliore ipotesi, o come la Siria, nella peggiore.
    Queste cose i giallo-verdi dovrebbero dirle in modo chiaro e drammatico ai loro sostenitori!

    Cari saluti

    • Lalla
      21 ottobre 2018

      Saremo destinati a fare la fine della Grecia? E Savona e il piano B?

Inserisci un Commento

*

code