Decine di migliaia di tedeschi in piazza per resistere al suicidio assistito del loro paese

Per la prima volta nella Storia della Germania, un governo avalla la sparizione della Patria. Il tradimento di Angela Merkel ed il suo collaborazionismo con i piani delle centrali mondialiste  per l’annichilimento etnico del suo paese iniziano ad essere tanto chiari che inevitabilmente dobbiamo conformarli al motto aristotelico che giustificava l’estirpazione del male minore per evitare che il male peggiore dovesse trionfare.

Mai nella Storia di quel paese, punta di lancia della cultura europea, neppure durante il periodo in cui molti dei suoi dirigenti appoggiaroni il Trattato di Versalles e l’annichilimento economico delle classi popolari, il numero dei traditori del popolo era stato tanto alto.  Angela Merkel sta trascinando il suo paese verso una guerra senza quartiere.

E non solo lei. I traditori si rendono più visibili mano a mano che cercano di occultare la sinistra natura dei crimini e degli stupri che si attuano quasi ogni giorno.  Nessumo di loro sembra avere coscienza della gigantesca sfida che la Germania deve affrontare. La democrazia tedesca corre il rischio di essere data in pasto alle fiamme e difficilmente un piromane, e tanto meno un traditore al servizio del mondialismo, potrebbe avere legittimità morale per imporre la sua autorità.

I politici tedeschi globalisti di destra e di sinistra hanno rinunciato al compito di proteggere i propri compatrioti. Solo qualcuno consumato dal settarismo più feroce potrebbe negare che il degrado del modo di  vita dei tedeschi non ha fatto che crescere dall’arrivo di masse di migranti senza alcun controllo.

Tuttavia sulle strade si inizia a percepire l’urgenza di una soluzione per porre rimedio a questa situazione che potrà soltanto peggiorare se continua ad essere gestita dalle stesse mani.

Molti tedeschi iniziano a riconoscre che coloro che hanno “liberato” il paese dal nazismo lo stanno conducendo verso il suicidio assistito. Il regime installato in Germania tra il 1933 ed il 1945 poteva essere accusato di molte cose, ma non di volersi conformare a coloro che già allora pretendevano di ridurre il paese in macerie  utilizzando gli stessi metodi di eutanasia che oggi stanno rivelandosi tanto efficaci.

Il multiculturalismo è fallito, l’esperimento globalista sta riempiendo le strade di vittime innocenti e i dirigenti tedeschi latitano,  per negligenza, servilismo e tradimento, visto che mancano della necessaria e sufficiente categoria morale per riconoscre i propri errori. In un esercizio massimo di generosità, possiamo concedere ad alcuni di loro il beneficio delle buone iontenzioni che rimangono vanificate alla luce dei tanti fatti di sangue e della volontà deliberata di occultare i loro autori.

E’ doveroso avere un Governo forte e di ispirazione patriottica che disponga della assistenza necessaria per rimettere il  paese in sicurezza e mettere sotto processo coloro che volevano trasformare la Germania di Goethe, di Gutenbergdi Beethoven, Kant e Bismark, Wagner in un ibrido di popoli e di culture conflittuali.

Bene, adesso che nessuno  dello Stato sembra voler sviluppare questa funzione, forsè sarà il momento di non richiamarsi a congressi, partiti nè ad organizzazioni buoniste, da cui non può uscire nulla di decisivo, ma piuttosto a coloro che, per un imperativo storico, avranno affidata la missione che la necessità del destino gli attribuisce.

Di fronte alla mancanza di impegno del Governo Merkel con la Germania e la sua continuità coem nazione, si apre davanti al popolo tedesco una alternativa: o un processo che faccia precipitare nella traumatica liquidazione del sistema istituzionale  o per l’instaurazione di un cambiamento radicale che passa per la inevitabile fase di nazionalizzazione di un sistema che già ha smesso di essere al servizio dei tedeschi nativi. (Fonte: Alerta Digital)

Cittadini tedeschi in protesta con le foto delle vittime dei migranti

Germania –Decine di migliaia di cittadini tedeschi  sfilano contro il multiculturalismo e l’immigrazione imposta

Nella città di Chemnitz decine di migliaia di cittadini tedeschi sono sfilati in corteo mostrando le foto delle persone assassinate dai migranti.  Il motivo della manifestazione,  contrariamente a quanto affermato dai media, non è stato quello di rivendicare  ideologie neonaziste e razziste, ma semplicemente  esprimere la protesta di cittadini esasperati dalle violenze e dal degrado che si sta verificando in questa ed in altre città della Germania a causa delle masse di migranti senza controllo.

Si è trattato di una marcia silenziosa convocata dal partito AfD a Chemnitz dopo l’assassinio di un cittadino tedesco, accoltellato per mano di un migrante (l’ultimo di una serie di omicidi e violenze).
Le proteste sono avvenute in forma pacifica fra grandi misure di sicurezza per evitare incidenti come quelli che si sono verificati negli ultimi giorni. Vedi video: Imola Oggi
Gli abitanti della città sono scesi in piazza a migliaia per protestare contro l’omicidio brutale e contro l’inattività dello Stato che non fa nulla per arginare la presenza di gang sempre più aggressive di “rifugiati” che hanno trasformato il centro di Chemnitz creando forte degrado ed insicurezza che non è acccettata come fatto compiuto dai cittadini.

Alla manifestazione hanno partecipato anche gruppi di estrema destra, alcuni teppisti e neonazi, i quali si sono resi protagonisti di episodi di violenza. Qualche centinaio di neo nazi e violenti hanno rastrellato le vie della città alla ricerca di facce mediorientali. Sono avvenute scene di violenza graturita che gli stessi cittadini di Chemnitz hanno subito disconosciuto e condannato.
Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivati i corrispondenti dei media del sistema con il loro consueto metodo di avvoltoi in cerca di carogne. L’assassinio di Daniel (l’ultima vittima), il tedesco di origini cubane ucciso sabato scorso, è stato immediatamente accantonato per dare luogo a un processo sommario agli abitanti della città, accusati di aver partecipato al pogrom contro gli stranieri.

Ad esempio del metodo utilizzato da questi avvoltoi dei media, uno dei tanti giornali mondialisti, Tagespiegel, ha subito scritto “Ora i sassoni (tutti) hanno il dovere di dimostrare con i fatti di non essere cittadini razzisti” Sui media nazionali tutti i cittadini di Chemnitz, senza nessuna distinzione, vengono sommariamente processati e giudicati alla stregua di estremisti di destra. La loro protesta è squalificata e indicata come razzista e a loro spetta l’onere di dimostrare pubblicamente alla nazione e al mondo intero di non avere simpatie naziste.
Una cinica attribuzione di colpa collettiva dunque, decretata da quello stesso sistema dei media che, per i fatti di Colonia nel Capodanno 2015, quando un migliaio di giovani musulmani scatenarono la caccia alla donna bianca, dopo aver inizialmente taciuto il fatto, invitava a non generalizzare perché la responsabilità è sempre individuale e mai collettiva. Sembra che questo ragionamento vale per i giovani migranti musulmani, ma non vale per i cittadini di Chemnitz che sono indicati tutti colpevoli di neonazismo dalla stampa del sistema globalista. La stessa stampa che ama fare distinzioni al contrario utilizzando un doppio standard secondo quali siano gli auotori di fatti incresciosi.

Nota: Quello che si può dedurre da queste vicende è il sistema di discriminazione e il regime di pensiero unico dominante sancito dai media tedeschi che valuta come forme di razzismo e di neonazismo qualsiasi manifestazione di protesta contro le numerose violenze commesse dai migranti e che si permette di giudicare come incomprensibile la legittima difesa della cultura ed indentità del popolo tedesco.

Traduzione e nota: Luciano Lago

7 Commenti

  • Ubaldo Croce
    2 Set 2018

    Ormai ci stanno facebdi la guerra e non ce ne
    vogliamo rendere conto…

  • Farouq
    2 Set 2018

    Il globalismo è solo una facciata, il vero progetto è la completa distruzione dell’Europa, è già stato deciso e gli immigrati sono solo uno degli strumenti, sterminio globale e l’intero pianeta solo ai cosiddetti élite

  • The Crow
    2 Set 2018

    I cittadini tedeschi, scesi in piazza con le foto delle vittime degli immigrati (ma pensa un po’, a quanto pare non sono tutti buoni, ma chi l’avrebbe mai detto…) hanno non solo grande memoria per i propri connazionali, ma anche l’ardente desiderio di mettere la parola fine, sanno già che se sono sempre gli stessi a gestire il tutto non cambierà nulla.
    Fare una cosa del genere qui in italia?
    Apriti cielo: pioverebbero etichette di razzismo, xenofobia e fascismo da ogni angolo, sopratutto da chi ancora si rifiuta di guardare in faccia la realtà
    Perché loro riescono a fare questo e noi no?

    Forse è il caso di lasciare scorrere queste etichette: in fin dei conti cos’altro sono, se non parole?
    Abbiamo forse paura… delle parole?

    • Animaligebbia
      2 Set 2018

      In Germania la misura e’ colma,la culona e’ finita e lo sa.Il voto in Italia e’ stato un terremoto in Europa e gli ultimi a rendersene conto siamo proprio noi.L’Italia,come sempre,e’ il laboratorio politico d’Europa e molti movimenti sovranisti sono ispirati dalla Lega.Stiamo facendo vedere che cambiare si puo’.Aspettiamoci di tutto perche gli psicopatici al potere non molleranno l’osso con facilita’ma ce la faremo perche’ siamo nel giusto.

  • eusebio
    2 Set 2018

    La Germania è un laboratorio interessante di come il capitalismo oligarchico tenda a destrutturare le società portandole all’appiattimento culturale ed al collasso demografico.
    Anzi forse la Germania ne è il prototipo, altri paesi di antica industrializzazione come il Regno Unito e recente come l’Italia fino al 1980 erano paesi di emigrazione e non immigrazione,
    al contrario della Germania che già dalla metà degli anni 50 importava manodopera prima tedesca dall’Europa orientale poi europea dal su Europa quindi turca e mediorientale.
    Evidentemente il modello industriale tedesco basato su di un prodotto maturo come l’auto, senza una evoluzione verso nuove tipologie di prodotto è asfissiante per le energie creative di una
    antica potenza industriale.
    La presenza dei sindacati nei consigli di amministrazione impedisce all’imprenditoria di intraprendere nuove strade, la fissazione sulla moneta blocca gli investimenti, la ricerca scientifica è diretta
    all’esclusivo miglioramento del prodotto.
    Il programma Galileo che doveva partire alla fine degli anni novanta è stato fatto abortire dai tedeschi perchè avrebbe favorito l’industria aerospaziale francese, italiana e britannica, io negli anni novanta
    ho lavorato per un paio di anni nella divisione tlc della Siemens e i loro prodotti erano antiquati e fuori mercato.
    La Merkel si è sottomessa alle lobby bancarie ebraiche e petrolifere wahabite per non pregiudicare i finanziamenti all’industria dell’auto che ha tra i principali azionisti ovviamente i petromonarchi,
    facendoli diventare i padroni dell’Europa fino ad avallare il loro progetto di islamizzarla.
    L’industria dell’auto tedesca è ad una trasformazione epocale, l’avanzata dell’elettrico trasferisce la fornitura delle batterie all’estremo oriente, l’industria componentisca perderà centinaia di migliaia
    di posti di lavoro, serviranno molti meno stranieri e l’industria dovrà reinventarsi facendo a meno dell’euro come strumento di dumping interno alla UE.
    Trump e Putin vogliono smontare la UE per sottrarla al controllo delle lobbies sioniste-salafite in completo declino economico e militare, i movimenti sovranisti devono attaccare adesso i moribondi partiti
    di centro e di sinistra ormai allo sbando.
    Le vecchie oligarchie controllano ancora i media ma la loro importanza economica globale è pressochè scomparsa.

  • atlas
    3 Set 2018

    la multicultura non fallisce mai se non con gli ignoranti. Piuttosto è la democrazia che ha fallito dal momento in cui si è imposta con la barbara violenza giudaica. Nazionalizzazioni ? Si vuole il ritorno del ‘nazismo’ ?

    Io si

    • lister
      3 Set 2018

      “Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual’è?
      La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza.
      Perché, quando il potere è in mano d’uno solo, quest’uno sa d’esser uno e di dover contentare molti;
      ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar sè stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa:
      la tirannia mascherata da libertà”
      Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal.

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