Dall’utopia alla distopia: l’ultimo furto della globalizzazione

di Roberto Bonuglia

Per distopia si intendono la previsione, la descrizione o, più in generale, la rappresentazione di uno stato di cose futuro, con il quale, contrariamente all’utopia e in aperta polemica con le tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi. Non sorprende, dunque, che il Dizionario Treccani riassuma il concetto di distopia come «un’utopia negativa».

Ciò risulta interessante poiché, il tutto, risulta la cartina di tornasole di un mutamento sociale che la realtà fattuale eterodiretta dalle élite neoliberiste ha costruito ad hoc nel trentennio della globalizzazione.

In altre parole, la ‘dorata menzogna’ sulla quale il villaggio globale è stato edificato è stata la progressiva sostituzione delle ideologie del ‘Secolo breve’ per imporre «uno sviluppo economico diventato una finalità a sé, sconnessa da ogni fine sociale» (B. Perret, G. Roustang, L’Économie contre la société. Affronter la crise de l’integration sociale et culturelle, Parigi, Editions du Seuil, 1993).

Il che ha tradotto il combinato disposto dalla globalizzazione e dal neoliberismo, in un’imposta mutazione antropologica dell’economia in ideologia. Fattasi tale, essa ha riempito il vuoto lasciato dalle ideologie politiche: negli ultimi trent’anni, non a caso, la moda è stata quella del ‘post’. Vocabolo non inteso come «articolo di blog» o «testo condiviso sui social», bensì, nella sua accezione latina: tutti sono divenuti post-qualcosa. Se pensiamo all’Italia, dal 1992 ad oggi, si contano post democristiani, post comunisti, post socialisti, post-fascisti, etc.

Oltre gli italici confini, non è andata meglio e sulle macerie del muro di Berlino è nata «una società politica fatta di ex qualcosa, accomunati più che altro dall’obiettivo di ritrovare se stessi. Operazione tutt’altro che semplice, dato che l’identità politica dei grandi partiti […] era legata alla storia dei Paesi, ma tenuta insieme dalla vicenda molto più ampia delle ideologie politiche del Novecento» (N. Augias, A. Covotta, I cattolici e l’Ulivo, Roma, Donzelli, 2005, p. IX).

Il risultato è stato sorprendente. In pochi anni, l’economia ha fagocitato tutto: la politica, l’identità, i meriti, i bisogni. Essa si è fatta ideologia intollerante colpendo un elemento fondamentale su cui l’ideologia politica, per sua stessa natura, si poggia: l’utopia.

Alienazione

Ogni ideologia, infatti, fondandosi su una determinata interpretazione della realtà, contiene un progetto di riforma della stessa proiettato nel futuro. Un ‘progetto’ che rappresenta, appunto, lo scopo utopico dell’ideologia. Per questo l’utopia fu definita «la coscienza mistificata della tendenza storica effettuale» (J. Barion, Ideologie, Wissenschaft, Philosofie, Bonn, Bouvier, 1966, p. 9) e «un piano umano per interrompere la storia, per uscire fuori dalla storia e pervenire ad una perfezione stabile» (R. Ruyer, L’utopie et les utopies, Parigi, Presses Universitaires de France, 1950, p. 70).

In altre parole, è riduttivo considerare l’utopia come «tableaux représentant sous la forme d’une description concrète et détaillée l’organisation idéale d’une société humaine» (A. Lalande, Vocabulaire, technique et critique de la philosophie, Parigi, Alcan, 1926, voce «Utopie»). Infatti, all’uomo l’utopia serve, se non foss’altro per sentirsi proiettato verso un futuro soddisfando un’esigenza innata: il desiderio perenne di perfezionamento che spinge l’uomo a trovare l’immagine utopica della propria realtà cercando di realizzare la propria utopia.

Ecco: questo afflato, questo sentimento nobile spingente l’uomo ad essere migliore, a lottare, a mettersi in gioco, è stato annientato dall’unica ideologia che dell’utopia non ha bisogno: l’economia.

Essa esclude il futuro, ne priva lo stesso uomo, lo relega al presente. Un eterno presente poiché è in esso che l’uomo serve all’economia come consumatore: si acquista adesso perché chi vende deve guadagnare ora.

Il che porta a negare l’utopia e impone la distopia: la rappresentazione di uno stato di cose futuro immodificabile, imposto dall’alto, nel quale non vi è spazio per i desideri, le aspirazioni, le volizioni e i fini politici. E regala una realtà fattuale nella quale la concezione del mondo diventa univoca escludendo la partecipazione evolvendo in una tecnica economica di controllo e di dominio.

Un mondo distopico, dunque, nel quale l’economia passa dalla sfera privata a quella pubblica assumendosi il compito di segnare la strada per dare risposta alle attese del mondo forzatamente globalizzato dall’élite mondialista.

Risposte che passano per un radicale cambiamento della natura dei rapporti sociali, per quell’oggettivazione dello scambio che elimina con un colpo di forbice ogni componente emozionale o istintuale da questi rapporti prescrivendo che essi debbano essere organizzati per dare alla realtà un assetto stabile e al mutamento un indirizzo prevedibile: quello che sta accadendo nella nostra società “grazie” al Covid-19 è la cartina di tornasole di questa mutazione genetica dell’economia in ideologia e che all’utopia sostituisce la distopia.

No, grazie. Noi rifiutiamo cortesemente questa visione. E continuiamo a lottare per un futuro che sia antitetico al presente che stanno imponendoci. Nel quale il pensiero forte osteggi, circoscriva e prevalga su quello unico.

Fonte: Il Pensiero Forte.it

15 Commenti
  • giorgio
    Inserito alle 10:47h, 26 Dicembre Rispondi

    L’economia.
    Essa esclude il futuro, ne priva lo stesso uomo, lo relega al presente. Un eterno presente poiché è in esso che l’uomo serve all’economia come consumatore: si acquista adesso perché chi vende deve guadagnare ora.

    Questa considerazione schiaccia e distrugge tutto il resto. Convinzioni politiche, ideologiche, religiose, senso di appartenenza ad una comunità, tradizioni locali e nazionali, anche i rapporti interpersonali, tutto è merce, la felicità è nel bancomat e viene distribuita dai loro padroni nei modi da loro decisi ….. questa è l’essenza del liberismo ….

    • Sandro
      Inserito alle 11:01h, 27 Dicembre Rispondi

      “Questa considerazione schiaccia e distrugge tutto il resto. “

      E questo è male – per la comunità. Perché? Lo hai dimostrato.

      Una piccola doverosa precisazione, non indirizzata a te, alla risposta già data. Cosa è male, cosa è bene. Bel dilemma, fintanto che non lo si dimostra.

      Ricordo una frase contenuta nel film “Ghostbusters”. Si trattava di questo: uno specialista acchiappafantasmi induceva a porre l’attenzione ai suoi collaboratori, durante una esecuzione di cattura-fantasmi, ricordando che i fasci di energie non andavano mai incrociati, perché ciò era male; alla qual cosa, uno dei suoi compagni lo ringraziò della precisazione perché spesso, disse, confondeva ciò che era bene da ciò che era male. Di sicuro era male incrociare i fasci di energia, la dimostrazione risiedeva nel fatto che, in tal modo, si annullava l’effetto voluto.

      A mio avviso è male quando si crede sia sbagliato/bene agire in un certo modo basandosi su congetture. Peggio ancora – il male e maggiore – se questi giudizi astratti che portano ad azioni concrete, si pretende siano condivisi con la forza delle leggi.

  • Teoclimeno
    Inserito alle 12:44h, 26 Dicembre Rispondi

    I dementi sionisti-neoliberisti stanno distruggendo anche l’economia, e con essa le nostre vite. Hitler, Mao e Stalin erano dei dilettanti. La verità è che non hanno più bisogno di noi. Siamo una merce prossima alla scadenza.

    • Roberto
      Inserito alle 19:46h, 27 Dicembre Rispondi

      Mi pare che fosse già di pubblico dominio cosa si trova nei libri scritti da personaggi delle élite europee come Jacque Attali.

      A loro serve solo il 30% dell’attuale cittadinanza europa (Attali usa il termine plebaglia). Tutti gli altri possono anche fottersi.

      E quelli europei sono anche peggiori dei “padroni” americani che per tenere in piedi il sistema dei consumi avevano interesse a lasciarti in tasca almeno il denaro sufficiente a tenere in piedi la facciata capitalista/consumista.

      Questi europei sono nazisti nel DNA e se potessero eliminerebbero milioni di persone.

      • Sandro
        Inserito alle 15:04h, 28 Dicembre Rispondi

        Si, plebaglia, quella plebaglia che lo ha generato, di cui si sente parte integrante e di cui ne sente (o ne sentiva) il bisogno, dal momento che è presidente della “Commissione per la liberazione della crescita.” Crescita di cosa, visto che egli stesso sente il gravame dei suoi simili che ritiene eccedenti di ben 5 miliardi *per le SUE necessità e di quelli come lui. Chissà se mai ha interpellato uno degli illuminati, forse l’unico, componenti la commissione che ci hanno portato a schiacciarci con il nostro stesso peso e che avrebbe potuto presentare qualche idea per liberarci gradualmente dalla morsa della sovrappopolazione che ci sarà fatale?
        Il “nostro” studioso, riferendosi alla popolazione europea, dimenticha che qualcuno, per amor nostro, ha voluto globalizzarci.

  • rossi
    Inserito alle 14:46h, 26 Dicembre Rispondi

    piuttosto che vivere in una società distopica occidentale sotto il tallone ammericanosionista preferirei andare a vivere e morire di fatica in un gulag siberiano come volontario con spirito stacanovista, Я хочу назад в СССР

  • atlas
    Inserito alle 14:51h, 26 Dicembre Rispondi

    non sò quanto sia attendibile, ma pare che Polonia, Svezia e Norvegia intentino un’azione contro l’OMS accusandola sulla base delle confessioni di piloti detenuti che hanno ammesso di aver gettato sull’Europa una sostanza che provoca pneumite chimica. La fonte, ma di cui manca il ‘link’ sarebbe Reuters

    in definitiva il post potrebbe anche essere falso, ma chi ci dice che lo sia anche il contenuto ?

  • Sandro
    Inserito alle 19:45h, 26 Dicembre Rispondi

    Nell’aver apprezzato il tuo commento, ti dedico quanto in appresso.

    So che sto facendo un errore. Ho la pretesa di racchiudere il mare in un bicchier d’acqua, ma i più avveduti o coloro che hanno maggior esperienza di vita comprenderanno.

    I criminali hanno sviluppato grandi ricchezze dalla conoscenza e manipolazione di una legge naturale la cui inosservanza è deleteria e, soprattutto, mal sopportata dalla psiche umana.

    Questa legge si chiama “ATTESA”
    L’attesa produce: sfinimento, frustrazione, senso di incompletezza, disagio, insofferenza e quant’altro possa indurre a patimento. Stati di disagio profondo che, opportunamente guidati, si è disposti a sopportare solo ed esclusivamente in virtù della meta che, solo grazie all’attesa, (pazienza) si intende raggiungere e il più delle volte si raggiunge.

    Metodo Montessori: cosa centra? Centra.
    Metodo mai stato osteggiato da eminenti suoi colleghi , nonostante la chiara inadeguatezza rispetto ai risultati che la donna – psichiatria, da quanto risulta – intendesse raggiungere . L’unico psicologo che ha avuto il coraggio di criticare aspramente e apertamente tale metodo fu Sandro Gindro.

    Il sistema consisteva e consiste, perché a tutt’oggi “avvalorato” (– per la resa -), nel non porre alcun impedimento alla volontà di azione dei bimbi fin dai primissimi anni. In altri termini asciar loro massima libertà di esprimere ciò che istintivamente li motiva. *

    Diversamente, dare un limite agli infanti, in merito ad alcune loro azioni, attraverso regole di comportamento, nonché minacciando punizioni agli aspiranti trasgressori; in altre parole educandoli alla convivialità e alla conoscenza dei pericoli derivanti da alcune proprie azioni, imponendo loro “un recinto” immaginario invalicabile, comporta un forma di “attesa”e, dunque, di disagio motivato per chi è costretto a qualunque tipo di disciplina. Attesa che si traduce in sofferenza psichica si, ma finalizzata all’ottenimento della meta prefissata, che, però, deve essere almeno in teoria possibile e garantita.

    Ciò che evidenzia l’articolo, dunque, altro non è che il risultato non solo di quello che fu ed è la “filosofia” educativa dei giovani divenuti oggi quegli adulti privi di aspettative, perché scippate loro, aditi solo ed esclusivamente a risultati immediati tramite carta moneta deperibile, disposti, taluni, a qualunque azione pur di ottenerla. Questo, anche, risulta dal Metodo educativo voluto dalla Motessori, la cui vita privata, se approfondita, meglio fa comprendere l’origine del suo metodo. Ciò, anche, è il risultato dalla politica sapientemente esercitata di “liberazione” della donna da…… (?) che altro non ha fatto che liberare a sua volta i figli dal padre “ostativo” la cui presenza avrebbe danneggiato l’attuale totem della mercimonia e messo al bando i miserabili furbi di turno.

    *”mio figlio mi sta distruggendo casa, e quando lo sgrido mi guarda come nel chiedersi se sto bene! ” questo mi disse un mio conoscente il cui figlio freuentava una scuola praticante il metodo Montessori.
    *iperattività “patologia” sconosciuta prima del metodo Montessori.

    • Sandro
      Inserito alle 19:46h, 26 Dicembre Rispondi

      per Giorgio

  • Mardunolbo
    Inserito alle 00:33h, 27 Dicembre Rispondi

    Ottimo commento di Sandro, che condivido appieno riguardo alla famigerata (per me !) Montessori.
    Inimmaginabile femminista ante-litteram che introdusse il sistema che venne ampiamente seguito anche dal dott. Spock , che purtroppo non fu il famoso vulcaniano della serie Enterprise.
    I guasti di questa ,in Italia, ed i guasti dello Spock, negli Usa, sono enormi..
    Il dott. Spock negli ultimi anni chiese scusa perchè si accorse di aver sbagliato impostazione educativa dei bimbi americani ! Ma ormai il gusto fu fatto poichè milioni di famiglie adottarono quel metodo che ,come il Montessori, priva i bambini di una guida.
    Sembra centri per nulla, ma aggiungo un’altra pietra miliare di conoscenza a questa devastazione programmata e voluta.
    Il video riguarda una sintesi di storia del Vaticano ,tanto per capire cosa successe e perchè siamo arrivati al punto che la chiesa di Roma si allea con la finanza internazionale che vuole asservire tutti.
    Le parole di don Nitolgia sono le mie ripetute con accenni tante volte in questo blog..
    Amche Atlas capirà e concorderà su quanto questo dotto sacerdote afferma, basato sullo studio accurato della storia.
    https://www.youtube.com/watch?v=apUlK742228
    Buona visione e molti cordiali saluti teoclitomenidi ai giulin giulebbi, oggi Santo Stefano primo martire cristiano.

    • Teoclimeno
      Inserito alle 07:00h, 27 Dicembre Rispondi

      MARDUNOLBO, grazie per la visibilità che continua a darmi: largamente immeritata.

      • Mardunolbo
        Inserito alle 00:32h, 29 Dicembre Rispondi

        leggi e impara ! anzi qui non hai bisogno neanche di leggere, basta ascoltare…

        • Teoclimeno
          Inserito alle 10:38h, 29 Dicembre Rispondi

          MARDUNOLBO, sono tutte cose che conosco già e che condivido. Quello che lei non sa, è che molto probabilmente Gesù è un personaggio costruito nel tempo sulla figura di Giovanni di Gamala, che era uno strenuo oppositore dei romani e che per questo venne crocifisso. Una cosa è credere, e un’altra cosa è la verità storica ed archeologica. Ama il tuo prossimo come te stesso. Insomma, est modus in rebus.

          • Sandro
            Inserito alle 13:55h, 29 Dicembre

            “……. Gesù è un personaggio costruito….”
            Ci fu un papa che provferì la seguente frase: “La storiella di Gesù bambino ci ha portato tanti buni frutti”. Sicuramente fu un papa che conosceva bene di che pasta era fatto. Ma proprio non ne ricordo il nome.

    • atlas
      Inserito alle 10:08h, 27 Dicembre Rispondi

      Stefano sarà anche Santo, ma questo video l’ho già postato io poco fa. Mangiato molto a natale ? O bevuto molto. Non fate arrabbiare il Lago mettendo le cose più volte … che poi ne paghiamo le conseguenze tutti

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