Dal Venezuela all’Iran il programma delle aggressioni dell’Impero USA


di Luciano Lago

Venezuela e l’Iran, pur essendo paesi geograficamente distanti, sono accomunati in questo periodo dall’essere oggetto della medesima cospirazione dell’Amministrazione USA in quanto paesi che rifiutano di piegarsi ai diktat della dominazione statunitense. Entrambi i paesi sono oggetto di sanzioni e di un tentativo di strangolamento economico con il rischio di un intervento militare diretto che appare meno probabile in Iran e maggiormante possibile in Venezuela.
Non a caso i due paesi hanno da tempo stretto relazioni economiche e stabilito una linea di cooperazione bilaterale su vari livelli.
Secondo alcuni analisti, se Washington riuscirà a “costruire con successo la crisi venezuelana, in una variante delle “rivoluzioni colorate”, questo schema sarà testato in altri paesi, in particolare, in Iran”. Per la verità in molti si aspettavano da tempo, che gli Stati Uniti “implementassero lo scenario di crisi, in primo luogo in Medio Oriente, a Teheran, mentre anche in in America latina il fuoco covava sotto la cenere..
Basta ricordare le proteste relativamente recenti in Iran, che nei media occidentali sono state descritte come l’inizio della prossima “rivoluzione dei colori” in Medio Oriente. Tuttavia, salvo qualche episodio isolato, gli americani non sono riusciti a suscitare rivolte di massa in Iran e neppure a mettere insieme un’alleanza anti-iraniana nella regione, per ottenere il sostegno necessario dei loro alleati in Europa e altrove. Inoltre, all’interno dell’Iran, il principale malcontento dei manifestanti è stato diretto contro il presidente Rouhani per la conclusione di un accordo nucleare, che non ha raggiunto la revoca delle sanzioni ed il miglioramento economico che ci si aspettava nel paese.

In questi giorni che vedono il culmine del tentativo di Golpe USA in Venezuela, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha espresso il proprio sostegno all’attuale presidente venezuelano, Nicolas Maduro, e al governo legittimo del paese. Nell’occasione di accettare le credenziali del nuovo ambasciatore del Venezuela a Teheran, Carlos Cordones , il presidente iraniano ha descritto gli eventi a Caracas come una “cospirazione” e ha sottolineato che “negli ultimi anni, sotto il governo di Maduro, le relazioni tra Iran e Venezuela sono state molto buone e sincere,” quindi l’Iran “continuerà a sviluppare relazioni bilaterali con il paese amico del Venezuela. “

In precedenza, l’Iran nella persona del cancelliere, Zarif, aveva espresso sostegno al governo venezuelano e discusso con il suo omologo venezuelano ” le possibilità di contrastare le cospirazioni degli Stati Uniti contro gli stati indipendenti, in particolare il Venezuela”, nonché varie soluzioni politiche per risolvere le controversie tra governo e gruppi di opposizione . Le azioni di Teheran per difendere il proprio interesse nazionale sono chiare e comprensibili. In questo momento Teheran assiste con interesse agli sviluppi della situazione in America Latina.

Donne iraniane contro gli USA

Questo allineamento di fatto fra i due paesi, Venezuela e Iran, avviene nonostante che l’equilibrio del potere nei due paesi sia diverso. Secondo alcuni analisti iraniani, la crisi attuale “dividerà ancora una volta il mondo in due parti: le forze che agiscono a sostegno degli Stati Uniti e dell’Impero USA-Sionista e di coloro che si oppongono”.
L’Iran si trova nel secondo gruppo, insieme a Russia, Cina e Turchia, per questo ha difeso il presidente eletto legittimamente del Venezuela. Inoltre, Teheran comprende che la crisi e gli ulteriori sviluppi in questo paese, così come in tutta l’America Latina, stanno spostando il problema iraniano per Washington a un secondo piano, in un termine di tempo più lontano.
Inoltre, esiste oggi la possibilità di lanciare una “spina nel fianco del potere americano”, che diventa un fenomeno geopolitico completamente nuovo. Oltre a questo aspetto, bisogna calcolare che altri grandi paesi, come l’India, il Messico, il Sud Africa, il Pakistan e diverse repubbliche asiatiche, si stanno spostando da quello che era un allineamento alle posizioni degli USA e si orientano verso rivendicazioni di autonomia, in particolare rifiutandosi di applicare le sanzioni decretate dagli USA contro la Russia e l’Iran.
Ne è prova il fatto che questi paesi hanno incrementato la cooperazione economica con Teheran, questo è una dimostrazione dell’avvio di una politica multi-vettoriale nelle relazioni estere, una richiesta di dialogo non solo fra i paesi dello stesso continente. Naturalmente, la base della cooperazione è il settore petrolifero. Ma i progetti di copoperazione vengono implementati in altre aree: difesa, scienza, tecnologia, economia, finanza, agricoltura. E non solo quello. Questi paesi emergenti condividono opinioni comuni sull’ordine mondiale, interagiscono nel quadro di varie organizzazioni internazionali. A questo proposito, notare che Caracas ha sempre votato contro l’adozione di risoluzioni anti-Iran all’AIEA, cosa che è percepita favorevolmente a Teheran.

In questa fase la “rivoluzione dei colori” in Venezuela si trova in un momento di stallo. Secondo un certo numero di esperti, a differenza del Medio Oriente e del Nord Africa, in Latino America è improbabile che gli americani decidano un’aggressione militare diretta, in un’area troppo vicina agli Stati Uniti. Economicamente, Washington ha strangolato economicamente Caracas per molto tempo (con gravi conseguenze sulla popolazione) e ha ancora margini di manovra per continuare a farlo.
Nonostante tutto Maduro ha la possibilità di resistere allo scontro con gli americani, invocando la difesa della Patria, come Castro aveva resistito a Cuba ai suoi tempi.
Tuttavia, le pressioni internazionali, la sobillazione fatta dagli USA e la decisione del Parlamento europeo di riconoscere il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaydo, quale presidente facente funzione del Venezuela, potrebbe portare all’inizio di una guerra civile nel paese, cioè trasformarlo in una Siria latinoamericana. Se questo accadrà, il teatro delle operazioni sarà lontano dall’Iran, che ha il tempo di pensare e prendere decisioni serie per prevenire le mosse aggressive dell’Impero. 

3 Commenti

  • Idea3online
    4 Febbraio 2019

    Sembra che:
    Gas, l’Italia volta le spalle a Putin e Merkel: no al Nord Stream 2….
    Causa: Stati Uniti
    Effetto: no al Nord Stream 2.

    Sembra che:
    ???????, l’Italia non volti le spalle a Maduro
    Causa: ???????
    Effetto: Neutralità in Venezuela

    Resta da scoprire quel’è la Causa……..in Venezuela

  • Max Tuanton
    5 Febbraio 2019

    Su mocked .it le parole del rabbino capo del Venezuela noi con guaino’ , quando LA sentenza arriva dagli ebrei per il politico e’ LA Fine. L’oracolo ha deciso Maduro puo cercarsi un altra attivita’ ,senza LA grana pompata dalle Banche ebree chiunque nel giro di una settimana si ritrova col culo per Terra

  • MONDO FALSO
    5 Febbraio 2019

    Per il bene dell’umanità l’impero USA deve morire

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