Dal Medio Oriente il segnale della supremazia americana che volge al termine

di Luciano Lago

Gli avvenimenti delle ultime settimane o mesi in Siria hanno confermato ed accelerato come mai prima il grande cambiamento geopolitico che è in corso nella regione del Medio Oriente e che avrà notevoli conseguenze che si rifletteranno in tutto il mondo.
Le decisioni a “zig zag” dell’Amministrazione Trump di ritirare o non ritirare le proprie truppe dal nord della Siria ha rappresentato non solo un tradimento per i curdi, che si erano ingenuamente fidati degli Stati Uniti nella loro aspirazione a costituire una entità autonoma e che avevano combattuto contro lo Stato islamico perdendo sul campo in 5 anni 11.000 combattenti, ma tale decisione ha significato anche la fine dell’influenza americana in Siria, in buona parte del Medio Oriente, oltre che della leaderschip degli USA nel resto del mondo.

Non si vuole affermare che l’egemonia americana nella regione sia completamente scomparsa. Il declino della dominazione USA è un processo lento che non può avvenire in tempi brevi ma sicuramente questo processo ha subito una accelerazione dovuta ai molteplici fallimenti della politica estera di Washington. L’inaffidabilità della protezione americana è stata ormai sperimentata in varie parti del mondo.
La storia è piena di casi in cui gli Stati Uniti hanno violato le promesse di politica estera, dal Vietnam ai curdi iracheni. Dopo questo rifiuto, poche persone ora prendono in parola la leadership americana. Il ritiro delle forze americane è un messaggio inequivocabile per gli alleati di tutto il mondo: gli Stati Uniti sono un partner inaffidabile.

Il vuoto lasciato dagli USA in Medio Oriente viene immediatamente riempito dalla presenza della Russia e dei suoi alleati, l’Iran, la Siria e le forze popolari di resistenza coalizzate con questi paesi.

Potrebbero essere necessari diversi anni per consolidare questa fase di perdita di potere in modo definitivo. Tuttavia è chiaro che tutto il mondo sta assistendo con stupore al declino dell’impero americano, che fino a poco tempo fa sembrava straordinariamente potente e imbattibile, perché aveva un esercito gigantesco il cui potere militare era di gran lunga superiore a tutti gli altri paesi insieme.
L’ enorme potenza della macchina militare-nucleare USA è attualmente di scarsa utilità, perché non serve a nulla, se non a distruggere completamente l’umanità, questo perché anche altri paesi dispongono di armi nucleari che possono essere ugualmente letali: “In una guerra nucleare, non ci sono vincitori, perderemo tutti. Chiunque prema per primo il grilletto nucleare genererà una grande catastrofe globale che non durerebbe nemmeno mezz’ora per distruggere l’intero pianeta “.

Portaerei USA nel Mediterraneo

L’impero americano tuttavia disponeva anche di un enorme potere economico e finanziario, basato sul dollaro, che viene stampato senza limiti, e il sistema SWIFT (una rete internazionale di comunicazioni finanziarie interbancarie) che controlla più di 11.000 entità finanziarie in 204 paesi, mediante la quale gli Stati Uniti hanno sequestrato la ricchezza del mondo e riescono a imporre sanzioni economiche a chi vogliono. Accade però che attualmente ci sono altri paesi molto potenti che stanno sfidando quella supremazia economica, usando sistemi alternativi come il CIPS e mettendo da parte il dollaro nelle loro transazioni commerciali.

Gli Stati Uniti hanno basato il loro impero non solo sulla potenza militare e sulla onnipresenza del loro capitale finanziario ma hanno anche avuto uno straordinario progresso tecnologico e scientifico in tutti i settori della conoscenza, dell’industria e della ricerca. L’elite di potere USA e grandi corporations statunitensi avevano il controllo della maggior parte delle risorse naturali del pianeta, coperte da accordi e concessioni rilasciate, sotto la forza del ricatto finanziario, dalla maggior parte dei governi del mondo.
Gli USA hanno manipolato l’opinione pubblica mondiale con l’uso e l’abuso , dei mass media, dell’informazione monopolizata dai loro media, a mezzo Internet, intrattenimento, arte e cultura di ispirazione americana. Tutto è servito per imporre una visione americano-centrica basata su consumismo di massa, liberismo mercatista, individualismo e mito del successo e dell’American way of life.

Allo stato attuale, tutto questo viene messo in discussione e contestato mentre l’ enorme potere dell’Impero viene minato principalmente a causa della crescita economica, finanziaria, militare, scientifica e tecnologica di governi e paesi come Cina e Russia, che hanno anche aderito a un’alleanza strategica. Da un punto di vista militare, la Russia quasi supera ampiamente gli Stati Uniti in termini di potenza aerea ed è anche recentemente diventato chiaro che solo i missili dell’esercito cinese potrebbero “rendere inutili” le forze militari statunitensi (basi e navi) nel Pacifico nel giro di poche ore.

Forse la fine dell’egemonia americana richiederà diversi anni, ma quello che possiamo dire è che questa è inevitabile, così come possiamo prevedere che si procede verso un nuovo ordine mondiale che sarà multilaterale in breve tempo. Di sicuro il ruolo distruttivo della politica USA in Medio Oriente e in Asia occidentale, con le sue guerre ingiustificate, con l’opera di destabilizzazione attuata contro vari paesi, dall’Iraq alla Libia, alla Siria, all’Afghanistan, con l’asservimento agli interessi di Israele e della monarchia Saudita, ha prodotto dei guasti irrimediabili e il ripudio di molti paesi dell'”ordine americano centrico”. Le sassate di cui sono state oggetto le forze USA mentre si ritiravano dalla Siria sono state emblematiche di questo ripudio dei popoli verso la dominazione di Washington.

Nel frattempo gli stessi Stati Uniti sono dilaniati da una profonda frattura interna fra le forze del “deep State” e il partito primatista di Trump e degli evangelici che vorrebbero far tornare gli USA al protezionismo e all’utilizzo, mediante rapina, delle risorse di altri paesi per fronteggiare la perdita di potere del paese. Così le mani dell’Impero USA si allungano verso il Venezuela ed altri paesi dell’America Latina dove poter saccheggiare queste risorse.
La situazione però diventa sempre più complicata visto che, anche in America Latina, sono in corso le rivolte popolari contro l’ordine neoliberista e americano-centrico imposto dai governi filo USA subordinati al FMI e alla rapina delle corporations USA, questo avviene in paesi come il Cile, l’Ecuador, l’Honduras, l’Argentina ed altri.
L’ossessione prioritaria del governo degli Stati Uniti al momento è quella di fermare la crescita del drago cinese, ma risulta un compito quasi impossibile. Non si sfugge alle regole della Storia: ogni impero nasce, si sviluppa, cresce, prevale e muore. Nessun potere è irreversibile. Gli Stati Uniti d’America non faranno eccezione.

Proteste antiamericane

La guerra commerciale USA-Cina, a base di dazi e sanzioni, sta chiaramente dimostrando che perfino l’America Latina, considerata per decenni, come il “cortile”degli Stati Uniti, in una concezione che ha saccheggiato le sue risorse naturali, ostacolato nei suoi progressi, macchiato la sua popolazione, degradato i suoi governi, inquinato il suo ambiente, a poco a poco viene conquistata commercialmente dal gigante asiatico. Tuttavia questa volta la conquista sta accadendo in un modo diverso rispetto all’impero americano: senza violenza, senza blocchi, senza imporre governi dittatoriali, ma piuttosto aiutando i paesi a industrializzarsi, costruendo infrastrutture per i trasporti, l’energia, la salute, l’agricoltura, ecc.
La grande quantità di risorse naturali come acqua, terra fertile, petrolio, gas, rame, alluminio, oro, litio, coltan e molti altri minerali preziosi, di grande valore strategico di cui l’America Latina dispone, non passa inosservata al resto del mondo che ne ha necessità.

Accade così che le relazioni commerciali tra Cina e America Latina sono aumentate costantemente negli ultimi due decenni. La Cina è attualmente il partner commerciale più importante di Argentina, Brasile, Cile, Perù, Venezuela e il secondo in Messico. Ha fatto grandi investimenti in opere infrastrutturali come porti, ferrovie, aeroporti, idrocarburi e miniere che l’anno scorso hanno superato i 240.000 milioni di dollari.
Uno schiaffo per il potere nordamericano che vede il suo principale competitor inserito nel suo tradizionale cortile di casa (el patio trasero).
Tuttavia il declino della potenza americana viene confermato anche per il fatto che i “gringos” non sono più in grado nemmeno di controllare quanto accade nelle loro case, come dimostrano le innumerevoli sparatorie e uccisioni che si verificano quotidianamente in molte città del paese. Il sistema economico neoliberista miete le sue vittime anche negli USA dove le disparità sociali hanno determinato la crescita di un enorme numero di nuovi poveri, calcolato in 40 milioni di persone, molti dei quali vivono sotto la soglia di povertà e alcuni di questi, a migliaia accampati senza casa come “homless” nelle periferie di grandi città come Los Angeles.
Inoltre, esiste attualmente la minaccia di una nuova guerra civile, ora tra i fanatici religiosi armati fino ai denti, alcuni difensori e altri nemici di Trump, a causa del processo politico con cui intendono licenziarlo. Molto meno Washington può ormai controllare quanto accade nel resto del mondo.
Gli USA pretendevano di imporre il loro modello al mondo ma non sono più in grado di farlo: quel modello è scaduto.

3 Commenti

  • eusebio
    10 Novembre 2019

    Gli USA erano una grande e relativamente pacifica grande potenza industriale, poi un piccolo popolo di speculatori ha preso il controllo della sua economia e l’ha finanziarizzata, della sua politica estera e ha scatenato una serie impressionante di guerre e colpi di stato, fino a portare il golem USA alla bancarotta.
    Purtroppo Putin non ha capito che il suo paese è vittima di questo piccolo popolo e lo difende, per fortuna la Cina non è così benevola, visti i guai che gli fanno passare ad Hong Kong.

  • Paolo Calvo
    10 Novembre 2019

    Un paese nato attraverso un Olocausto, improntato su una Costituzione libro dei sogni non applicata, un Paese la cui unica forza vitale è costituita dal Suo denaro e dalla violenza della prevaricazione in ogni declinazione possibile ed immaginabili…UN CANCRO AL PARI DI ISRAELE E DEL REGNO UNITO.

  • Idea3online
    10 Novembre 2019

    Dal Medio Oriente il segnale della supremazia americana non è più in crescita ma in stagnazione.

    Non è corretto dire che volge al termine, come non è corretto pensare che Salvini salverà l’Italia, sponsorizzando Draghi.

    Gli Stati Uniti non crescono più, è come se un titolo non sale più in borsa, e subito pensiamo che l’azienda fallirà. L’azienda non crescerà più perchè altri competitori sono sul mercato, ma da qui a dire che fallisce è solo mediocrità intellettuale.

    Non riponete fede che gli USA sono in declino, ma sono l’Impero più potente mai esistito da Adamo sino ad oggi. Quando inizierà la fase hard della Terza Guerra Mondiale capiremo quanto saranno aggressivi gli USA, che la Russia sembrerà pacifica, ma si difenderà, come del resto lo sta facendo dal 2014 resistendo al Regno del Nord.

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