Da Roma è cominciata la morte del globalismo”. La profezia di Dugin

Vicino a Putin, spesso accostato a Bannon, il principale ideologo dell’anti globalismo Aleksandr Gel’evic Dugin è in Italia per un tour con cui sta riempiendo le sale in molte città, dal nord al sud. Ritiene che il governo gialloverde abbia riportato l’Italia al centro dell’Europa, che ritiene una sola: da Lisbona a Vladivostok. Ne parla nel corso di una intervista rilasciata al collega Francesco Palmieri e pubblicata sul sito dell’Agenzia Giornalistica Italia.
Intervista che riportiamo volentieri.

Quando la Russia pensa all’Europa guarda prima a Roma: il governo giallo-verde ha fatto dell’Italia “un avamposto della lotta al globalismo”. Una vittoria per Vladimir Putin anche se dal Cremlino “non c’è stata alcuna interferenza politica o economica”.
Piuttosto c’è “un appoggio simbolico, morale e intellettuale” alle forze populiste. Parola di Aleksandr Gel’evic Dugin, 57 anni, filosofo e politologo che molti definiscono “il consigliere di Putin”. Lui rifiuta l’etichetta: “Non sono incluso nella gerarchia politica russa, ma sono un patriota e condivido la politica estera del presidente”.
Accostato al politologo statunitense Steve Bannon, addirittura come ‘la strana coppia’, Dugin è in Italia per un tour con cui sta riempiendo le sale in molte città, dal nord al sud, ma è tacciato non per la prima volta di contiguità con l’area politica di estrema destra. Ne parla con l’Agi.
“Ancora destra e sinistra?” sbotta, “E’ una definizione che fa comodo all’ultraliberalismo diventato totalitarismo economico, politico e intellettuale. Chi la pensa diversamente è battezzato di volta in volta nazista, fascista, stalinista. Ormai sono abituato alla demonizzazione”.

Lei ha elaborato la 4pt, la ‘quarta teoria politica’ dopo le tre precedenti della modernità: fascismo, comunismo, liberalismo. Alla base c’è l’idea di Eurasia, che vorrebbe far girare a 180 gradi il collo all’Europa occidentale: da ovest a est.
“È l’idea di un mondo multipolare, dopo quello unipolare che il globalismo di radici anglosassoni vorrebbe continuare a imporre. Putin ha scritto un bell’articolo in cui parla di un filo che unisce Lisbona a Vladivostok”.

Idee che coincidono con le sue….
“Non si tratta di indebolire l’Europa come paventa qualcuno. Al contrario: vogliamo un’Europa indipendente che ricostituisca la sua sovranità. La civiltà europea occidentale si coniuga alla civiltà russa ortodossa, con l’inclusione di altri popoli e culture rispettando di ciascuno identità e differenze. Il populismo è alleato naturale di tutti quei Paesi come Russia, Cina, India e gli Stati islamici, che vogliono trovare posto degno nel mondo multipolare”.

-Però un po’ inquieta la foto della crociera sulla Neva di Putin e Xi Jinping, e gli accordi appena siglati tra Russia e Cina cominciando da quello per Huawei sul 5G. Lei è proprio convinto che il capitalismo cinese sia preferibile?
Certamente. Sono stato in Cina, dove ho strette relazioni con i circoli intellettuali e registro la loro convinzione di un nuovo ordine multipolare. L’Occidente deve rendersi conto di non essere l’unico maestro, l’egemonia unipolare della globalizzazione è una forma di colonialismo ideologico, economico, artistico, che s’avvia alla fine. Il capitalismo cinese è un modello cui partecipano popolo, cultura e Stato: tre livelli strutturali. Non è il capitalismo occidentale sfrenato che atomizza aziende e società. Si tratta di un modello più confuciano che maoista”.

L’espansione cinese non deve preoccupare?
“La Cina non concepisce il suo come modello universale, ma è chiaro che lo difenda. L’alleanza russo-cinese cerca altre vie nella storia dopo la fine dell’egemonia unipolare”.

Come potrebbe concorrere un governo come quello italiano, segnato da tensioni e differenze interne, a queste complesse innovazioni geopolitiche?
“Tutti i governi italiani degli ultimi anni sono stati problematici. Non è una novità. Ma questo di Lega e M5S è il primo passo verso un populismo integrale, il segno di un grande cambiamento che lo mette all’avanguardia d’Europa. Le differenze interne sono un segno persino positivo. Per me questo governo è un simbolo che si può andare oltre destra e sinistra e che la volontà del popolo vince sui globalisti. Più dura, a dispetto di quanti ne decretano la fine imminente da quando è nato, più sono contento”.

Ma le elezioni europee hanno decisamente premiato la Lega a spese del Movimento 5 Stelle

“Il risultato indica che la maggioranza dei populisti ritiene la difesa dell’identità, rimarcata da Salvini, l’elemento più importante. Ora Di Maio ha compreso e correggerà la sua politica. Credo che il risultato assimilerà ulteriormente i Cinque Stelle al populismo integrale”.

Putin ha formulato un giudizio entusiasta sui risultati elettorali. La convinzione che non ne abbia avuto alcuna parte ha suscitato dubbi.

“Complottismi. Solo complottismi. E’ una lotta tutta interna all’Europa occidentale tra élites ultraliberaliste e sovranisti. La Russia non ha ordito trame qui ne’ negli Usa a favore di Trump. Ma assiste compiaciuta al risveglio dei popoli…”.

Anti globalisti in azione

A luglio Putin tornerà dal Papa, che non è certo in sintonia con Salvini su un tema prioritario come quello dei migranti.

“La posizione della Chiesa cattolica è interessante per Mosca. Papa Francesco è antiglobalista e anticapitalista. La strategia, calata in Italia, assume però le forme di un appoggio incondizionato all’Islam e all’immigrazione, tralasciando gli aspetti negativi che ne derivano. Putin è alleato di Salvini e appoggia la difesa dell’identità italiana, ma al contempo condivide la posizione del Papa contro il capitalismo finanziario. Si tratta in ogni caso di un motivo in più per guardare a Roma: oggi l’Europa non è a Parigi né a Berlino. Oggi si chiama Roma. La modernità globalista comincia a morire qui”.

E al suo posto?

“Il recupero di una coscienza critica e di valori tradizionali. Oggi i veri postmoderni sono gli autori tradizionalisti, che hanno diagnosticato i fallimenti della modernità dogmatica e totalitarista”.

Sorprende che un intellettuale come Noam Chomsky abbia espresso segnali d’interesse per il suo pensiero.

“Ho molti rapporti con la sinistra antiliberale ed è totalmente falso che io sia un rappresentante dell’estrema destra. Chiunque critichi il globalismo è mio alleato naturale. Da Chomsky a Cacciari. Non so se sia vero il contrario, ma io sono amico loro. Gli ultraliberalisti più sentono vicino il tramonto più diffamano: me, Bannon, Trump. Anche grazie al controllo dei mass media. Il sorriso con cui denigrano chi non pensa come loro è razzismo gnoseologico, che a differenza del razzismo biologico non è stato sconfitto. Considerano sottosviluppato uno che crede in qualche dio o legge libri di un altro scaffale. Il primo sono io“.

Tratto da Fascinazione

8 Commenti

  • Max Dewa
    13 Giugno 2019

    Se l’europa dei diritti dei lavoratori dei diritti umani deve prendere come Modello i cinesi se si deve avvicinare ai comunisti cinesi che trattano come bestie I propri connazionali allora tanto vale stare sotto gli Americani e I giudei e fare da portaerei nazionale ai loro capricci da sceriffo e da usurai ,La cina e’ una serra di schiavi e dove vanno i Cinesi portano con loro solo casino’ e schiavitu’ nessuno slancio per I popoli che fanno affari con I cinesi tranne qualche infinitesimal percentuale di Furboni come I’ll berlusca in Italia che venderebbe anche LA propria prole per il successo

      • Sandro
        16 Giugno 2019

        Non sono sufficientemente preparato per partecipare a questa discussione, ma domando: Cosa ne è della impareggiabile filosofia orientale, quella originata dal pensiero Yoga? Sottolineo, per i profani, che Yoga non è solo esercizio fisico, ma soprattutto mentale. Tale modo millenario di interpretare la realtà che sembra sia stato originato in India ma largamente assunto dalla popolazione orientale, è miseramente scomparso dalla moltitudine da quando il “grande” e “democratico” occidente ha iniziato a volgere il suo sguardo interessato, verso, appunto, l’occidente, trasformandolo come tu stesso hai potuto notare.

  • eusebio
    13 Giugno 2019

    Il globalismo non è altro che la costruzione di un mondo senza frontiere per i capitali e il lavoro a quasi esclusivo vantaggio della piccola tribù che controlla la speculazione finanziaria e serve sopratutto a tenere in vita il suo piccolo staterello completamente improduttivo.
    Questo mondo presuppone la deindustrializzazione perchè la finanziarizzazione dell’economia non permette di fare industria, e chi ne soffre sono sopratutto i lavoratori più qualificati.
    I paesi via via presi di mira entrano velocemente in crisi e collassano, come si può vedere per l’Argentina, l’Ucraina o l’eurozona.
    Le rivoluzioni colorate sono lo strumento con cui la speculazione dal naso a becco crea i presupposti politici per l’assalto al paese vittima designata.
    Ora tocca a Iran e Venezuela, e siccome Russia e Cina hanno investito grandi capitali nei due paesi si sono opposti, quindi i servizi segreti dal naso a becco stanno cercando di creare rivoluzioni colorate a casa loro, tipo le manifestazioni ad Hong Kong o il solito Navalnj pupillo di Soros che si è fatto arrestare a Mosca.
    La Cina la sta prendendo a muso duro, oltre al suo enorme riarmo che ormai ha superato l’apparato militare USA impone lo yuan al posto del dollaro e fa blocco con i paesi economicamente da lei dipendenti per far cessare l’acquisto di titoli di stato USA.
    La maggiore economia industriale vuole soffocare l’economia speculativa togliendogli l’acqua del dollaro, lasciando il pesce usuraio in secca.

  • Eugenio Orso
    13 Giugno 2019

    Nell’intervista ci sono palesi e gravi ingenuità, che non portano da nessuna parte.
    Esempi:
    “Tutti i governi italiani degli ultimi anni sono stati problematici. Non è una novità. Ma questo di Lega e M5S è il primo passo verso un populismo integrale, il segno di un grande cambiamento che lo mette all’avanguardia d’Europa. Le differenze interne sono un segno persino positivo. Per me questo governo è un simbolo che si può andare oltre destra e sinistra e che la volontà del popolo vince sui globalisti.”
    [ ………………… ]
    “La posizione della Chiesa cattolica è interessante per Mosca. Papa Francesco è antiglobalista e anticapitalista.”
    Quanto precede è veramente disarmante ….
    Non credo che serva aggiungere altro, visto che noi viviamo la realtà italiana e sappiamo benissimo che c’è continuità fra le politiche ultraliberiste dall’infame Monti in poi, passando per gli esecutivi collaborazionisti piddioti.

    Cari saluti

    • Filippo
      14 Giugno 2019

      Stavo giusto per scrivere quello che ha scritto lei, ma non occorre aggiungere altro.
      Cacciari, poi, Cacciari.
      Dai via, passiamo oltre

      • Eugenio Orso
        14 Giugno 2019

        Forse una piccola cosa si può ancora dire …
        Vedremo cosa faranno i “POPulisti” al governo in Italia, davanti all’ultimatum di una settimana dato al paese dagli sciacalli europoidi ….
        Andranno a Bruxelles con il cappello in mano?
        Tria, da bravo ministro di Mattarella, leccherà il culo ai commissari europidi?
        Conte calerà le brache?
        Salvini twitterà come un ossesso, ma poi si prostrerà davanti al Gran Kapitale finanz-giudaico?
        Di Maio sorriderà come un pupo, condannandoci alla sorte greca?
        Certo che sì!!!!

        Cari saluti

  • Man
    13 Giugno 2019

    Problema “cinese”? Ma se tutti più o meno comprano gli iPhone “assemblati” in Cina…un po’ come mettere la polvere sotto il tappeto, sì, ma del vicino!
    Le terre rare dei cinesi? E il debito pubblico aglo-europoidi (compresi Lgbt) chi lo paga se non la Cina, in modo particolare? Uno si distrae a bar sport: vabbene ma che roba mettono nei bicchieri degli habitué a salve?
    Il Terzo millennio ha sepolto la immagine (piramide con occhio frammassone luciferino neofeudale e occhiuto Grande Fratello) dell’Occidente giudaico-cristiano-greco-romano e gli italioti più degli europoidi manco p’ a capa!

Rispondi a Eugenio Orso cancella risposta

*

code