Crollo delle nascite: fine dell’Italia

di Adriano Tilgher

L’assoluta mancanza di politica in Italia è dimostrata chiaramente dall’incapacità di affrontare i veri problemi.
Si parla tanto di “prescrizione”, dei processi a Salvini, di immigrazione, di crisi o non crisi del governo suscitando su questi temi le tifoserie di stadio e non si dice nulla sull’Italia che sta morendo.

Non è un’ipotesi, ma è la verità, la drammatica verità. Una nazione che non fa figli è una nazione in coma irreversibile e non possiamo considerare i nostri figli sostituibili con coloro che vengono da altre culture ed altre identità, sicuramente, oggi, più forti della nostra.
Le nostre enormi ricchezze fatte di territorio e beni artistici, abbandonati e trascurati, le nostre intelligenze sottovalutate e costrette ad emigrare, la nostra capacità imprenditoriale costretta a vivacchiare sotto lo schiacciante peso della tassazione, della burocrazia e della mancanza di servizi, le nostre imprese sia grandi che medie e anche le piccole vendute o svendute, se sono di stato, la nostra scuola allo sfascio, le università in disarmo, la ricerca assente sono i sintomi e non gli unici, di una nazione che fu grande, che forse potrebbe ancora tornare ad esserlo se ci fosse una classe politica con un progetto chiaro e con la capacità ed il coraggio di perseguirne la realizzazione.
Per non parlare del lavoro, questo illustre sconosciuto, ormai sottopagato, senza garanzie, con una gara al ribasso fomentata dalla concorrenza feroce, e favorita da leggi confuse ed infami, senza più nessuna valutazione etica e nessuna dignità.

Il sindacato incapace di battersi per una rivalutazione della funzione sociale del lavoro, ma teso soltanto a lotte di piccolo cabotaggio per lo più tese al soddisfacimento di squallide posizioni personali: non una parola sul salario minimo garantito, nessuna lotta per l’ILVA, l’Alitalia e le altre situazioni analoghe, niente impegno sulla riduzione dell’orario di lavoro e sulla necessità di rimboccarsi le maniche e tornare seriamente a lavorare. Il lavoro è ormai il contentino dato non per produrre e far crescere una comunità ma solo per dare strumenti di consumo a degli automi il cui rendimento poco importa.
Tutto questo serve a distruggere una comunità, un popolo che ha capacità intellettive e creative uniche se opportunamente stimolato e gratificato; ma tutto questo fa paura. Quindi, deve finire.

Società che invecchia….


Ecco questa è la situazione dell’Italia. Tutte queste cose andrebbero affrontate e risolte con delle leggi appropriate ma soprattutto con la consapevolezza di tutto ciò che possediamo per ricostruire un’identità perduta e ridare senso alle ragioni della vita.
Riscoprire il senso profondo della maternità e della gioia che dà la continuità di una famiglia, di una comunità, di una specie. Riscoprire il gusto della maternità e della paternità con le responsabilità conseguenti con uno Stato amico e non ostile come quello attuale.
Insomma si tratta soltanto di ricondurre la società alla normalità perché la gioia di vivere non è data da quanti televisori possiedi o da che macchina potente guidi ma da quanti figli hai messo al mondo, come sei riuscito ad educarli e formarli e soprattutto quali valori fondamentali sei riuscito a far vedere e trasmettere attraverso i tuoi comportamenti.

http://www.ilpensieroforte.it/cultura/3121-crollo-delle-nascite-fine-dell-italia

Fonte: Il Pensiero Forte

7 Commenti

  • atlas
    15 Febbraio 2020

    intanto il 13 Febbraio a Milano sono stati assolti i Camerati del NSAB, il Movimento Nazional Socialista dei lavoratori per dei manifesti di propaganda a Corbetta e Magenta

    https://vk.com/id561511741?z=photo561511741_457240789%2Falbum561511741_00%2Frev

  • Silvia
    15 Febbraio 2020

    Dare un sostegno, finanziario o altro, alle coppie italiane affinche’ abbiano figli e’ sbagliato, perche’ discriminatorio verso gli immigrati (L’hanno detto dei Magistrati, quindi sara’ vero)

    • Sandro
      15 Febbraio 2020

      Rispondere alla tua osservazione in modo compiuto non è complesso ma molto articolato e questa non è la sede adatta. Ma per chi vuol intendere aggiungo solo che lo sfascio della nostra società che noi tutti stiamo osservando ha avuto origine da un’idea neppure tanto originale che è stata quella di programmare , scientemente, l’emancipazione della donna ( “la riforma sociale è possibile solo attraverso la donna”), al fine potesse verificarsi ciò che è avvenuto. Si vuol sapere chi ha avuto questa idea? Basta seguire la via del denaro. In merito ai magistrati che qualcuno considera dei padreterni, occorre ricordare che questi altro non sono che pubblici dipendenti pagati dai contribuenti.

  • Kaius
    15 Febbraio 2020

    Spero che il tuo commento sia ironico.
    “Discriminazioni ” contro dei negri stupratori e invasori?
    Ma se non dovrebbero neanche starci in sto paese,andrebbero presi a calci sui bus,buttati giù dai treni,pestati per strada e affondati insieme ai loro squallidi gommoni.
    Eccole qua le nuove scimmiet……ehm italiani “”discriminati”” dagli italiani brutti e cattivi
    https://m.youtube.com/watch?v=Xpxd4pnk-cM
    Paolo Villaggio era quello che era ma aveva capito tutto.

  • nnicholas
    15 Febbraio 2020

    Secondo me, fa parte di un piano di sostituzione del popolo con un’altro ben più servizievole e fisicamente più forte.
    Il popolo Italiano crea troppi problemi all’elitè.Perciò, pian piano ci sostituiranno.
    Chi vivrà vedrà…….

  • The roman
    15 Febbraio 2020

    Parole tristi ma vere. L’Italia, ma anche la Scandinavia , ancora etnicamente omogenee, sono in procinto di essere forzate al meticciato. Distruggono le razze per distruggere ogni senso di comunita’. Fare figli in un simile contesto e’ un atto eroico .

  • atlas
    16 Febbraio 2020

    in linea di principi razzialistici gli do ragione, anche se l’amore per una donna non credo ponga ostacoli razziali se essa è politicamente Nazional Socialista

    https://www.youtube.com/watch?v=mhIWMJTR474

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