"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Crisi povertà ed estremismi mentre l’elite prepara l’eliminazione dei dissidenti

di  Elena Quidello

IN ITALIA LA CRISI GENERA POVERTA’ ED ESTREMISMI. MA NEL RESTO DEL MONDO REGNA IL SOSPETTO, LA DIFFIDENZA E L’ODIO VERSO GLI “ESTREMISMI” DEGLI USA

Sono pochi i paesi nel mondo che credono ancora negli ideali e nei valori sbandierati per un paio di secoli dai patrioti statunitensi che per salvare i popoli dalle dittature imbracciavano le armi per “liberare” i popoli oppressi in Asia come in Africa e in Europa e portare loro la “democrazia”.

Oggi l’informazione che corre sul web e la conoscenza della storia narrata a più voci rende giustizia di fatti esecrabili commessi a danno di interi popoli improvvisamente caduti nelle trappole dei potenti . Per questo chi detiene il potere assoluto nel mondo sta correndo ai ripari e per evitare che la gente comune possa impadronirsi finalmente di se stesso trovando la forza per reagire alle ingiustizie e alle malefatte del potere, così accade che i detentori del potere oggi ordinano di legiferare contro la libertà di parola sul web.

Il nostro ossequioso premier Gentiloni , in tandem con il presidente francese E Macron che ha chiuso diversi siti tra cui quello di un importante economista, Jacques Sapir, ( lo scrive Blondet nel suo blog) colpevole di aver smontato i falsi miti della moneta unica e di non essersi allineato all’establishment, si è affrettato ad ubbidire e ha proposto un disegno di legge che impone la sorveglianza di massa sul web. La notizia data in maniera preoccupante nel blog di Maurizio Blondet il 10 ott. 2017 , rivela con quanta ostinata ubbidienza il nostro paese stia eseguendo gli ordini consegnando nelle mani ‘esterne’ la nostra democrazia che scivola paurosamente verso una dittatura senza ritorno.

Lo Stato -scrive Blondet – monitorerà per 6 anni tutta l’ attività degli italiani sul web incluse le chat, e censurerà i siti scomodi con il pretesto di violazione del copyright. L’articolo di M. Blondet : ‘Si Serra La Dittatura Dem….”  ’appare come un disperato appello agli italiani perché si mobilitino contro questa forma di dittatura mediatica, e sebbene in 100mila abbiano letto l’articolo in pochi giorni , i cittadini italiani pare non abbiano compreso il pericolo che incombe sulle loro teste. Probabilmente perché per ovvie ragioni , la notizia non è stata amplificata dai continui notiziari televisivi nè dai talk-show. Lo scopo evidente è quello di impedire, a livello internazionale, la libertà di espressione soprattutto a quei cittadini che considerano la libertà di parola come un impegno sociale, spiriti veramente liberi, che sentono e credono che la parola sia il mezzo più efficace per contrastare, denunciare e persino difendere la democrazia contro ogni tentativo di tirannia. La dittatura mascherata che oggi subdolamente si presenta sotto vesti buoniste mascherando il vero bene, la libertà di espressione come un pericolo; in realtà questo è un attentato non solo alla libertà della parola ma anche un attentato alla vita stessa di chi la parola la usa per contestare iniziative politiche intraprese contro il popolo dichiarandosi ,rischiosamente, in disaccordo con gli obiettivi dell’establishment.

Che anche in Nordamerica ci sia poca democrazia non è una novità, come ne scrive ampiamente il giornalista Stephen Lendman nell’articolo : ‘ Democracy in America Is Pure Fantasy: Stephen Lendman’ Terrorism, US NATO War Agenda (….Gli attentati dell’11 settembre hanno cambiato il corso dell’umanità, …… hanno trasformato il mondo in un luogo di paura e di odio, in quanto gli Stati Uniti diffondono le basi militari in tutto il mondo, avendone 737 e più di 2.500.000 persone americane che vi lavorano in tutto il pianeta…).

La verità è che gli Usa sono in crisi e per zittire il mondo devono ricorrere a forme di autoritarismi efficaci quali possono essere appunto norme che contrastino la diffusione della parola libera di criticare e contestare ciò che è contro gli interessi dei popoli sovrani’. Dunque l’Elite finanziaria è altrettanto inquieta per le modalità con cui i piani programmati in Siria sono saltati in aria dall’intervento russo che ha scompigliato le iniziative belliche in loco svelando al mondo la verità sull’Isis dei quali hanno filmato gli incontri con le truppe e i mezzi Usa nelle zone di guerra.

La disfatta inaspettata della guerra siriana e la probabile perdita dell’alleato strategico turco per aver questi intrapreso la sconsiderata politica interna tipicamente islamista; l’incertezza sulle azioni da intraprendere per ammansire l’Iran bloccando le sue mire nucleari ed eventualmente imporle un cambio di governo, magari ‘democratico’ come quello dell’Elite Usa che sta opprimendo i cittadini americani al punto che anche i meno nobili di cuore riscoprono il patriottismo costituendo un esercito virtuale silenzioso di resistenza ai cambiamenti di costume, cultura e religione imposti allo stesso popolo americano, tutto questo crea instabilità anche nei paesi europei , comodi alleati per le basi militari strategiche .

L’elite USA appare infatti stressata, dalla minaccia reale della Corea del nord e dall’incertezza sulla giusta strategia da intraprendere per ridurre lo strapotere economico della Cina ; preoccupata per gli esiti della sanguinaria guerra nello Yemen dove l’Arabia saudita bombarda indiscriminatamente civili e combattenti innalzando il numero delle stragi e dei massacri magari con le nuove armi di precisione acquistate di recente dal potente alleato , gli Usa potrebbero non reggere tutte queste tensioni che concorrono a rendere ‘ l’Elite ‘ psicologicamente più spietata nel voler eliminare quei paesi che non ruotano nella sua sfera di obbedienza.

Quando l’acqua bolle nella pentola oltre il limite massimo fa sollevare il coperchio e ‘l’ira funesta’ potrebbe eruttare piccole bombe nucleari da disseminare contemporaneamente in quelle zone di mondo i cui stati definiti ‘canaglia’ devono soccombere.

Anche lo ‘ status quo’ dell’Europa non ancora del tutto omogenea nell’obbedienza, preoccupa l’Elite finanziaria dalla cui moneta dipendono gli investimenti per la guerra globale nel mondo . (vedi articolo su Global Research Senate Approves Massive Funding for Endless US Wars of Aggression Sep 21, 2017. Il gruppo Visegrad che rifiuta di accettare le quote dei migranti come imposto dal Parlamento Europeo rappresenta un problema. Si sta infatti, legiferando in tutta fretta per disciplinare anche questa forzata distribuzione. L’Italia preoccupa ancor più gli Usa con i suoi rigurgiti estremisti che come la stessa parola insegna, è l’atto finale di una risposta esasperata al troppo soffrire della mente che pensa e dell’anima che soffre per le ingiustizie sociali erroneamente attribuite all’immigrazione che purtroppo viene inconsapevolmente colpevolizzata causa mancanza di verità da parte dei governi europei.

Di Maio negli USA

Insomma gli Usa, a cui non interessa quale classe politica stia al potere purchè stia dalla loro parte, di fronte al crescente avanzamento di quel gruppo di ‘giovani scapigliati’ , che pur sembrano fare sul serio, abbandonano la sinistra perdente e invitano Di Maio, dei 5 Stelle negli USA per assicurarsi che in caso di vittoria elettorale rispetteranno l’alleanza , la Nato ed eventualmente le guerre che intraprenderanno . Rincuorati dalle parole di Di Maio il cui movimento – come racconta lo stesso Di Maio – non è isolazionista , né filorusso ma che intende rispettare le relazioni con la Russia che è un interlocutore storico dell’Italia, che non intende mettere in discussione la Nato ma solo i trattati economici che hanno bloccato l’Italia nei suoi investimenti, gli Usa proseguiranno, più sollevati, la loro politica guerrafondaia e la segreta alleanza con ‘gli impronunciabili’ che continuano le stragi come quella terrificante nella Moschea del Sinai con 300 morti e centinaia di feriti …( un esempio per capire: Selected Articles: 9/11: Do You Still Believe that Al Qaeda Masterminded the Attacks? Sep 13, 2017. ( Global Research).

Gli Usa governati dalla ‘Cabala’, (altra denominazione della Elite data dalla resistenza americana), continueranno ad accrescere odio nel mondo con la loro strategia di riduzione demografica mondiale tramite le guerre, i vaccini , i complotti, l’eutanasia, l’eliminazione di politici che perseguono la pace nel rispetto della vita umana, le pianificazioni segrete di stragi all’interno del loro stesso paese ( vedi verità strage a Las vegas)… etcc.

In pratica continuano a metter in atto tutte le azioni estreme che, diversamente dagli estremismi italiani , fanno inorridire quel Dio che ci governa e ci illumina il quale a tempo debito renderà giustizia di tutte le malefatte che gli uomini commettono ora e forse sempre.

Elena Quidello

P.S. L’opinione dell’autore può non coincidere con la posizione della redazione.

 

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  1. Eugenio Orso 7 mesi fa

    In Italia ricompare prepotentemente nella palude mediatica obnubilante il “pericolo nazifascista”. Casa Pound, Naziskin e Forza Nuova fanno più sensazione e generano più allarme dei diciotto milioni di poveri censiti!
    Questo è proprio il risultato che si vuole ottenere.
    Tutti i leccapiedi pennivendoli, scribacchini, mezzi busti e conduttori di talk show sanno che devono agitare questo pericolo ogni maledetto giorno.
    Dalla vecchia e astuta baldracca siliconata del bilderberg club, Lilli Gruber, all’assatanato sinistroide Formigli.
    Il comunicato letto dai Naziskin a Como, senza torcere un capello a nessuno, diventa una gravissima intimidazione, mentre la manifestazione di Forza Nuova contro quel rotolo di carta igienica che è repubblica un caso di violenza fascista.
    Per non parlare di come è stata sfruttata contro Casa Pound la vicenda di Spada a Ostia.
    Cacio sui maccheroni per i lacchè mediatici disinformatori …
    Quanto ci cascheranno ancora gli italiani, massacrati dalle politiche neoliberiste e elitiste, quando la povertà supererà il cinquanta per cento?

    Cari saluti

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  2. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Buono l’articolo, che delinea un quadro realistico della nostra situazione sociale e politica.

    Questo è l’effetto concreto della democrazia, della “libertà di stampa”, del culto del mercato, a sua volta democratico, del politicamente corretto, della società aperta.
    Che le neoplebi precarie si chiedano, prima che sia troppo tardi: cui prodest?
    Non certo a loro, che subiscono danni irreparabili subendo la cosiddetta civiltà occidentale, sintesi spregevole di mercato, democrazia, società aperta e dominio elitista-finanziario.

    Quanto alla scamorza Di Maio/cinque stalle, citato nell’articolo come esempio di falsa opposizione serva della élite, basterà un poderoso calcio in culo (a lui e a tutti i grilloidi lobotomizzati) per eclissarlo.

    Cari saluti

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    1. atlas 7 mesi fa

      la democrazia è il male assoluto

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  3. Anglotedesco 7 mesi fa

    Sicuramente quello di Como e l’aumento delle manifestazioni degli estremisti di destra ,sono cose spiacevoli che purtroppo fanno aumentare la criminalità.Però parlarne tutti i giorni in tutte le trasmissioni televisive è davvero esagerato.Sembra che sia colpa degli estremisti di destra che in Italia abbiamo 18 milioni di persone in difficoltà economiche.Domani mattina ci saranno dei ministri a Como ma non sono mai presenti quando gli operai dell’Amazon o di altre multinazionali protestano per i turni massacranti di lavoro.

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    1. Eugenio Orso 7 mesi fa

      Manifestazioni all’acqua di rose, senza teste rotte e cadaveri sul selciato, solo con volantini e qualche innocua ragazzata fanno aumentare la criminalità?
      Siamo sicuri?
      Queste cose può dirle la puttana bilderberg Gruber o l’esaltato globalista sinistroide Formigli, ben pagati per mentire …
      Pensiamo, invece, agli attentati in Europa di mercenari salafiti o wahabiti, finanziati e spalleggiati dai sinceri “miliardari democratici” (vedi la Siria), con centinaia di morti e feriti, oppure alle violenze, pur di minore entità, della fecciaglia dei centri sociali, al soldo della sinistra serva delle élite, globalista, liberista e nemica dei popoli.
      Se i tanto temuti “estremisti di destra” sono veramente nazifascisti, invece di manifestare come delle suffragette, buttino i ratti di repubblica dai piani alti della loro lussuosa redazione, non prima di avergli frantumato il cranio a colpi di spranga, oppure, a Como, rompano la spina dorsale ai traditori del paese … Ma no, niente, neppure un po’ di buon, vecchio (e disgustoso) olio di ricino.
      Cosa voglio dire?
      Sveglia!
      Non esiste alcun pericolo nazifascista, non c’è neppure l’ombra, perchéla violenza sta tutta dall’altra parte, quella dei servi, collaborazionisti, traditori e topi di fogna.

      Cari saluti

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      1. Mardunolbo 7 mesi fa

        Eugenio Orso, come , forse, già dissi alcune volte, in Italia mancano dei comandanti veri che muovano le masse stanche della ingiustizia(basterebbe la somma ingiustizia dei soldi versati x ogni immigrato!).Ma le masse seguono SEMPRE una minoranza ben decisa, anche a subire dei morti.
        Al tempo della gloriosa e salvifica marcia su Roma, aderirono ex combattenti della 1 guerra mondiale, indossando la camicia nera, simbolo degli Arditi che attaccavano di notte le linee austriache.
        Al tempo esistevano dei pluridecorati di guerra vera, fatta nelle trincee con i pidocchi che infestavano, le bombe, il freddo, la pioggia.
        Dunque erano combattenti che avevano saputo affrontare sacrifici enormi per difendere la nazione italiana, in nome di uno spirito nazionale che ora esiste solo nelle partite di football.
        I generali di allora erano tipo il generale Cadorna, tipi d’un pezzo, forse stupidi, ma con senso doi onore tanto da pensare di spararsi per aver subito una disfatta terribile.
        Mi dispiace fare un confronto , spero ingiusto, ma al vedere i generali attuali tutti boriosi di indossare sulla divisa i distintivi delle guerruccie iniziate e mai concluse dagli ameri-cani, mi sento di avvertire che non ci sarà mai più in Italia una doverosa rivolta contro i politici assetati di poltrona, poichè manca la spina dorsale ai militari attuali che sono avanzati in carriera colpi di interventi di politici amici.
        Se infatti vi fosse realmente, in un qualsiasi paese dignitoso, una classe militare degna, alla situazione italiana si sarebbe risposto già da tempo con un assalto al Parlamento e destituzione di tutti li indegni rappresentanti disonorevoli per la nazione !
        In Italia non c’è questa dignità e senso di onore, quindi non ci sono teste che programmino una marcia su Roma, quindi non vi sarà mai la risoluzione della orrenda situazione italiana.
        Tutto qui, ma è disperante !

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        1. Maurizio Baschieri 7 mesi fa

          La “risoluzione” ci sará a tempo debito…ARMAGEDDON…

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        2. Eugenio Orso 7 mesi fa

          Non ci sono i “comandanti” … E’ vero.
          Da anni vado dicendo (e scrivendo) che gli ingredienti della rivoluzione sono tre, in ordine di apparizione (come nei film): programma politico alternativo, intorno al quale si forma un partito di quadri rivoluzionari motivati e disposti a rischiare, poi le masse da trascinare, che sono “masse di manovra”.
          Non c’è dubbio che oggi il programma e il partito rivoluzionari in Italia drammaticamente mancano (nel momento di maggior bisogno!).
          Mancano, di conseguenza, “i comandanti”, ma anche gli ufficiali, le truppe stesse, persino le tattiche e le strategie …
          Poi c’è un quarto “ingrediente”, non tanto segreto, che è il sistema di governo, da contrapporre, per la gestione del potere politico, alla democrazia nel nostro caso storico.
          Da questi punti di vista, siamo ancora alla traversata nel deserto, anzi, dobbiamo ancora partire …

          Cari saluti

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        3. Citodacal 7 mesi fa

          Citiamo qualcun altro, ma non Cadorna: fosse stato per lui staremmo ancora a dare l’ennesima inutile sanguinosa spallata sull’Isonzo. E non che molti suoi colleghi stessero meglio; la disfatta di Caporetto dipese dal solito cincischiare tra i comandanti dei due corpi d’armata (Badoglio e Capello) per rifilarsi reciprocamente la competenza della linea di collegamento, ovvero proprio laddove si infilarono gli austriaci (e Cadorna ebbe il “coraggio” di scaricare molta della responsabilità dei comandi proprio sui fanti della II Armata, accusandoli di viltà…). Non che altrove fossero messi più in salute (vedere ad esempio Nivelle sullo Chemin des Dames e Haig sulla Somme). Erano davvero stupidi, non soltanto perché condussero con la logica dello sfondamento di massa una guerra fatta di difese altamente statiche dotate di armi meccanizzate, ma anche perché decidevano della sorte di milioni di uomini stando ben lontani dalla prima linea e consultando carte spesso non aggiornate.
          Piuttosto, come senso dell’onore e della lealtà per i propri uomini, citerei l’esempio di quel maggiore degli Alpini il quale, all’ennesimo rifiuto da parte degli alti comandi di sospendere l’assalto-carneficina del suo battaglione, guardò negli occhi il suo attendente esclamando: “Ho capito!”: uscì quindi dalla trincea per dirigersi compostamente verso le linee austriache, si prese anch’egli la sua bella palla di piombo in fronte, dopodiché, circolata la voce che anche il comandante del battaglione era caduto, venne finalmente impartito dall’alto l’ordine di sospendere l’assalto.
          Ma Cadorna proprio no.

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          1. Mardunolbo 7 mesi fa

            Citodacal, erano tutti stupidi, così ! ma Cadorna stava per spararsi disperato.Ad un certo punto, nel suo studio, mentre aveva la pistola sulla scrivania, entrò un frate che gli disse che non era il caso…
            Anni dopo Cadorna ando nelle Puglie, invitato da un conoscente, per vedere un frate di cui si parlava molto.Descrisse l’episodio lo stesso Cadorna.
            Quando il frate si avvicinò, il generale lo riconobbe immediatamente, perchè quando, al tempo si fu allontanato, dopo un iniziale sbalordimento, si precipitò alla porta, d’ingresso del suo quartier generale, controllata dal “corpo di guardia”, chiedendo se avessero visto un frate entrare ed uscire. Capì che non fu visto nessuno, dagli sguardi stupiti dei soldati di gaurdia e non insistette.
            Ma allora, alla visita lo riconobbe subito e stava per dire: “Padre Pio, è proprio lei ?…”
            Ma il frate, ben più sveglio, con un sorriso, gli disse: “Ehi generale, ce la siam vista proprio brutta quella notte, eh ?”
            Per aver scritto nelle sue memorie questo fatto, la sua stupidità è stata un po’ compensata da onestà e dignità nel raccontare della sua incapacità di capire…

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          2. Citodacal 7 mesi fa

            @Mardunolbo
            Nel complesso erano militarmente stupidi, il che li rendeva spesso moralmente ciechi, almeno nei confronti dei sottoposti (il che non è cosa da minimizzare, per un condottiero); si dimostrarono incapaci di comprendere che la Grande Guerra fu il primo vero conflitto moderno, applicando tattiche vetuste decise a tavolino – sulla Somme gl’Inglesi uscirono per attaccare eretti e in formazione di linea, come ai tempi di Napoleone e Wellington – e tendendo a risolvere certe difficoltà con l’assenza di ardimento delle truppe; ma non occorre essere geni per capire che se il fuoco d’artiglieria rimescolava le montagne di filo spinato aprendo nello stesso pochi varchi, era sufficiente porre una Maxim o una Schwarzlose all’imbocco di ciascuno di quelli per massacrare interi reparti in assalto: sarebbe dunque bastato prestar fede ai rapporti dalla prima linea per evitare il macello.
            Invece i reparti erano frequentemente mandati all’assalto sui reticolati semi-intatti, magari coi Carabinieri schierati alle spalle per dissuadere ogni ripiegamento verso la salvezza (comportamento che ripeterono i commissari dell’NKVD coi fanti sovietici sul fronte orientale); se aggiungiamo le cesoie spesso inadatte al taglio del reticolato e le trovate drammaticamente inefficaci come le fatidiche corazze Farina, il quadro si allarga; senza aggiungere i tiri corti della propria artiglieria (sul fronte francese a fine guerra si stimò ad almeno 50.000 il numero dei “poilu” caduti sotto le granate amiche), il disappunto cagionato dai quali poteva essere ripagato con la decimazione (come ricordava Lussu in “Un anno sull’altipiano” e riprendeva Kubrick in “Orizzonti di gloria”). A Gallipoli, ad esempio, gl’Inglesi impiegarono coscientemente le truppe neozelandesi come carne da cannone, per fiaccare o tenere impegnati inutilmente i Turchi.
            A ciò si sommino le penose condizioni che imperavano nelle trincee, coi topi, i pidocchi, il fango, i cadaveri insepolti e in via di decomposizione talora impiegati come parapetti, a rinforzo dei sacchetti a terra (ricorderemmo come macabramente “mitico” il “caffè del ginoeucch”, di cui parla Carlo Salsa, laddove chi portava nottetempo il rancio sul San Michele incontrava chi veniva a riceverlo a un punto inequivocabile anche nel buio, poiché marcato dall’affiorare il ginocchio d’una carcassa umana).
            Un fante francese si fece latore del sentimento diffuso nelle posizioni della prima linea, dichiarando: “Sfido chiunque a stare almeno una settimana in trincea a queste condizioni, senza cominciare a odiare la patria”.
            E tuttavia il sacrificio e il valore, spesso involontari, dei fanti e dei combattenti d’ogni grado – pari alle loro terribili sofferenze – furono immensi, e a quelli va il nostro inossidabile e perenne rispetto.
            Gli alti comandi, invece, diedero complessivamente mostra di tenere più alla retorica, sospesa sulla testa di milioni di uomini, che all’effettiva sostanza. A loro preferiamo la dignità degli ufficiali e dei soldati impegnati direttamente nel combattimento; dovessimo dunque stigmatizzare il comportamento dignitoso, responsabile e nobilmente cavalleresco del meglio di quel tempo, ricorderemmo assai più volentieri, e doverosamente, la figura di Francesco Baracca (1), il cui immortale cavallino rampante viene ora inconsapevolmente ascritto dai più ai trionfi sportivi della Ferrari (a cui fu invece affidato dai genitori dell’aviatore).

            (1) Dalla lettera ai familiari dell’8 aprile 1916, in merito all’abbattimento di un Aviatik austriaco ritrovato poi a terra: “Ho parlato a lungo col pilota austriaco, stringendogli la mano e facendogli coraggio poiché era molto avvilito; veniva dal fronte russo dove aveva guadagnato la croce di guerra e medaglia al valore che portava sulla sua uniforme azzurra. Non aveva potuto salvarsi dalla mia caccia e mi esprimeva la sua ammirazione con le poche parole di italiano che sapeva. Aveva dovuto scendere avendogli forato in varie parti i serbatoi della benzina e mentre l’osservatore ferito e caduto dietro la mitragliatrice gridava pel dolore. Avendo bene atterrato con l’apparecchio intatto non aveva potuto bruciarlo causa la presenza del passeggero ferito”.

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  4. Anglotedesco 7 mesi fa

    Non amo dialogare con persone che non ragionano ,tutta rabbia niente cervello,ma molto probabilmente hai il mondo che ti meriti..Io parlo come Lilly Gruber o quelli del Bilderberg? digita sul motore di ricerca anglotedesco club bilderberg lilly gruber e poi vedi quello che penso di loro.Quel blitz all’associazione COMO SENZA FRONTIERE è un gesto prepotente sarà solo l’inizio.Quelli sono dei semplici ragazzi che leggono dei volantini? Nessuno li ha invitati e uno di quelli,che è di Piacenza, ha fatto 6 anni di galera per tentato omicidio perchè ha accoltellato dei ragazzi che avevano solo il torto di lavorare in una cooperativa di via Alessandria.A differenza tua che sei chiaramente schierato,io condanno tutti ,dal terrorista arabo all’estremista di destra.

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