Crisi pandemica sulle portaerei americane dove marinai si dimettono in massa a causa del coronavirus

I marinai statunitensi si dimettono in maniera massiccia a causa dell’inazione di Washington nella pandemia.

Secondo le informazioni attivamente diffuse sui social network, gli equipaggi delle navi da guerra americane si dimettono in maniera massiccia a causa dell’indifferenza di Washington alle condizioni di infezione di massa diffusasi fra i marinai a bordo di due portaerei americane. È stato riferito che almeno un centinaio di marinai e membri dell’equipaggio, compresi anche i piloti di velivoli basati su portaerei, si sono dimessi, mentre la pandemia si diffonde fra gli equipaggi.

La situazione è particolarmente acuta a bordo della portaerei americana Theodore Roosevelt, dove ci sono più di 300 marinai e membri dell’equipaggio infetti, compresi i piloti di combattimento. questo è avvenuto a causa dell’inazione di Washington tanto che la situazione è divenuta critica, minacciando l’efficienza della Marina degli Stati Uniti con problemi molto seri e si è aperta una vera crisi.

“Un’enorme portaerei si trasforma semplicemente in un’enorme fossa galleggiante. Se gli Stati Uniti vogliono ottenere diverse migliaia di cadaveri, allora le misure per salvare i marinai non possono essere prese e, ovviamente, la situazione si sta sviluppando in questa vena ”, ha osservato lo specialista.

Il capitano Bett Crozier licenziato dall’ex segretario della Marina per aver rivelato la crisi fra i marinai

Non ci sono commenti ufficiali su questo argomento da parte del comando della Marina degli Stati Uniti, tuttavia, gli esperti non escludono una denuncia molto tragica, in quanto Washington si rifiuta di evacuare l’equipaggio infetto, sebbene almeno 80 membri dell’equipaggio delle portaerei americane siano in gravi condizioni.

http://avia.pro/news/ekipazhi-amerikanskih-avianoscev-massovo-podayut-v-otstavku-iz-za-koronavirusa

Fonte: Avia Pro

Traduzione: Sergei Leonov

4 Commenti

  • Eugenio Orso
    9 Aprile 2020

    Speriamo che la pandemia fermi le flotte usa, vecchio strumento di “proiezione di potenza”.
    questo andrebbe a vantaggio dell’asse del bene e della resistenza a guida russa!

    Cari saluti

    • atlas
      9 Aprile 2020

      caro Eugenio, per te e per chi, interessato, se lo fosse perso, di fronte alla dipartita americana sempre più evidente, ecco un documentario postato da pochi giorni su youtube: l’intervista in lingua toscana a Vladimir Putin, 2 ore quasi di pura storia d’efficienza, ciò che credo non avremo mai quì. Putin non è arrivato dalla democrazia, con la democrazia non avrebbero mai risolto nulla

      https://youtu.be/Rt0t9EhNm6g

  • eusebio
    9 Aprile 2020

    La marina USA si basa su portaerei da 100000 tons vecchie di quarant’anni, la nuova classe omologa Gerald Ford è stata costruita al risparmio e l’unica varata ha una montagna di malfunzionamenti inclusi perfino i cessi che si intasano, difatti ne hanno varata solo una, una è in costruzione e non si sa se ne verranno costruite altre invece delle dieci previste.
    Al contrario i cinesi grazie alla loro enorme potenza industriale ne hanno varate due da 80000 tons e ne hanno in costruzione una da 100000, omologa alla Ford, quindi presto mentre le vecchie portaerei USA saranno presto messe in disarmo la Cina arriverà a sei porterei, tre da 100000 e tre da 80000 tons, sostituendo la defunta potenza industriale e militare USA come padrona degli oceani.
    L’atteggiamento della demoniaca elìte USA verso i suoi marinai rispecchia quello che hanno verso i loro cittadini, si preoccupano solo di minacciare il Venezuela per rubargli il petrolio e l’Iran per cercare di mettere in sicurezza Israele, ma ormai non hanno più nè la potenza industriale nè quella militare per minacciare nessuno, tranne le bombe atomiche.
    Se Trump dovesse perdere le elezioni e la Clinton dovesse diventare la vice di Biden, oltre al fatto che la pelle del vecchio Biden non varrebbe un centesimo, ma il rischio di guerra atomica è reale.

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