Cresce la rivolta nella base e nei quadri del movimento 5 Stelle nonostante il tentativo di nasconderelo


di Luciano Lago

Come ci si poteva facilmente aspettare, il trasformismo ed il camaleontismo dei vertici del movimento 5 Stelle, ormai trasformatosi in un partito filo UE e omologato alla casta, sta producendo una valanga di critiche e di insulti da parte della base che aveva inizialmente dato fiducia ai Di Maio, Grillo e compagnia cantante ma non soltanto dagli iscritti e dalla base. Alcune figure di primo piano del movimento iniziano a comunicare la loro uscita dal partito Pentastellato. Questo fa suonare le sirene di allarme fra gli stessi responsabili del 5 S., visto che esiste una buona possibilità che il movimento imploda sui se stesso con un crollo verticale dei consensi che potrebbe rivelarsi molto peggiore di quello manifestatosi nelle ultime elezioni europee e amministrative.
Sembra che la nomina di Gentiloni come commissario UE sia stata l’ultimo goccia che ha fatto traboccare il vaso. In particolare il deputato europeo 5 S. Piernicola Piedicini, ha dichiarato : “Nella Ue stiamo consegnando l’Italia al Pd”, questa dichiarazione già da sola dimostra che anche tra gli eurodeputati M5s sta scoppiando il malcontento.

“Non riconosco più il mio Movimento” ha dichiarato Piedicini, “In Ue stiamo consegnando l’Italia al Pd”, tra gli eurodeputati M5s inizia a essere una posizione di dissidenza diffusa. Lo stesso eurodeputato su Facebook ha pubblicato un post dichiarando la sua delusione per la nuova alleanza con il Partito democratico “In Ue stiamo consegnando l’Italia al Pd”, in molti aggiungono che questo voltafaccia non era compatibile con il nostro programma.
Idem la posizione di un altro europarlamentare pentastellato Ignazio Corrao il quale ha dichiarato:
“Complimenti a chi ha negoziato le posizioni di governo per il Pd”, ha scritto sarcastico l’eurodeputato siciliano su Twitter, che poi ha fatto notare come ai dem siano andati “economia, commissario Ue e affari europei e anche tutti i ministeri strategici per il sud” ovvero dove il M5s aveva preso più consensi alle elezioni politiche del 2018.
Il post di Pedicini, come quello più duro di Corrao sia nei toni che nei contenuti, fa pensare a un probabile addio di alcuni eurodeputati pentastellati al M5s. “Ho sempre pensato che il Movimento avrebbe dovuto crescere, migliorare, diventare maturo”, ha aggiunto l’eurodeputato.
Siamo costretti ad assistere passivamente alla consegna dell’Italia al PD…Questa la constatazione più diffusa.
Molte critiche poi sono destinate alla nomina del nuovo ministro dell’economia, nomina approvata dai 5 Stelle, visto che questi, Roberto Gualtieri, risulta un esponente del PD di lungo corso e presidente uscente della commissione economica del Parlamento europeo, quella che sempre aveva approvato le peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale.
Facile prevedere che questo personaggio garantirà l’obbedienza assoluta del Governo Conte alle politiche di Bilancio e di austerità che saranno promosse dalla Commissione Europea.

Quando proclamava “Fuori dall’Euro”….

L’Italia di Conte e Di Maio sarà considerata comunque un paese gravato da un forte debito e quindi obbligato ad essere commissariato da Bruxelles senza aspettarsi sconti.
Altra defezione eccellente quella di Deborah Billi, già fedelissima di Casaleggio e responsabile della comunicazione dei grillini, la stessa che dirigeva la campagna pubblicitaria del movimento sui social e che era considerata la più esperta comunicatrice del Movimento. “Finalmente Libera”, ha titolato con un post su FB, “L’obbrobrio che si è consumato oggi nel palazzo ha superato per nefandezze quello del 2011, si consegna il paese ai carnefici della Grecia”, ha scritto sostanzialmente la Billi, aggiungendo che il movimento sta facendo l’opposto di quello che gli aveva insegnato Casaleggio senior. “Nella scatoletta di tonno abbiamo trovato la piovra ed è stato più facile lasciarci abbracciare che combatterla”, ha scritto sarcasticamente la Billi.
Si potrebbe continuare elencando vari soggetti del movimento 5 Stelle, come consiglieri regionali che passano ad altro gruppo come altri che comunicano di aver strappato la tessera per protesta. In sostanza volano gli stracci all’interno dei 5 Stelle con vari elementi in vista che non perdonano al partito di Grillo, Casaleggio e Di Maio di aver tradito tutti i loro propositi e di aver omologato il movimento al fronte delle peggiori forze neoliberiste, pro UE e al servizio dei potentati finanziari, pur di conservare incarichi, poltrone e privilegi. Esattamente il comportamento che i 5 Stelle rimproveravano alla casta politica.
Si può ben osservare che il trasformismo politico portato alla sua massima espressione non sempre paga e di questo Di Maio e soci si accorgeranno presto non appena si dovranno misurare con i loro ex sostenitori ed elettori molti dei quali appaiono pieni di rancore e rabbia nei confronti dei vertici.
Come comunemente si dice, le chiacchiere ormai stanno a zero e gli applausi ed il voto di fiducia in Senato espresso da Monti e di Pierferdinando Casini al nuovo governo Conte, stanno lì a dimostrare la prova del tradimento e del voltafaccia dei gerarchetti del 5 Stelle.

5 Commenti

  • Mardunolbo
    13 Settembre 2019

    Cresce la rivolta ? Quando andranno a casa di Grillo a prelevarlo direttamente per chieder conto,dati i suoi cambiamenti di idee e di schieramenti, ci sarà rivolta vera cui si può credere…il resto sono chiacchiere.

  • Anonimo
    13 Settembre 2019

    GRILLO deve ringraziare che non c’è più Craxi che aveva capito di che soggetto si trattasse

    • atlas
      13 Settembre 2019

      Craxi, sì, buonanotte

      il più grande antifascista del secolo, insieme a Berlusconi

  • Lello
    14 Settembre 2019

    Elezioni 2018 1 classificato m5st , 2 classificato pd , 3 classificato lega.
    Perché un accordo tra 1 e 2 viene definito inciucio e lo stesso accordo tra 1 e 3 no ?
    Perché i rappresentanti del m5st sono attaccati alle poltrone mentre nessun ministro della lega si é dimesso all’atto della presentazione della sfiducia poi tra l’altro ritirata a smascherare il bluff mal riuscito ? Nessuno nel movimento é contento di questo accordo come non lo era del precedente.
    Questo accordo dimostra ancora una volta che siamo post ideologici, dx e sn sono uguali. Attenzione agli approfittatori che con noi vengono smascherati rapidamente (vedi Siri)

    • robyt
      17 Settembre 2019

      Salvini chiama Di Maio: pronto c’è Maicol ?
      Di Maio: Maicol chi ?
      Salvini: Mai col PD.

      è un peccato che non tutti riescano a capire le barzellette e bisogni spiegarle lentamente, perché così facendo, si perde tutto l’aspetto ironico irriverente e divertente.

      Il M5P è nato contro la casta, l’apparato istituzionale e ha fatto un partito praticamente contro il PD. Di Maio solo un anno fa voleva chiedere la messa in stato di accusa di niente meno che il presidente della repubblica mozzarella che aveva chiamato a palazzo un cottarelli per fare un nuovo governo per i fatti suoi (anche se poi è riuscito cmq a piazzare i suoi uomini tria all’economia, moavero agli esteri, e 30 (che non fu eletta anche se si era candiata alle politiche del 2018) alla difesa, senza contare che conte in un qualche modo ha cercato in tutti i modi di prenderne il favore e direi che ci è riuscito bene). Di Maio è pure andato a incontrare una delegazione delle giacche gialle francesi, la francia come risposta ha ritirato per qualche giorno il suo ambasciatore. Ora, è evidente che tutto quello che ha detto dimaio grillo e tutti gli altri, erano tutte belle 00. Di Maio è ministro degli esteri ora e Mercoledì (dopodomani) ci sarà Micron in visita all’italia e Di Maio zitto e mosca, dopo mesi di altrettante 00 sul franco CFA e il movimento panafricano. Poi c’è grillo, l’uomo del vaffaday, che alla fine pur di evitare le elezioni (quello che aveva ipotizzato addirittura la democrazia diretta), ha scelto di stare con l’odiato partito che da sempre in italia vive in perfetta simbiosi con l’apparato nazionale e l’eurocrazia.

      (I ministri della lega non si sono dimessi, perché era conte che doveva dimettersi, in quanto la dipendenza era che conte fosse agli ordini di m5s e lega nel precedente governo; quindi non vuol dire assolutamente niente, inoltre fino a che non si è insediato il nuovo governo, i precedenti ministri restano in carica; infine la lega ha rinunciato a tutte le poltrone importanti dei ministeri per essere coerente con quello che dicono e hanno detto di voler fare: tutto il contrario del m5pelle. Ma inutile star qua ancora a spiegare ste cose. Tanto se uno non lo capisce, poi si perde tutto il divertimento di questo governo giallo rosso da barzelletta che è meglio di uno spettacolo di grillo dei tempi d’oro e ci fa tanto ridere ogni giorno.)

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