"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Craig Roberts: golpe in vista, Trump è già un uomo morto

Non c’è nulla che l’establishment politico non farà e nessuna bugia che non dirà, per mantenere il proprio prestigio e potere a carico vostro». Parola di Donald Trump, prima delle elezioni. Il guaio è che oggi, pochi mesi dopo il voto, Trump è “un uomo morto”.

«Lo sforzo del popolo americano di portare il governo nuovamente sotto il proprio controllo tramite Trump è stato sconfitto dallo Stato Profondo», sentenzia Paul Craig Roberts, viceministro di Reagan negli anni ‘80, già sostenitore critico di “The Donald” e fiero avversario della “falsa sinistra” incarnata da Obama e Hillary, servitori del disegno “imperiale” del complesso militare-industriale, la “fabbrica della guerra”. Per John Schindler, ex spia della Nsa, Trump «morirà in carcere», vittima della «guerra nucleare» che lo “Stato Profondo” gli ha dichiarato. Cia, Pentagono, Wall Street, Fbi, industria degli armamenti.

Il “grande nemico”, denunciato dal presidente Eisenhower nel suo ultimo discorso, avrebbe vinto ancora, secondo Craig Roberts: «Donald Trump ha sovrastimato il suo potere presidenziale? La risposta è sì. Steve Bannon, il principale consigliere di Trump, è politicamente inesperto? La risposta è sì». Trump ha sovrastimato le sue forze, ha sfidato il “mostro” e adesso pagherà un prezzo altissimo.

Il “New York Times” riporta che «le agenzie di intelligence americane hanno cercato di capire se la campagna elettorale Trump era collusa con i russi sulla pirateria informatica o con altri sforzi per influenzare le elezioni». E’ l’offensiva del “Deep State”, Trumpche si sta riprendendo il potere. Trump in carcere? «E’ possibile che accadrà proprio questo», scrive Craig Roberts, in un post su “Sputnik News” tradotto da Costantino Ceoldo per “Come Don Chisciotte”. Il prestigioso analista americano, già “editor” del “Wall Street Journal”, ricorda che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il complesso militare e di sicurezza decise che «il flusso di profitti e potere derivante dalla guerra e dai pericoli di una guerra era troppo grande per essere ceduto», consegnato alla tranquillità di in un’era di pace.

«Questo complesso ha manipolato un debole e inesperto presidente Truman in una gratuita guerra fredda con l’Unione Sovietica», basata sul nulla: «Fu creata la menzogna, accettata dal popolo americano credulone, che il comunismo internazionale voleva conquistare il mondo». Assurdo: Stalin aveva liquidato Trotskij e tutti gli alfieri della “rivoluzione permanente”, estesa a tutto il mondo, puntando invece sul “socialismo in un solo paese”.

Ma l’establishment americano «ha abbozzato e contribuito all’inganno», gonfiando il super-potere dell’apparato militare-industriale fino a preoccupare Dwitght Eisenhower, che nel 1961 – nel suo ultimo discorso – mise in guardia il popolo contro la vocazione eversiva del business della guerra: «Tre milioni e mezzo di uomini e donne sono direttamente impegnati nell’apparato della difesa», disse. «Ogni anno spendiamo per la sicurezza militare più del reddito netto di tutte le società degli Stati Uniti. Questa congiunzione di un apparato militare immenso e di una grande industria degli armamenti è nuova, nell’esperienza americana.

L’influenza totale – economica, politica, anche spirituale – si fa sentire in ogni città, ogni Parlamento, ogni ufficio del governo federale». Una necessità geopolitica con «gravi implicazioni», per Eisenhower: «Dobbiamo guardarci dall’acquisizione di una influenza ingiustificata, visibile o invisibile, da parte del complesso militar-Eisenhowerindustriale. Il potenziale per l’ascesa disastrosa di un potere fuori luogo esiste e persisterà. Non dobbiamo mai lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i nostri processi democratici».

E ancora: «Non dovremmo mai dare nulla per scontato. Solo una cittadinanza vigile e competente può costringere il corretto ingranamento del grande apparato industriale e militare di difesa con i nostri metodi e gli obiettivi pacifici, in modo che la sicurezza e la libertà possano prosperare insieme». Gli avvisi di Eisenhower, osserva Craig Roberts, erano centrati. «Tuttavia, erano basati su “una cittadinanza vigile e competente”, che gli Stati Uniti non hanno. La popolazione americana è in gran parte stupida e si sta dirigendo, in tutto lo spettro ideologico da sinistra a destra, all’autodistruzione». I media, stampa e televisione, che «servono da propagandisti per il potere del complesso militar-industriale e le élite di Wall Street», ormai «si accertano che gli americani non abbiano nulla se non informazioni false ed orchestrate: ogni famiglia e persona che accende la Tv o si legge un giornale è programmata per vivere in una realtà falsa ed orchestrata che serve quei pochi che comprendono l’apparato di governo». L’altro problema? «Trump ha sfidato questo apparato, senza rendersi conto che è più potente di un semplice presidente degli Stati Uniti».

Durante il secondo mandato di Obama, la Russia e il suo presidente «sono stati demonizzati dal complesso militar-industriale e dai neoconservatori utilizzando i media “presstitute”», scrice Craig Roberts. «La demonizzazione ha facilitato la capacità dei media “presstitute” controllati, come il “New York Times”, il “Washington Post”, Cnn, Msnbc ed il resto, di associare il contatto con la Russia e gli articoli che mettevano in discussione le tensioni orchestrate tra Stati Uniti e Russia, con attività sospette, forse anche tradimento». Trump e i suoi consiglieri? «Erano troppo inesperti per rendersi conto che la conseguenza del licenziamento di Flynn è stata quella di validare questa associazione orchestrata della presidenza Trump con l’intelligence russa». E ora abbiamo «le puttane dei media e le puttane della politica» impegnate a porre la stessa domanda utilizzata per infangare il presidente Nixon e forzarne le dimissioni: “Che cosa sapeva il presidente e quando lo sapeva?”. Trump sapeva che Mobyil generale Flynn aveva parlato con l’ambasciatore russo settimane prima che Trump abbia detto che lo aveva fatto? Flynn ha fatto l’indicibile, parlare con un russo: perché Trump gli ha detto di farlo?

I fornitori di false notizie, cioè i grandi media «bugiardi spregevoli», secondo Craig Roberts «stanno usando insinuazioni irresponsabili per intrappolare il presidente Trump in una rete di tradimento». Ecco il titolo del “New York Times”: «Gli assistenti della campagna di Trump hanno avuto contatti ripetuti con l’intelligence russa». Quello a cui stiamo assistendo, insiste l’analista, è una campagna da parte dello Stato Profondo, «che usa le sue puttane dei media per organizzare l’impeachment di Trump». In altre parole, «quelli al lavoro per ribaltare le elezioni presidenziali del 2016 sono così sicuri del loro successo che dichiarano pubblicamente la loro preferenza per un colpo di Stato sulla democrazia». Ad esempio, «il guerrafondaio neoconservatore sionista Bill Kristol ha espresso la sua preferenza per un colpo di Stato». Craig Roberts lo definisce «liberale progressista di sinistra, allineato con l’Uno Percento contro la “razzista, misogina, omofobica” classe operaia, i “deplorevoli” che hanno eletto Trump». In campo anche gli artisti, come «il musicista disinformato Moby», il quale «si è sentito in dovere di scrivere sciocchezze ignoranti su Facebook», per dire che «il dossier russo su Trump è reale», il presidente «è ricattato dal governo russo, non solo per essersi fatto pisciare addosso da prostitute russe, ma per cose molto più nefaste». In più, «l’amministrazione Trump è in collusione con il governo russo, e lo è stata fin dal primo giorno».

Aggiunge Craig Roberts: «Ora che Trump è stato contaminato dalle “associazioni con lo spionaggio russo” i repubblicani idioti, secondo “Bloomberg”, si sono “uniti alle chiamate dei democratici per uno sguardo più approfondito sui contatti tra la squadra del presidente Trump e gli agenti dello spionaggio russo», cosa che «indica un crescente senso di pericolo politico all’interno del partito qualora emergessero nuovi rapporti su ampi contatti tra i due». Naturalmente – puntualizza Craig Roberts – non vi è alcuna prova di tali contatti: sono solo insinuazioni, su cui si basa la campagna per deporre Trump. Il licenziamento di Flynn, il generale “sacrificato” nel tentativo di placare le polemiche, ha solo peggiorato la situazione: viene presentato come un’ammissione di colpevolezza, mentre la Cia «continua a passare notizie false alle “presstitute”». Conclude Craig Roberts, amaramente: «Fin dall’inizio ho avvertito che Trump mancava dell’esperienza e delle conoscenze per scegliere Paul Craig Robertsun governo che gli stesse accanto e servisse la sua agenda. Trump ha ora licenziato l’unica persona su cui avrebbe potuto contare. La conclusione più ovvia è che Trump è carne morta».

Negli Usa, «continua a guadagnare credibilità la tesi di Chris Hedges secondo la quale la rivoluzione è l’unico modo con cui gli americani possono rivendicare il proprio paese». Trump è stato crocifisso alle parole pronunciate alla vigilia delle elezioni, quando disse: «L’establishment di Washington, e le grandi aziende finanziarie e dei media che lo finanziano, esiste per una sola ragione: per proteggersi ed arricchirsi». Questo, aggiunse, «è un crocevia della storia della nostra civiltà che determinerà se noi, il popolo, recupereremo il controllo sul nostro governo». L’establishment politico, il Deep State: «Sta tentando di tutto per fermarci», disse Trump. Ed è «lo stesso gruppo responsabile per i nostri trattati commerciali disastrosi, la massiccia immigrazione illegale e le politiche estere che hanno fatto sanguinare questo paese fino a prosciugarlo».

La classe politica «ha portato alla distruzione delle nostre fabbriche e dei nostri posti di lavoro, che fuggono in Messico, Cina e altri paesi in tutto il mondo». Un nemico potentissimo: «Si tratta di una struttura di potere globale che è responsabile per le decisioni economiche che hanno derubato la nostra classe operaia, spogliato il nostro paese della sua ricchezza e messo quei soldi nelle tasche di un pugno di grandi aziende ed entità politiche». Parole a cui oggi lo Stato Profondo sta inchiodando Trump, a colpi di finti scandali mediatici, verso l’impeachment.

Fonte: Libre Idee

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  1. nessuno 7 mesi fa

    Penso che questo è il pensiero di un pessimista e fatalista, “uno” che vede
    la politica come la vedeva ed era ai tempi di Reagan, di acqua ne è passata tanta
    sotto i ponti, d’accordo che ci sono segni di agitazione, ma che i perdenti non
    avrebbero mollato l’osso facilmente era prevedibile, ma trarre conclusioni si dure
    ed ineccepibili è un pochino esagerare, il Presidente non è uno stupito non sarebbe
    arrivato alla Presidenza se fosse stato tale, e, penso che questo analista lo stia
    sottovalutando e in generale sottintende che l’amministrazione è incapace di
    amministrare il Paese dicendo che non ha “esperienza”.
    Dal mio piccolo penso che il Presidente consideri questi attacchi come una onda
    che perso lo slancio iniziale si ferma e ritorna indietro spontaneamente, in
    due parole: destinati a concludersi col passare del tempo.
    E il popolo in tutto questo? Lo sbaglio dell’establishment è stato ed è di non
    prestare alcun valore al popolo, e di dare troppo valore alle “prostitute” come
    le chiama simpaticissimamente l’analista, il cittadino non dà più tanto credito a
    quello che scrivono o dicono alla cnn, semplicemente non si fidano più di tanto,
    e il solo fatto che il Presidente abbia benché il breve tempo trascorso alla
    Presidenza mantenuto alcune delle promesse fatte ha riportato fiducia tra il popolo,
    dicasi quello che si vuole ma stà facendo quello che i suoi elettori si aspettano da lui,
    gli altri? Piano piano apriranno gli occhi…..

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  2. Giorgio 7 mesi fa

    Non dubito che ci siano dei deficienti, ma che senso ha ripetere sempre le stesse cose?

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    1. Tania 7 mesi fa

      Su questo sono d’accordo, sono millenni che nulla cambia in un cosmo dove nulla sta fermo : ha dell’incredibile…

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  3. Riki 7 mesi fa

    Quindi più chiaro di così? Per capire che tutti i capi di stato sono dei burattini, e i burattinai sopra muovono i fili. E comunque essersi fatto fare la pipi addosso da una prostitute non è nulla di nulla rispetto a vivere una carriera da presstitute – ahah!

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  4. Paolo 7 mesi fa

    Quello che dici Riki è a mio avviso corretto, i capi di stato sono quasi sempre burattini perché il potere vero ha la prerogativa di stare nell’ombra, solo che c’è un aspetto che è cambiato ultimamente, cioè a dire i burattini prima avevano un minimo di autorevolezza e credibilità, adesso il burattinaio non si preoccupa più di questo: il messaggio è chiaro: noi possiamo mettere dove vogliamo chi vogliamo, anche un improbabile e per farlo comprendere esagerano. E’ un’espressione di potere, un messaggio destinato ovviamente a chi lo capisce intimidatorio e desolante

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    1. Riki 7 mesi fa

      scusa se mi esprimo in modo semplice: il problema è il nichilismo di massa, l’individualismo, la cecità, l’indottrinamento. Il menefreghismo e il soddisfacimento dei propri bisogni. L’elite ci prende per il culo da secoli; non ha senso che lo scriva perchè lo sappiamo entrambi, ognuno di noi lotta per sopravvivere e siamo in una prigione a cielo aperto. Comunque è meglio esserne consapevoli invece di vivere come zombie. Ciao grazie

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      1. Riki 7 mesi fa

        Al di là di quello, ho appena letto un bell’articolo sulla pagina di Gianni Lannes “su la testa” – di un elicottero sparito nel 94, con 2 finanzieri a bordo – riguardo il traffico d’armi tra l’Italia e la Somalia (Ilaria Alpi e M.Rovatin) .. -se potesse interessarvi

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  5. Tania 7 mesi fa

    Nella mia abissale ignoranza, che l’ignoranza non va confusa con l’intelligenza, mi ha sempre stupito il mio modo di semplificare al minimo tutto quanto, io penso che sul pianeta le cose funzionano così, qualunque abitante, cioè 7 miliardi e passa di individui, nessuno escluso, nel momento che diventano molto ma molto ricchi si trasformano, diventano altro da ciò che erano, chiunque fossero, nessuno escluso, cioè tu puoi essere come ti pare, ma nel momento che diventi super ricco diventi dell’unico tipo che è chi è molto ricco, è una regola, un Comma, questo succede a noi umani, e succede perché con tanta ricchezza ci si sente forti, invincibili, Dei. Ma Dei cattivi, o pavidi, immersi nell’unico bisogno angosciante di aumentare e aumentare e aumentare il denaro.
    E si diventa pazzi. 2+2=4 inesorabile
    Che cosa un uomo molto ricco non può avere? Boh!
    Ah si, NOI.
    Almeno non tutti, anche se ora si avvicina di molto all’obiettivo con questa presunta “globalizzazione” che altro non è che l’azzeramento della dignità degli uomini che compongono la massa.
    Io credo che l’ultima spiaggia contro questa disumanizzazione sia la religione, e lo dico da atea, atea rispetto alla moltitudine di divinità presenti nella mente degli uomini, sono andata su Wikipedia, sono talmente tante le divinità che mi sono stancata di leggere, alla faccia del monoteismo.
    Io credo che Dio esista, anzi, ne sono sicura, altrimenti una cosa che mi è successa non mi sarebbe proprio potuta succedere, che altrimenti potrei dire sono sposata con un uomo ma non ho mai avuto un uomo che mi sia diventato marito, oppure ho partorito 3 figli senza aver mai partorito, no? Solo che non so niente di questo Dio, so che c’è, e non so altro, ma lo sento… Dio lo senti, c’è poco da fare, sai che c’è. Non si può spiegare, lo si deve provare sulla propria pelle, e allora tutto diventa chiaro.
    L’unica che è Dio senza bisogno di avere soldi sono io, io sono libera dalla maledizione…
    Sembra una cosa detta così, per dire, invece è profondamente seria, e vera, che non ho nessun interesse di mentire, no?
    Peccato che voi non abbiate questa consapevolezza, di essere Dio, intendo. E’ che poi bisogna farci i conti…
    Se a Dio ci si deve arrivare attraverso uno dei qualsiasi Dei di cui si narra sul pianeta, tutto fa brodo… L’importante è entrare in connessione, come ci si è giunti poco conta, dopo.

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    1. Giorgio 7 mesi fa

      Al bar le fanno credito per il caffè?

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