"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Craig Roberts: gli uomini di Trump già si piegano al potere

Uno dei motivi per cui la Russia ha salvato la Siria dai rovesci che voleva Washington è stato che la Russia ha compreso che il prossimo obiettivo di Washington sarebbe stato l’Iran; e che un terrorismo, sconfitto in Iran, si sarebbe spostato nella vicina Federazione Russa».

Paul Craig Roberts, già viceministro di Reagan, lancia un allarme sulla demenziale propaganda anti-russa alla quale gli uomini di Trump si stanno piegando, forse anche solo in chiave tattica, per tranquillizzare la Cia e il Congresso, rassicurando l’establihsment sulla immutata vocazione “imperiale” della Casa Bianca. E’ comunque un errore grave, per Craig Roberts, quello commesso da Rex Tillerson e James Mattis: «Se il presidente della Exxon e un generale non sono in grado di tener testa a un Congresso imbecille, vuol dire che non sono adatti al compito che gli hanno assegnato».

L’America non può scherzare col fuoco, perché «c’è un asse tra i paesi minacciati dagli Stati Uniti con il sostegno dato al terrorismo: Siria, Iran, Russia, Cina». Trump dice che vuole normalizzare le relazioni con la Russia, aprendo opportunità di business anziché conflitti? «Ma per normalizzare le relazioni con la Russia si devono anche normalizzazione i rapporti con l’Iran e con la Cina».

A giudicare dalle dichiarazioni pubbliche, scrive Craig Roberts in un intervento su “Information Clearing House” che Bosque Primario ha tradotto per “Come Don Chisciotte”, il governo annunciato di Trump ha preso di mira l’Iran come paese da destabilizzare. «Tutti gli uomini nominati da Trump – il consigliere per la sicurezza nazionale, il segretario della difesa e il direttore della Cia – considerano l’Iran, in modo non corretto, uno Stato terrorista che deve essere rovesciato». Ma la Russia, aggiunge Craig Roberts, «non può permettere a Washington di rovesciare il governo di un Iran stabile, e non lo permetterà». E gli investimenti della Cina sul petrolio iraniano «portano alla conclusione che nemmeno la Cina permetterà un rovesciamento dell’Iran da parte di Washington».

La Cina, ricorda Craig Roberts, ha già sofferto per i suoi investimenti persi nel petrolio libico, «come risultato del rovesciamento del governo libico fatto dal regime di Obama». Realisticamente parlando, quindi, «sembra che la presidenza Trump risulti già sconfitta dai suoi stessi uomini, indipendentemente dalla ridicola e incredibile propaganda mandata in giro dalla Cia e ritrasmessa da tutti i media negli Usa, nel Regno Unito e nel resto d’Europa».

Rex Tillerson, il nuovo segretario di Stato

La “Reuters” riferisce che truppe americane composte da 2.700 soldati e da carri armati si stanno muovendo dalla Polonia verso il confine con la Russia. Il colonnello Christopher Norrie, comandante del 3° Armoured Brigade Combat Team, ha dichiarato: «L’obiettivo principale della nostra missione è deterrenza e prevenzione delle minacce». Una grossolana e pericolosa provocazione: l’Urss di Stalin fu colta di sorpresa ma seppe respingere il più grande esercito d’Europa, quello di Hitler, mentre «la Russia di Putin è pronta». Aggiunge Craig Roberts: «E’ incredibile che l’esercito americano stia portando avanti una esercitazione tanto provocatoria e tanto in contraddizione con la futura politica del presidente entrante.

I militari americani, la Cia, e le loro puttane dei media Usa stanno anti-democraticamente seguendo una propria agenda, indipendente della politica che vorrà fare il presidente eletto». Secondo il quotidiano israeliano “Haaretz”, agenti dell’intelligence Usa hanno Il generale James Mattischiesto al governo israeliano di non condividere nessuna informazione di intelligence con l’amministrazione Trump, perché Putin avrebbe mezzi per far “pressione” su Trump e Trump dovrebbe svelare informazioni sensibili a Russia e Iran.

«Possiamo vedere come tutto il complesso si muova per sabotare tutta la politica militare e della security di Trump», aggiunge Craig Roberts. «Accuse continue hanno costretto Trump a dire che forse i russi sarebbero stati coinvolti in un attacco che non c’è mai stato, né da parte della Russia né da parte di nessun altro». Il segretario di Stato designato, Tillerson, «ha dovuto dichiarare che la Russia è una minaccia nel corso della sua udienza di conferma per poter essere confermato». Idem il candidato di Trump al ruolo di segretario della difesa, Mattis: «Ha dovuto dire nella sua udienza di conferma che gli Stati Uniti devono essere pronti a confrontarsi militarmente con la Russia». Solo “un osso” gettato alla Cia? «E’ chiaro che il Congresso degli Stati Uniti è in balia dei soldi che vengono dalle donazioni del complesso militare e della security», da qui “l’obbligo” di decretare Russia “una minaccia”.

Male: «L’establishment che domina gli Usa sta facendo perdere la speranza e sta mettendo dei dubbi nello stesso governo russo». Ma, si domanda Craig Roberts, dov’è finita la coscienza morale della sinistra “liberal”? «Per quale motivo questa sinistra liberale sta aiutando il complesso militare e la security pur di delegittimare Trump e di incastrarlo in modo che la sua agenda sia già morta in partenza e che la guerra termonucleare rimanga comunque una possibilità?».

In altre parole: Trump è già finito? «Stiamo già perdendo fiducia, se non (ancora) in lui, in quelli che ha scelto per comporre il suo governo, ancora prima che si insedi ufficialmente». Gravissime, per Craig Roberts, le dichiarazioni di Tillerson, futuro ministro degli esteri, sulla Cina, identiche a quelle rese, a suo tempo, da Hillary Clinton, quando dichiarava che il Mar Cinese Meridionale è una zona di dominio degli Stati Uniti.

Nella sua audizione di conferma, Rex Tillerson ha detto che l’accesso della Cina al proprio Mar Cinese Meridionale non sarà permesso: «Dobbiamo mandare alla Cina un chiaro segnale che, per prima cosa, devono fermare le loro costruzioni sulle isole e poi che nemmeno l’accesso a quelle isole sarà tollerato», ha detto. La risposta della Cina? Immediata, e a tono: «Tillerson – ha replicato il governo cinese – non dovrebbe essere indotto a pensare che Pechino avrà paura delle sue minacce. Se la diplomazia di Trump continuerà a mantenere i futuri rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina a livello attuale, sarà meglio che le due parti si preparino a uno scontro militare». Nel qual caso, «Tillerson farebbe meglio a cercare di capire cosa significhi strategia nucleare, se vuol provare a far ritirare una grande potenza nucleare dai propri territori».

Così, scrive Craig Roberts, Trump non è nemmeno arrivato al suo insediamento che «un idiota che ha nominato segretario di Stato ha già creato un rapporto di animosità con due potenze nucleari capaci di distruggere completamente tutto l’Occidente per l’eternità». Forse, conclude l’analista statunitense, queste dichiarazioni non sono altro che fumo negli occhi: enunciano azioni che non saranno messe in atto. Ma perché piegarsi al Congresso, rinunciando completamente alle proprie idee, se diverse da quelle esposte? «Il fatto che non sappiano stare in piedi da soli – dice Craig Roberts degli uomini scelti dal neopresidente – è una chiara indicazione che non hanno quella forza di cui Trump ha bisogno, se vuole imporre un cambiamento dall’alto». E il pericolo è reale: «Se Trump non sarà in grado di cambiare la politica estera americana, una guerra termonucleare e la distruzione della Terra sono inevitabili».

Fonte: Libre Idee

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  1. Idea3online 8 mesi fa

    Ma perché piegarsi al Congresso, rinunciando completamente alle proprie idee, se diverse da quelle esposte?

    Questione di Teatro, perchè proprio un Attore……perchè è tutto uno spettacolo quello esposto…..

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  2. Anonimo 8 mesi fa

    Craigs mi disorienta alquanto…
    Conosce sicuramente tutte le dinamiche, conosciute ed occulte, legate alla costruzione di uno strumento complesso
    come è quello di un governo di qualunque paese; perchè dare enfasi intempestiva a comportamenti
    che trovano la loro logica e giustificazione nella messa a punto di equilibri, politici economici di interessi anche privati,
    che sicuramente non si trovano in una bacchetta magica…

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  3. Renè 8 mesi fa

    Penso che Trump come P.C.Roberts siano vittime della propaganda che da cent’anni bombarda gl’americani, per questo negli USA non potrà mai nascere un “sovrano illuminato” o un “rinascimento” perchè vivono in un Mondo che non esiste, loro vedono il Mondo oltreoceano come glielo propone la propaganda e sono così boccaloni (di natura, qui la propaganda non c’entra) da pensare che andando a farsi ammazzare in nazioni che non sanno nemmeno dove siano, che non minacciano minimamente la loro terra, questo sia “servire la patria” in questo P.C.Roberts ha ragione: gli americani sono un popolo di stupidi, bulli, disinformati… ma anche P.C.Roberts lo è, infatti lascia una dichiarazione “storica” ma in realtà propagandistica, quando affrema che i tedeschi nel ’39 avevano l’esercito più potente d’Europa. Questa è una stupidaggine così grossa che non posso non correggerla: i comunisti sovietici avevano più di 24.000 carriarmati di ultima generazione i tedeschi solo 4.400 ma soltanto 400 erano mderni gl’altri erano raffazzonati, i sovietici avevano un milione di parà, i tedeschi quattromila… cifre simili li troviamo confrontando aviazione, artiglieria… dunque com’è stato possibile che un attaccante con uno svantaggio di 6 a 1 senza possibilità di rifornimenti logistici sbaragliasse l’esercito sovietico? Queste cifre si trovano su qualunque enciclopedia dunque… fu che i comunisti sovietici erano vicinissimi all’invasione dell’Europa, mancavano pochi giorni, avevano tutto l’esercito ammassato al confine, tutta l’aviazione nei campi avanzati… le intenzioni erano evidenti, i tedeschi non poterono far altro che attaccare, così facendo ebbero l’occasione di polverizzare a terra tutta l’aviazione, d’impossessarsi della logistica… il resto è storia. Com’è storia il fatto che furono i polacchi a provocare i tedeschi, massacrando le popolazioni tedesche che “grazie” agl’americani erano finite sotto la dominazione polacca dopo la Grande Guerra, oggi la storia si ripete: i polacchi stanno provocando i russi perchè considerano le terre ad est polacche, ma sono troppo sciocchi per capire che il campo da gioco nucleare sarà tutta la Polonia e troppo imbevuti di propaganda per domandarsi perchè nella IIGM la Francia e l’UK dichiararono guerra alla Germania ma quando due settimane dopo Stalin invase la Polonia, il governo polacco in esilio a londra fu sommerso da pernacchie e risate, quando chiese che si dichiarasse guerra all’URSS. Tutto sommato se avesse vinto la Clinton oggi saremmo già in guerra, dunque è meglio Trump, o forse è meglio dire che Trump è meno peggio…

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    1. Citodacal 8 mesi fa

      Finché il carro T-34 non diventò predominante nelle divisioni corazzate sovietiche (ovvero nel 1942), i carri tedeschi Kampfwagen III e IV godevano di una superiorità tecnica significativa nei confronti dei vari avversari BT-5, BT-7, T-26 etc; i loro equipaggi erano meglio addestrati e la presenza di tre uomini in torretta, diversamente dai carri sovietici che ne avevano generalmente due, permetteva al capocarro una miglior visione e coordinamento con gli altri carri amici sul campo di battaglia. Analogamente alla Francia (ove al confronto coi carri sovietici citati i carri Renault non erano malaccio), i corazzati tedeschi manovravano meglio ed erano sia tecnicamente che tatticamente più avanzati.
      La versatilità e l’elevato volume di fuoco della mitragliatrice MG 34 (affiancata e quasi sostituita poi dalla MG 42) era in grado di bloccare l’assalto di intere compagnie di fanteria, risultando micidiale come arma di supporto anche nell’attacco tedesco. La strategia di combattimento della Wehrmacht poi si era specializzata nel coordinare le varie armi (aeronautica, corazzati, artiglieria e fanteria meccanizzata) nella nota Blitzkrieg. Gli Stuka piombavano in maniera devastante sui loro obiettivi, spesso abbassando sensibilmente il morale delle truppe (alle bombe erano fissati dei fischietti che rendevano ancor più acuto, stridulo e pauroso il fischio dell’ordigno in caduta). Tutto ciò nei primi anni di guerra sul fronte orientale fece davvero la differenza, a prescindere dalle quantità in mezzi e in uomini dei rispettivi eserciti; il divario numerico era di gran lunga compensato dalla sproporzione tecnica, tattica e d’addestramento dell’esercito tedesco.
      Se i sovietici avessero accumulato ingenti quantità belliche per una invasione, non avrebbero ceduto da subito la supremazia aerea alla Luftwaffe (non avvicino al nemico le piste di decollo, estremamente vulnerabili, per poi lasciarle senza copertura aerea): semplicemente non l’avevano. È vero che molti aerei sovietici vennero abbattuti al suolo, ma altrettanti lo furono in aria, grazie anche all’abilità di piloti come i vari Hartmann o Mölders. I primi veri problemi per i tedeschi cominciarono a verificarsi con l’inverno, ma senza che avessero a che fare direttamente con l’avversario: fu il freddo elevato che tendeva a congelare i motori dei carri e creare analoghi inconvenienti alla manutenzione degli aerei; eppure ciò non impedì loro di spingersi fino a Stalingrado.

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      1. Nicola 8 mesi fa

        Capisco la passione per i “militaria” ma tutta sta glorificazione dell ‘esercito della Germania nazionalsocialista ecc. non è che nasconde
        un freudiano dispiacere per la sua sconfitta? mi chiedo. Sbagliero? E poi, il freddo funzionava solo a senso unico? Obiettività, su via!. Succesivamente
        l’Urss ha messo in campo fior fiori di sistemi d’arma. Loro la chiamano ” Grande guerra patriottica”, sono morti a milioni non per difendere l’Urss
        ma la loro patria e pare che qui siano imbattibili.Non sono io a dire che Stalin aveva ammassato sul confine le armi proprio perchè paventava una invasione
        dell’Unione Sovietica da parte “dell’occidente”.Vogliamo dirla tutta? Sta succedendo adesso la medesima cosa con la Russia che allerta l’ esercito sul confine occidentale per
        contrastare la Nato (Usa) che non nasconde propositi guerrafondai da tempo. Ma si da la colpa alla Russia per questo.
        “Superior stabat lupus”.

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        1. Citodacal 8 mesi fa

          Scusi, ma cosa c’entra il suo discorso con la disamina oggettiva delle forze in campo durante i primi due anni di guerra, secondo riportato dalle testimonianze raccolte dagli storici più eminenti? Qui non si sta parlando di risultati calcistici da esibire agli amici, di tifo personale più o meno influenzato da dubbie tesi freudiane, o di valutazioni mediocremente individuali della domenica: si stanno riportando le analisi storico-strategiche e le valutazioni tecniche rilevate sul campo, che con le considerazioni da bar non c’entrano un fico secco! Se ora c’è in atto una campagna denigratoria nei confronti della Russia di Putin, che fino a prova contraria è alquanto differente da quella di Stalin (non so se lo ha notato anche lei), ciò non significa che il ricordare come il tabacco “machorka” facesse cagare ai tempi di “Baffone” debba far parte della stessa denigrazione attuale (sempre che tutte le volte si voglia davvero ricollegare il cervello per analizzare i fatti indipendentemente dagli stereotipi).
          Il freddo non influenzava in maniera eguale i combattenti dei differenti schieramenti, perché essendo i sovietici di casa propria in Russia (davvero curioso, no? dobbiamo pure scomodare la tautologia…) erano maggiormente attrezzati, vuoi umanamente, vuoi come equipaggiamento e meccanica dei propri mezzi, a sostenere le insidie e le avversità del grande inverno russo che conoscevano benissimo, e che già al tempo di Napoleone era stato denominato Generale Inverno, tanto da far ripiegare a pezzi anche la Grande Armée. E tutto ciò, sia riferito all’Operazione Barbarossa che all’invasione napoleonica, è ampiamente documentato nei fatti, e nelle testimonianze storiche dirette – che Lei evidentemente ignora del tutto –, anche di quei sopravvissuti che smadonnavano quando al proprio carro congelava il motore, mentre ai sovietici T-34 e Kliment Voroscilov I e II invece no. E sa cosa voleva dire?
          Forse che anche Rigoni Stern non era obiettivo nel sostenere come, mentre ai russi funzionavano benissimo le armi, la Breda 37 col freddo s’inceppasse al punto di doverle accendere il focherello sotto? (perché il calore dell’urina sull’otturatore non era sufficiente).
          Anche a Stalingrado mimetiche e abbigliamento invernale erano in numero insufficiente; i soldati tedeschi, quando potevano, prendevano i pesanti e caldi calzari di feltro e i giacconi imbottiti ai caduti sovietici, e usavano tovaglie e lenzuola per coprire il grigio-verde della loro mimetica in mezzo alla neve; ed anche il noto mitragliatore PPSh era una preda ambita poiché, benché fosse più impreciso dell’MP 40 tedesco, era più affidabile, meno soggetto a manutenzione e possedeva un maggior volume di fuoco.
          L’Unione Sovietica sfornò ottimi carri successivamente al T-34, quando il cannone da 76,2 mm e la torretta che l’ospitava vennero sostituiti col pezzo da 85 nel modello T-34/85 (ma siamo già verso la fine del ’43/inizio ‘44), fino ad arrivare ai carri pesanti JS I e II, ai semoventi JSU-152 e ai cacciacarri SU-80 ed SU-100, in grado di perforare anche il Tiger. Ed anche l’artiglieria a razzo Katjuša offriva prestazioni migliori degli analoghi Nebelwerfer della Wehrmacht, oltre al cannone da 122 e all’ottimo mortaio da 120, temuti dai soldati tedeschi per la loro efficacia distruttiva. Mi sa ora dire dove sarebbe la presunta glorificazione dell’esercito tedesco e il dispiacere per la sua sconfitta?
          Quindi, prima di venir a fare la solita morale dozzinale da calcetto e parlare di mancanza d’obiettività, si documenti a sufficienza, per cortesia.

          (p.s.: in “ossequio” alle cosiddette pari opportunità, aggiungo che l’Armata Rossa poté gloriarsi anche dell’azione delle aviatrici russe appartenenti al 588° reggimento da bombardamento composto di sole donne, ribattezzate dai tedeschi “Streghe della Notte” – “Nachthexen” -, che imperversavano nei cieli di Stalingrado dopo l’imbrunire, rendendo ancor più infernali alle truppe del Führer le ore senza luce)

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          1. Nicola 8 mesi fa

            Perchè si scalda?
            Io non ho sott’inteso conclusioni offensive nei suoi confronti ne ho vantato una superiorità sulla sua capacità di
            divorare avidamente argomenti di storia militare ( benchè buona parte delle cose citate le conoscessi già).
            Avevo espresso un “dubium” e lei poteva rispondere, se voleva, compostamente dicendo che quest’ultimo era infondato, punto.
            Invece ha sfoderato tutto il suo arsenale di nozioni quasi a voler dimostrare la sua superiorità che le lascio comunque
            perchè i “militaria” non sono al centro delle mie attenzioni .
            Dal che se ne deduce che è con la sua accalorata risposta che si può evocare il clima di “bar dello sport” o il diritto morale
            di far sentire superiore il suo argomentare.

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          2. Citodacal 8 mesi fa

            @Nicola
            Sia Lei il primo a non attribuire mancanza d’obiettività al suo interlocutore, e con sufficienza snobistica, quando quegli riporta fatti assodati – come se fossero invece parti della sua immaginazione, od opinioni un tanto al chilo -, laddove lei di contro non lo fa, o non li conosce appieno, e poi possiamo discutere volentieri, e con maggior profitto, di qualsiasi cosa, soprattutto laddove sia Lei a possedere competenze e conoscenze che non possiedo io, cosicché possa apprendere io stesso cose nuove (perché altrimenti lancia il sasso e poi nasconde la mano, “su via!”). Se si stanno analizzando azioni belliche cosa vuole includere nella disamina, se non le strategie, le tattiche, le caratteristiche tecniche dei mezzi ed il livello dell’addestramento? Se non sono al centro delle sue attenzioni, non si cimenti dunque in considerazioni che ne prevedono invece la conoscenza obiettiva e l’inclusione nell’analisi. Il fatto poi che consideri quelle che sono realtà e testimonianze storiche riportate come “mie” nozioni e “mia” superiorità vorrebbe dire, che analogamente un medico competente, o una qualsivoglia persona documentata, dovrebbe essere considerato presuntuoso quando parla e confuta inesattezze, e per non passar come tale, starsene in silenzio? Se poi riuscisse a indicare in cosa sarei stato scomposto ed offensivo, le sarei grato. Le ho forse attribuito qualcosa di lesivo per la sua dignità individuale in prima persona? Ho forse detto: Lei è questo e quello, usando epiteti o paragoni ineducati? Ho usato una terminologia volgare e gretta? Altrimenti, mi perdoni, è soltanto la solita replica come da copione, per difendersi dall’aver fatto il passo più lungo della gamba. Succede l’allungarla, e non è certo un male (che mai mi sognerei di attribuirle come tale): ma non sia dunque Lei ad accreditarne le cause al suo interlocutore, non è corretto.
            Stia bene.

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          3. Mardunolbo 8 mesi fa

            vorrei aggiungere ai commenti storici ineccepibili, che i T34 sovietici ed i carri successivi , furono preparati negli Usa ed assemblati in Urss trasportati da “ponte aereo” settimanale ! Tale nota la ricevetti da rivista storica e mi lasciò al tempo interdetto ma ne compresi la logica e la verità della notizia per il fatto che i sovietici avevano avuto distrutte le fabbriche di armi disponibili! dopo gli Urali ben poco disponevano e furono quindi costretti a ricevere supporto dagli Usa. Solgenitsin nei suoi libri “arcipelago Gulag”ricorda ai lettori che la proporzione di caduti tra la 1Guerra e la 2 fu di 1/30 tedesco/russi mentre nella seconda fu 1/50 poichè il sovietismo costringeva all’attacco i soldati come massa umana non come persone. I tedeschi opponevano ottime capacità di fuoco ma furono sempre costretti a ritirarsi dalla enorme massa di uomini che continuamente avanzava oltre alle migliaia falciati da MG e cannoni.(racconto diretto di militari tedeschi). E Solgenitsin confermò tutto dandone spiegazione. Il risultato finale fu l’ecatombe di soldati russi e la devastazione fisica di milioni di tedeschi che appresero subito ,nel dopoguerra, a togliere gli ostacoli ,per strada e negli edifici, agli handicappati.
            Questo è il risultato delle guerre in Europa . Ed ora , come sempre, dei cretini oltreoceano stanno provocando ancora , come sempre, spinti dalle loro lobbies economiche che non mollano la presa sulla loro colonia Usa !

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          4. Citodacal 8 mesi fa

            @Mardunolbo
            Grazie per le interessanti aggiunte, che non conoscevo affatto, e per l’apprezzamento; ero soltanto a conoscenza di aiuti generici di USA ad URSS, oltre all’invio di veicoli da combattimento come il carro M4 Sherman e il semicingolato M3, accanto forse ad altri d’impiego logistico, o per il personale. Mi risulta inoltre che le fiumane di fanti sovietici lanciati contro le linee tedesche venissero talvolta pressati alle spalle dalle Maxim piazzate dai commissari dell’NKVD (come purtroppo pare analogamente fosse accaduto anche in alcune zone del fronte italiano durante la Grande Guerra, secondo volontà di alcuni comandi per meglio “stimolare” i nostri disgraziati fanti). Sembra in dubbio se in alcuni assalti, almeno nella parte iniziale dello scontro, i fanti sovietici fossero addirittura in carenza di armi individuali; di sicuro molte unità erano male organizzate e mal condotte (Anthony Beevor riporta come, a Stalingrado, una intera divisione di fanteria scomparve dai ruolini senza lasciare traccia, ipotizzando che la sua distruzione fosse stata così repentina da vanificarne la registrazione). Di certo le sofferenze e la disumanizzazione non mancarono né da una, né dall’altra parte. I comandi sovietici, poi, consideravano spesso come traditori i soldati che si erano arresi e molti di loro furono giustiziati o mandati al confino in Siberia, una volta restituiti alla propria patria.
            Qualcuno ha detto che i più convinti e motivati pacifisti siano quegli uomini che hanno vissuto direttamente la dura esperienza della prima linea, benché possano essere nuovamente pronti a rifarlo qualora esista una minaccia reale al proprio paese. Il problema è che, una volta scomparse queste persone e affievolite le voci del ricordo, si può ricominciare daccapo la tragedia senza più coscienza né storica, né umana.

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  4. ramo 8 mesi fa

    Beh…e non potrebbe trattarsi di una semplice tattica, tanto per nascondere le proprie reali intenzioni e poi fare tutt’altro una volta ben installati al potere? Se stanno per iniziare grandi purghe e rimozioni e blitz e che altro, la cosa migliore è nascondere il tutto e fingere di stare al gioco per non allarmare i nemici, e poi sferrare il colpo grosso avendo dalla propria parte l’esercito con nuovi capi di polizia e magistrati e la frangia di servizi segreti che se ne era stata in disparte quando furoreggiava la parte avversa. Di certo una parte degli USA è sempre stata alla finestra a guardare con preoccupazione la deriva guerrafondaia e finanziaria e ora agisce e agirà per cambiare il tutto, se davvero c’è un rischio di guerra civile, vista l’arroganza di chi comandava da 20 anni, e fino a ieri ha continuato come Obama a mettere i pali fra le ruote. Forse questo è il modo migliore per evitare una guerra civile che se si fosse stati nell’800 ci sarebbe stata fra avventuristi globali e mondiali e curatori del proprio orto di casa. Di certo, di certo c’è di sicuro gente che non vuole far fare agli USA la fine dell’URSS, e ancora si appella ai sentimenti del Congresso ai tempi dei fondatori, o quelli che si ricordano del Vietnam, o esistono ancora i ligi alla carta di fondazione degli USA , o quelli che disapprovano la politica di ieri, tipo Clint Eastwood….fatemi sognare, via. Senza del buono in lotta verso il male, non esiste neppure l’uomo o la globalità umana e di un popolo.

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  5. Renè 8 mesi fa

    Se gl’argomenti storici/militari vi interessano ci sono tre libri interessanti scritti da un ex-ufficiale dei “servzi” Sovietici: Vladimir Rezun, che scrisse con lo pseudonimo Vikto Suvorov, ovvero: come Stalin perse la Guerra, visto che il suo obbiettivo era quello di conquistare l’Europa, i libri furono recensiti da “Journal of Historical Review” il primo se ben ricordo fu “L’ultima Repubblica: perché l’Unione Sovietica perse la Seconda Guerra Mondiale”, pubblicato in russo a Mosca nel 1996 . Suvrov fornisce una montagna di prove circa la sua visone storica, invece la versione “ufficiale” (quella di “Norimberga) è alquanto lacunosa se non bizzarra.
    Qui su “controinformazione” di cui siamo ospiti, non c’è lo spazio, l’argomento è complesso, inoltre ho portato la conversazione un po’ fuori tema “OT” e me ne scuso, comunque in rete, partendo dal nome dell’autore Vikto Suvorov, si può trovare parecchio materiale pro e contro.

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    1. Citodacal 8 mesi fa

      Più sopra mi son preso la briga di muovere qualche obiezione ad alcune Sue affermazioni, che appaiono dubbie nel modo in cui sono state formulate (e infatti apprendo, almeno da Wikipedia, che l’ipotesi di Suvorov non era propriamente quella secondo cui l’URSS volesse invadere l’occidente, quanto il provocare la Germania ad attaccare la stessa URSS, per poi annettersi l’Europa nel contrattacco: è assai controversa, ma ci potrebbe pure stare, anche perché secondo molti storici – vedi ad esempio Walter Kerr – Stalin tirò fuori apparentemente dal nulla quasi un milione di uomini per stringere a tenaglia la Sesta Armata a Stalingrado, quando fino ad allora l’opposizione sovietica, seppur tenace a Mosca e Leningrado, si era dimostrata spesso inadeguata: faceva anch’esso parte d’un cinico piano, giocato sulle spalle delle unità sovietiche più deboli che furono inizialmente sacrificate, oppure soltanto circostanze favorevoli?). Se precedentemente ho mosso l’obiezione, è stato con spirito dialettico e indagatore e vedo che questa Sua aggiunta è sostenuta da un’appropriata segnalazione, di cui mi sono già affrettato a far tesoro. Di ciò non posso che ringraziarLa.
      Non credo che la digressione che abbiamo favorito in questa sede sia poi così tanto OT, poiché qualsiasi riflessione e analisi storica adeguate e sostenute da fonti reali contribuisce a poter comprendere le forze che sono sempre in gioco, si mostrino sotto l’aspetto precipuamente militare oppure sotto quello politico ed economico.

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