Costanti bugie di Mike Pompeo, senza vergogna, che mente spudoratamente sull’Iran


di DANIEL LARISON


Mike Pompeo non può affrontare una singola intervista senza dire una serie di menzogne con la sua “faccia di bronzo”. Ecco di nuovo quanto dice sull’Iran:

“Loro (gli iraniani) stanno investendo in sistemi missilistici che non sono autorizzati ad avere. Continuano – anzi, hanno annunciato proprio ieri che continueranno a fare più ricerca e sviluppo sui loro sistemi di armi nucleari”. Quelle menzogne proferite dal segretario di Stato USA sono inaccettabili.

Il governo iraniano non ha annunciato nulla del genere e l’Iran non ha “sistemi di armi nucleari”. L’Iran non ha un programma di armi nucleari e non ha avuto nulla del genere da più di quindici anni. Pompeo sta promuovendo una bugia estremamente pericolosa in questo caso, e come al solito non viene mai sfidato su quanto dice. L’Amministrazione Trump ha un disperato tentativo di ingannare il pubblico pensando di convincere che l’Iran stia cercando armi nucleari quando questo non accade. In modo disonesto hanno messo le modeste risposte iraniane alle violazioni statunitensi del JCPOA (accordo sul nucleare) nella peggiore luce nella speranza che le persone non si rendano conto che la loro politica sconsiderata e distruttiva verso l’Iran ha fallito e ci ha avvicinato pericolosamente a una guerra non necessaria.

Il cosiddetto “terzo passo” che il governo iraniano ha annunciato questa settimana è stato che non avrebbero più rispettato i limiti del JCPOA in materia di ricerca e sviluppo. Gli iraniani fanno questo passo in risposta alla continua guerra economica condotta contro di loro dall’Amministrazione Trump dopo aver violato l’accordo e reintrodotto le sanzioni. Lo scopo di questi passaggi limitati e reversibili è quello di fare pressione sulle altre parti dell’accordo affinché rispettino la conclusione dell’accordo. Ad oggi, i nostri alleati europei non sono riusciti ad adempiere all’accordo e, di conseguenza, l’Iran continua a fare questi passi.

L’ articolo del Times sull’annuncio sottolinea un altro punto importante:

Il superamento dei limiti di ricerca e sviluppo viola uno dei principi fondamentali dell’accordo, ma non necessariamente avvicina gli iraniani alla capacità di costruire una bomba.

L’Iran continua a ridurre il rispetto di un accordo che gli Stati Uniti hanno rinnegato più di un anno fa e continuerà a farlo finché gli Stati Uniti mantengono in vigore sanzioni illegittime. Ciò non significa che l’Iran inizierà a perseguire armi nucleari, ed è importante capire che nulla di tutto questo accadrebbe se gli Stati Uniti non avessero infranto la loro parola e violato per primi unilateralmente l’accordo. Se gli Stati Uniti alleggerissero o revocassero le sanzioni, è probabile che l’Iran avrebbe reagito in natura invertendo alcune delle sue recenti azioni. Naturalmente, l’amministrazione Trump vuole far uscire l’Iran dal JCPOA perché vogliono che l’accordo collassi, e vogliono che collassi perché lo vedono come un ostacolo alla creazione di un pretesto per il conflitto.

La politica iraniana dell’amministrazione USA è un completo fallimento che ha inutilmente aumentato le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran a danno di entrambi i paesi, e l’unico modo in cui Pompeo può vendere questa politica al pubblico è mentire costantemente, spudoratamente sull’Iran e sull’accordo nucleare .

La città di Falluja in Iraq, bombardata con il fosforo bianco dalle forze USA, è oggi una testimonianza dei crimini di guerra commessi in quella guerra


Nota: L’Amministrazione di Washington manca di fantasia nel trovare dei pretesti diversi per le sue guerre di aggressione. Le famose “armi di distruzione di massa”, utilizzate per aggredire ed invadere l’Iraq non furono mai trovate ma quella guerra portò alla distruzione di un paese con centinaia di migliaia di morti (recenti calcoli parlano di un milione di vittime) e con l’utilizzo selvaggio di armi proibite da parte delle forze della coalizione USA come avvenne con i bombardamenti al fosforo bianco che utilizzarono sulla città di Falluja. Gli USA li avrebbero usati in Iraq, così come fecero in Vietnam, violando i trattati internazionali sulle armi chimiche, utilizzando cioè armi di distruzione di massa, quelle stesse di cui accusarono Saddam di possedere.
Falluja può essere considerata il simbolo delle drammatiche conseguenze dell’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti. Prima del 2003 era una ricca città di circa 300.000 abitanti, per lo più sunniti. Una delle città più antiche dell’Iraq, chiamata la Città delle Moschee. Dopo 13 anni di distruzione da parte degli americani e dei loro alleati è un cumulo di rovine e di morti. Viene, ora, chiamata la “Città dei Morti”. Ancora oggi nascono bambini deformi per gli effetti della contaminazione causata dall’utilizzo di quelle sostanze.
Con l’Iran gli americani hanno intenzione di seguire la stessa traiettoria impegnandosi in un conflitto per distruggere un paese che non vuole piegarsi ai loro diktat. Tuttavia l’Iran non è l’Iraq, è un paese molto più grande e ben armato, con una determinazione a resistere ed a difendersi, disponendo di una tecnologia avanzata e dell’alleanza con la Federazione Russa. Questo comporta un rischio molto elevato di un conflitto catastrofico le cui conseguenze investirebbero tutta la regione e l’intero mondo, in particolare l’Europa che rimane silente quando non complice della aggressiva politica di Washington.

Fonte: The American Conservative.com

Traduzione e nota: Luciano Lago

2 Commenti

  • giuseppe sartori
    8 Settembre 2019

    si deve capire che il nazismo è sempre vivo e oggi le sue sedi sono in inghilterra, stati uniti ed israele.

    • atlas
      9 Settembre 2019

      allora è democrazia cioè giudaismo, nulla a che fare col Nazional Socialismo Tedesco

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