Cosa attende la Russia se Biden diventasse presidente?


Il politologo tedesco, Alexander Rahr, in una sua analisi ha predetto cosa attende la Russia se Biden sarà riconosciuto come presidente.

Non sarà facile per Putin e Biden lavorare insieme. Ricordo come nel 2011 Biden, in visita all’allora primo ministro Putin nel ruolo di vicepresidente, lo invitò a non candidarsi alla presidenza. Gli Stati Uniti e l’Occidente scommettevano allora su Medvedev.

L’ex presidente Bush una volta disse di Putin nel 2001: “L’ho guardato negli occhi e ho visto la sua anima”. Si trattava di un complimento. Biden dieci anni dopo disse a Putin al Cremlino: “Ti ho guardato negli occhi, ma non ho visto l’anima lì”. Lo stesso Biden lo informò in seguito. Era, mi dispiace, sull’orlo della maleducazione.

Durante la campagna elettorale, Biden ha affermato che la Russia era ancora il principale nemico dell’Occidente. Ha chiamato Trump “il cane di Putin”.

È improbabile che Biden cambi la sua retorica nei confronti della Russia. Sostenere i “diritti umani” nel mondo è all’ordine del giorno del nuovo presidente americano. In altri termini non si può scordare che la retorica dei “diritti umani” è quella che ha coperto come pretesto alcune delle tante guerre scatenate dagli USA e dai suoi alleati nel mondo.

Guantanamo. Carcere USA a Cuba, un esempio dei “diritti umani” trattati da Washington

L’Europa sta lottando di nuovo tra le braccia dell’America per ristabilire relazioni reciproche, compromesse dalla politica di Trump. L’Occidente tenderà a costruire nuovamente un fronte ideologico comune sulla base di quelli che vengono denominati i “valori liberali universali” contro la Russia, ma anche contro la Cina.

Consideriamo che in Germania il prossimo anno, insieme al Partito dei Verdi, salirà al potere un nuovo cancelliere a Belino che avrà fra gli altri compiti, ristabilire i rapporti transatlantici.

“Valori liberali” difesi dai soldati USA in Iraq

Nota: I fronti di tensione fra gli USA e la Russia sono molteplici e vanno dall’Ucraina alla Siria e alle ingerenze degli USA e della NATO nei Balcani (Serbia, Montenegro, Moldavia, ecc.) fino alla competizione sull’area dell’Artico, che la Russia considera in gran parte come propria zona esclusiva.

I tempi sono interessanti, ma allarmanti.

Fonti: New Front Valdaiclub.com

Traduzione e nota: Luciano Lago

11 Commenti

  • eusebio
    9 Novembre 2020

    Semplice, Navalny presidente, come pure in Cina devono aspettarsi Joshua Wong presidente.
    In Ucraina ci sono state le elezioni amministrative e il partito del sionista le ha perse alla grande, mentre al ballottaggio sono favoriti ovunque i candidati filorussi, c’è da aspettarsi un intervento militare NATO, mentre pure in Moldavia dopo le presidenziali in cui è favorita la candidata antirussa potrebbe esserci una rivoluzione colorata, con annessione della Moldavia alla Romania e intervento NATO in Transnistria.
    Intanto in Armenia l’Azerbaigian ha abbattuto un elicottero militare russo, biglietto da visita dell’amministrazione Biden alla Russia.
    Aspettiamoci attacchi dei terroristi in Siria e nello Xinjiang, la guerra è appena iniziata.

    • nicholas
      9 Novembre 2020

      Bene, così la finiamo con sto casso di virus. Cambiamo argomento…..

    • giulio
      9 Novembre 2020

      ma come si fa a dire che se viene abbattuto un aereo russo in armenia, questo sarebbe un biglietto da visita di biden???
      vorrei ricordarle che il problema caucaso è nato con trump e che trump formalmente è ancora il presidente americano!
      Ma piuttosto che fare i tifosi di questo o quell’altro non sarebbe meglio avere un minimo di obbiettività?

      • eusebio
        9 Novembre 2020

        Non a caso Trump ha immediatamente licenziato il segretario alla difesa Mark Esper, forse per discolparsi davanti al suo amico Putin, a cui forse sta riconsegnando l’Ucraina.

        • Rurik
          10 Novembre 2020

          Amico di Putin…. con Pompeo sempre con il lancia fiamme acceso?

      • Arditi, a difesa del confine
        10 Novembre 2020

        parla quello che difende il regime comunista… quello che si scaglia contro l’imperialismo americano ma tace su quello cinese, sulle isole contestate in ogni dove, su quelle create nel bel mezzo del mar delle filippine, su un’africa ormai in mano alle aziende cinesi, la grecia venduta ai cinesi, il virus partito da loro e che nonostante quello che si vedeva su twitter ha avuto la metà dei morti della Bolivia (ma chi ci crede a parte giulio ed il compagno Xi ??? )

        e così parlò l’obiettivo, notare come si butta a pesce morto ad attaccare trump e difendere biden, il burattino dei cinesi….

    • silvia
      10 Novembre 2020

      Sara’ molto difficile far accettare ai russi Navalny come presidente

      • atlas
        10 Novembre 2020

        datti di più da fare, per quelle che sono le tue possibilità, scrivi solo frasi scontate. Non te lo scriverei se non perchè c’è bisogno anche di te

        “le donne portano sulle loro spalle la metà del cielo e devono conquistarsela”

        “gli imperialisti non dureranno più molto, perché stanno commettendo tutti i misfatti possibili”

        “la rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra”

        “dobbiamo sostenere tutto ciò che il nemico combatte e combattere tutto ciò che il nemico sostiene” Mao Tse tung

  • lukas
    9 Novembre 2020

    dal presidente… all’ultimo us-idiota nato ora….
    sotto 2 metri di terra..
    senza coffin

  • atlas
    10 Novembre 2020

    consiglio la redazione per prima a leggersi quest’articolo di Blondet sulla fratellanza salafita. E sul MiddleEastEye che ogni tanto ci propone ad esempio. A che gioco giochiamo ? A me, e penso ad altri, interessa la Verità delle cose, non quanti soldi ha l’Iran

    https://www.maurizioblondet.it/muslims-for-biden/

    • atlas
      10 Novembre 2020

      I Fratelli Musulmani creati dalla massoneria: rivelazioni

      John Coleman, ex-agente dei servizi segreti britannici, ha definito i Fratelli Musulmani come un ordine creato in segreto dalla massoneria inglese con l’aiuto di Thomas Edward Lawrence (noto come Lawrence d’Arabia)

      Hassan al-banna ha sempre ammesso di esser stato fortemente influenzato dal pensiero dei suoi predecessori Jamal ad-Din al-Afghani e Muhammad Abdu, mufti di al-Azhar, entrambi grandi iniziati delle logge massoniche francesi e inglesi ed in grado di condizionare profondamente le opinioni nell’Egitto dell’epoca. Del resto, anch’egli avrebbe aderito alla massoneria, come confermato dallo storico Helmi Nimnim, suo connazionale, in una nuova biografia di Sayyid Qutb, teorico della jihad in seno all’organizzazione dei Fratelli Musulmani. Questo libro riproduce un articolo, firmato da Sayyid Qutb, dal titolo «Perché sono divenuto massone?», apparso il 23 aprile 1943 sul giornale al-Taj al-Masri («La corona d’Egitto»), edito dai grembiulini. E spiega d’aver aderito alle logge, avendo trovato in esse «un rimedio alle ferite dell’umanità, bussai [a questa porta], al fine di nutrire l’anima di filosofia e saggezza. Ed infine per essere un mujahidin, un combattente accanto a combattenti e di lavorare al fianco di coloro che lavorano».

      Molti autori hanno evidenziato le somiglianze tra le cerimonie d’iniziazione delle due confraternite, i Fratelli Musulmani e la massoneria. All’epoca, le logge egiziane venivano controllate direttamente dai servizi segreti britannici. Il re Farouk ne era membro.

      https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/i-fratelli-musulmani-creati-dalla-massoneria-rivelazioni/

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