Corea del Nord: Il segretario di Stato Usa Pompeo richiede lo smantellamento del programma nucleare

Corea del Nord: IL segretario di Stato Usa Pompeo richiede lo smantellamento del programma nucleare.
(Risposta della Corea del Nord: si certo come no, iniziate voi prego…..)
Washington, 03 mag 04:19 – (Agenzia Nova) – Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha ribadito ieri che il governo degli Stati Uniti punta ad avviare lo smantellamento del programma nucleare nordcoreano “senza ritardi”. “Siamo votati allo smantellamento permanente, verificabile e irreversibile dei programmi nordcoreani delle armi di distruzione di massa, e a farlo senza ritardi”, ha dichiarato il segretario durante la cerimonia di insediamento a capo del dipartimento di Stato a Washington.

L’ex direttore della Central Intelligence Agency (Cia), ritenuto un falco in Corea del Nord, ha dichiarato ieri che gli Stati Uniti hanno “un’opportunità senza precedenti di cambiare il corso della storia della Penisola coreana”. Pompeo ha però espresso cautela, sottolineando che il percorso di denuclearizzazione della Corea del Nord si trova soltanto “agli stadi iniziali” e “l’esito è certamente ancora sconosciuto”. Alla cerimonia di insediamento ha assistito il presidente Usa Donald Trump, alla sua prima visita alla sede del dipartimento di Stato da quando si è insediato alla Casa Bianca, a gennaio dello scorso anno.

Le dichiarazioni di Pompeo precedono di poche settimane l’atteso summit tra lo stesso Trump e il leader nordcoreano, Kim Jong-un. Luogo e la data dell’attesissimo incontro verranno annunciati “nei prossimi giorni”, ha dichiarato il presidente Usa nella giornata di martedì. “Stiamo organizzando gli incontri in questo momento, e penso che entro i prossimi giorni potremo annunciare luogo e data”, ha detto Trump nel corso di una conferenza alla Casa Bianca. Stando a una fonte citata dall’emittente Cnn, il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, avrebbe convinto il leader nordcoreano Kim Jong-un a incontrare Trump presso il villaggio di Panmunjom, lungo il confine demilitarizzato tra le due Coree, dove si è tenuto anche il summit inter-coreano di venerdì 27 aprile. Stando alla fonte, è “altamente probabile” che il summit si tenga in quella sede, con alcuni eventi simbolici sul lato nordcoreano della linea di demarcazione.

Nei giorni scorsi Trump ha citato proprio Panmunjom, oppure Singapore, come possibili sedi dello storico incontro con Kim. “Stiamo valutando diversi paesi, incluso Singapore. Stiamo anche soppesando la possibilità (di tenere l’incontro) presso la Casa della Pace (a Panmunjom)”, ha detto Trump domenica, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, in visita ufficiale a Washington. Trump ha sottolineato che tenere il summit al confine tra le due Coree avrebbe un significato simbolico che mancherebbe invece ad altri luoghi. Trump aveva pianificato una visita al confine militarizzato tra le due Coree lo scorso novembre, nel pieno delle tensioni con il Nord seguite ai test balistici e nucleari di Pyongyang, ma aveva dovuto rinunciare a causa del maltempo.

Gli Stati Uniti stanno valutando il ricorso al modello già adottato per la Libia di Muammar Gheddafi per la denuclearizzazione della Corea del Nord. Lo ha dichiarato domenica il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Usa Donald Trump, John Bolton. “Abbiamo in mente il modello della Libia (adottato) nel 2003 e 2004”, ha detto Bolton nel corso di una intervista a Fox News, in risposta a una domanda su eventuali concessioni statunitensi a Pyongyang prima del completamento del processo di denuclearizzazione. Se Pyongyang accettasse di intraprendere la denuclearizzazione secondo lo stesso modello applicato alla Libia, non riceverebbe alcuna concessione dagli Usa prima dell’avvenuta verifica della completa denuclearizzazione.

Bolton ha ammesso che il quadro libico di inizio anni Duemila è differente da quello nordcoreano odierno: “Il programma (nucleare) libico era molto più piccolo, ma l’accordo che sottoscrivemmo è fondamentalmente quello”, ha detto il consigliere del presidente Trump, aggiungendo che nel 1992 Pyongyang aveva già accettato di rinunciare ad ogni aspetto del suo programma nucleare, incluso l’arricchimento dell’uranio. “Ora abbiamo anche altre cose di cui discutere: i missili balistici, le armi chimiche e batteriologiche, gli ostaggi americani e i cittadini giapponesi rapiti. Cominciare dal nucleare con quanto la Corea del Nord aveva già accettato oltre un quarto di secolo fa sarebbe un buon punto d’inizio”, ha detto Bolton. Bolton si è detto ottimista in merito all’incontro tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, atteso entro l’inizio di giugno. “Penso che accadrà. Penso sia una cosa cui il presidente ha già riflettuto a lungo”. I dettagli dell’incontro, ha puntualizzato Bolton, sono ancora oggetto di discussioni con Pyongyang ivi compreso il luogo dello storico evento. (……………)   Fonte: Agenzia Nova

Mike Pompeo

Nota: Mr. Pompeo ha iniziato con una mossa furba nel tentativo di stabilire una narrativa storica alternativa per prendere pieno merito per qualsiasi soluzione della Corea del Nord. Tuttavia Pompeo, con il suo insistere sulle richieste immediate per la denuclearizzazione della Corea del Nord, sta mostrando in anticipo quello che Trump ripeterà in pubblico e il presidente ha detto più e più volte: “Prima aderisci alle nostre richieste, poi inizieremo i discorsi su quello che puoi ottenere nei colloqui”.

La svolta nella crisi coreana è stata chiaramente il fatto che Kim Jong-un è venuto fuori dal nulla per congelare le ricerche e i test sul suo programma nucleare e sui suoi missili. La parte principale della storia, che lo mette in vantaggio davanti a Trump, è che non ha “preteso” niente da Trump o dalla Corea del Sud prima di presentare la sua grande sorpresa.”.
Tuttavia il segretario di Stato Pompeo, con il suo tono suprematista, ha dimostrato immediatamente che Washington vuole dettare le condizioni ed obbligare Pyongyang ad accettarle ed ha inoltre adottato un tono molto poco diplomatico che potrebbe già aver disturbato gli interlocutori.
Non si può escludere che, una volta appreso che gli USA vorrebbero adottare” il modello libico” per le trattative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, le autorità coreane chiederanno conto agli Stati Uniti di come sia finito il “modello libico”, con il rovesciamento del governo libico e l’assassiio di Gheddafi. Non sarà questo un buon precedente a cui ispirarsi e i nord coreani si terranno ben strette le loro armi nucleari come polizza di garanzia della propria sopravvivenza come paese e del loro leader.

7 Commenti

  • Manente
    3 maggio 2018

    Mr. Pompeo ha preannunciato a Kim Jong-un che gli Usa intendono applicare anche a lui lo stesso “protocollo” applicato alla buonanima di Gheddafi ! La incredibile supponenza di Mr. Pompeo è la prova del disprezzo assoluto degli americani verso i propri interlocutori, verso i trattati e verso i più elementari principi di onore e di decenza.

    • Animaligebbia
      3 maggio 2018

      Io ho sentito una cosa un po’ diversa,se cosi’ non fosse accetto aggiornamenti; da quello che ho letto si tratterebbe di denuclearizzare l’intera penisola coreana,in questo caso anche gli americani dovrebbero andarsene armi e bagagli.Questo sarebbe un bel regalo ai cinesi e ,visto come e’ andata in Vietnam sarebbe una solenne inculata agli americani.

      • Manente
        3 maggio 2018

        Può darsi che sia come dice lei, in ogni caso Kim Jong-un e non solo lui, farebbe bene ricordare il famoso aforisma secondo cui “Essere nemici degli americani è pericoloso, esserne amici è mortale”

  • 9+3-6=6
    4 maggio 2018

    Spero che la Corea del nord molto saggiamente dica agli americani….marameo!

  • Animaligebbia
    4 maggio 2018

    Gia’,dai nemici mi guardo io,dagli amici mi guardi Iddio.Certo che conoscendo la fine della Libia non e’ di buon auspicio fare trattati con gli americani,gli indiani d’America ne sanno qualcosa.

  • amadeus
    4 maggio 2018

    Mai trattare con i mafiosi detentori di centinaia di bombe nucleari, come si fa a sedersi a un tavolo e trattare con questi gangster promotori di politiche del inganno, e eliminazione fisica degli interlocutori che non ubbidiscono ai loro comandi, é un errore fare quell’incontro Kim rischia di essere assassinato come Chavez.

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