Contro il decreto Martina. Salviamo la Puglia dalle multinazionali voraci !

Riceviamo e pubblichiamo

“SìAmo”  è contro il Decreto “Martina” !! !

Il decreto Martina del 13 febbraio 2018 inerente le “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa (Well et al.) nel territorio della Repubblica italiana” prevede espianti di alberi d’ulivo e trattamenti insetticidi e fitosanitari obbligatori svariate volte l’anno su buona parte del territorio pugliese, dal Salento fino a Locorotondo, Fasano, Martina e Statte.

In realtà il CoDiRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) può essere affrontato e risolto con pratiche agronomiche ecocompatibili e non, come impone il decreto, con misure estremamente pericolose per l’ambiente e per la salute umana.

Si profila all’orizzonte un disastro di proporzioni inaudite per una delle regioni più belle d’Italia, con suoli impoveriti, fortissima perdita di biodiversità, maggiore inquinamento dell’aria e del suolo e un impatto devastante sul paesaggio e sulle aree protette, e infine con ricadute negative anche sul turismo che rappresenta uno dei principali capisaldi dell’economia pugliese.

Come mai si vogliono impiegare trattamenti fitosanitari che contengono principi attivi appartenenti alla classe dei Neonicotinoidi, riconosciuti dannosi per api, bombi e insetti impollinatori, nonché neurotossici anche per l’uomo e che in questi stessi giorni vengono vietati dall’Unione Europea ? (repubblica.it/ambiente/2018/027news lue vieta trepestici dineonicotinoi dipericolosi per le api-)

L’EFSA (European Food Safety Authority) ha già dichiarato che “l’uso intensivo di trattamenti per limitare la trasmissione di malattie e controllare l’insetto vettore può avere conseguenze dirette e indirette per l’ambiente, modificando intere catene alimentari con conseguenze a cascata, e quindi che interessano vari livelli trofici. Ad esempio, l’impatto indiretto di pesticidi dall’impollinazione è attualmente una questione di seria preoccupazione. Inoltre, trattamenti su larga scala rappresentano anche rischi per la salute umana e animale”.

Proteste contro l’espianto degli ulivi in Puglia

In realtà è proprio il progressivo disseccamento dei terreni dovuto ai pesticidi, il responsabile della moria degli ulivi in Salento. Il ritorno all’uso dei fertilizzanti naturali che rigenerano la vitalità del suolo, sta dando prova evidente che gli ulivi possono tornare a vivere in terra salentina senza compromettere la salute dell’ambiente e della popolazione.

Invece, il taglio degli ulivi secolari lascerà il passo a un modello di agricoltura super-intensiva basato sullo sfruttamento estremo dei terreni e dell’acqua di falda e sull’impiego massiccio di fitofarmaci, cancellando il modello tradizionale ecologico ad alta qualità. Quest’operazione metterà in ginocchio i piccoli produttori e costringerà alla chiusura le aziende bio, favorendo al contempo le speculazioni di grandi aziende e di multinazionali.

SìAmo dice di NO a questo modello neoliberista e invita tutta la popolazione a unirsi ai Comitati e ai cittadini che si stanno opponendo all’attuazione di questo decreto e a partecipare alla prossima manifestazione che si sta organizzando a Bari per dire STOP a questo scempio !

SìAmo è un movimento politico fondato dal dott. Dario Miedico che si batte per la libertà di cura, per l’acqua pubblica, per l’agricoltura biologica e che promuove l’ effettiva attuazione della Costituzione per rioccupare lo spazio democratico oggi precluso da una serie di governi illegittimi e di leggi liberticide (a partire da quelle elettorali). Leggi il programma completo all’indirizzo : www.siamo.org/il-programma/

Il Comitato Promotore

5 Commenti

  • songanddanceman
    11 maggio 2018

    Andate a domandare ai coltivatori salentini , Vi diranno ( quello che hanno detto a me ) :
    Il parassita Xjlella è stato fatto attecchire in modo doloso da degli untori mandati da Chi ha tutto l’interesse
    nel distruggere una parte della coltivazione italiana a vantaggio dell’importazioni estere .

  • josey wales
    11 maggio 2018

    La tavini(laziale, sabina?) da come ragiona dev esse una che d olivi, qualcosa ci capisce, i pugliesi, mi spiace notificarglielo
    c hanno inteso poco, l uliveta la si tien pulita con due o tre passaggi di trincia all anno ,e non usando i diserbanti a pioggia cari
    comodoni pugliesi, si ,e’ piu comodo buttarci il diserbante, ma l olivo ha radici superficiali ,e non in profondita’ ,e l’uso del diserbante
    come metodo di pulizia delle olivete,oltre che impoverire il terreno, sterminando,tutto,incluse micorrize e altri simbionti, indebolisce e
    stressa la pianta, che poi diviene attaccabile dalla xilella, che invece ,ad una pianta sana in ambiente ricco e naturale gli fa’ una bella sega.
    la xilella esiste anche in altre regioni, ma solo in puglia,( dove l’ ignoranza sulle pratiche colturali regna sovrana) ha devastato le olivete.
    che dirvi pugliesi, dopo averci messo decenni a farvi capire che l olio bono si fa’ con le olive colte dalla pianta ,e non attendendo pigramente
    che cadano al suolo una volta gia’ appassite, conferendo al olio cosi’ prodotto ,il classico sapore rancido.
    io spero (per voi) che impieghiate meno tempo a capire che i consigli colturali di bande di avvelenatori internazionali, forse son convenienti
    nell immediato , ma a medio lungo termine, hanno effetti devastanti sul territorio,
    ps vergognatevi avfar tirar via eradicandoli ulivi secolari
    per venderli ai vivaisti, da noi in tuscia , chi lo facesse chiapperebbe una roncolata nella noce del collo.
    ravvedetevi, anche se per recuperare il danno fatto ci vorra tempo,
    pps Zaia da ministro dell agricoltura (e apicoltore)vieto’ i neonicotinoidi
    consapevole del danno che producevano non solo ad api e a insetti impollinatori, ma delle conseguenze a catena sulle colture.
    Martina pd ministro attuale(per fortuna uscente) da’ il semaforo verde a neonicotinoidi e glifosato .
    In puglia la xilella e l ignoranza fanno danni, in tuscia il cancro pd e l ignoranza ne fanno di piu gravi
    l eradicazione degli olivi non e’ un rimedio, l eradicazione del pd invece ,e’ gia un passo avanti, ma in tuscia c’ e’ moooolto da lavorarci
    sopra.

  • candido carra
    11 maggio 2018

    Non toccate gli ulivi! Sono la pianta più bella e nobile del mondo!!!!!!!!!

  • Dario
    12 maggio 2018

    Non ho parole riguardo a questo decreto.
    No comment

  • Mardunolbo
    12 maggio 2018

    Il ministro Martina come al solito, piddino, non capisce una mazza di olivi e esegue solo gli ordini ricevuti da altri.
    Comprendo e solidarizzo con i coltivatori pugliesi che dovrebbero mettersi di traverso alle ruspe ed alla polizia serva del potere, incaricata di far eseguire le eradicazioni !
    Il dott. Miedico e’ un pregevolissimo ed integro medico espulso in maniera indegna e schifosa dall’ordine dei Medici per aver obiettato sulle vaccinazioni pestilenziali moderne.
    Quindi gia’ per il solo fatto che Miedico sia a capo di questa associazione, rende questa ascoltabile !

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