Come i servizi di intelligence degli USA manipolano l’economia mondiale

L’ex sicario economico John Perkins, autore del libro ‘The New Confessions of an Ecnomic Hit Man’, (le nuove confessioni di un sicario economico), in una intervista esclusiva ha relazionato di come la CIA e la NSA influiscono sul sistema economico fino a manipolarlo e perchè, nonostante le minacce di morte, lui ha voluto scrivere su tale argomento.

La CIA e la NSA: sono le mani che muovono i fili occulti del sistema.

Perkins aveva lavorato in una società di Consulting statunitense fino a quando scoprì che coloro che lo avevano contrattato per tale lavoro gli facevano fare il lavoro sporco per conto della CIA e della Agenzia Nazionale di Sicurezza degli USA (NSA).

Un qualche cosa che lui stesso  scoprì in relazione ai piani della società di consulting per l’America Latina e che servì a convincerlo di lasciar il suo lavoro.
Nella sua intervista a Sputinik, Perkins spiega che la CIA e la NSA operavano attraverso di una Società di consulting, la “Chas T. Main”, mediante la Banca Mondiale, attraverso la Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale e lo stesso Dipartimento del Tesoro degli Sati Uniti, con cui la società di consulting aveva firmato un contratto di coperazione con l’Arabia Saudita.

Banca Mondiale

“Il sistema era quello per cui l’impresa in cui io lavoravo otteneva denaro da queste  istituzioni e, a sua volta, pagava per questi lavori. Noi non disponevamo di contratti reali nè con la NSA nè con la CIA. Tutto si svolgeva, per quanto ne so, attraverso terzi, intermediari e subcontrattisti”, ha spiegato Perkins nell’intervista.

Lo stesso Perkins ha insistito nel dire che lui non ha avuto mai contatti diretti con la NSA e con la CIA, per quanto non possa escludere che alcune delle persone con cui aveva trattato durante il tempo in cui aveva lavorato con la Chas T. Main ci fossero agenti coperti degli Stati Uniti seza un loro “biglietto da visita”. Nota lo stesso Perkins che la persona che lo aveva contrattato come economista capo della società di consulting “era un riservista dell’Esercito degli Stati Uniti” e che , “la cosa più probabile ” era che fosse lui la stessa persona che manteneva il contatto diretto con le agenzie nordamericane.

Perkins si occupava di distribuire i prestiti procedenti dalla Banca Mondiale tra i paesi in via di sviluppo credendo che questi servissero a finanziare le loro economie e il loro sviluppo. Tuttavia questi fondi non arrivavano alla popolazione e in realtà servivano  gli interessi della politica estera statunitense in quei paesi, normlmente quelli con ricchi  giacimenti di petrolio.

La copertura perfetta

Un esempio di quello è che nè al NSA nè la CIA hanno mai pagato Perkins direttamente. “Io sono stato sempre pagato dalla mia impresa, la Chas T. Main”. A sua volta questa otteneva il denaro da le medesime due agenzie per poter finanziare questo o quel progetto nei paesi poveri. In questo modo, rivela, il Governo degli Stati Uniti sempre potrebbe affermare che non aveva niente a che vedere con questo. ” Tutti operavano attraverso imprese private”, segnala.

Intelligence Agency

Al principio spiega, io ero sicuro che il suo lavoro stesse aiutando quei paesi in via di sviluppo a far migliorare le loro economie.
Questo perchè quello che noi facevamo era investire denaro in quei paesi per farli crescere. E, di fatto, crescevano, come dimostravano le statistiche. Tuttavia dopo un certo tempo ho iniziato a rendermi conto che gli investimenti andavano a finire ad un ridotto numero di famiglie denarose in quegli stessi paesi, alle stesse grandi imprese nordamericane e, evidentemente, alla stessa impresa per cui io lavoravo.

Perkinms adduce come esempio il caso dell’Ecuador e dell’Indonesia, ai cui governi si era offerto denaro e finanziamenti a condizione che lo utilizzassero per migliorare le infrastrutture del paese, soltato con la clausola che in quel progetto partecipassero società statunitensi come la Halliburton o General Electric.

Fonte: Sputnik Mundo

Traduione: Luciano Lago

3 Commenti

  • Citodacal
    6 Dic 2017

    Nemmeno sapevo ch’esistessero nello specifico i sicari economici; potevo sospettarlo, certo, ma senza giungere a fare uso d’un termine siffatto: piuttosto, quello di operatori economici che sì finissero coll’affamare ampie porzioni di popolazioni, in virtù di equilibrismi economico-finanziari, dopotutto tragicamente acconsentiti, in un modo o nell’altro, dalle vigenti leggi in materia (il mercato come nuova e feticistica religione).
    L’adottare il termine specifico di sicario evoca infatti una presenza cosciente e volontaria rispetto a ciò che si compie; mi trovo dunque, e non mi è nuovo, a “stimare” assai di più il sicario che stronca fisicamente in prima persona vite umane, rispetto all’economico: il primo ha almeno il coraggio, nonché lo stomaco, di sporcarsi direttamente le mani dentro al sangue.

  • Vittoriano
    6 Dic 2017

    Ci segnalo :

    IRAN: Quando la CIA fece cadere Mossadeq cambiando per sempre la storia del paese.

    Nel 2013 venne pubblicata una notizia di quelle che meritano di non passare inosservate:
    a sessant’anni esatti dai fatti, la CIA aveva per la prima volta ammesso apertamente la sua responsabilità
    nel colpo di stato che portò il 19 agosto 1953
    al rovesciamento del governo del primo ministro iraniano Mossadeq.

    http://www.eastjournal.net/archives/44005

  • DANILO FABBRONI
    17 Gen 2018

    Come trait d’union tra questi mondi apparentemente se non antitetici, ma almeno distanti, come quelli dell’occulto, dei servizi, del bel mondo dell’arte, della finanza iniziatica, non potremo non citare il nome del britannico Dennis Wheatley, a dispetto del fatto che oggi dì sia passato alquanto in sordina.
    Pare proprio che fosse lui, autore di una copiosissima produzione di romanzi, tra l’altro di enorme successo, con vendite oltre il milione di copie in alcuni casi e strabiliante se si considera l’epoca, quella degli anni Cinquanta, il legame vincolante tra Aleister Crowley, la grande bestia dell’occultismo, i servizi della mitica Albione, Fleming et similia.
    Tanto narra la “leggenda” sino a far sfiorare il dubbio che dietro l’operazione del volo del gerarca nazista, Rudolp Hess, ci sia stato lo zampino deciso di questa conventicola.
    Wheatley ad onor del vero si premura di assicurare l’ignaro lettore dei suoi “gialli” di essere esente da ogni commistione con il mondo della magia nera o bianca e di quanto concerne questo ambiente: temiamo che ciò sia dovuto ad un gesto apotropaico da par suo, per scongiurare un suo possibile coinvolgimento.
    Curioso che pur essendo Fleming un autore pulp, l’aulica casa editrice Adelphi, abbia deciso di pubblicare le sue opere ai giorni nostri. Non ci è dato di afferrare chissà quali affinità elettive la casa editrice delle strategie iniziatiche scorga in quei gialli.
    E curioso sapere che il famosissimo autore de Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, fosse stato «un vecchio amico del generale Donovan, patron dell’OSS».
    Forse il fascino sta – con le parole di Roberto Calasso stesso – nell’«[…] l’idea modernissima […] di una figura che sta sopra alle parti in conflitto, un’intelligenza che manovra all’insaputa dei protagonisti della politica mondiale»?
    Dunque appare che il Potere Oscuro non sia un’invenzione peregrina di qualche penna senza costrutto ma bensì, stando a tali autorevoli parole, un’intelligenza che manovra all’insaputa altrui.
    Importante saperlo.
    Importante sapere che qui non parliamo certamente di complotti, ma appunto di “intelligence”.
    D’altra parte gli ilari soloni – il destrorso Geminello Alvi in primis ne Il secolo americano – che puntualmente deridono dalle colonne dei giornali prestigiosi chi solo accenna a queste, come dire?, “intelligence”, o Poteri “Satinati”, hanno la tendenza assai sdrucciolevole ad accantonare il fatto che nessuno sa – a distanza di decenni – quale mano abbia fatto morire ben due Kennedy, un Mattei, un Moro, un Falcone, un Borsellino, e via di seguito.
    Forse per codesti signori davvero un colpo di dadi non abolirà mai il caso.

    «I libri di Fleming serviranno moltissimo per evocare certi fantasmi che si muovevano dietro le quinte».

    Fantasmi dietro le quinte come quello di Theodor Reuss?

    «Theodor Reuss [uno dei tre fondatori dell’OTO, l’Ordo Templis Orientis, era un alto dignitario di uno dei rami più occulti della massoneria (quello che si dipartiva dal sovrano Santuario britannico del Rito di Memphis) e lavorava alle dipendenze del servizio segreto tedesco, mascherando le sue attività sotto le frivole apparenze di un cantante di music-hall».

    Sorprendente, no?

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