Ci sono due Italie incompatibili: una deve sparire

di Francesco Lamendola

Che cos’hanno in comune il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, quello che per due volte ha provato e sta provando a mettere sotto inchiesta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la vicenda delle navi delle o,n.g, che vogliono entrare nei porto italiani cariche di migranti, a dispetto del Decreto Sicurezza Bis, approvato dal Parlamento italiano e controfirmato dal Presidente della Repubblica, che lo vieta in maniera esplicita; e la psicologa Nadia Bolognini della comunità piemontese Hansel e Gretel, per l’affido dei bambini provenienti da famiglie difficili, e moglie dello psicoterapeuta (con laurea in Lettere…) Claudio Foti, entrambi indagati nel quadro dell’inchiesta Angeli e Demoni? Niente, forse; almeno in apparenza.

O forse una cosa ce l’hanno, a ben guardare: sono entrambi figli, loro e l’ambiente nel quale si muovono, di un’altra Italia, di un’Italia nella quale la stragrande maggioranza degli italiani non si riconosce; che non ama, che non stima, che non vorrebbe, e dalla quale si sente presa in giro e, quel che è peggio, viene tenuta praticamente in ostaggio. È l’Italia delle istituzioni, ma non le istituzioni buone, limpide, trasparenti, bensì le istituzioni spagnolesche, ambigue, inafferrabili, che sembrano al servizio dei cittadini e poi invece, chi sa perché, finiscono sempre per favorire una piccola minoranza di persone e un tipo d’interessi che non hanno niente a che fare coi sentimenti, i desideri, le legittime aspettative della stragrande maggioranza del popolo italiano.

Prendiamo il caso del procuratore Patronaggio. Anche un bambino capisce che la differenza fra un ministro e un procuratore è che il primo è stato eletto dal popolo, perché ha scelto di fare politica, si è presentato alle urne nelle file di un partito, ha ricevuto i voti ed è diventato ministro di un governo che è, in linea di massima – a parte i governi tecnici e nominati dei vari Monti, Letta, Renzi e Gentiloni – espressione della volontà del popolo sovrano; mentre il secondo non è stato eletto da alcuno, nessuno lo conosce, si è laureato in legge da qualche parte, ha fatto, si presume, dei concorsi, ed è andato ad occupare un certo ufficio e ha fatto una carriera forense più o meno dignitosa.

Va da sé che se un ministro prende un certo provvedimento, ad esempio la chiusura dei porti all’immigrazione clandestina, e un procuratore li riapre, e autorizza l’ingresso e lo sbarco delle persone, oppure, il che è lo stesso, ma anche peggio, apre un’inchiesta a carico di quel ministro, ipotizzando reati molto gravi quali l’abuso d’ufficio, il sequestro di persona e l’omissione di atti d’ufficio, in questo caso l’omesso soccorso in mare delle navi delle o.n.g,. si apre un conflitto di competenze, ma anche di autorità e credibilità, fra i poteri dello Stato. Poteri che – ce lo insegna Montesquieu – devono restar distinti e separati, perché solo la reciproca autonomia del potere legislativo, di quello esecutivo e di quello giudiziario valgono a scongiurare i pericoli di una concentrazione anomala di potere che sarebbe il preludio della fine per la loro autonomia, con grave pregiudizio per gli interessi dell’intera nazione.

Va da sé che un funzionario dello Stato, non eletto da nessuno, dovrebbe andarci coi piedi di piombo prima d’incriminare un ministro della Repubblica, il quale ha varato un provvedimento che, guarda caso, è stato sottoscritto dal suo intero governo e controfirmato dal Presidente della Repubblica. Se i magistrati hanno voglia di fare politica, dovrebbero togliersi la toga e presentarsi anch’essi al giudizio delle urne; diversamente, non dovrebbero neppur sognarsi di entrare a gamba tesa nelle decisioni politiche di un governo liberamente eletto, e tanto meno cercar di mettere in manette e sbattere in galera un ministro che ha fatto quello che ha fatto nell’esercizio delle sue funzioni, alla luce del sole e con l’avallo di tutti gli altri organi dello Stato, nell’interesse prevalente della nazione.

Si ha invece la sensazione che ci sia in giro una quantità di Patronaggi; un altro esempio è la g.i.p. Alessandra Vella, sempre di Agrigento (com’è piccolo il mondo!), quella che fa rilasciare in meno di ventiquattro ore, con tanti auguri e complimenti, la capitana corsara Carola Rackete, che ha commesso una quantità di gravissimi reati contro la sovranità italiana e, per giunta, per conto di Stati e interessi stranieri: disobbedienza agli ordini della Guardia di Finanza, ingresso abusivo in un porto nazionale, speronamento di una unità militare italiana. Reati per uno solo dei quali, non solo nel suo Paese d’origine, ma in qualsiasi altro Paese d’Europa e d’America, si rischiano anni di galera, sempre ammesso che non ci pensi prima una raffica di mitraglia contro la nave corsara che ha violato le acque territoriali in spregio a tutti gli avvertimenti.

Ecco: quello che Montesquieu non aveva previsto – e non poteva prevederlo, perché la democrazia era ancora di là da venire – è che, in regime democratico, il potere legislativo può non solo entrare in rotta di collisione col potere esecutivo e anche con quello legislativo, ma addirittura annullare le loro decisioni e incriminare i loro autori, sospendendo così, di fatto, le regole della democrazia stessa. Si provi a immaginare in quale mai Stato moderno può succedere quel che è successo, e per due volte, da parte del procuratore Patronaggio, che va all’attacco di un ministro della Repubblica liberamente eletto, annulla i suoi atti, e apre un’inchiesta contro di lui per gravi reati di tipo umanitario, ponendo tranquillamente l’interesse nazionale in seconda fila rispetto a questi ultimi.

Situazione sbilanciata, insostenibile, foriera di continua instabilità: i magistrati possono far continuamente le pulci ai politici, li possono incriminare e mandare in galera; ma nessuno può far le pulci a loro, nessuno può far loro i conti in tasca, e per nulla son tenuti a render conto di ciò che fanno. Della giudice Vella, la stampa ha riportato anche la notizia che è una sostenitrice della o.n.g. cui appartiene la Sea Watch: la cosa, ci sembra, andrebbe approfondita. Perché, se così fosse, saremmo in presenza d’un clamoroso conflitto d’interessi: come può un magistrato emettere una sentenza riguardo a una materia che lo vede direttamente coinvolto, sia in senso ideologico che materiale?

Comune di Bibbiano, al centro dello scandalo affidi

Stridente conflitto d’interessi, onnipotenza della magistratura, connivenze occulte e palesi fra certe pubbliche amministrazioni, certi giudici e certi “esperti” dei servizi sociali sono, d’altro canto, gli elementi più inquietanti che emergono dalla bruttissima storia di Bibbiano, sulla quale non sappiamo se verrà mai fatta pienamente luce; anche perché vi sono indizi che le Bibbiano, in Italia, siano decine se non centinaia, e che il sistema degli affidi facili, previo rapimento dei bambini alle loro famiglie naturali con pretesti inventati o vergognosamente estorti, anche per mezzo di pratiche psichiatriche discutibilissime, sia diffusissimo. Ora, cosa emerge dagli ultimi sviluppi dell’inchiesta denominata Angeli e Demoni sui misfatti della Val d’Enza? Che il consorzio dei comuni modenesi settentrionali ha affidato delle consulenze alla psicologa Nadia Bolognini per delle sedute di terapia da tenere con una bambina tolta alla sua famiglia e data in affido, consulenze che vengono a costare la bellezza di 170 euro l’ora e che fanno parte di uno stock, diciamo così, iniziato mesi fa, per cui si tratta di un vero e proprio finanziamento retroattivo: una cosa che non sta né in cielo né in terra.

Ma la cosa più bella, si fa per dire, è che questo incarico retrodatato e assai ben remunerato – un professore di greco è imbarazzato a chiedere 40 euro per un’ora di lezione, e perfino un primario chirurgo o cardiologo raramente ne chiede più di 100 o 150 al massimo – è che i comuni del Modenese lo hanno deciso una settimana dopo che la signora in questione risultava indagata dalla magistratura e sottoposta alla misura restrittiva degli arresti domiciliari. Sì, avete capito bene: una persona indagata nel quadro di un’inchiesta che si occupa di gravissimi reati contro l’infanzia, e obbligata agli arresti domiciliari, viene finanziata da una pubblica amministrazione, designata a svolgere prestazioni professionali nello stesso ambito, più che generosamente pagata e addirittura pagata retroattivamente per dei servizi già resi in passato, messi però a bilancio al presente.

Se non c’è un’arroganza che ha dell’inverosimile, in tutto questo, allora vuol dire che non sappiamo cosa voglia dire la parola arroganza. E da dove può venire un simile atteggiamento, se non dalla certezza dell’impunità, dalla sicumera di chi ritiene di poter fare tutto ciò che vuole, non solo togliere con la frode dei bambini ai loro genitori per darli a coppie discutibili, anche a coppie o persone singole omosessuali, ma anche commetter impunemente ogni sorta d’illeciti sia amministrativi che penali? E tutta questa sicumera, questa certezza di assoluta impunità, da dove vengono mai, se non dal diabolico intreccio fa amministrazioni comunali, magistratura, servizi sociali e comunità di affido, il tutto nel particolare clima ideologico di una regione “rossa”, nel quale governa da sempre quel partito i cui esponenti di punta proclamano che la famiglia “tradizionale” è fascista e che Dio, Patria e Famiglia equivalgono a condurre una vita “de merda”?

Dunque: questo è il problema delle due Italie: e ci siamo limitati a fare due soli esempi, fra le decine che avremmo potuto scegliere. Da una parte c’è l’Italia dei magistrati che fanno politica attaccando i politici, e possono farlo senza dover temere alcuna contromossa, perché in Italia comanda la magistratura. Non li ha eletti nessuno, ma possono annullare gli atti politici di un governo regolarmente eletto dal popolo sovrano. E ci sono gli assistenti sociali, gli psicologi e gli psichiatri di una certa ideologia, che spadroneggiano imperturbabili e, quel che è peggio, vogliono dimostrare un loro perverso teorema, sulla pelle dei bambini sottratti alle loro famiglie con qualsiasi mezzo, anche stimolando l’insorgenza di falsi ricordi di abusi mai avvenuti: che l’omosessualità è meglio della eterosessualità; che le famiglie arcobaleno sono migliori delle famiglie tradizionali; che la vera genitorialità consiste nel volere dei figli in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, anche contro le leggi di natura; che anche i genitori single sono da preferirsi a una banale coppia conformista, formata da uomo e donna, purché abbiano disponibilità finanziarie superiori a quelle dei due poveri trogloditi. In entrambi i casi, quello dei magistrati di sinistra e quello degli assistenti sociali di sinistra, vi è poi un altro elemento, che rende possibile, agevola e moltiplica il loro potere: una fitta rete di amministrazioni comunali, di distretti sanitari, di categorie professionali che hanno tutto l’interesse a favorirli e ad agire di conserva.

Quanti sindaci del Sud si fanno in quattro per “accogliere” i migranti, dato che tale accoglienza viene ben retribuita dalle casse dello Stato? È chiaro che per questi sindaci generosi, aperti, inclusivi e antirazzisti, la chiusura dei porti sarebbe, anzi è, un autentico disastro. E quanti alberghi fatiscenti e fuori mercato si avvantaggiano dall’arrivo dei migranti? Quante associazioni di ‘volontariato’ vivono coi proventi dell’accoglienza, coi finanziamenti pubblici e privati, e farebbero qualsiasi cosa pur di vedere i porti riaperti? Nel caso di Bibbiano (ma quante Bibbiano ci sono, in Italia?), si nota la connivenza, per non dire la solidarietà omertosa e mafiosa, fra amministrazioni locali, unità sanitarie e case di affido, nonché esperti dell’accoglienza, i quali, a loro volta, hanno tutto da guadagnare dal traffico di minorenni legalizzato che da anni imperversava, rubando i bambini ai loro genitori naturali col pretesto legale della casa vecchia e brutta, o di qualche abuso mai accaduto, e rifornendo il fiorente sistema dell’affido, del reinserimento, delle consulenze psicologiche. 170 euro per una seduta terapeutica per un minore dato in affido non sono niente male; con neppure dieci ore di lavoro si porta a casa quel che un impiegato delle poste, un operaio, un insegnante all’inizio della carriera portano a casa in un mese.

Alla faccia dell’esser di sinistra che dovrebbe voler dire, se non andiamo errati, star dalla parte dei più poveri: e questo lo diciamo per aprire gli occhi a quelle persone oneste che sono rimaste indietro di un secolo e non si sono accorte cosa è diventata la sinistra, oggi, in tempi di globalizzazione: lo strumento di Soros, dei pescecani finanziari, della grande speculazione, e al tempo stesso il paravento per coprire l’angolo brutto del vizio, il vizio dei ricchi che indulgono alla perversione, alla pedofilia. E fra queste persone oneste, ma alquanto sprovvedute e che non hanno ancora capito in che razza di mondo viviamo, ci sono anche e soprattutto certi cattolici che si sdilinquiscono davanti alle rozze uscite demagogiche ed eretiche del loro jefe maximo e non hanno ancora capito che il Vaticano, che è una grande potenza finanziaria (e chi voleva fare un po’ di pulizia, come papa Luciani, guarda caso muore in capo a un mese) è in linea e in combutta con le grandi banche che si arricchiscono sulla miseria dei popoli.

Questa Italia, minoritaria, discutibile, privilegiata, arrogante, massonica, spesso cinica e materialista, ma graditissima a Bergoglio e Bassetti e ben protetta ai livelli medio-alti da tutta una rete di connivenze affaristiche, e soprattutto benvista, sostenuta e pilotata dal tandem franco-tedesco, a scapito dell’interesse nazionale, è incompatibile con quell’altra, maggioritaria, lavoratrice, modesta, capace di risparmio e sacrificio, legata ai valori della tradizione, lusingata a parole ma ingannata e sostanzialmente disprezzata dal palazzo. La prima è un corpo parassita che si è abbarbicato sul resto della nazione e ne sugge la linfa vitale; se la seconda riuscisse a liberarsene, l’Italia diverrebbe di colpo una delle massime potenze mondiali, non solo a livello economico, ma anche politico. L’Italia parassita finora ha avuto tutti gli assi in mano, proprio perché andava deliberatamente contro l’interesse nazionale, mentre faceva l’interesse di soggetti stranieri: le grandi banche, gli Stati Uniti, la BCE, Israele. Per siffatti traditori ci vorrebbe un processo di Norimberga…

9 Commenti

  • Alvise
    23 Settembre 2019

    L’Italia è da rifondare.
    Con le maniere brusche.

  • blackarrow
    24 Settembre 2019

    Complimenti gran bell’articolo chiaro e sintetico, mostra evidenti deficienze di un sistema che non può durare a lungo se non segando il ramo in cui siede e a quel punto chi deve cadere cadrà, ma questo dopo aver fatto danni irreparabili lasciando il vuoto dietro di se, vuoto che non è utile a nessuno, ancora meno per posare nuove fondamenta.

  • Kaius
    24 Settembre 2019

    D accordo si tutto,ma per favore non usate termini come “”famiglia naturale””.
    La famiglia è una sola,punto.
    Non ci sono alternative.

  • Luben
    24 Settembre 2019

    Eccellente articolo.
    Ci sono due Italie: quelli che i soldi allo Stato li danno e quelli che i soldi dallo Stato li prendono. I primi sono vessati e sempre più in difficoltà, i secondi sono voraci, arroganti e sempre più esosi. Mai toccati dal globalismo, mai delocalizzati, non capiscono le difficoltà del paese reale, non le vogliono capire e se anche le capissero, non saprebbero che farci, perché i loro privilegi sono intoccabili a prescindere. Si, una delle due Italie deve sparire e i ricchi di stato hanno deciso che siamo noi.

  • Man
    24 Settembre 2019

    Ancora? L’Italia espressione geografica e in quanto tale deve scomparire anche dalla memoria, prima collettiva poi dai “libri”. Da poco abbiamo (chi?) ricordato l’otto settembre millenovecentoquarantatré: siamo figli di quella data, altri alla deriva del Nuovo (dis)Ordine Mentale. Si salvi chi può o espatri che di “diman non ve certezza…”

    • The roman
      24 Settembre 2019

      ” Ci vorrebbe un processo di Norimberga”. E’ proprio qui l’errore che permette l’attuale abominio socio culturale. Nel secolo scorso una forza vera, naturale , popolare , si e’ scontrata con la costruzione parassitaria che la opprimeva. Tale forza e stata sconfitta in una guerra architettata da quei poteri che prosperano nel degrado delle nazioni. L’usurocrazia vinse grazie al sacrificio di milioni di russi che aveva schiavizzato con una trappola ideologica, imposta con il terrore. Solo la Germania Nazionalsocialista, seppe opporsi al dominio della finanza apolide, riusci’ a sollevare la nazione dal coma in cui versava sotto la ” democrazia” di Weimar e la porto’ ai vertici tecnologici dell’epoca. IL fasullo processo di Norimberga , con le sue confessioni estorte con monacce e torture , servi” a legittimare una guerra genocida contro un grande popolo , in nome della ” liberazione” , con il pretesto dei crimini di guerra , dei quali ancora oggi a 75 anni di distanza, non si puo’ discutere . Non si puo’ mettere in dubbio la ” verita’ ” sancita dalla storia scritta dai vincitori. La verita’ non teme scrutinio , e non ha bisogno di leggi che la difendano. Oggi, con le informazioni che abbiamo , con gli esempi recenti di liberazioni, con la demonizzazione e la persecuzione dei dissidenti di questo sistema , con l’evidente tentativo di impirre a tutto il pianeta lo stesso sistema usurocrstico e la stessa venerazione di un popolo come l’unico degno di autodeterminazione, oggi 2019 , credere alle fregnacce di Norimberga e alla teoria del male assoluto equivale a legittimare chi ci chiama bestie parlanti..

  • Monk
    24 Settembre 2019

    Articolo perfetto, descrive la realtà benissimo ma dimentica un particolare: gli italioti meritano questo e altro, la viltà, prima o poi, chiede il conto da pagare e sta arrivando, salatissimo.

  • Mardunolbo
    24 Settembre 2019

    Grazie a The Roman che ha commentato la verità delle cose. Articolo è fondamentalmente bello e purtroppo vero.

  • giuseppe sartori
    24 Settembre 2019

    il processo di norimberga è stato l’atto finale con cui coloro che avevano creato le condizioni e lo scoppio della II guerra mondiale, cioè gli anglosionisti, hanno cercato di chiudere definitivamente la bocca a chi nutriva fondati sospetti.
    da allora i “paesi liberi” hanno incarcerato e insultato tutti quelli che chiedono la verità e l’apertura degli archivi.
    è stato un processo illegale e il sigillo della vergogna.
    oggi viviamo nel post-processo di norimberga: il mondo distopico della menzogna.

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