Chi non ha cultura del vero lavoro non può pretendere di governarci



di Claudio Risé –

Può darsi che l’Italia di oggi e il governo Conte vengano studiati negli anni a venire; non però per le ragioni che dice Giuseppi: prontezza di intervento e innovazione nei metodi. Piuttosto per un altro motivo, molto semplice. Da due mesi l’avvocato ci inonda di Decreti che ci comunicano che cosa ci è graziosamente concesso di fare, cosa poi dobbiamo fare assolutamente, e cosa invece è del tutto proibito. Non è però chiaro invece cosa faccia per noi italiani lui e il suo governo, a parte i proclami. Che risorse ci ha fornito per affrontare la situazione, al di fuori delle confuse e parziali norme, poi corrette in continuazione nei giorni e settimane successive? Non si tratta solo della situazione sanitaria (già non semplicissima) ma di quella esistenziale: lavoro, affetti, risorse, (a parte gli “affetti stabili”, richiesti per decreto). Perfino un democratico come il professor Gustavo Zagrebelsky ha segnalato, (nella nuova Repubblica a direzione Molinari), gli aspetti patologici e “stupefacenti” dei decreti. Questo Presidente, come ci aiuta poi a vivere nel paese che ha messo sottochiave? Cosa conosce del governo, al di là della passione poliziesca per la proibizione?
Altri governi democratici europei appena sospeso il lavoro hanno stabilito le indennità per quelli che perdevano lo stipendio, e alla fine del mese le hanno distribuite; prima di dire ai vecchi di stare a casa hanno predisposto il servizio di chi dal giorno seguente avrebbe portato loro il cibo, e così via. Che è poi il normale lavoro dei capi (come vorrebbero essere i giuseppi): ti dico cosa devi fare, e poi faccio in modo di farti sopravvivere, non passo a fare un altro editto con relativi obblighi per altri “sudditi”. Questo però lo sanno i capi che hanno esperienze di lavoro.

Dal confinamento italiano, con successivo smarrimento del come fare a uscirne vivi, una cosa invece appare chiara: questi del mondo del lavoro, purtroppo, nulla sanno.
Il lavoro però è il pane dell’uomo, e non solo perché gli permette di procurarselo: ma perché gli fornisce i valori necessari ad affrontare la vita. In ogni cultura, è solo l’orco cattivo che ti chiude in una stanza e poi ti lascia lì; i personaggi positivi della fiaba ti insegnano come fare ad uscirne. L’assenza di empatia per il lavoro del legislatore solitario Conte andrà naturalmente ricordata prima di fare qualsiasi discorso sul dopo Covid: persone così devono lasciare prima possibile la tolda del comando (ottenuto, infatti, avventurosamente e senza mandato popolare), o sarà difficile che la nave non vada a sbattere. Per guidare un paese è necessario conoscere direttamente l’esperienza fondante della vita, che non è la politica né il diritto, ma il lavoro.
Ci sono intere categorie di lavoratori, anche numerose e importanti per il benessere complessivo, che sono state completamente ignorate sia nella chiusura che nella riapertura del Paese. Sono per esempio le migliaia di cittadini che si muovono col treno, a cominciare dai i nostri rinomati e giustamente molto pubblicizzati treni ad alta velocità. Chi li usa lo fa non perché sia uno scansafatiche o un lussurioso snob, bensì perché persona che per ragioni (appunto) di studio o lavoro vive e si muove tra due o più città.

Un fenomeno dello sviluppo avanzato, molto frequente negli Usa dove è risolto con l’aereo, ma anche tra nord e sud della Francia, e altrove. Anche da noi il lavoratore bilocalizzato è uno dei personaggi protagonisti dello sviluppo, soprattutto al nord, e per farlo si muove in gran parte con le Frecce, veloci e sulle quali può continuare a lavorare. Si tratta di un popolo operoso e silenzioso, tendenzialmente iperattivo, spesso chino sul computer dalla partenza all’arrivo, che svolge lavori di una certa responsabilità, e porta direttamente e indirettamente un buon contributo alla formazione del nostro PIL, ora infragilito dall’epidemia.
È un settore chiave per capire se la riapertura sarà fatta utilizzando l’esperienza del Covid 19 come spinta allo sviluppo o all’innovazione, o come strumento per rigettare indietro tutta l’Italia, respingendola ai tempi ante Alta Velocità, sostanzialmente nella stagnazione e dello sprofondamento negli aspetti peggiori del Mediterraneo. E a quanto pare di capire il governo è assai lontano dall’avere una visione lucida sulla questione. Lo stesso fatto che si insista a una ripartenza con trasporti calibrati neppure a zone (nord e sud), ma a regioni, esprime una visione del trasporto (e quindi dello sviluppo che da esso dipende) polverosa e ottocentesca, da burocrazia fortemente attardata.
Tanta insolente sciatteria verso il viaggiatore-lavoratore-consumatore-cittadino ci aiuta così a capire che dietro all’incubo in cui siamo non c’è solo il Covid 19, (che in Italia comincia un po’ ad assomigliare al “marziano a Roma” di Ennio Flaiano), ma appunto: l”aria de Roma”. Se proprio vuoi muoverti col treno hai a disposizione nell’intera giornata pochi regionali (non esattamente il meglio che ci sia dal punto di vista igienico, cui oggi tutto viene riferito) e ti arrangi. Inevitabile dunque pensare che la riapertura è decisa e organizzata da gente che viaggia con l’autista di Stato, non ha chiaro quanto l’Italia sia lunga, larga e malservita; e rassegnarsi a capire che un sistema ferroviario limitato a dei “regionali” arcaicamente imprigionati nelle rispettive regioni taglia a chiunque del 50% le sue possibilità di lavoro e produttività. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma gran parte dei suoi dirigenti politici no. E il popolo, cui secondo la Costituzione appartiene la sovranità, non viene lasciato votare per evitare che li cacci.


Anche qui, però, torna fuori prepotente la questione sanitaria. Non per via del Covid, ma per i guai che si sviluppano quando il confinamento viene affrontato in modo sbagliato, ipergiuridico, come se “la virtù del buono cittadino” (come dice Zagrebelsky) fosse quella di essere “semplicemente un osservante che si inchina a un legislatore onnipossente”. Non è così. I confinamenti richiesti dai coronavirus hanno mostrato che ai legislatori sono richiesti obblighi e responsabilità ben più sottili e importanti di quelli imposti ai cittadini dalle leggi che cercano di affrontare l’epidemia; sempre che non vogliano, con i loro interventi, provocare danni altrettanto gravi. Una ricerca pubblicata ieri sull’ultimo numero di Lancet Psychiatry dimostra l’alto rischio di suicidio in seguito a patologie psichiatriche generate da misure adottate senza fornire ai cittadini un personale preparato, che aiuti i cittadini a affrontarle. Nessuna delle pratiche di cura e assistenza richieste dagli scienziati ed elencate su Lancet è prevista dagli autoritari editti giuseppini e dalla loro ossessività giudiziaria. Infatti di suicidi da confinamento ce n’è già stati, diversi. Qualcuno dovrà risponderne. Fonte: Claudio Risè

15 Commenti

  • atlas
    5 Maggio 2020

    Weltanschauung Italia

    non è lecito proibire qualcosa di lecito, per evitare un illecito. Ad esempio, non posso proibire a qualcuno di entrare in un supermercato perchè temo che rubi: posso vietare il furto e vigilare.
    ATTENZIONE, se si legittima questa linea di pensiero, sarà poi possibile vietare qualsiasi cosa.

    Uno studio giapponese ha affermato che la mortalità da covid-19 potrebbe essere molto inferiore a quanto attualmente divulgato.
    Stessa cosa emerge dai dati del CDC di Atlanta.
    Nel mentre da noi l’Istat ci informava del “massacro in Italia, morti triplicati.”

    Stanno solo sparando le ultime cartucce, la realtà è che il numero dei “contagiati” è enorme, milioni solo in Italia, e rispetto a questo numero la mortalità è ridicola.
    L’ “emergenza deceduti”, che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo, è circoscritta solo in alcune zone ed è dovuta alle falle del sistema sanitario, tra deficit strutturali ed errori nelle cure, non certo alla diffusione di una nuova peste nera.
    Indagassero su questo che il materiale non manca…

    Ma al di lá di tutto, forse un giorno le statistiche reali diverranno di dominio pubblico, quel che è per noi è evidente però è che ci troviamo di fronte ad operazioni di controllo sociale che con la salute pubblica non c’entrano nulla e anche se la verità verrà a galla sarà comunque tardi.

  • Mardunolbo
    5 Maggio 2020

    Articolo sereno e logico come sempre gli scritti di Claudio Risè, psicanalista preparato e indipendente da logiche di partito e di potere.
    La vedo molto dura e difficile, questa volta, per il popolo italiano !
    Diviso, pronto alla delazione e con delle caste intoccabili tra le quali servi del potere (cosiddette forze dell’ordine) ,magistrati, politici a mentalità “fluida”.
    Solo atti di forza preparati bene e organizzati al millimetro possono ottenere qualcosa. Con i politici attuali non si otterrà NULLA. Le rivolte sporadiche ed individuali di cittadini , che qua e là, vengono mostrate sul web, non possono produrre nulla di concreto e duraturo.
    L’Italia è nazione di sperimentazione di massa , dopo la Grecia, sedata perchè priva di potere forte per scarsa popolazione. L’Italia ha 60 milioni ma ormai denervati e rincitrulliti da decenni di varietà tv e dal “calcio” . Solo quelli che , come descritti bene dal Risè, viaggiano per lavoro e lavorano viaggiando potrebbero ribellarsi alla fine vicina alzando gli occhi dal computer e scendendo a milioni in piazza. Ma se non saranno organizzati e coordinati , saranno martellati e massacrati dalle polizie come avvenuto in Francia e, prima, in Grecia.In Grecia hanno confidato nel “Trippas”, pagato da entità straniere per coinvolgere il popolo e tradirlo poi; sono scesi in piazza prima ricevendo pestaggi e manganellate dai servi del potere, gli sbirri che sempre ricevono la loro paga dallo stato…

  • Sed Vaste
    5 Maggio 2020

    Digitate”morris san Washington times ” gradirei le scuse da mardunolbo visto che io l’ho detto da 3 mesi che era una truffa ci vivo con i cinesi non c’e’mai stato niente vivo in mezzo a milioni di cinesi tutte palle ospedali vuoti farmacie vuote l’indochina che confina con la China ha avuto 0 morti nessun morto e dire che c”e’ pieno di cinesi non quei 3500 poveri cinesi di prato accusati ingiustamente, qui i responsabili sono Conte Casalino Grillo Di Maio e Speranza Ghigliottina, poi a seguire burioni arcuri Borrelli col loro terrorismo psicologico e le loro elucubrazioni mentali da psicopatici hanno instaurato un regno del terrore costruito su una menzogna immonda

    • Mardunolbo
      5 Maggio 2020

      Pronto a fare le scuse se fosse una finta epidemia. Ma epidemia è reale, gli effetti ,come sempre detto, non sono la letalità, ma la diffusività. Aggiungasi l’ansia dei medici che si sono ritrovati valanghe di pazienti che affollavano gli ospedali. Tutto ciò ha portato agli errori diagnostico/terapeutici dei medici ospedalieri. (che hanno fatto il possibile che potevano con il caxo che avevano in strumenti e terapia).
      Il coronavirus esiste ed è efficacemente diffusibile. E’ mortale quando non curato adeguatamente.
      Se un tizio vive dove non è diffuso o non provoca casi letali, beato lui, ma non può permettersi di negare la realtà di altre situazioni., altrimenti passa per un ignorante. E come se un dayako del Borneo sempre vissuto nella foresta venisse a dire che l’elettricità non esiste perchè da lui non c’è,nè l’ha mai vista.
      Da ridere…
      Le fantasie sulla finta epidemia fattele di notte e non rompere più su questa realtà, dato che gli italiani ne hanno vissute più che abbastanza con la scusa dell’epidemia, da parte del governucolo di proci & affini.

      • ouralphe
        6 Maggio 2020

        Sono d’ accordi, soprattutto se il coronavirus viene manipolato (è già possibile manipolare i virus) e “gettato” dove serve per fini geopolitici e di dominazione dei popoli.

    • Fausto
      5 Maggio 2020

      Bravo Mardunolbo, condivido in toto.

  • prowall
    5 Maggio 2020

    Goebbels un dilettante.
    Keynes un visionario.

    • Fausto
      5 Maggio 2020

      Qui non condivido. sei intelligente Mardunolbo, purtroppo la TV ti ha sciacquato i neuronicini pure a te. Ha ragione Sed.

  • ouralphe
    5 Maggio 2020

    Articolo fuorviante. Il foggiano non è un cretino, ma un Traditore della Patria e il sicario del nostro Paese.

    • Mardunolbo
      5 Maggio 2020

      concordo !

  • Blackcrow
    5 Maggio 2020

    Rise’ dice che questo governo non può pretendere di governarci, eppure lo fa, come mai?

    Forse perché come al solito gli italiani, da quei comici involontari che sono, da anni permettono a perfetti imbecilli di sedere sulle poltrone del Parlamento. Non ricordo che Conte sia stato votato da nessuno, eppure fa il cazzo che vuole come vuole e gli italiani obbediscono come tante foche ammaestrate per un virus che non fa assolutamente i morti che dicono, perché un giorno si saprà che ad ammazzare in certe zone sono stati i vaccini e anche qualcosa di creato appositamente; non serve necessariamente un virus, ci sono migliaia di agenti patogeni che possono far fuori il genere umano.

    Ma gli italiani si accorgono che le cose non vanno solo quando tutto sta precipitando. Se non ci fosse stata questa falsa epidemia-pandemia quanti anni ancora sarebbe dovuto durare sto governo di abusivi raccattati dai cassonetti dell’indifferenziata? E la matrix europea?

    Finalmente c’è l’occasione di far crollare governo e Unione strozzinara europea, approfittiamone. E sarebbe ora anche che gli italiani pretendessero, loro si visto che amano riempirei la bocca di parole come “democrazia”, di eleggere direttamente Presidente del Consiglio e della Repubblica.

  • Mardunolbo
    5 Maggio 2020

    Sul sito “sinistro” e vetero-comunista “antidiplomatico, trovo e rigiro questo articolo sul DOPO -virus
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-redde_rationem_le_3_opzioni_sul_tavolo_per_il_governo_italiano_dopo_la_sentenza_di_karlsruhe/82_34732/

  • Sed Vaste
    5 Maggio 2020

    A beh allora ci rinuncio! mardunolbo torni pure sul girello ma non dimentichi che con gli escrementi non si gioca e nemmeno si mangiano , si sa mai ai Vecchi matti a volte vien voglia di farlo, adesso neanche davanti all’evidenza! Lei doveva far parte della task Force di colacao solo che glielo dico in anticipo che Quel Demente Di Colao Meravigliao che detta regole standosene a Londra farà ‘una brutta fine

  • atlas
    6 Maggio 2020

    CHI NON HA CULTURA DEL VERO LAVORO NON PUÒ PRETENDERE DI GOVERNARCI

    questo il titolo dell’art.lo virtuale. Ebbene, Lampedusa è già strapiena di tunisini e altri che in tempi in cui a noi ci chiudono e reprimono in ogni modo verranno a governare tutto nel tempo con la cultura del vero lavoro … visto che continuano ad arrivare, senza documenti e senza controlli. Da noi chi si muove è soffocato delle sue libertà individuali dalla polizia e da 1000 domande. le più personali; e o si risponde o non ci si muove. O si abbassa la testa o si finisce al TSO e in galera. O in ospedale per le manganellate

    ricordo che, quando da noi ancora non ci facevano stare chiusi, la Tunisia a dei romani in barca nemmeno li fece attraccare … degli italiani non m’importa, so già come la pensa sinistramente la maggior parte di loro, ma se ci sono dei Duo Siciliani che accettano questo stato di cose, con povertà e disoccupazione ai limiti dell’invivibile, allora è la fine, meglio la guerra nucleare e sprofondare nel più profondo dell’oblio

  • Teoclimeno
    6 Maggio 2020

    Auguro a tutti i traditori della Patria di ricevere in regalo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.

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