Chi minaccia l’ordine mondiale

di Luciano Lago

L’ossessiva campagna antirussa dell’Occidente e della NATO sta ormai assumendo le sembianze di una guerra multilivello che investe ogni settore, da quello economico, energetico, a quello mediatico, politico oltre a quello militare. Potrebbe essere giustificabile l’attuale situazione di guerra dichiarata per essere la Russia un “minaccia all’ordine mondiale”, come lo afferma il presidente della Commissione europea, Joseph Borrel ? Questa si può considerare l’accusa più grave che viene mossa alla Russia dagli eurocrati di Bruxelles e dagli oligarchi di Washington.
La situazione di oggi potrebbe essere simile quella che storicamente si determinò circa cento annni fa, dopo la rivoluzione bolscevica e il nuovo corso dell’allora URSS, nel momento in cui tutto l’Occidente avvertì, nelle riforme attuate allora nel paese euroasiatico, una minaccia all’ordine costituito. Il sistema capitalista occidentale non poteva ammettere la coesistenza con un regime dove veniva abolita la proprietà privata ma le distruzioni create dai bolscevichi, oltre a cambiare tutte le basi sociali ed economiche del paese, causarono anche la distruzione della loro stessa gente. Inoltre la minaccia di esportare questo sistema nel resto del mondo ebbe l’effetto di far stendere un cordone di isolamento intorno all’URSS.
Il paradosso è che oggi avviene qualche cosa di simile con l’ideologia russa di Putin e del suo entourage che, per essere tradizionalista ed identitaria, viene giudicata incompatibile con la visione globalista, progressista e liberal delle elite di potere occidentali. La cortina propagandistica della “lotta fra democrazie e autocrazie” c’entra poco con la dialettica utilizzata dalla propaganda anglo USA per coprire gli interessi geopolitici che sono dietro agli sforzi degli Stati Uniti e delle elite anglosssoni per distruggere la Russia.

Nella realtà la vera minaccia all’ordine mondiale ed alla stabilità del mondo non è data dalla Russia ma dall’attitudine aggressiva ed espansionistica degli Stati Uniti che, dopo la dissoluzione dell’URSS, hanno cercato di imporre il proprio ordine globale e le loro regole a tutto il mondo e ne sono la prova le guerre fatte contro stati sovrani come l’ex Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, la Somalia, la Siria, ecc.. Questo oltre alla sobillazione di “rivoluzioni colorate”, cambio di regime e ingerenza in ogni paese che non fosse conforme alle regole create da Washington. Washington ha creato gruppi terroristi mediante le sue ramificazioni di intelligence e complicità occulte e poco dopo li ha lanciati sulla Russia, sulla Siria e sull’Iraq, come avevano fatto in Afghanistan negli anni ’80. Inoltre , nella loro offensiva, hanno tentato di far esplodere la situazione ai confini della Russia, in Armenia e Kazakistan.
Questa è stata la strategia adottata dalle elite di potere USA per il loro obiettivo di riformare l’ordine mondiale e stabilire la loro egemonia unipolare sul Medio Oriente, in Asia e sul Mondo, già quando era l’alba di quello che gli strateghi USA chiamavano “il nuovo secolo americano”.
Il motore della strategia offensiva era stato affidato alla NATO che procedeva nella sua espansione verso Est e le ingerenze USA erano già arrivate in Georgia e Ucraina dove venivano accumulate armi e consiglieri militari statunitensi per creare nuove basi di attacco contro la Russia.

Il torto di Putin è stato quello di rompere il gioco della NATO e degli USA ed intervenire in modo diretto e brutale contro l’Ucraina, un pezzo essenziale dello scacchiere geopolitico del mondo russo e procedere ad una operazione di smilitarizzazione e denazificazione di quel paese che era diventato una base di attacco USA alle frontiere della Russia.

Le dichiarazioni che vengono fatte dal presidente della Commissione europea, dal presidente Joe Biden e dal segretario alla difesa USA Austin non lasciano dubbi, lo scontro tra l’Occidente e la Russia era inevitabile, visto che quest’ultima è considerata la vera minaccia all’ordine mondiale. Prima o poi lo scontro si sarebbe verificato e l’offensiva russa in Ucraina è stata lanciata per prevenire l’attacco delle forze ucraine e NATO contro il Donbass russofono.
Come ormai si è capito il conflitto non è fra Russia e Ucraina ma fra USA e Russia sul terreno dell’Ucraina e nel contesto dell’Europa che ne subirà le coseguenze.

L’Ucraina è stata scelta come principale fattore di pressione sulla Russia per essere storicamente e spiritualmente il paese più vicino alla Russia. Un paese dove vivono ancora milioni di persone che parlano e pensano russo. Strappare l’Ucraina dalla Russia, farne una “Anti-Russia”, un avamposto anti-russo – questo era l’obiettivo principale dell’Occidente collettivo.

Nel momento attuale, sembra chiaro che siamo arrivati alla resa dei conti finale fra due schieramenti, quello occidentale guidato dagli Stati Uniti e quello Russo. Non è soltanto un conflitto geopolitico ma è molto di più: è uno scontro fra due visioni del mondo e segna una netta demarcazione fra l’impostazione unilaterale degli equilibri mondiali e l’affermazione di un mondo multilaterale dove ogni paese abbia la propria autonomia e indipendenza senza dover soggiacere alle regole scritte a Washigton o a Londra.

Se il conflitto, come tutto lascia intravedere, è destinato ad allargarsi, è chiaro che la Russia lotta per la sua sopravvivenza come stato, come nazione e come cultura e di certo non potrà sottrarsi al tale sfida.

In tale contesto ogni paese ed ogni persona, che vive in questo ambito, deve prendere una posizione e decidere da quale parte stare. La questione non riguarda soltanto i russi o gli ucraini ed i popoli dell’Est. Riguarda tutta l’Europa. Non è possibile invocare presunte terze posizioni o situazioni di neutralità. La Storia bussa alla porta dell’Europa e l’ignavia delle classi politiche europee, prone ed inclini al vassallaggio del padrone d’oltre Atlantico, se non faranno una scelta autonoma, saranno condannate per sempre alla loro irrilevanza.

5 Commenti
  • Renato
    Inserito alle 13:06h, 19 Maggio Rispondi

    Dall’Europa, purtroppo, non ci si può aspettare nulla di diverso, dai loro fratelli americani. Hanno lo stesso spirito e il medesimo modo di pensare: quello di dominare gli altri popoli e principalmente i loro.

  • Sarabanda 82
    Inserito alle 14:56h, 19 Maggio Rispondi

    Visto dal punto di vista dello scrivente non ci sono dubbi, ma chi ci dice che per il popolo e la gente passare dalla padella alla brace sia la soluzione migliore?
    I potent,i chi comanda chi impone decisioni, di noi comuni mortali che ci considerano numeri non esseri umani gli può fregare di meno. Come di dice da noi in Toscana se non è zuppa è pan bagnato.

    • Stefanogrim
      Inserito alle 18:16h, 19 Maggio Rispondi

      Ah ecco! Per paura di cascare nella brace, allora restiamocene a friggere nella padella… Bella prospettiva!

  • Cristian
    Inserito alle 08:06h, 20 Maggio Rispondi

    Io vedo di buon occhio la battaglia di liberazione per una visione multipolare e monopolare e monopolista del mondo a guida sionista attraverso la potenza militare USA ed il dollaro della FED. Questo mo do iniquo basato su prepotenza militare genocidi e capitalismo globalista sfrutta popoli continenti per favorire poche multinazionali e finanza deregolata deve finire ed i popoli devo o tornare a cooperare tra loro con modelli nazionali etnici ed identità peculiari senza sogni di vedere mo di globali con meticciati e consumatori apolidi .
    La Russia di oggi non é quella Bolscevica ed eredita la battaglia del sangue e identità contro usura della 2° Guerra mondiale . Ora Tocca a loro, noi siamo vassalli sciocchi e irrilevanti e faremo bene ad affrancarci dagli occupanti militari usa che ci tengono in scacco e legati da anni con sabotaggi stragi psycoOP etc, Siamo servi irrilevanti e nel contesto di cessioni di sovranità e usura monetaria della BCE/UE con austerità regole folli, e debiti in questa valuta privata non controllata e fuori democrazie finiremo come i kulaki in URSS pur restando in uh sistema neoliberista che fa la medesima cosa del comunismo spoglia le masse per dare alle élite.

  • alessandro gallus
    Inserito alle 12:09h, 20 Maggio Rispondi

    xedos

    Purtroppo sono pessimista. tutto questo scenario e’ stato costruito da questo gruppo di usurai criminali e terroristi economici
    da anni.
    ormai tutto l’occidente, nelle articolazioni industriali, finanziarie e anche nelle organizzazioni politiche, e’ nelle mani loro,
    giappone e cina compresi, per cui l’unica possibilita’ sara’ una guerra totale con conseguenze catastrofiche per tutti ma di sicuro non per loro.
    in alternativa tirarla alle lunghe con putin, per avere tempo di finanziare e far crescere una opposizione interna che portera’ la russia a frammentarsi privatizzando, che significa regalare a lor signori come sempre, le sue risorse, e cosi’ questo circo sara’ al completo.

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