Chi aiuterà i polacchi se dovranno confrontarsi con i globalisti dell’UE e degli Stati Uniti?

Pochi paesi al mondo hanno vissuto il crollo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump tanto quanto la Polonia
Alcuni polacchi sono sconvolti, altri sono felici. E non è solo l’interesse di lunga data del popolo polacco per ciò che fanno gli americani. La Polonia post-comunista ha fatto affidamento su Washington come garante della propria sicurezza e sopravvivenza. Accade ora che gli Stati Uniti, secondo alcuni politici e intellettuali polacchi, sono gravemente “malati”, il che è particolarmente pericoloso sullo sfondo delle tendenze allarmanti nell’Unione Europea.

Dopo il crollo del blocco sovietico, Varsavia ha deciso, invece di costruire relazioni bilaterali, di unirsi a coalizioni multilaterali, rendendosi conto che questo avrebbe dovuto pagare con una parte di sovranità e limitare la sua manovrabilità in politica estera. La Polonia ha insistentemente chiesto di aderire alla NATO e all’Unione Europea, dove è stata accettata. I problemi sono iniziati quando l’UE e gli stessi Stati Uniti hanno iniziato a cambiare come paese leader dell’Alleanza del Nord Atlantico. Nel 2015, il Partito Legge e Giustizia (PiS) è salito al potere in Polonia e già nella prima metà del 2016 il suo presidente Jaroslaw Kaczynski ha tenuto un discorso in cui ha definito il ripristino della sovranità nazionale un compito chiave. Si è rivelato inaccettabile per PiS e i suoi alleati che, in primo luogo, la Germania ha iniziato a dominare nell’Unione europea e, in secondo luogo, la burocrazia di Bruxelles ha sempre più spesso invaso i poteri che il Trattato di Lisbona ha lasciato al destino degli Stati membri dell’UE. Era ancora sopportabile quando la Gran Bretagna era presente nell’Unione Europea, bilanciando Berlino e il tandem franco-tedesco. Ma dopo l’annuncio della Brexit, la situazione ha cominciato a trasformarsi in una minaccia, secondo la parte di “Legge e giustizia”.
Se guardi cosa scrivono oggi le pubblicazioni orientate al PiS sugli affari europei, potresti avere l’impressione che la Polonia sia in guerra con Bruxelles e Berlino.

Marcia Patriottica in Polonia


E se si ascolta quello che dicono i deputati e i funzionari del partito Solidarietà Polonia, che fa parte del campo al potere, si può rafforzare l’opinione che il ritiro del Paese dall’Unione europea non sia lontano. Molti polacchi non si accontentano della tendenza a federalizzare l’UE, trasformandola in una sorta di Stati Uniti d’Europa, che può trasformarsi in una trasformazione dell’alleanza di paesi sovrani in uno stato centralizzato, dove la voce di Varsavia non si farà sentire . Questo preoccupa i politici e gli intellettuali associati al PiS. È vero, sperano ancora di riuscire a combattere questi sentimenti sulle piattaforme interne dell’Unione europea senza lasciarla. Tuttavia, alla fine dello scorso anno e all’inizio di quest’anno, i leader dell’opinione pubblica, legati all’ambiente di destra, ma non sostenendo ciecamente il partito al governo, si sono offerti di discutere seriamente l’argomento Polexit e hanno iniziato a mostrare le loro stesse preoccupazioni.
Inoltre, Bruxelles impone alla Polonia un’ideologia che contrasta con l’anima cattolica tradizionale polacca. È stato spiacevole, ma non così pericoloso finché Trump ha governato negli Stati Uniti, le cui opinioni e azioni, principalmente contro la Germania, sono state percepite da Law and Justice come supporto al suo corso. La situazione è diventata insopportabile dopo la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali, di cui alcuni politici polacchi di destra dubitano ad alta voce (per esempio, l’ex ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski, ora membro del Parlamento europeo).
Questo perché, se la nuova amministrazione americana inizia ad esportare i suoi “concetti di valori” in Polonia, il campo al potere non sarà in grado di far fronte alla doppia pressione di Washington e Bruxelles. Inoltre, si consiglia ora all’opposizione polacca, ispirata dalla sconfitta di Trump, di mettersi alla ricerca di un “Biden polacco”.
Per PiS, ciò significa un’alta probabilità che lo scenario si attivi quando non solo perde la sua maggioranza nella Dieta alle prossime o elezioni anticipate, ma cade sotto un “divieto di professione”, deve affrontare una raffica di procedimenti penali contro la sua leadership e sarà completamente distrutto. E allora sarà possibile dimenticare la sovranità, sarà semplicemente demolita, poiché l’unione degli oligarchi americani e dei funzionari del Partito Democratico non ha bisogno di stati nazione.

Patrioti polacchi manifestazione


Probabilmente non c’è bisogno di spiegare cosa significhi per la Polonia, il cui trauma principale è la perdita dell’indipendenza e le ripetute divisioni. Ma chi aiuterà i polacchi nel caso dovessero confrontarsi con i globalisti dell’UE e degli Stati Uniti? Forse solo la Russia.
Anche la questione del rafforzamento della nostra statualità e sovranità è di fondamentale importanza per noi (russi). I valori della società russa sono simili a quelli della polacca. Mosca è guidata da accordi bilaterali, perché basati su interessi nazionali e non su “ideologia rivoluzionaria”. La Russia non è interessata all’assorbimento della Polonia da parte della comunità globalista, e quindi può diventare il garante della sua indipendenza come stato e sovranità. Naturalmente, questa idea è ancora insopportabile per i politici del partito al governo in Polonia. Ma tempi come questo stanno arrivando.

Stanislav Stremidlovsky
Fonte: REGNUM.ru

Traduzione: Sergei Leonov

7 Commenti
  • rossi
    Inserito alle 20:42h, 23 Gennaio Rispondi

    caspita se mi piace questo articolo….. “prikrasna”

  • atlas
    Inserito alle 22:50h, 23 Gennaio Rispondi

    in diretta ora, gl’italiani Fabio De Maio della ‘terra dei padri’ di Modena e Lorenzo Maria Pacini de ‘il pensiero forte’. Naturalmente interessante, non per giuli

    EREDI DELL’EUROPA, l’attualità del pensiero di Jean Thiriart

    https://www.youtube.com/watch?v=pkzvBC7RSfY

  • Nessuno
    Inserito alle 00:51h, 24 Gennaio Rispondi

    Cit. “La Russia …. può diventare il garante della sua indipendenza…” Il Sig. Stremidlovsky (che se non vado errato è russo) ha dimenticato degli sputi dei polacchi sulle 600 mila vite russe perse per liberala dal giogo nazista durante l’ultima guerra o dell’addestramento dei nazisti di Maidan prima del golpe nei suoi campi militari. Garanzie??? Che brucino all’inferno questi vigliacchi!

  • atlas
    Inserito alle 03:43h, 24 Gennaio Rispondi

    “REGNO delle DUE SICILIE
    e RUSSIA
    Un legame antico e molto più vicino di quanto si possa immaginare.
    Fu proprio Napoli ad avere la prima sede diplomatica di un Ambasciatore russo nella penisola.
    Razumovsky, fu il primo ambasciatore russo. Fu uno dei diplomatici più influenti della sua epoca, l’uomo che ridisegnò tutti i confini dell’est Europa durante la restaurazione del 1816, portando la Russia a diventare una potenza politica interessata agli affari dell’Europa. L’unica alleanza alla quale i Nostri Sovrani tennero particolarmente, fu proprio quella con il popolo russo, prima con l’imperatrice Caterina, con Pietro, e poi con Nicola I.
    L’alleanza fra Napoli e Russia nacque con Ferdinando IV di Borbone che, nel 1779, invitò i diplomatici russi a Napoli.
    Il neonato Regno, infatti, dipendeva ancora completamente dalla diplomazia spagnola e cercava di acquistare la propria dignità diplomatica.
    Razumovsky fu il primo dignitario inviato dalla corte di San Pietroburgo e non fu un caso che Napoli fu la città scelta per la sede dell’Ambasciata.
    L’anno era il 1779 e, da quel momento, cominciarono scambi culturali sempre più stretti fra le Due Sicilie e altri più a nord.
    Come se non bastasse, fu probabilmente l’amicizia fra Napoli e l’Impero del nord a segnare il destino del Regno delle Due Sicilie: nel 1853 Ferdinando II si rifiutò di combattere contro il proprio alleato durante la Guerra di Crimea portata avanti da inglesi e francesi. Secondo molti storici questa decisione comportò la rottura di ogni rapporto diplomatico con le potenze europee e, inevitabilmente, l’accelerazione di tutti quegli intrecci che portarono alla invasione del nostro Regno”

    • Eugenio Orso
      Inserito alle 12:51h, 24 Gennaio Rispondi

      Un résumée storico è senz’altro utile, ma ti ricordo, caro Atlas, che oggi la Russia è purtroppo lontana da tutti noi, in Europa occidentale, e non solo dalle due Sicile …
      Ci pensa la nato, ancora in vita e minacciosa, a tenere lontana l’utlima Potenza sovrana ed Etica dell’Europa da noi.

      Cari saluti

      • ugo
        Inserito alle 16:05h, 24 Gennaio Rispondi

        Intanto bentornato anche da parte mia.

        “Quando sei capace, fingi di essere incapace. Quando sei attivo, fingi di essere inattivo. Quando sei vicino, fingi di essere lontano. Quando sei lontano, fingi di essere vicino.”

  • eusebio
    Inserito alle 08:02h, 24 Gennaio Rispondi

    I polacchi dimenticano che la Polonia attuale è una creazione dei russi in due tempi, al Congresso di Vienna nel 1815, quando il ministro degli esteri dello Zar Alessandro, il principe polacco Czartoryski creò il regno di Polonia in unione personale con la Russia per sottrarlo alle angherie a cui era stato sottoposto dai prussiani durante la loro occupazione tra il 1795 e il 1806, e alla Conferenza di Yalta del 1945 quando vennero decise le frontiere attuali della Polonia, a spese dei tedeschi che comunque erano scappati in massa di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa.
    La Polonia di oggi, governata dal PiS, dovrebbe seguire l’esempio dell’Ungheria governata dalla Fidesz di Orban, che pur essendo un regime cattolico conservatore assieme alla Serbia si è avvicinata alla Russia sul piano politico e alla Cina sul piano economico. accogliendo investimenti cinesi per oltre 3 miliardi di dollari e permettendo perfino l’apertura di una filiale di una università cinese, al posto dell’università liberista, globalista ed LGBT del vecchio strozzino sionista Soros.
    Del resto pure l’Ucraina abbandonata sul piano economico dall’occidente in bolletta e ridotta alla fame e al freddo dai saccheggi della speculazione sionista si è aperta agli investimenti cinesi, la Cina è il maggiore partner economico ucraino anche se la Russia è il maggior investitore, la Russia ha tagliato sia l’esportazione di materie prime e semilavorati verso l’industria ucraina sia l’importazione di parte dei prodotti finiti, ricostruendo in gran parte la filiera industriale ucraina sul proprio territorio.
    Una delle strategie della dirigenza sovietica a guida ebraica era di assegnare alle varie repubbliche una specifica produzione per tenere insieme il tutto, una delle conseguenze del crollo dell’URSS fu proprio il venire meno del mercato unito sovietico, con il collasso di intere filiere industriali che sono state ricostruite spesso ex novo.
    Oggi la Russia ha ricostruito la sua filiera industriale mentre l’Ucraina si è completamente deindustrializza, ridotta a colonia agricola della UE, a sua volta in crisi irreversibile da crollo della produzione e del mercato interni, difatti la stessa Polonia che aveva prosperato come contoterzista dell’industria esportatrice tedesca ormai fallita dovrebbe riorientarsi verso il mercato euroasiatico, riaprendosi a materie prime e semilavorati russi ed investimenti cinesi, per legarsi alla vastissima area di coprosperità eurasiatica, lontana dal colossale fallimento del neoliberismo pauperistico del sionismo euratlantico.

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