"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

C’ERA UNA VOLTA LA SINISTRA!

Georges Marchais, 1980, segretario del Partito Comunista francese:”E’ necessario fermare l’immigrazione ufficiale e clandestina, è inammissibile lasciar entrare nuovi lavoratori immigrati in Francia dal momento che il nostro paese conta circa 2 milioni di disoccupati francesi e immigrati”.
“Georges Marchais clash Mélenchon sur l’immigration”
“Rejoins la résistance sur : Le discours de vérité sur l’immigration du PCF en 1980 a laissé sa place aux mensonges actuels de la gauche……”

Vedi: Youtube.com/Watch

Questa era la posizione del segretario dell’allora PCF,che vantava un consenso elettorale intorno al 20%; si trattava di un partito fortemente ancorato alla visione marxiana della società,che vedeva in quel numero crescente di “migranti” l’esercito della riserva del capitale, che il capitale stesso avrebbe utilizzato per comprimere salari e diritti del lavoratori,come in effetti é successo. Nel 1980 i disoccupati erano il 6%,oggi sono il 10%(5,5 milioni circa).

Ma si potrebbe obiettare che il modello marxista é definitvamente tramontato nel 1989,affermazione vagamente iconoclasta che ci trova solo parzialmente d’accordo,anche perche buttare via il bambino con l’acqua sporca non é mai una buona cosa.

Oggi pero’ troviamo un leader della sinistra americana,Bernie Sanders,che afferma concetti molto simili, ecco l’estratto di una recente intervista:

Marchais conidel Castro

«EZRA KLEIN. Da socialista democratico quale sei, hai naturalmente un approccio internazionalista alle cose. Se guardiamo alla questione della povertà globale, per esempio, immagino che questo approccio ti porti alla conclusione che negli USA dovremmo aumentare notevolmente il livello dell’immigrazione, e magari anche adottare una politica di apertura totale delle frontiere…
BERNIE SANDERS. Apertura delle frontiere? Questa è una proposta di destra.
EZRA KLEIN. Ma arricchirebbe molti poveri nel mondo…
BERNIE SANDERS. Sì, e renderebbe più poveri gli americani. Sarebbe la fine del concetto di Stato-nazione. Se credi nell’idea di Stato-nazione, ritengo che tu abbia anzitutto il dovere di fare tutto il possibile per aiutare le persone nel tuo Paese. I conservatori, i padroni in questo Paese non sognano altro che una politica di frontiere aperte, per portare dentro gente disposta a lavorare per 2-3 dollari l’ora. Per loro sarebbe una manna dal cielo. Io la penso in maniera completamente diversa. Io penso dovremmo aumentare i salari. Penso che dovremmo fare tutto il possibile per creare milioni di posti di lavoro per le persone attualmente disoccupate in America. Sai qual’è il tasso di disoccupazione giovanile negli USA oggi? Il 33% per i laureati bianchi, il 36% per gli ispanici, il 51% per gli afroamericani. Pensi veramente che dovremmo aprire i confini e portare dentro il Paese masse di lavoratori a basso costo? Non pensi che forse dovremmo cercare prima di tutto di creare posti di lavoro per quei ragazzi disoccupati? Penso che da una prospettiva morale abbiamo il dovere di lavorare con il resto del mondo industrializzato per affrontare il problema della povertà internazionale, ma non è impoverendo le persone in questo Paese che si affronta il problema».

BERNIE-SANDERS.

Sanders si preoccupa soprattutto della disoccupazione giovanile,che varia dal 31 al 51% in funzione dell’origine dei disoccupati stessi,noi ci limitiamo a ricordare che in Italia il dato si colloca tra il 40 ed il 45%
Notiamo anche che per Sanders “l’apertura totale delle frontiere “é un concetto di destra, intendendo ovviamente la destra liberista americana!!

Abbiamo quindi visto la posizione di un grande leader della sinistra comunista degli anni 80 e quella di un moderno leader della sinistra americana ,che molti vedono in grando di arrivare anche alla alla Casa Bianca,dopo il prevedibile fallimento interno ed estero di Trump.

In Italia chi ragiona in questi termini viene tacciato di razzismo e xenofobia da quella che una volta era la sinistra italiana,incapace oggi di sviluppare qualsiasi ragionamento sulla delicata materia;anzi,é piu’ facile ricorrere,una volta di piu’,alla comoda “copertina di Linus” dell’antifascismo, oggi piu’ che mai ridotto a foglia di fico, per nascondere la totale incapacità progettuale di chi ha abdicato ai propri principi e valori,nell’ l’adesione totale ed acritica a liberismo ed atlantismo, cause primarie dello sradicamento dei popoli e delle ondate migratorie.

A proposito di quest’ultimo elemento,ci pare utile rimarcare che risultano rientrati in Siria + di 600.000 profughi,che hanno potuto riprendere possesso delle loro case e dei loro quartieri, liberati dall’esercito regolare dalla presenza dei terroristi salafiti, armati dalle Monarchie del Golfo e dall’Occidente;un segnale chiarissimo,una volta di piu’,della necessità di una svolta totale della politica estera italiana,oggi totalmente appiattita in modo servile su quella atlantica,che porta appunto la maggiore responsabilità per i drammi ed i conflitti in Medio Oriente ed in Africa, cause principali dei flussi migratori .

Fabio De Maio

Fonte: La Terra dei Padri

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  1. Giorgio 1 mese fa

    Penso che Bernie Sanders rivolga le sue aspettative verso altri lidi piuttosto che alla Casa Bianca, perché il prossimo inquilino di quest’ultima sarà George Clooney.
    Quanto alla sinistra è sempre stata una patacca, un conto è il progetto di Marx un altro la realizzazione dei vari segretari dei partiti che si rifanno al socialismo/comunismo, il primo pressoché idilliaco i secondi delle fetecchie, proprio per ribadire che tra il dire ed il fare ci sta di mezzo il mare.

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  2. Eugenio Orso 1 mese fa

    Un po’ di storia per non dimenticare …

    Il PCF è di un anno più vecchio del PCdI: 1920 per il PCF nato dall’internazionale operaia contro il 1921 per il PCdI, nato dal congresso al teatro Goldoni di Livorno in seguito ad una scissione socialista, grazie a personalità come Bordiga, Tasca, Gramsci.

    Ambedue i PC dell’Europa occidentale hanno subito l’influenza staliniana, ma nel 1976, per volontà di Enrico Berlinguer, ci fu la conferenza di Berlino, in cui il PCI, erede del PCdI gramsciano e togliattiano, il PCF con il Partito Comunista spagnolo e quello inglese (da molto tempo scomparso) “lanciarono” l’eurocomunismo, una sorta di terza via che avrebbe dovuto sancire il distacco da Mosca e l’ingresso a pieno titolo nelle dinamiche politiche e di governo del blocco occidentale.

    Il principale PC del blocco occidentale era quello italiano, che da tempo si stava trasformando in un partito socialdemocratico impegnato a mantenere in vita, fra le masse per il consenso, il mito della Rivoluzione proletaria senza, però, avere alcuna intenzione di scatenarla …

    Questo passaggio fu fondamentale sulla via della “socialdemocratizzazione” dei PC dell’Europa occidentale, mentre la sinistra, a partire da quella inglese del Labour, si trasformava in entità social-liberale a supporto del sistema capitalista occidentale di allora. Per la socialdemocrazia tedesca (SPD), il processo di distacco dal marxismo, dall’Unione Sovietica e dagli aneliti rivoluzionari di fuori-uscita dal capitalismo, si era già compiuto nel lontano 1959, con il congresso straordinario di Bad Godesberg (Bonn), in cui trionfarono la rinuncia al marxismo e l’adesione piena alla democrazia occidentale di matrice liberale.

    Capisco il senso dell’articolo, capisco che l’immigrazione alimentava (ai tempi di George Marchais, in paesi di “antica” immigrazione come la Francia) il cosiddetto esercito industriale di riserva del capitalismo produttivo di allora, ma gli aspetti di “socialdemocratizzazione” dei PC e di trasformazione liberale e liberista della cosiddetta sinistra sono quelli cruciali della trasformazione politica, in Europa occidentale, negli ultimi decenni del Novecento. Anche il PCF ha abbandonato, come il PCI, la via rivoluzionaria e intermodale, aderendo alle dinamiche liberaldemocratiche e agendo, politicamente, nel concreto, all’interno del modo di produzione capitalista-produttivo del secondo millennio. PC sempre più socialdemocratici (in altra epoca “revisionisti”) e sinistra borghese sempre più liberal e sempre meno socialista hanno favorito la perniciosa trasformazione storica che ha portato al neocapitalismo finanziarizzato del terzo millennio e alla “società aperta di mercato” sempre più meticciata … anche grazie all’immigrazione indotta.

    Bernie Sanders, il sinistroide liberal, è un imbroglione e un servo del sistema, qualunque cosa predichi per ottenere consensi. E’ lui che ha accettato i brogli abbassando la testa, alle primarie dell’asino americano, e sollevando in aria il, braccio della Klinton, riconoscendone a suo scapito la vittoria.

    Cari Saluti

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    1. Aldus 1 mese fa

      Alla prova dei fatti, i comunisti italiani nella stragrande maggioranza hanno mercanteggiato ben bene e di comunismo in Italia non ne è mai esistito. C’era tanta gente che voleva i soldini degli altri per levarsi le pezze dal sedere, altro che coerenza! Oggi sono quel che sono, proprio perché sono sempre stati degli ipocriti. Come i socialisti, del resto. E quegli arruolati a destra o centrodestra come in una squadra di calcio, da dove sono venuti, spesso? No: occorre una nuova Costituzione simillima del resto alle sane idee di De Ambris .

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      1. PieroValleregia 1 mese fa

        … De Ambris ? Alceste presumo; ma direi anche di Filippo Corridoni …
        saluti
        Piero e famiglia

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    2. PieroValleregia 1 mese fa

      … Bordiga, Tasca, Gramsci … si dimetica il più importante e coerente: Nicola Bombacci (sto ri-leggendo una sua biografia, gran personaggio)
      Venendo alla sinistra mi viene in mente una celebre frase di Oswald Spengler che la fotografava (perfettamente) negli anni 20 del
      1900: la sinistra fa sempre il gioco del grande capitale, a volte senza saperlo … (pure ironico 😉 )
      saluti e buona giornata
      Piero e famiglia

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      1. Giorgio 1 mese fa

        In ritardo, ma l’ho saputo da poco, auguro buon compleanno al “leone”.

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  3. Werner 1 mese fa

    Ormai la sinistra non si occupa più di lavoratori e di difendere i loro diritti sociali, ma solo di immigrati e di diritti civili (capricci individuali), messi al centro della sua azione politica proprio in virtù del suo processo di “socialdemocratizzazione” di cui fa cenno il commento precedente. E’ sempre stata a vocazione internazionalista, ma oggi più che internazionalista è fortemente anti-nazionale ed autorazzista.

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    1. animaligebbia 1 mese fa

      Il vero sinistronzo odia la propria comunita’,il proprio Paese,la propria gente e alla fine forse anche se stesso.Lo so perche’ a lungo sono stato uno di loro.Non so chi ha detto che a 20 anni e’ normale essere comunisti,a 50 e’ da coglioni ,o qualcosa del genere,ma o trovo molto vero.

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      1. MS 2550 1 mese fa

        Bell’ aforisma Anmaligebbia, io ne aggiungo un ‘altra: ai compagni è più facile ficcarglielo nel cu.. che in testa!
        Saluti a tutti

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        1. animaligebbia 1 mese fa

          Per molti sinistronzi e’ impossibile cambiare opinione;si tratterebbe di rimettere in discussione i miti,le idee,lo spirito con cui si e’ vissuto.Non tutti hanno a forza per voltarsi indietro e ammettere di essere stati ingannati,di essere stati dei coglioni.Non tutti sono interessati a vivere cercando la verita’.

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          1. Citodacal 1 mese fa

            È desolante, nell’osservare meglio, vedere come molta militanza in molti e svariati ambiti finisca spesso col mostrare d’essere stata poco più d’un tifo da stadio, un prendere parte riflessa per tentare d’acquisire un’identità da spendere, un’aderire pseudo-religioso sulla base dell’entusiasmo mediato e senza assimilare il nocciolo fondamentale. Se ben ricordo, anche Emma Bonino dichiarò una volta che, senza politica, si sarebbe sentita perduta e non avrebbe saputo cos’altro fare, analogo atteggiamento d’un medico il quale, più che essere interessato alla cura delle malattie in sé, come forma di conoscenza applicativa, si preoccupi piuttosto del prestigio e del sollievo personale che la professione medica gli procuri (e ce ne sono abbastanza anche di questo genere…). Alla fin fine, questo tipo d’impegno si riduce coll’essere un passatempo colto e parolaio (vogliamo anche ricordare Bertinotti…?), o un espediente per sbarcare il lunario esistenziale, il cui unico destino è quello di condurre a semplici sacche ideologiche, da seguire ammaliati come fossero telenovelas.

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