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Ungheria

di  Luciano Lago

Il Parlamento Europeo ha deciso di mettere sotto sanzioni il governo dell’ungherese Orban accusato di non essere conforme alla linea immigrazionista e globalista delle UE.
Sono stati 448 i voti favorevoli alle sanzioni, 197 i contrari e 48 gli astenuti. Fra i favorevoli in prima fila gli esponenti italiani del PD e quelli del Partito 5 Stelle.

Si è trattato di uno vero e proprio agguato politico diretto dai circoli globalisti che rispondono alle lobby di potere che decidono la politica all’interno delle Istituzioni europee.
Lo stesso PPE (di cui Orban fa parte) si è spaccato sulla condanna, con gli esponenti di Forza Italia che non hanno partecipato alla votazione .

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L’Ungheria presenta il disegno di legge “Stop George Soros” che blocca l’organizzazione del miliardario e le sue attività di destabilizzazione programmata.
In risposta alla proposta di legge “Stop Soros” in Ungheria, George Soros progetta di trasferire la sua Università dell’Europa centrale a Vienna.

Budapest, Ungheria – In febbraio i legislatori in Ungheria hanno introdotto la legge ” Stop Soros ” per ” autorizzare il ministro degli Interni a vietare le organizzazioni non governative (ONG) che incentivano le migrazioni di massa e mettono a rischio la sicurezza nazionale. “Di conseguenza, l’Università dell’Europa centrale con sede in Ungheria di George Soros, si trasferirà a Vienna, secondo un rapporto di Reuters.

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di Roberto Pecchioli

L’Ungheria, per la quarta volta, ha dato fiducia a Viktor Orbàn e al suo partito Fidesz, attestato al 50 per cento dei consensi nel giorno della più alta affluenza al voto dalla fine del comunismo. Il secondo partito magiaro, Jobbik, di estrema destra, è in crescita al 20 per cento, mentre la sinistra, assai sostenuta dalle élite europee, dalla stampa internazionale e dal peggior ungherese del mondo, Gyorgy Soros è ridotta ad un umiliante 12 per cento.

Il risultato è straordinario, e impone di riflettere sul modello di Budapest, che, ricordiamolo, è lo stesso della Slovacchia, della Repubblica Ceca, dell’Austria e della Polonia.

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di Luciano Lago

Non si può dire che il risultato della rielezione di Viktor Orban in Ungheria fosse un fatto scontato: la massiccia propaganda finanziata e diretta dalle centrali globaliste contro il premier ungherese aveva inondato tutti i canali di comunicazione e una forte pressione era venuta anche dalla UE che vedeva in Orban una “minaccia” al processo di svuotamento di sovranità degli Stati nazionali messo in atto dalla Commissione Europea e dalle altte istituzioni di Bruxelles.

Gli ungheresi sono andati a votare ed hanno assicurato ad Orban la vittoria con il 49,5% dei suffragi ed il suo partito Fidesz con il probabile risultato dei 133 seggi in Parlamento si assicura una maggioranza quasi assoluta per governare.  Anche il partito di estrema destra Jobbik ha ottenuto un buon risultato con il 20% dei suffragi.

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Orbán: “Noi dobbiamo combattere contro una rete internazionale organizzata”.
‘In occasione delle festività nazionali e delle tre settimane che mancano alle elezioni, Viktor Orbán dimostra la sua popolarità e la sua determinazione a lottare contro ” una rete internazionale organizzata “.

Il 15 marzo, l’Ungheria celebra la rivoluzione per l’indipendenza del 1848-1849. Questo è un giorno eminentemente politico per gli ungheresi, e tradizionalmente ogni partito organizza un evento con i suoi sostenitori.

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di Tyler Durden

‘Il cristianesimo è l’ultima speranza dell’Europa’ – Il premier ungherese Orban chiama ad una alleanza globale contro l’immigrazione.
Il premier ungherese Viktor Orban ha richiamato ieri ad una grande ealleanza globale contro le immigrazioni imposte dalla politica di Bruxelles, visto che il suo partito Fidez si sta preparando per la campagna delle elezioni che si terranmo l’8 Aprile in Ungheria.
Per tali elezioni Orban conta di poter ottenere una terza vittoria schiacciante sui suoi oppositori.

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