di Gordon Duff La Turchia e l'Arabia Saudita hanno di fatto messo in chiaro il loro piano ad un mondo stupito: quello di un nuovo impero Wahabita, uno "Stato Islamico", ma non quello delle marionette teleguidate dell'ISIS che stanno eseguendo, questa volta reale, con un massimo di un milione di sudditi in uniforme, più di tremila aerei da combattimento ed armi nucleari. La Siria deve cadere nelle loro mani, come l'Iraq. Avranno anche la Giordania in un lasso di tempo, schiacciata da nord a sud. Gli Stati del Golfo sono già saliti a bordo, disposti a seguire tutti i membri dell'Accordo di Cooperazione del Golfo mentre l'Egitto può resistere ancora per un periodo, con Israele, nella misura che soprravviva, sostenendo il fianco mentre la Libia, da parte sua, già è arrivata a far parte del segreto califfato di Erdogan.

di Luciano Lago Un personaggio di "tutto rispetto" si trova in questi giorni in Italia, Blail Erdogan, il figlio del presidente dela Turchia, Recepit Erdogan, a Bologna per trattare i suoi affari: investimenti, finanza, compagnie di navigazione (di cui è proprietario), riciclaggio di denaro proveniente dal contrabbando di greggio con l'ISIS, ecc.. In realtà Erdogan Junior ha stabilito la sua residenza a Bologna già dal 2015, evidentemente si trova bene nella città emiliana e ne apprezza non soltanto la buona cucina emiliana ma anche le le possibilità di affari che gli si possono offrire in questa città: dalle Coop, all'Unipol, alle società municipalizzate per l'energia, le banche, ecc.. Tanto più che presto il suo paese si troverà associato all'Unione Europea grazie ai buoni uffici forniti dalla Angela Merkel, una grande "amica di famiglia" di Blail e di suo padre e grazie anche alla raccomandazione fatta anche dal presidente italiano Mattarella.

L'Esercito turco ha bruciato vivi 150 curdi lo scorso mese durante gli attacchi contro la popolazione curda nel sud est del paese. Denuncia del Partito Curdo HDP. Questo non è tuttavia un "problema" per l'adesione della Turchia all'Unione Europea. "Nel distretto di Cizre, a Sirnak, circa 150 persone sono state bruciate vive all'interno di diversi edifici da parte delle forze militari turche. Alcuni cadaveri sono stati ritrovati senza testa. Altri sono stati bruciati completamente, in modo che l'autopsia non sia possibile". così ha denunciato pubblicamente lo scorso Giovedì, Feleknas Uca, deputata del Partito Democratico dei Popoli della Turchia (HDP). La deputata ha denunciato anche la "terribile" situazione in cui si trova la città di Diyarbakir, nel sud est del paese, in Turchia, dove lo stato d'assedio procalamto dalle autorità è vigente da 79 giorni con gravi sofferenze per la popolazione.

di Luciano Lago Non sappiamo come finirà l'attuale acrisi nei rapporti tra Russia e Turchia ma una cosa è certa: la denuncia fatta da Vladimir Putin sul doppio gioco mantenuto dalla Turchia con il terrorismo dell'ISIS e degli altri gruppi che operano in Siria, possiamo prevedere che causerà molti più danni al governo del "neo sultano" Recep T. Erdogan di quanti ne avrebbe potuto causare una rappresaglia di tipo militare per vendicare l'abbattimento ingiustificato dell'aereo russo Su-24. Recep T. Erdogan aveva sfidato la Russia a trovare le prove degli affari sporchi dei turchi con lo Stato Islamico. Aveva persino adombrato la possibilità di sue dimissioni qualora venisse dimostrata la sua responsabilità in tale traffico. La Russia ha preso Erdogan in parola ed ha alzato il tiro, presentando le prove circa le tre rotte dove avveniva il trasporto di petrolio fra Turchia e Isis, e mettendo in causa anche la complicità nel business della famiglia del "neosultano". Non solo questo ma anche promettendo di produrre nuove evidenze sull'addestramento dei terroristi sul suolo turco e sul traffico di armi. Cosa che anche il comando USA conosce bene visto che tutto si è svolto in accordo con Washington e sotto direzione della CIA.

Una dura critica all’Unione europea è arrivata da Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito turco di opposizione, il laico Chp. Kilicdaroglu ha accusato l’Ue di avere un atteggiamento «ipocrita» nei confronti della Turchia e di aver favorito il rafforzamento di un «regime oppressivo» e un sistema con «un uomo solo al comando». «Il rinvio da parte dell’Ue – ha detto il leader kemalista – del suo rapporto sulla Turchia a dopo le elezioni (di domenica scorsa, che hanno dato la vittoria all’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, ndr) è stato un errore. L’Unione europea ha una politica ipocrita nei confronti della Turchia. Criticano il governo quando sono a porte chiuse, ma poi dicono cose diverse quando aprono le porte». «Questo atteggiamento – ha aggiunto, parlando con i giornalisti a Istanbul – è contrario ai valori etici della stessa Europa».