"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Turchia il nuovo sultanato

Gli Stati Uniti subiranno un brusco risveglio se pensano che la Turchia risponderà docilmente come la Russia ai loro atti di bullismo.
Quando nel dicembre del 2016 Barack Obama sequestrò la proprietà dell’ambasciata russa, e cacciò in modo oltraggioso e senza preavviso il personale diplomatico russo e le loro famiglie dagli Stati Uniti, la Russia rispose invitando i bambini del personale dell’ambasciata statunitense in Russia ad una festa di Natale.
L’idea era che, svergognando la mancanza di grazia di Obama e l’attaccamento al diritto internazionale e al protocollo, la Russia si sarebbe “dimostrata superiore” e avrebbe aperto la strada ad un rapido avvicinamento sotto l’apparentemente più amichevole Donald Trump.

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di  Rai al Youm

Il detto “testa di turco” è un termine che si adatta perfettamente al presidente turco , Recep Tayyip Erdogan. Sei anni dopo di essersi impegnato con corpo ed anima a promuovere il conflitto in Siria ed appoggiare i gruppi terroristi, questo sforzo non ha apportato nulla di concreto alla Turchia, ad eccezione della insicurezza, sfiducia da parte dei suoi vicini, e decrescita dell’economia nazionale.
Erdogan deve affrontare la dura realtà: l’alleato nordamericano ha deciso di puntare non su di lui ma piuttosto sulle formazioni curde, i suoi acerrimi nemici.

In Siria gli statunitensi hanno annunciato che appoggeranno saldamente i curdi ed hanno già iniziato a fornire loro  le armi pesanti.
Le Unità di Protezione del Popolo curdo (YPG) dispongono dell’aperto appoggio di Washington per “conquistare la città di Raqqa dalle mani dei terroristi dell’ISIS”. Tutto questo presuppone un “coltello avvelenato piantato nel cuore di Erdogan”. Tanto lui, il neo sultano, come i suoi ministri, hanno energicamente condannato la decisione di Washington ed hanno chiesto che questa venga annullata, ma invano.

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La polizia turca ha arrestato questa mattina circa 200 persone ed ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla dei manifestanti che volevano entrare sulla centrale piazza Taksim di Istambul.

Un uomo è morto dopo essere stato investito da un camion della polizia e ci sono stati vari feriti. Vedi: Youtube.com/watch

Tradizionalmente il luogo delle manifestazioni nella città  turca,  piazza Taksim, è stata circondata da transenne della polizia ed il traffico deviato, secondo il comando di polizia di Istambul, almento 24.000 poliziotti ion assetto di guerra sono stati mobilitati per impedire manifestazioni di protesta per ikl primo di Maggio.

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di Alessandro Lattanzio

Il 25 aprile, 26 velivoli dell’aviazione turca bombardavano le basi curde e yezidi sul Jabal Qarju, nella regione di Shinqal, tra la Siria e l’Iraq, nei pressi di Dariq, distruggendo una base delle YPG, una stazione radio e un centro mediatico del PYD, ed uccidendo 20 combattenti delle YPG e 5 peshmerga curdi iracheni. Le YPG addestravano le forze di difesa yezidi. I cacciabombardieri turchi distruggevano anche il memoriale dei curdi caduti combattendo contro il Califfato.Gli attacchi aerei turchi erano volti a bloccare l’operazione delle YPG (SDF) contro la base dello Stato islamico di Raqqa, dove le forze democratiche siriane avevano eliminato 18 terroristi la stessa mattina del 25 aprile.

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di   Luciano Lago

BERLINO Il quotidiano tedesco “Bild” lancia un duro attacco contro il presidente turco, con un articolo intitolato “Bild dice la verità a Erdogan”.

Nel momento in cui Ankara si trova nel pieno di un contenzioso con varie nazioni europee, in particolare con l’Olanda e la Germania, il quotidiano Bilt, In un editoriale, intitolato: “L’uomo del Bosforo”, attacca decisamente Erdogan e le sue manie di grandezza, accusandolo di portare alla rovina il suo paese.
La redattrice capo, Tanit Koch, denuncia nel suo pezzo “follia del potere” riferita ad Erdogan e si augura che diventi persona non grata in Germania. “Lei non è un democratico, non siete il benvenuto nel nostro paese”, scrive l’edizione cartacea e online.

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La Turchia ha declinato l’offerta di aiuto degli USA per fornire appoggio aereo alle sue truppe in Siria ed ha richiesto, in sostituzione, alla Russia di fornire questo tipo di aiuto, come riferito dai responsabili statunitensi.
Questo episodio costituisce un’altro esempio della sconfitta politica statunitense di fronte alla Russia, che ha guadagnato influenza in Medio Oriente nell’ultimo anno.

Due responsabili militari statunitensi hanno detto che Ankara, che ha sostenuto combattimenti contro miliziani curdi e dell’ISIS dentro il territorio siriano, aveva accettato l’appoggio aereo russo negli scorsi giorni, come segnalato anche dal canale TV USA della NBC il Mercoledì scorso.
I turchi dal canto loro hanno rifiutato l’aiuto della coalizione diretta dagli USA, hanno affermato i responsabili del comando statunitense.

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di Mike Whitney *

La Turchia sta lentamente lasciando il sistema dell’Alleanza Atlantica. Questo è il motivo alla base di questo colpo di stato. Questo è lo stesso motivo per cui la NATO si trova in preda al panico. Tale questione è molto più ampia e molto più grande di Erdogan. Si tratta di un movimento tettonico, un terremoto negli equilibri euroasiatici. Questo fattore influenzerà le relazioni turco-siriane, le relazioni turco-cinesi, le relazioni turco-russe e influirà nelle relazioni turco-iraniane. Questo avvenimento cambierà il mondo. ”
– Yunus Soner, Vice presidente del Partito patriottico turco

“Sta diventando chiaro che il tentativo di golpe non era solo il lavoro di una piccola cricca di ufficiali insoddisfatti all’interno delle forze armate; era piuttosto il prodotto di una vasta cospirazione per prendere in consegna lo stato turco che era da decenni nel processo decisionale e avrebbe potuto benissimo aver successo. ”

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di  Martin Berger

E ‘stato annunciato che il presidente della Turchia Tayyip Erdogan andrà a San Pietroburgo per tenere un incontro personale con  Vladimir Putin, il presidente della Russia, questo Martedì. Secondo il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, questo sarà il primo incontro personale dei due leader dal novembre 2015  e questo summit  si concentrerà sul ripristino delle relazioni bilaterali tra la Russia e la Turchia che si erano rapidamente deteriorate dopo l’abbattimento dell’aereo russo Su-24 sulla Siria. E ‘stato riferito che i due presidenti avranno colloqui con imprenditori e che potranno anche discutere sulla compensazione che la Turchia pagherà per la distruzione del velivolo militare russo.

L’ultima volta che Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan si erano incontrati, era stato nel novembre 2015, al vertice del G20, nella città turca di Antalya. Meno di due settimane dopo l’Air Force turco aveva abbattuto un bombardiere russo sulla Siria, avvenimento che ha portato i rapporti diplomatici ed economici tra i due paesi in una fase di congelamento e di ostilità manifesta.

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04.08.2016

Turchia
In Turchia le scosse di assestamento post-golpe non si arrestano: ora Erdogan ha deciso di sospendere la convenzione europea sui diritti umani. Nell’indifferenza di chi, per molto meno, ha preteso le sanzioni alla Russia.

Sul colpo di Stato emergono retroscena meritevoli di essere messi a fuoco. A partire dal riavvicinamento di Ankara verso Assad e anche verso Mosca. “Il golpe è stato tentato nella notte tra il 15 e il 16 luglio”, inizia da qui la ricostruzione dei fatti del giornalista Gianluca Savoini, “tre giorni prima, il 12, il primo ministro turco aveva annunciato l’intenzione di riallacciare i rapporti con Damasco, visto che in Siria, grazie alla Russia, si sta avvicinando la fine dell’Isis. Dichiarazioni che di certo hanno fatto imbestialire chi vede nel regime di Assad un male assoluto, peggio dell’Isis stesso. A partire dagli americani, per esempio”.

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di Ouday Ramadan

Sono molti, gli interrogativi che avanzano circa la spinta di Erdogan, il califfo mancato, a buttarsi tra le braccia di Putin.
Erdogan stesso apparteneva ad un sistema politico consolidato da circa un secolo, nello scenario politico turco.
Un sistema creato e consolidato dallo stesso Kemal Ataturk (fondatore della Turchia moderna).
Dopo la caduta dell’Impero ottomano, il sistema politico turco non ha mai trovato pace e stabilità, né all’interno della Turchia stessa, né tantomeno con i Paesi limitrofi.

La Turchia ha sempre rappresentato una potenza, nello scacchiere del Vicino Oriente.
Tanto è vero che oltre ad essere chiamata Turchia, essa è conosciuta anche con la sua denominazione di “Asia Minore”.

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