di Luciano Lago Si potevano prevedere gli attacchi di Parigi? Qualcuno li aveva per la verità previsti. Dichiarazione del Presidente Bashar al-Assad fatta nel Giugno del 2013, in una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung: "....se gli europei consegneranno le armi ai terroristi , il cortile d'Europa si trasformerà in un terreno propizio al terrorismo e l'Europa ne pagherà il prezzo". Questa dichiarazione, che al giorno d'oggi appare come una premonizione, era stata sbeffeggiata e derisa dai giornali occidentali ed in particolare in Italia dai giornali della borghesia benpensante del "pensiero unico" (il Corriere della Sera e Repubblica). Vedi: Siria: Assad minaccia l'Europa.

di Luciano Lago Nella turbolenta epoca in cui viviamo, in un mondo dilaniato da conflitti per l'egemonia, accade di frequente che un avvenimento eccezionale catalizzi l'attenzione dell'opinione pubblica e si scateni da questo una campagna mediatica per spiegare e raccontare gli avvenimenti secondo la versione ufficiale dettata in modo uniforme dalle centrali dei media e dalle grandi agenzie di informazione che trasmettono attraverso le reti Tv ed i giornali in tutto il mondo occidentale e non solo di quello. Non esiste dubbio che il maggior numero di avvenimenti che colpiscono l'opinione pubblica, oltre alle calamità naturali, sono quelli che si riferiscono agli attacchi terroristici, avvenimenti che producono nell'opinione pubblica un clima di tensione, di insicurezza e, spesse volte, di panico.

Esclusivo - Parla Anis Naccache, esperto militare e strategico. La percezione di una grande svolta nel Levante, tra nuovi protagonisti e vecchi attori spiazzati. Colloquio con Anis Naccache a cura di Talal Khrais. da Redazione Assadakah DAMASCO (Siria) - È il mio terzo giorno nella capitale siriana, e la mia 59esima missione in Siria in meno di 5 anni. Ancora oggi cerco di capire meglio la situazione in Medio Oriente. La cosa più sicura è che la Siria è stata vittima del terrorismo e che a tutt'oggi, malgrado il rischio terroristico si possa scatenare in Europa, i leader europei seguono una politica cieca e contraddittoria: condannano il terrorismo ma fanno finta di combatterlo, intanto che non pronunciano alcun sostegno o perfino complottano nei confronti di chi il terrorismo lo combatte davvero.

Notizie allarmanti dalla Francia: il governo prepara l'Esercito per fronteggiare rivolte della popolazione ed ondate di attacchi terroristici. Secondo diverse fonti di intelligence, le forze di sicurezza francesi si stanno preparando ad affrontare eventuali rivolte di massa della popolazione delle "banlieue", da parte di immigrati di seconda/terza generazione fanatizzati dagli estremisti che si potrebbero arroccare nei quartieri degradati di Parigi e di Marsiglia. Secondo queste fonti, l'Esercito francese si starebbe preparando con piani di emergenza per presidiare le zone in rivolta e recuperare il controllo di interi quartieri delle città dove si dovessero verificare sommosse, considerando la possibilità che questi gruppi di rivoltosi ottengano armi e mezzi per l'insurrezione.

Lo rivela Sky news, che ha usato su internet falsi profili per entrare in contatto col Daesh. L'Isis sta chiedendo ai propri simpatizzanti in Gran Bretagna di compiere attacchi come lupi solitari, piuttosto che andare a combattere per il daesh in Siria. Lo riporta Sky News, che ha creato su internet diversi profili falsi con l'obiettivo di contattare i miliziani. "Dall'inizio è stato chiaro che lo Stato islamico vuole che i suoi combattenti compiano attacchi nel Regno Unito e non viaggino verso il Califfato — ha scritto il giornalista dell'emittente televisiva, basandosi sulle sue indagini —. Siamo in grado di rivelare che questa è una nuova tattica e che sostituisce quella di reclutare volontari per andare a combattere in Siria".

Articolo e intervista sono del 2012 (modificherò solo le date essendo trascorsi 35 anni e non 32) Tre colpevoli politici scelti con disinvoltura tra chi doveva già scontare tanta galera e una targa bugiarda da esibire come un trofeo. Un soviet comunista a guardiano del sangue comune che, con incommensurabile arroganza, da una parte impedisce che si apra qualunque indagine seria e dall'altra piagnucola puntualmente venendoci a raccontare che “non si conoscono ancora i mandanti”. Eppure, se si fosse mai interessato a scoprire esecutori e mandanti di quella strage epocale, se non altro avrebbe dovuto provarci. Bastava poco. Iniziare a indagare sui depistatori, tutti dirigenti di vari servizi, e chiedersi cosa unisse quella gente, italiana, francese e americana, in quell'impegno deviante.

Migliaia di manifestanti sono convenuti in varie marce di protesta nelle principali città europee in reazione al recente attentato con autobomba avvenuto in Turchia ed in protesta contro il sostegno ai gruppi terroristi attuato dal governo Erdogan . Nell'attentato suicida verificatosi in un centro culturale a Suruc, in Turchia lunedì 20 luglio ha mietuto oltre trenta vittime e ferito un centinaio di persone. Qui si erano riuniti membri della Federazione delle associazioni dei giovani socialisti per discutere dei piani di ricostruzione di Kobane, in Siria. Questa città, che si trova oltre il confine a pochi chilometri da Suruc, è stata teatro della battaglia tra le milizie curde e lo Stato Islamico (Is), l’organizzazione terroristica guidata da Abu Bakr al Baghdadi, attiva in Iraq e Siria.

L'Occidente combatte veramente l'Isis? Se fosse così, sorgono spontanee alcune domande. Perché allora non coinvolgere la Russia nella lotta al terrorismo? Perché non sanzionare i Paesi che notoriamente finanziano l'Isis e forniscono armi ai terroristi come la Turchia, Paese della Nato? Perché non bloccare i finanziamenti all'Isis che provengono dal Qatar e l'Arabia Saudita? Inoltre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Carter ha ammesso il fallimento del programma da 500 milioni di dollari, che secondo gli organizzatori aveva l'obiettivo di formare almeno 5400 ribelli "moderati", invece ne ha formati solo 60. O si tratta quindi di una strategia molto strana o qualcosa non torna. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Gian Micalessin, editorialista de Il Giornale, reporter di guerra da anni impegnato nelle aree principali di conflitto nel mondo.

di Luciano Lago Un brusco risveglio per la Francia ed il governo di Hollande: l'ISIS che si pensava confinato in Medio Oriente, alimentato dalle forniture di armi e dalla complicità fornita dal governo francese , è sbarcato in Francia ed ha colpito in modo duro ed inaspettato. "Un attentato si è verificato stamani nel Sud della Francia. Terroristi islamici jihadisti sembrano certo che ne siano gli autori: il corpo di un uomo, decapitato, è stato trovato nei pressi di un impianto di produzione di gas, dove uno o più terroristi (forse un commando) sono penetrati stamani, poco prima delle dieci. Ci sono forti sospetti – hanno riferito gli inquirenti francesi– che l’attentatore volesse provocare un’eplosione su questo sito industriale».