"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Tecniche di sobillazione USA

Caracas, 22/08 (Prensa Latina) Arturo Vilar, uno degli accompagnatori dell’ex procuratrice generale Luisa Ortega nella sua fuga in Colombia, è stato integrante dell’antica Disip, un organismo responsabile di numerosi crimini politici in Venezuela, come divulga oggi un media investigativo.

D’accordo con la pagina web “Mision Verdad”, è stato un canale privato statunitense che ha identificato Vilar come il terzo compagno di viaggio dell’Ortega verso Bogotà e ha rivelato che questo individuo è stato il capo della sezione di stampa negli anni 90 dell’antica Direzione dei Servizi di Intelligenza e Prevenzione (Disip).

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Attualmente in Venezuela si sta sviluppando uno scenario promosso dagli USA molto simile a quello dell’Euromaidan – una serie di proteste che alla fine del 2013 si produssero a Kiev e che sfociarono nel cambio di potere-, scrive l’analista russo, Víktor Marajovski, per Sputnik.

Le proteste di piazza sono presto degenerate in scontri sanguinosi. Secondo Marajovski, il presidente venezolano Maduro, appoggiato da circa la metà dei cittadini appartenenti alle fasce popolari del paese, sta contrastando l’opposizione rappresentata nella sua maggioranza dalla elite e dalla classe media.

Il Venezuela la gallina dalle uova d’oro per gli USA.

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di  Manlio Dinucci

La tecnica delle ‘rivoluzioni colorate’: far leva su casi veri o inventati di corruzione e altre cause di malcontento per fomentare una ribellione.

Un poliziotto sfonda la porta di casa con un ariete portatile, l’altro entra con la pistola spianata e crivella di colpi l’uomo che, svegliato di soprassalto, ha afferrato una mazza da baseball, mentre altri poliziotti puntano le pistole contro un bambino con le mani alzate: scene di ordinaria violenza «legale» negli Stati uniti, documentate una settimana fa con immagini video dal New York Times, che parla di «scia di sangue» provocata da queste «perquisizioni» effettuate da ex militari reclutati nella polizia, con le stesse tecniche dei rastrellamenti in Afghanistan o Iraq.

Tutto questo non ce lo fanno vedere i nostri grandi media, gli stessi che mettono in prima pagina la polizia russa che arresta Alexey Navalny a Mosca per manifestazione non autorizzata. Un «affronto ai valori democratici fondamentali», lo definisce il Dipartimento di stato Usa che richiede fermamente il suo immediato rilascio e quello di altri fermati. Anche Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera della Ue, condanna il governo russo perché «impedisce l’esercizio delle libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea pacifica».

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di  S. Bensmail

Il conflitto siriano, giunto al settimo anno, ha fatto cadere molte maschere, come quelle delle ONG internazionali, neutrali e indipendenti in apparenza e chiamate “umanitarie”. In effetti, numerosi ricercatori e giornalisti investigativi, assai poco noti in Francia e per una buona ragione, cominciano ad indagarle. In collaborazione segreta con l’aggressore statunitense, ONG come “Medici senza frontiere” (MSF), “Amnesty International” e molte altre, dall’inizio del conflitto nel 2011 (e anche prima), sono strumenti sovversivi e di propaganda volti a fare cadere Damasco.

Si sono quindi volutamente schierate coi gruppi armati cosiddetti “ribelli”, cioè i terroristi, fornendogli supporto medico e logistico. Con questo articolo vi proponiamo i principali risultati di queste analisi sul campo e nei media, in particolare di MSF, quindi chiedendo agli Stati di contrastare con nettezza tali strutture estere detonatori di guerre future. Infine, collegando le attività di tali ONG che destabilizzano i Paesi che resistono alla egemonia imperialista all’insediamento in Europa di milioni di “migranti” dovuti alla distruzione della Siria (e altri Paesi sovrani della regione), ipotizziamo il “caos pianificato” contro questo continente vassallo delle nazioni anglosassoni.

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La leader del Partito Verde degli USA, Jill Stein, ha lanciato precise accuse al Governo di Washington per aver sostenuto ed armato i gruppi terroristi quando questo serviva ai propri interessi.
“Se non lo sapevate, gli Stati Uniti finanziano ed armano i gruppi terroristi come Al-Qaeda e l’ISIS (Daesh in arabo) quando gli serve farlo per destabilizzare un paese”, ha denunciato questo lunedì la Stein attraverso un messaggio pubblicato di Twitter.

La ex aspirante alla Casa Bianca nelle presidenziali del 2016 ha criticato in varie occasioni le attuali autorità di Washington per la loro politica rispetto ai paesi in conflitto nel Medio Oriente ed ha segnalato i pericoli e le minacce che possono presupporre questo modo di governare per gli stessi Stati Uniti.

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di William Engdahl

Vladimir Putin! Adesso l’hai fatta davvero grossa. Hai avuto il coraggio di dichiarare la nostra National Endowment for Democracy (Fondazione Nazionale per la Democrazia), cioè la più importante ONG americana, “indesiderata”. Dove andremo a finire? Non rispetti il nostro diritto, in qualità di ONG finanziata dal governo USA, ad intrometterci negli affari interni russi? Dopotutto siamo l’ONG più importante dell’Unica Superpotenza mondiale. Possiamo andare dovunque vogliamo e fare qualsiasi cosa ci aggradi. Siamo davvero scioccati!

Questa è la chiara reazione di Washington alla decisione, presa il 28 luglio dall’ufficio del procuratore generale, di dichiarare le attività della statunitense NED “indesiderate in territorio russo”. La dichiarazione ufficiale afferma che “la National Endowment for Democracy ha usato organizzazioni sotto il suo controllo, commerciali e non, per partecipare a campagne mirate a negare la legittimità dei risultati elettorali; e per organizzare azioni politiche tese ad influenzare le decisioni delle autorità e screditare il servizio nelle Forze Armate Russe.” E aggiunge: “Per perseguire tali obiettivi, tra il 2013 e il 2015 la fondazione ha allocato ad organizzazioni russe, commerciali e non, circa 2,5 milioni di dollari.”

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