La casa editrice "Letras Inquietas" ha appena pubblicato “ Imperium, Eurasia, Hispanidad y Tradición ”, opera collettiva con la partecipazione di Carlos X. Blanco, Eduard Alcántara e Robert Steuckers. I saggi che compongono il libro cercano nella Tradizione, nella Storia e nel presente, gli elementi...

Autori: Mariya Bondarenko, Lyubov’ Poryvaeva La CIA ha pubblicato documenti d’archivio sul suo sito Web relativi alla Seconda Guerra Mondiale. Tra questi anche un agglomerato aggiuntivo di quattro pagine di un articolo della rivista “Socialist Herald”, che veniva pubblicata in Germania, Francia e Stati Uniti negli anni...

di  Nicoletta Forcheri Oggi si celebra la commemorazione del centenario dell’armistizio dell’11 novembre 1918 a suggello della I Guerra Mondiale, quello che sfociò nel Trattato di Versailles, che consacrò la prepotenza e la vendetta della Francia, smembrando l’impero coloniale tedesco a suo vantaggio, imponendo riparazioni di guerra strabilianti da 125 milioni di marchi d’oro e l’esproprio di tutte le proprietà pubbliche e private dei tedeschi nei territori coloniali ceduti a Francia, Belgio, Danimarca, oltre la cosiddetta “vittoria mutilata” dell’Italia: un trattato iniquo che predispose alla nascita del fascismo e del nazismo e alla seconda guerra mondiale. Ricordo che oltre agli aggiustamenti dei suoi confini territoriali (Alsazia e la Lorena alla Francia, lo Schwleswig alla Danimarca, Posnania, Prussia occidentale, e Slesia alla Polonia), vi fu la cessione di proprietà pubblica e privata di tutte le miniere di carbone del bacino della Saar che poi con plebiscito 15 anni dopo fu deciso di riannettere alla Germania (ma della proprietà delle miniere della Saar non ho capito che fine fecero). Senza parlare dell’occupazione del bacino della Ruhr nel 1922 per garantire alla Francia quelle produzioni di carbone.

di  Roberto Pecchioli Apocalisse in greco significa rivelazione. Come tutti sappiamo, è il titolo del libro finale della Bibbia. Messo da parte con imbarazzo dalla Chiesa modernista, resta come metafora di qualcosa di terribile. La rivelazione, un’apocalisse davvero, di monsignor Viganò sull’esistenza di una spaventosa rete omosessuale nella Chiesa, in grado non solo di determinare carriere, coprire abusi, ma anche di mutare profondamente la dottrina cattolica, sorprende soltanto chi non segue le vicende della più antica istituzione della terra. Il problema è devastante, nonostante la sottovalutazione del pontefice argentino, che attribuisce ogni colpa al clericalismo. Insomma, la responsabilità del cancro è degli oncologi. Non si può guardare ai fatti raccontati senza un aspro travaglio interiore per la vastità del male commesso.

"Non potevamo impedire il massacro dei serbi da parte dei croati, compresi gli anziani e i bambini ..." - Luogotenente generale Jean Cot del UNPROFOR 23 anni fa gli Stati Uniti sostenevano una brutale pulizia etnica croata dei serbi di  Miodrag Novakovic Certo, se sarebbe irragionevole, per questo evidente e ben documentato crimini di guerra e crimini contro l'umanità, incolpare solo i croati. Se le loro mani sono intrise di sangue, di innocenti civili serbi, fino alle loro braccia, allora le mani dei loro sponsor occidentali (USA e Germania) sono intrise di sangue almeno fino ai loro gomiti. I croati non sarebbero mai riusciti a scappare con "un crimine così perfetto", se non fossero stati sostenuti, in ogni modo possibile, dai loro sponsor americani e tedeschi.

a cura di Enrico Galoppini – Qual è il quadro complessivo della situazione in Italia nella primavera del 1945? Quali le forze in campo e, soprattutto, il loro peso effettivo dal punto vista strettamente militare? Ci potresti parlare in particolare degli italiani in armi nelle fasi finali di quella “guerra civile” inserita nella guerra più generale in corso, per ciò che ci riguardava, dal 10 giugno del 1940? Al di là delle cifre, spesso diverse a seconda delle fonti, circa le forze belligeranti, nella primavera dell’ultimo anno di guerra il quadro sul piano militare per i fascisti e per i tedeschi era drammatico, a causa di varie ragioni. In aprile gli Alleati avevano dato inizio all’offensiva finale per sfondare la Linea Gotica e dilagare poi dalla Pianura Padana verso tutta l’Italia del nord. Le forze germaniche avevano in qualche misura perso la determinazione a resistere; alcuni dei loro vertici, a cominciare da quelli delle SS, prevedendo la sconfitta, erano da tempo entrati in trattative con il nemico e stavano facendo il possibile per portare a casa la pelle ritirandosi in molti casi prima dei loro alleati della Repubblica sociale. Questi ultimi erano in uno stato di confusione, frammentati in varie forze − dalla Guardia nazionale repubblicana alle divisioni dell’Esercito nazionale repubblicano rientrate in Italia dopo l’addestramento in Germania, dalle Brigate nere alla X MAS, alle varie organizzazioni − comandate da uomini che da tempo mancavano di una visione politica e strategica comune, della volontà e della capacità di coordinamento tra loro, e con i tedeschi, per resistere all’avanzata alleata.

di Gianni Lannes Cinque processi e due commissioni parlamentari. Risultato? Ufficialmente, il nulla, nonostante i numerosi riscontri probanti. Nessun colpevole, ovvero: ancora ignoti i mandanti altolocati italiani e d’oltre Atlantico. In compenso è stato propinato il solito copione di Stato, pilotato con sottofondo P2 (società eversiva finanziata e protetta dalla CIA): depistaggi, omissioni, insabbiamenti e strani decessi come per Ustica. Eppure, i fatti sono di per sé eloquenti e sotto i nostri occhi distratti. Il Governo dell’epoca - Andreotti & Cossiga che ricevette un plauso ufficiale dall'amministrazione presidenziale del democratico Carter per la "buona riuscita dell'operazione" - era perfino a conoscenza del luogo di prigionia di Moro, riferito anzitempo dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Strage, sequestro e omicidio in appalto ai servizi segreti del Governo nord-americano infiltrati nelle brigate rosse. I morti sono sottoterra, dimenticati dai più. Gli assassini invece sono liberi ed impuniti. Mentre l’Italia è sempre sotto il padrone USA.

AUGURI DONNE La donna è una Rivoluzione, e nella giornata dedicata alla donna, racconto una giornata di Rivoluzione . 8 MARZO 1963 CRONACA DI UNA RIVOLUZIONE SIRIANA. Ore 8.40 del mattino, la Radio Televisione Siriana annunciava alla Nazione la fine dei combattimenti, che duravano dal giorno prima, a seguito di un colpo di Stato, che poneva fine ad un governo debole ed incapace di governare lo Stato Siriano. A condurre il colpo di Stato fu un Comitato Militare, composto da cinque giovani Ufficiali, da tempo congedati dal deposto governo.

di Andrea Virga In Italia, la legge n. 92 del 30 marzo 2004, approvata quasi all’unanimità dal Parlamento, ha sancito l’osservanza del 10 febbraio quale “Giornata del Ricordo”, ossia come solennità civile a ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo dalmata-giuliano. Tuttavia, ciò non è bastato a strappare la memoria di questi eventi luttuosi alle polemiche ideologiche per consegnarla alla memoria condivisa del popolo italiano. Né sarebbe potuto avvenire diversamente, viste le premesse politiche. Infatti, le chiavi di lettura prevalenti, impugnate dalle due fazioni che si sono scontrate sui corpi dei nostri morti, sono entrambe del tutto consustanziali alla retorica dell’anti-totalitarismo proclamata dal liberal-capitalismo trionfante.