di Lorenzo Merlo Perché la storia si ripete da sempre secondo un cliché conflittuale che, nonostante le belle intenzioni pubbliche e private, non riusciamo mai a superare? È una contraddizione alla quale non potremo mai fuggire, o quei propositi hanno la possibilità di realizzarsi? Senza alternativaSe...

Di Eliseo Bertolasi Nella data odierna, “20 giugno”, ricorre il tragico anniversario del genocidio degli osseti del Sud.In occasione di questa ricorrenza il Ministero degli Esteri dell’Ossezia del Sud ( http://www.mfa-rso.su/node/3201 ) ha pubblicato un appello:«Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud invita...

Washington, 1 maggio - RIA Novosti.L’ambasciata russa negli Stati Uniti ha invitato Washington ad abbandonare i programmi pseudo-storici volti a riscrivere la storia della “Vittoria” nella Grande Guerra Patriottica. Questa dichiarazione è arrivata dopo la pubblicazione, sul sito web della missione diplomatica americana in Ungheria, delle...

di  Francesco Stefano Girasoli Abbiamo un grosso problema. Si chiama "mito democratico". Cosa sia questa democrazia, in realtà, è una delle domande più difficili da porre alla modernità. "Democrazia", come tutte le forme di governo di matrice aristotelica, è una parola che dinnanzi la crescente complessità dello scenario storico attuale risulta asfittica e finanche incomprensibile; o meglio, non riesce a esaurire sinteticamente la realtà. La si declama impropriamente come terminologicamente sufficiente, ed è un errore. Altro conto è se si tratta della moderna democrazia rappresentativa. In tal caso le coordinate sono più precise e definitorie: è moderna, perché con buona pace di coloro che la pensano esistente già nell'antichità, è il frutto della filosofia politica contrattualista e giusnaturalista del XVII sec.; è rappresentativa perché si basa su una finzione politica estremamente raffinata chiamata "rappresentanza della volontà generale".

di  Manlio Triggiani Il dibattito culturale avviato con la proposta del Movimento 5Stelle, approvata dal Consiglio regionale pugliese e dal presidente della Giunta Michele Emiliano, sull’istituzione – il 13 febbraio – di una giornata in memoria delle centinaia di migliaia di meridionali uccisi nell’Ottocento durante l’annessione del Mezzogiorno al Nord da parte delle truppe dei Savoia, ha fatto emergere prese di posizione che mostrano una chiusura netta al dibattito culturale, alla ricerca scientifica con posizioni che non tengono conto di quanto l’annessione del Mezzogiorno da parte dei Savoia abbia nuociuto al Sud per le modalità con le quali è stata fatta dal punto di vista politico, economico, sociale e per la grande emorragia di capitale umano che seguì con l’emigrazione di milioni di meridionali nelle Americhe e in Francia.

Riceviamo e pubblichiamo Il capitalismo detto “liberale”, quello cioè che fa di tutto per operare senz’alcun freno, rappresenta un enorme ed allarmante pericolo per l’intera nostra vita in società. di ROMANO CRISTIANO * Da un certo tempo in qua, soprattutto nell’area indicata come Occidente (Europa ed America, pressappoco), emergono dei fenomeni curiosi. E se fossero soltanto curiosi, la cosa non sarebbe preoccupante, data la presenza della caratteristica dell’innocuità. In realtà, i detti fenomeni sono, con maggior precisione, talmente strani da far sorgere, in molta gente, una certa inquietudine. Mi vedo comunque costretto a far notare che sto usando degli eufemismi (“strani” ed “inquietudine”) per non allarmare eccessivamente i lettori; sì, perché i fenomeni cui alludo costituiscono una serie di fatti concatenati che – senza che se ne conoscano le vere cause – sconvolgono sempre di più la nostra vita in società, in tutti i suoi aspetti.

Preannunciamo con questo articolo la prossima uscita del nuovo libro di Matteo Simonetti, per le Edizioni Radio Spada, sul progetto “Paneuropa” di R. C. Kalergi. Un libro attuale, con saggio introduttivo di Andrea Giacobazzi. “Di Europa, si deve parlare” (cit. RAI) di Matteo Simonetti L’Europa della Troika, dell’austerità, del debito e della burocrazia; l’Europa delle banche, quelle commerciali, private, e quella centrale di emissione, private anch’essa; l’Europa fredda, senza passioni, valori, costituzione, l’Europa di nominati e non eletti, se mai la rappresentanza elettorale potesse essere considerata sinonimo di vera partecipazione; l’Europa a due velocità, quella sempre prona all’atlantismo come dimostra la tragica situazione ucraina; l’Europa invasa e senza identità, quella del relativismo e della decadenza… in questa carrellata degli orrori potremmo andare avanti a lungo.

di Anacronista Il grattacielo è la perfetta metafora ed espressione architettonica degli errori del capitalismo e, più in generale, della Modernità. Credere che la moltiplicazione endemica di questa tipologia di edifici prima inedita, cominciata alla fine dell’ ’800, sia dovuta solo ad esigenze commerciali e alla disponibilità di nuove tecnologie costruttive, è oltremodo riduttivo. Vediamo perché. Nella storia umana, il grattacielo non è il primo esempio di costruzione a raggiungere altezze elevate. Il campanile del duomo di Cremona supera i 112 metri. Diverse cattedrali gotiche del nord Europa toccano i 150. Tuttavia, sia le cattedrali in se stesse che il connubio chiesa-campanile presentavano nell’insieme proporzioni armoniche, dettate da considerazioni artistiche, non commerciali.

di Thierry Meyssan Ognuno ha la sua opinione per spiegare i massacri commessi dallo Stato di Israele a Gaza. Mentre negli anni ’70 e ’80 vi si vedeva una manifestazione dell’imperialismo anglosassone, molti vi vedono oggi un conflitto tra ebrei e arabi. Ripercorrendo un lungo periodo – ben quattro secoli di storia - Thierry Meyssan, consulente di diversi governi, analizza le origini del sionismo, le sue vere ambizioni, e determina chi è il nemico. RETE VOLTAIRE | DAMASCO (SIRIA) | 5 AGOSTO 2014 La guerra, che continua ininterrottamente da 66 anni in Palestina, ha conosciuto una nuova svolta con le operazioni israeliane “Guardiani dei nostri fratelli”, e poi “Roccia inamovibile” (stranamente tradotta dalla stampa occidentale con l’espressione “Margine protettivo”). Chiaramente, Tel Aviv - che aveva scelto di strumentalizzare la scomparsa di tre giovani israeliani per lanciare queste operazioni e "sradicare Hamas" al fine di sfruttare il gas naturale di Gaza, secondo il piano enunciato nel 2007 dall’attuale Ministro della Difesa [1] - è stata spiazzata dalla reazione della Resistenza. Il Jihad islamico ha risposto inviando razzi di media gittata molto difficili da intercettare, che si aggiungono a quelli lanciati da Hamas.