di  JAVIER R. PORTELLA Poniamoci la domanda: perchè non lasciare che i catalani si esprimano "democráticamente" (già è uscita la parola feticcio) e decidano il destino della Cataluña con un referendum che terrebbero i separatisti, fra l'altro, con grandi possibilità di perdere se si dovesse svolgere in forma normale e secondo le regole del gioco? Non sarebbe molto più intelligente? La rispposta è semplice. Se non si permette che "il popolo decida" questo è per la semplice ragione che ci sono cose che rimangono fuori dell'ambito delle scelta e delle decisioni. Uno non decide di vivere o di morire, di essere o di non essere (salvo naturalmente che voglia suicidarsi). Non sono cose che, come individui, ci è dato di decidere. Come popolo tanto meno.

(Agenzia Vista) Barcellona, 20 settembre 2017 Catalogna, Guardia civil arresta 12 ministri locali e la folla in piazza protesta. Dure le parole della sindaca della capitale catalana, Ada Colau, dopo il blitz delle forze di sicurezza spagnole: "Scandalo democratico". In manette anche il braccio destro del vicepresidente Junqueras. Migliaia di persone protestano in piazza Caos in Spagna, deputati catalani via dal parlamento di Madrid dopo il blitz a Barcellona „Migliaia in piazza, decine di arresti. Si accende lo scontro tra le autorità spagnole e la Catalogna, a 10 giorni dal referendum sull'indipendenza convocato per il primo ottobre. Per Barcellona è una "sospensione di fatto" dell'autonomia catalana“.

di  Luis Bru. Il massacro sulle ramblas di Barcelona e l'attentato di Cambrils hanno mostrato il fallimento dell'integrazione e l'inconsistenza dell'identità basata sulla diversità, un qualche cosa di intrinsecamente contraddittorio. Per rimuovere questa difficile situazione che ostacola i piani di Carles Puigdemont (leader del sepratismo catalano), è dovuto uscire dall'ombra lo sponsor del suicidio collettivo della Cataluña: George Soros.

di  Juan Manuel de Prada * Dopo il massacro perpetrato sulla Rambla, tutti i cervelloni del "pensiero unico" con l'autorità del comando su piazza, hanno affermato molto solennemente che la Cataluña continuerà ad essere una "terra d'accoglienza ". Tuttavia non è chiaro a quale accoglienza si riferiscano. La Cataluña è stata nella sua Storia - come ricorda il Cervantes-, albergo per gli stranieri (“albergue de extranjeros”); tuttavia questo accadeva quando la Cataluña coltivava le virtù teologali. Oggi la Cataluña (che presenta i segnali più accelerati di decomposizione morale che non il resto della Spagna) è rimasta priva di virtù teologali ed è una terra desolata dove si vive con le pulsioni del separatismo , quello stesso che ha fomentato l'immigrazione islamica, per contenere quella che proviene dall'Hispano America (che porta tra le labbra la maledetta lingua spagnola/castellano, sgradita ai catalani).