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Sovranità

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha dichiarato martedì che l’Europa ha bisogno di una nuova Commissione europea e di un nuovo Parlamento che difenda la protezione delle frontiere e l’arresto delle migrazioni.
“La sicurezza dell’Europa dipende dal successo di (Salvini)”, ha detto Orban in una conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini a Milano.
Prima dei colloqui, Orban aveva dichiarato di non vedere l’ora del suo primo incontro con Salvini, che ha definito “il suo eroe”.

“Voglio fortemente incontrare Salvini , lui è il mio eroe, la mia anima gemella, lo ammiro molto, penso di avere qualche esperienza che vorrei condividere con lui”, ha detto Orban prima dell’incontro con Salvini.

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di Andrea Brizzi

Esiste una legge non scritta che è superiore a qualsiasi altra norma, la legge morale. Essa deriva direttamente dall’etica della “sete di giustizia” di cui si parla nel Vangelo, e la sete di giustizia è un sentimento molto importante, adatto a definire l’etica e la morale di un popolo in quanto essa non è misurabile, è soltanto constatabile, non è categorizzabile nel razionalismo liberale, è tale per natura.

Questo concetto ci fornisce la chiave di lettura corretta ad analizzare una questione che finalmente è tornata alla ribalta nell’ultimo periodo, le nazionalizzazioni. Dopo il disastro del ponte Morandi, avvenuto a Genova il 14 Agosto e costato la vita a decine di persone, qualcosa sembra essersi mosso all’interno dell’esecutivo e nella percezione generale riguardo il tema delle nazionalizzazioni.

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di Francesco Marotta –

Poche righe, per dire che basta e avanza, la pazzia della sinistra con le sue manifestazioni di delirio schizofrenico. Altrettante, per dire che basta e avanza, l’idolatria liberale dei gagà di casa nostra e l’immedesimazione nei tycoons. L’attacco a Marchionne è un colpo basso da sciacalli del dolore? Ho letto il titolo e l’articolo de Il Manifesto. La foto non è il quadretto macabro degli anni di piombo, il testo è condivisibile ma, se è vero che un coccodrillo di quel tipo lo si scrive tempo prima, pubblicarlo in anticipo, è una scelta discutibile.

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Per Salvini è l’ora di attuare il vecchio slogan della Lega: “Padroni a casa nostra” e sventolarlo in faccia ai commissari europei

di  Luciano Lago

Se non bastavano i “paletti” messi dal presidente Mattarella sulla formazione del nuovo governo, arrivano i chiari segnali che la Commissione Europea si appresta a dettare le regole al Nuovo Governo, qualunque esso sia .Quelli che hanno lanciato oggi moniti ed avvertimenti all’Italia sono stati tre personaggi della Commissione, in tre, come i tre porcellini: Valdis Dombrovskis, Dimitris Avramopoulos e Jyrki Katainen, rispettivamente vicepresidente della Commissione Ue, Commissario Europeo alla Migrazione e vicepresidente della Commissione Europea per il Lavoro.

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Signor Alain de Benoist, in alcuni ambienti, si tende a opporre due nozioni di cui tutti parlano oggi: l’identità e la sovranità. Nel Front National, Marion Maréchal-Le Pen avrebbe rappresentato la prima, in opposizione a Florian Philippot, che difende soprattutto la seconda. Una tale opposizione le sembra legittima?

“Intervistata qualche settimana fa dalla rivista Causer, Marine Le Pen ha dichiarato: ”Il mio progetto è intrinsecamente patriota perché difende nello stesso movimento la sovranità e l’identità della Francia. Quando si dimentica una delle due, si bara”. Quindi, non bariamo. Perché si dovrebbero vedere nell’identità e nella sovranità delle idee opposte, quando sono complementari? La sovranità senza identità non è che un guscio vuoto, l’identità senza sovranità ha tutte le possibilità di trasformarsi in ectoplasma. Quindi non bisogna separarli. L’uno e l’altro, inoltre, fanno parte della libertà. Essere sovrano è essere libero di decidere da sé la propria politica. Conservare la propria identità implica, per un popolo, di poter decidere liberamente le condizioni della propria riproduzione sociale”.

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“Di quale sovranità parli? Credi nella possibilità di costruire una sovranità popolare e progressista, in opposizione alla sovranità come concepita dalle élite capitaliste e nazionaliste?

La sovranità di cosa? Ecco la questione. Siamo stati abituati dalla storia a conoscere ciò che è stata chiamata sovranità nazionale, quella messa in atto da parte delle borghesie dei Paesi capitalisti, da parte delle classi dirigenti per legittimare il loro sfruttamento, in primo luogo dei propri lavoratori, ma anche per rafforzare la loro posizione nella concorrenza con gli altri nazionalismi imperialisti.

È il nazionalismo borghese. I Paesi della triade imperialista non hanno mai conosciuto fino ad oggi un nazionalismo diverso, soltanto quest’ultimo.

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Il 21 marzo 2015, i Ministri degli Esteri di Italia e Francia hanno concluso un clamoroso accordo che prevede la cessione di enormi porzioni di territorio marittimo a nord della Sardegna. Gli incontri bilaterali erano iniziati nel 2006 con Prodi e si sono svolti nel completo segreto dei media e del Parlamento. A farlo venire alla luce è stata la vicenda dei pescatori sardi e liguri, fermati dalle autorità francesi per sconfinamento marittimo, i quali ora si lamentano di aver perso una zona redditizia per la loro attività ittica. Per il Parlamento italiano l’accordo però non è ancora entrato in vigore, perché non ancora ratificato. Ma intanto in Commissione si discute per mettere mano alle pensioni di reversibilità.

Di Marco Muscillo

Quando invitiamo i lettori a dare priorità ai diritti sociali piuttosto che ai diritti civili, non lo facciamo perché siamo omofobi, razzisti o semplicemente pazzi, ma perché analizziamo la realtà dei fatti. Senza diritti sociali, i diritti civili sono svuotati del loro significato e non valgono assolutamente nulla, ed ora ne abbiamo anche la prova evidente: mentre in Parlamento si parla ancora di unioni civili, il Governo ha presentato alla Commissione Lavoro della Camera, un disegno di legge delega per andare a toccare le pensioni di reversibilità.

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di  Nicole Ledda

Succubi, schiavi, prostrati alle dainestocrazie imperanti, schiacciati dal peso della tecnofinanza, quanto è importante tornare ad essere sovrani?

Sovrani all’interno dei confini nazionali e nei confronti delle potenze estere. Quale la soluzione per combattere il dio denaro? La risposta è tanto scontata quanto banale: tornare al nucleo originario e fondamentale. Tornare alla COMUNITÀ, unica forza naturale idonea ad opporsi all’egemonia consumista.

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