"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

sociologia

Pubblichiamo un breve estratto dalle considerazioni conclusive del nuovo libro di Paolo Borgognone, Generazione Erasmus. I cortigiani della società del capitale e la “guerra di classe” del XXI secolo, Oaks Editrice, pp. 514, €25, in libreria a partire dal 16 novembre.

“Il capitalismo contemporaneo è illimitato esattamente come lo sono le velleità di divertimento, di acquisizione di “esperienze” e il culto della mobilità caratteristici della sedicente Generazione Erasmus (una generazione culturalmente ultracapitalistica).

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Quando vedi un’urgenza insolita per un Paese prolisso e solitamente inconcludente, senza possibilità di vera e qualificata discussione, quasi fosse un segreto di Stato, con un terrorismo senza precedenti sui medici, innanzitutto, e poi sulle famiglie e gli insegnanti e che i problemi della scuola alla riapertura sembrano essersi ridotti all’obbligo vaccinale, comincia a sorgerti qualche serio interrogativo.
Perché tutta questa fretta, esagerazione e fanatismo, vaccini o morte, vaccina o vai all’inferno?

Perché insorge solo ora l‘impellenza e la necessità di vaccinarsi, c’è qualche epidemia, c’è qualche minaccia in corso, c’è qualche emergenza che a noi sfugge?

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L’ipocrisia del cerchio magico e le armi dei nuovi moralisti

di Roberto Pecchioli
Ci siamo seduti dalla parte del torto…

Ci siamo seduti dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati

Roma – di Roberto Pecchioli – La frase è attribuita a Bertolt Brecht, il drammaturgo tedesco campione della Germania Est, comunista ma assai attento al portafogli, reso celebre in Italia dal Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. Prendiamolo in parola, l’autore dell’Opera da tre soldi, rilevando che la sua osservazione sembra la storia di chi, in Italia ed in Occidente, non condivide idee, luoghi comuni, superstizioni dell’ampia galassia progressista sostenuta dalle oligarchie di potere.

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di  Eugenio Orso

Populismo, ai giorni nostri, è soltanto un’espressione politicamente corretta che corrisponde a un interdetto, un vero e proprio tabù escludente dal dibattito politico, che al pari degli altri tabù politicamente corretti, impedisce il pensiero critico e stronca sul nascere qualsiasi opposizione al potere vigente.

Gli intellettuali di servizio, tutti liberisti-liberali-libertari alfieri del pensiero unico dominante, che accusano spesso di populismo chi si oppone alla sovranità finanziaria e mercatista, evocano con questa espressione un mix inquietante di fascismo-comunismo, assieme ai fantasmi dei conflitti sanguinosi che funestarono il novecento. In verità, se si cala correttamente il populismo in una precisa dimensione storica, questo era soltanto un movimento per l’emancipazione dei molti milioni di contadini poveri che popolavano le campagne russe, nel diciannovesimo secolo.

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La influente organizzazione ILGA (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association), si trova a promuovere in questo periodo una notevole sovvenzione diretta a “migliorare la diffusione ” della LGBT nella società civile.
Nonostante il fatto che il progetto di sovvenzione sia stato sviluppato dal ramo europeo della organizzazione LGBT, una precondizione della sua concessione di sovvenzioni è stata quella di promuvere questa ideologia verso l’Eurasia.

Vi sono state informazioni per cui si è inteso che le azioni dei beneficiari devono essere mirate vesrso la Russia, l’ Armenia e lì Azerbaiyán, la Bielorrusia, la Georgia, e l’ Ucrania, questo significa verso  tutti quei paesi che giustamente sono ancora ancorati ai valori tradizionali. Oltre agli ucraini, compresi i cittadini della Georgia, tutti questi in realtà non risulta che abbiano fretta di essere “eurointegrati” nonostante le attività dei Governi.

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di Luciano Lago

Lo schianto tra due treni nella campagna tra Andria e Bari sembra sia uno dei peggiori incidenti ferroviari avvenuto in Italia dal dopoguerra. Sconcerto per le circostanze della strage: un possibile guasto ai computer che gestiscono il transito lungo il tratto a binario unico che corre in aperta campagna“, tuttavia è accertato che le comunicazioni su questa linea avvengono per telefono.

Il  “binario unico”

CORATO (BARI) – Tutti i telegiornali ed i siti internet seguono a dare le informazioni sul grave incidente ferroviario avvenuto in Puglia: uno scontro fra due treni della società privata Ferrotranviaria che gestisce la linea Ferrovie Bari Nord, avvenuto questa mattina, tra Ruvo di Puglia e Corato, in aperta campagna, su un binario unico: un impatto frontale e “violentissimo”, che ha un bilancio molto pesante: 25 le vittime accertate e molti feriti ricoverati tra Andria e gli altri ospedali di Bisceglie e Barletta.“

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Di Enrico Galoppini

Precisiamo, a scanso di equivoci e prima di essere “linciato” dai soliti vigilanti del moralmente corretto, che non si deve derubare, aggredire e tantomeno ammazzare nessuno per futili motivi eccetera eccetera.

Ma a me pare un tantino eccessivo che dopo l’uccisione di un immigrato africano a Fermo un’organizzazione dedita alla “accoglienza” si costituisca come parte civile, mentre tutte le volte (e sono tante) che un italiano è stato ammazzato da un immigrato non c’è mai stato lo straccio di un Comune, o altra “istituzione”, che ha compiuto il medesimo passo. Leggi tutto…

di Luciano Lago

La dottrina economica introdotta negli ultimi anni dal neoliberismo ha utilizzato una nuova terminologia linguistica che tende a prevalere nei mass media ed a emarginare qualsiasi lessico non conforme. La forza della burocrazia sta proprio nel lessico creato al fine di uniformare tutte le culture politiche ed economiche in uno stessa forma stereotipata che sostituisce la forma e la ricchezza delle diversità intellettuali preesistenti con l’effetto di annullare la creatività del linguaggio.

Il nuovo lessico neoliberista ha adottato le stesse tecniche messe in atto in precedenza dai regimi totalitari che si sforzavano di regolare tutti i comportamenti dei cittadini al fine di raggiungere l’obiettivo di una rieducazione delle masse.

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di  Germán Gorraiz Lopez *

Hermann Hesse nel suo libro “Il lupo della steppa” (Der Steppenwolf,1.927), riproduce  il sentimento ell’angustia, della mancanza della rassegnazione e dello smarrimento che si è impadronito della società europea nel periodo tra le guerre ed è una lucida analisi sulla pazzia di una epoca in cui agonizza il vecchio senza che sia nato qualche cosa di nuovo. In tale opera critica sommessamente la società borghese (“la decadenza dell civiltà”), la dittaura invisibile che annulla gli ideali dell’individuo primogenito e la traforma in un essere acritico, pauroso e conformista che addormetato dal consumismo compulsivo di beni materiali passa ad ingrossare ineludibilmente le fila  di una società omogenea, uniforme e facimente manipolabile.

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di  GERMÁN GORRAIZ LÓPEZ

Edward L. Bernays, nipote di Sigmund Freud ed uno dei pionieri nello studio della psicologia delle masse, scrisse a suo tempo nel suo libro “Propaganda” del 1928, “La manipolazione deliberata ed intelligente delle abitudini consolidate e delle opinioni delle masse è un elemento importante nelle società democratriche. Coloro che riescono a manipolare questo meccanismo occulto della società costituiscono un governo invisibile che risulta essere il vero potere che dirige il nostro paese.

Siamo governati, le nostre menti sono conformate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee suggerite, in grande misura per mezzo di uomini dei quali non abbiamo mai sentito parlare”.  Allo stesso modo, le fondamenta ed il sostegno di tutti i sistemi di governo si trovano nella “manipolazione dell’opinione pubblica”, nell’affermare che “i Governi, che siano monarchici, costituzionali, democratici o comunisti, dipendono dall’acquiescenza dell’opinione pubblica per portare a compimento i loro sforzi e, di fatto, il Governo è un Governo soltanto in virtù di queta acquiescenza pubblica”.

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