Russia e Europa

di Eliseo Bertolasi

Martedì 9 aprile, Radio Roma nella sua puntata di “Extra”, ha mandato in onda l’intervista rilasciata dalla senatrice russa Natalia Nikonorova al giornalista, conduttore radio-tv, Claudio Micalizio.
Nell’intervista la senatrice Nikonorova ha lasciato intendere la disponibilità sempre aperta della Russia a risolvere le ostilità in Ucraina attraverso i negoziati. Tali parole vanno a confutare la versione del mainstream occidentale che, al contrario, descrive le posizioni della Russia come un ostacolo al raggiungimento della pace.

Natalia Nikonorova che in precedenza ricopriva l’incarico di Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR), è stata rappresentante permanente della DNR ai negoziati del Gruppo di contatto a Minsk.
Ora, in seguito all’ingresso della Repubblica Popolare di Donetsk, come soggetto federale, nella Federazione Russa, ricopre l’incarico di membro della Commissione per gli Affari Internazionali del Consiglio della Federazione, come rappresentante della Repubblica Popolare di Donetsk.

Di seguito la trascrizione dell’intervista:

Senatrice Nikonorova.. Le chiedo: la Russia è disponibile a una pace? E se si! a quali condizioni?

N. Nikonorova: “Il nostro Presidente ha ripetutamente sottolineato la disponibilità della Russia ai negoziati ma solo tenendo conto dei nostri interessi e delle realtà territoriali. Nel contempo Kiev non dimostra la sua volontà di trattare la pace. Ricordiamo che Zelensky ha risposto all’iniziativa del Papa, per una soluzione pacifica del conflitto, con una cafonata incredibile, in modo assolutamente inaccettabile. Poi c’è una legge in Ucraina che proibisce i negoziati. Vogliamo che i padroni occidentali di Kiev portino l’Ucraina ai negoziati. Bisogna sviluppare le condizioni per la coesistenza pacifica dei nostri paesi, però auspichiamo anche, che il regime di Kiev non si nasconda dietro il desiderio di ristabilire le relazioni a scopo di riarmarsi per una nuova escalation”.

Grazie Senatrice e l’Italia fornisce le armi per l’Ucraina, ma in più occasioni esponenti importanti del governo hanno anche ribadito di essere amici del Popolo Russo, le posso chiedere come leggete Voi questa posizione italiana lì in Russia?

N. Nikonorova: “Washington, la capitale degli Stati Uniti, si è sbarazzata degli obblighi sul sostegno all’Ucraina che ora sono sulle spalle degli europei, alleati della NATO, compresa l’Italia. Ovviamente per noi non è una sorpresa che Roma dimostri solidarietà euro-atlantica, ma, nel contempo, l’autorità italiana deve essere consapevole dell’opinione pubblica prevalentemente amichevole nei confronti dei russi. Ecco gli ultimi dati. Nell’estate del 2023 il Consiglio Affari Esteri europeo ha fatto un sondaggio in undici paesi dell’Unione Europea: l’Italia si trova tra i paesi più amichevoli nei confronti della Russia, solo il circa 10% degli intervistati vogliono la rottura completa di tutti i legami. Tra l’altro, nel gennaio 2023, anche il quotidiano La Stampa ha pubblicato i risultati di un altro sondaggio, secondo il quale almeno la maggioranza (degli italiani) è contro a nuovi aiuti militari e all’intervento della NATO. Questi dati parlano da sé”.

Senatrice a proposito dei rapporti tra Russia e Italia, gli operatori turistici dicono come siano calati sensibilmente gli arrivi di turisti dalla Russia. Le posso chiedere: è un fenomeno che possiamo in un qualche modo mettere in correlazione con situazioni di carattere economico, o è proprio per la guerra che è venuto meno l’amore dei russi nei confronti dell’Italia?

N. Nikonorova: “Il declino dei flussi turistici è dovuto principalmente alle restrizioni sui visti e alla cancellazione dei voli diretti. In passato per i cittadini russi non era difficile ottenere il rivisto Schengen presso il consolato italiano. Il volo da Mosca a Roma durava meno di tre ore, invece, volare oggi con scalo in paesi terzi aspettando poi ore il volo per l’Italia spaventano la gente. Inoltre non vi è alcuna certezza che le forze dell’ordine italiane siano in grado di proteggere i nostri turisti dalle provocazioni dei migranti ucraini. Voglio fare un esempio: quando c’è stata la proiezione del film “Donbass ieri oggi e domani” i migranti ucraini hanno fatto una dimostrazione non autorizzata, una manifestazione con tante provocazioni. Non volendo lavorare ma esigendo troppa attenzione nei propri confronti sono come un chiodo in testa, non solo per l’Italia.
Fortunatamente non ci sono dei cambiamenti notevoli nei rapporti tra russi e italiani. La storia secolare della simpatia reciproca basata sulla scienza, sulla cultura, sulla storia non è finita. Come può la posizione ostile di Bruxelles influenzare la nostra ammirazione per Petrarca, Michelangelo, Leonardo da Vinci! La cultura è eterna, non può essere abolita in base a una decisione di qualcuno. La Russia sostiene sempre questo approccio e anche gli italiani amano la cultura russa, noi vediamo questo molto chiaramente. I nostri popoli si assomigliano, da noi si dice che gli italiani sono dei russi allegri mentre i russi degli italiani tristi”.

Senatrice le faccio allora un’ultima domanda e vorrei tornare con Lei su un argomento molto delicato, che è la morte di Aleksej Navalny, l’oppositore russo morto in carcere in circostanze che ancora restano misteriose. Lei forse saprà che qui dicono che in qualche modo le autorità russe sono responsabili della morte di Navalny, fonti dell’intelligence ucraina dicono invece che sarebbe il suo decesso dovuto a questioni naturali, un coagulo di sangue. In realtà su questa vicenda si è molto scritto e si è molto speculato. Le posso chiedere che cosa pensa Lei di quanto accaduto e che cosa ha rappresentato veramente Navalny per la Russia? e poi se è vero, – l’abbiamo sentito direttamente dal presidente Putin, – che la morte di Navalny ha scosso anche l’opinione pubblica russa, come abbiamo anche letto sui giornali occidentali?

N. Nikonorova: “Ci siamo abituati all’attenzione eccessiva dell’Occidente non solo dai tempi di Ivan il Terribile. Devo dire che Navalny stava cercando di fare carriera politica dalle recenti elezioni presidenziali, nelle quali Vladimir Putin ha ottenuto una vittoria eclatante con l’87% dei voti. La stragrande maggioranza dei russi sostiene il governo attuale, l’idea liberale, invece, è popolare solamente per una minoranza. Nel frattempo veramente sì! il presidente Putin ha definito la scomparsa di Navalny come un evento triste. È difficile non essere d’accordo con tale posizione. Ebbene questo evento ha emozionato solo dei diplomatici occidentali che hanno cercato di onorare la cerimonia funebre con la loro presenza.
Ma qui devo anche aggiungere che i cosiddetti oppositori russi, che spesso si pentono e si cospargono il capo di cenere, rompendo tutti i legami con la loro Patria fanno un grande errore. Perché loro non otterranno in cambio niente. Qua devo fare un esempio: il rifiuto della Zelenskaya di partecipare a un certo evento con la vedova di Navalny. Questo è un chiaro esempio del rapporto con l’opposizione russa. Gli oppositori sono semplicemente sfruttati nel momento adatto e nel modo più vantaggioso, ma non hanno voce e non sono graditi”.

Fonte: https://www.radioroma.it/2024/04/09/russia-pronta-alla-pace-in-ucraina-mosca-pone-le-condizioni-per-lo-stop-extra-martedi-9-aprile-2024/?amp=1

La senatrice Natalia Nikonorova

Quello che gli altri non dicono

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