Il vice primo ministro italiano Matteo Salvini ha meso sotto accusa, per il crollo del ponte di Genova, l'Unione Europea, affermando che le restrizioni di spesa hanno limitato gli investimenti del paese nelle sue infrastrutture. Salvini, leader della euroscettica Lega Nord, ha detto ai giornalisti in Sicilia che la caduta di martedì del ponte nel tratto di 1000 metri dell'autostrada A10, nella città portuale, ha dimostrato che le restrizioni di bilancio imposte dall'UE stanno mettendo a rischio la vita degli italiani . "Se i vincoli esterni ci impediscono di spendere per avere strade e scuole sicure, allorara bisogna mettere davvero in discussione se sia ragionevole seguire queste regole", ha detto Salvini, secondo la Reuters. "Non ci può essere alcun compromesso tra le regole fiscali e la sicurezza degli italiani".

di Costantino Ceoldo L’agire del governo uscito dalle urne del marzo 2018 sta prendendo lentamente forma regalando non poche sorprese a tutti i suoi cittadini. Il Decreto Dignità, voluto fortemente dai 5Stelle, è stato un primo passo per cercare di mettere ordine nel mondo del lavoro italiano, dopo le decisioni inique dei governi precedenti che avevano consegnato i lavoratori italiani ad un futuro oscuro, fatto di precarietà e sfruttamento. Contemporaneamente, il governo in carica ha tagliato quella pensione extra che i parlamentari italiani maturano dopo soli 3 anni in parlamento e che ricevono da subito, appena terminata la legislatura. Una stortura tipicamente italiana, vecchia oramai di decenni, che meglio sarebbe stato abolire del tutto ma questo lo riserviamo al futuro.

di Luciano Lago Mentre tutta la stampa del sistema, dal Der Spiegel, Repubblica, al New York Times, attacca a testa bassa la formazione del nuovo Governo, l'Italia viene trattata come l'ultima colonia, gli italiani vengono accusati  dai tedeschi di essere mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. Si manifesta evidente  il ricatto di Bruxelles sulla nomina del ministro del Tesoro nella persona di Paolo Savona e con le pressioni dirette dagli ambienti vicini a Washington, nel timore che il nuovo Governo Lega-5 Stelle possa decidere di togliere le sanzioni alla Russia.

Emiddio Novi resta uno dei più acuti analisti politici. Qui riprendiamo un suo intervento, pubblicato sulla sua pagina facebook: Matteo Salvini ha accettato e rilanciato la sfida golpista di #Mattarella. Lo ha fatto alle 19 di lunedì 14 maggio 2018. Si apre un altro capitolo del conflitto che oppone la Lega al Presidente della Repubblica, ma anche ai falsi rivoluzionari di Cinquestelle temporanei e probabili (?) alleati di governo. Il leader leghista ieri sera dopo un colloquio di una ventina di minuti col presidente Mattarella ha dato una improvvisa accelerata al confronto politico. Salvini ha detto che a lui converrebbe stare tranquillo attendato nell'accampamento del centrodestra in attesa di incassare un altro balzo in avanti alle elezioni anticipate. Visto che i sondaggi danno tutti gli altri partiti, compreso i grillini, in arretramento.

di  Adriano Tilgher La forza delle idee può soppiantare lo strapotere dell’economia solo che una minoranza capace, preparata e coraggiosa sappia approfittare anche della definitiva eliminazione delle ideologie. Bisogna avere la forza di sognare e realizzare un mondo nuovo, a dimensione umana, ancorato ai valori perenni dell’umanità ed al profondo bagaglio di cultura e tradizione di cui il genere umano, ed in particolare l’Italia, sono dotati. Gli accadimenti di questi ultimi decenni ci hanno documentato, da una parte, il fallimento del comunismo come opposizione al capitalismo liberista, dall’altra il tentativo,anche questo in via di fallimento, delle grandi centrali planetarie di arrivare alla creazione di un Governo Unico Mondiale, attraverso il controllo delle risorse energetiche ed alimentari, usando il debito pubblico come strumento di sottrazione di sovranità degli stati nazionali e di asservimento della volontà dei popoli.

di  Paolo Borgognone Le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia sono la cifra degli umori politici del Paese dopo 55 giorni post-elettorali in cui il partito uscito nettamente vincitore dal voto del 4 marzo, il M5S, non ha trovato di meglio da fare che mutare di 180 gradi il suo programma di politica estera per ingraziarsi i circoli atlantici senza il cui avallo e consenso, in questo Paese, non si governa. Il M5S aveva preso il 24% in Friuli il 4 marzo, ora è al 7,7% e mi auguro che perda ancora in futuro perché chi inganna il popolo, presentando un programma di alternativa e mutando specularmente i contenuti di siffatto programma una volta acchiappati i voti, e il tutto, ripeto, per far contenti Macron, la Merkel, la Nato e chi, a Bruxelles, chiede all'Italia un "garante" della continuità mercatista, eurista e atlantica nel futuro governo, deve stare allo 0% e non al 7-8.

di Marcello Veneziani La sindaca grillina romana fa a gara con la sinistra per dimostrarsi più antifascista. La sindaca grillina torinese fa a gara con la sinistra per consacrare le coppie gay e la loro prole. Il candidato grillino a Palazzo Chigi si è allineato a tappetino al governo Gentiloni sulla fedeltà servile agli Alleati Atlantici e sull’attacco alla Siria; ed è andato a offrire la sua testina a tutti i poteri che contano, per rassicurare che lui la rivoluzione vuol farla col beneplacito dei padroni. Il presidente esploratore grillino che all’insediamento si richiamò alla retorica antifascista, ha avviato il dialogo con la sinistra per formare insieme il governo. Er Che Guevara de noantri, al secolo Diba, scorrazza in moto come il suo modello in Sudamerica, in attesa di tornare a liberare l’Italia corrotta. I grillini poi sono totalmente inginocchiati al Presidente Mattarella, allineati al politicamente corretto e accodati sui grandi temi, sono muti sull’immigrazione, assenti su tutte le questioni che possono dare un senso a una vera svolta. E sono pronti ad adattare il loro programmino a chi si allea con loro, come coiffeur in cerca di clienti danno il taglio che piace all’avventore, shampoo incluso.

IL MITO DEI CINQUE STELLE E’ GIA’ FINITO PRIMA ANCORA DI GOVERNARE . AL NUOVO GOVERNO : NO GUERRA ALLA RUSSIA di  Elena Quidello E’ inaccettabile che i cittadini italiani debbano assistere ad una logorante lotta tra chi deve governare e chi deve rimanere fuori. Il fatto che questa sciocca presa di posizione tra chi ha più diritto dell’altro a prendere le redini del paese venga proprio dai ragazzi pentastellati che vantano di essere il primo partito italiano. Questo è ancor più inammissibile perché è evidente che questi ‘bambocci’, figli di una diversa generazione, la guerra dei nostri padri , nonni e lontani parenti non l’hanno vissuta, né studiata, né compresa , né hanno compreso come la politica italiana dopo la Seconda Guerra mondiale si sia dipanata fino ai nostri giorni tra stragi e omicidi politici mai puniti.

di  Luciano Lago Nonostante il grande consenso ottenuto alle ultime elezioni e la massa di fans di cui dispongono Grillo, Casaleggio, Di Maio e Di Battista, sembra che qualche cosa inizia ad incrinarsi nella base degli elettori del 5 Stelle. L'ossessiva ricerca di alleati di "Gigino" Di Maio per andare al governo come premier , disposto ad allearsi con tutti, anche se questi sono gli arcinemici di ieri, la sua fissazione a voler ottenere per lui la poltrona di primo ministro ed il suo proclamarsi "fedele a tutti", alla UE, alla NATO, all'Euro, alla Commissione Europea, al Vaticano, alle Istituzione della Repubblica, alla Resistenza, alla mamma ed alla sua parrocchia, ha fatto insinuare il tarlo del dubbio in molti dei sostenitori del Movimento: sarà questo davvero il "rivoluzionario" che prometteva di aprire come "una scatola di tonno" il Parlamento e le Istituzioni, una volta al governo ?

La mancanza di copertura che la Lega ha presentato sulla Flat Tax – avvertono ambienti di Bankitalia – non è dissimile dalla mancanza di coperture del reddito di cittadinanza dei 5 Stelle». Vista l’aria che tira, i vincitori delle elezioni riusciranno a dribblare i sommi sacerdoti dell’austerity, già all’opera da Bruxelles a Roma? Ce la faranno, Lega e 5 Stelle, a mettersi d’accordo «agendo, una volta tanto, nell’interesse dell’Italia e non dell’Unione Europea?». L’appello è rivolto a tutti – grillini e leghisti in primis – ma anche ai perdenti: cioè «la “famiglia” Soros-De Benedetti-Bonino», alias «Pd and friends», cioè «la “cosa grassa” di D’Alema», nonché «la “famiglia” Berlusconi-Lupi-Fitto», anch’essa ormai giunta all’irrilevanza.