di Luciano Lago Oggi abbondano i commenti e le analisi sui risultati delle elezioni, come sempre accade ognuno, fra i commentatori politici,  rivendica i suoi risultati e si sottolinea la bassa partecipazione al voto (meno del 40%) , giustificando la disaffezione dei cittadini con varie argomentazioni. C'è però qualche accenno di novità, oltre alla disaffezione e sconforto del 60% degli elettori che, per la prima volta nella storia, neppure si sono presentati ai seggi. Naturalmente ha vinto il PD di Renzi seppure con una grande perdita di elettori (rispetto al passato)e  non poteva essere altrimenti, visto l'apparato mediatico mobilitato per la propaganda a favore di Renzi e del "riformismo" del PD.

Alain Soral e l'attore comico Dieudonnè  fondano un nuovo partito in Francia: Reconciliation  Nationale In antagonismo radicale rispetto alla recente presa di posizione "pro-Israele" di Aymeric Chauprade (il consigliere internazionale di Marine Le Pen)  e dopo la rottura con il Front National ,  Alain Soral  ha deciso di creare un nuovo partito politico assieme al comico Dieudonné M'Bala M ' Bala , che si chiamerà Riconciliazione Nazionale ( Reconciliation National  ). Mentre Dieudonné non nasconde di voler rispondere ai " vermi del Congresso Mondiale Ebraico," questa "organizzazione mafiosa e satanica", che ha fatto si che il Consiglio di Stato si sia piegato a favore del divieto nel suo show, Alain Soral aveva già annunciato 6 settembre il suo progetto di dissociarsi completamente dal "Front National" e di lottare da solo con un proprio partito politico, dopo il denominato " tradimento di Chauprade ', vale a dire la posizione" pro-Israele " presa dal consigliere internazionale di Marine Le Pen nella scorsa estate.

di Francesco Boezi Se ne parla da molto: un fronte nazionale in salsa italiana che tenti di eguagliare i risultati dei cugini francesi con evidenti migliorie in campo elettivo. Lega Nord, Fdi-An, Casapound, La Destra, rappresenterebbero già, nel loro insieme, una percentuale elettorale significativa. Ma per creare una forza politica meno partiticizzata sarebbe anche necessaria una forte apertura agli ambienti culturali slegati dal pensiero unico e dai partiti tradizionalmente in maggioranza. Durante le passate elezioni europee, in Italia, scattò la Marie Le Pen-mania. Da “destra”, nello specifico, ci si affrettò a tentare di cavalcare la tigre che da oltralpe si apprestava a raggiungere un ennesimo risultato elettorale significativo e consolidante. La situazione storica-politica in Francia è diversa dalla nostra ma non meno complessa, la legge elettorale è ben più arginante (il doppio turno e la soglia di maggioranza altissima hanno da sempre penalizzato il Fn) e pur raggiungendo ormai stabilmente la doppia cifra, gli eletti del Fronte in Parlamento restano sempre molto pochi. Neppure due mesi fa, a riguardo, è stata salutata come una vittoria storica l’entrata in Senato di due parlamentari: “Non ci sono più assemblee in Francia a cui non abbiamo accesso , non resta più una sola assemblea in cui non ci sia un patriota” ha dichiarato la Le Pen a fine Settembre scorso.

di Francesco Mario Agnoli E' comune opinione che, oltre al trionfatore Pd, l'unico partito ad uscire vincente dalle elezioni europee sia stata la Lega Nord di Matteo Salvini. Insomma un successo dei due Mattei. Può essere vero a condizione di tenere presente che per la Lega il successo è solo in relazione ai più recenti precedenti e alle pessime aspettative. Dopo i guai anche penali di una parte della sua dirigenza e i tracolli elettorali patiti, si dava per certo che la Lega non sarebbe riuscita a superare la soglia del 4% fissata per l'ammissione al parlamento europeo tanto che i suoi amici (non si sa quanto autentici), col pretesto del suo radicamento solo in alcune regioni del paese, avevano proposto la cosiddetta clausola “salva Lega”. Il progetto venne abbandonato strada facendo e la Lega, confermando le previsioni del suo segretario Salvini, ha dimostrato coi fatti di non averne bisogno. Anzi, dopo i tre big (Pd, M5S, Forza Italia) è stata l'unica a superare di slancio e con ampio margine una soglia rivelatasi per molti, che pure ostentavano certezze, assai ardua e perigliosa.

Ormai l'avrete sentito: Obama ha destinato un miliardo di dollari a quella che la mia "adorata" BBC definisce "la sicurezza europea". Il nome ufficiale è "Iniziativa di Rassicurazione Europea". Vedete, Obama e la BBC apparentemente credono che gli europei siano davvero terrorizzati, che pensino che i carriarmati russi potrebbero entrare a Varsavia, Atene, Roma o Lisbona da un momento all'altro. La buona notizia è che c'è lo zio Sam a rassicurarci che non lo permetterà, e che questo miliardo di dollari aggiuntivo dissuaderà l'orso russo. Avete mai letto qualcosa di più ridicolo? E allora, cosa sta succedendo davvero? C'è una bella espressione americana che dice "a un uomo con un martello, tutto sembra un chiodo". Ebbene, a Obama, l'UE e l'Ucraina appaiono di sicuro come chiodi, perché da molti decenni l'unico strumento che gli USA adoperano in politica estera è un "martello" fatto di soldi e armi. Ma ricapitoliamo un attimo.