"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Politica

Ha ragione Salvini che parla di atto politico”, lo ha dichiarato Carlo Nordio, in un’intervista a QN in cui definisce “pericoloso” il protagonismo di chi indaga. Così l’ex procuratore aggiunto di Venezia ha commentato il sequestro conservativo da 49 milioni di euro disposto dal Tribunale di Genova sui beni della Lega Nord dopo la condanna di Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito per i rimborsi elettorali.

“Bisogna andarci cauti con provvedimenti di questo tipo – ha spiegato – che incidono sullo svolgimento della dialettica politica. Vanno adottati solo se strettamente necessari: non mi pare che lo fossero. Così si rischia di alterare il gioco democratico. In questo senso, ha ragione Salvini che parla di atto politico”. Più in generale ha poi affermato che “la politica deve recuperare fiducia in se stessa se vuole ristabilire il primato sull’azione giudiziaria, altrimenti restera’ subordinata alla magistratura, come succede dal 1993, ovvero da quando è scoppiata Mani Pulite”.

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di Gianni Petrosillo

Renzi perde le amministrative ed il centro-destra espugna comuni dove non aveva mai governato, come Genova, o cosiddette roccaforti rosse, come Sesto San Giovanni. Il dato più interessante, per quel che ci riguarda, non è la débâcle di Tizio o di Caio ma l’astensionismo in crescita. Meno di un italiano su due si è recato alle urne, tra il 47 ed il 49% degli aventi diritto. Ciò dimostra che il sistema democratico non è il governo del popolo ma quello di minoranze disciplinate dalla militanza o condizionate dai vari poteri (partiti, gruppi economici, mezzi d’informazione) che imbucando una scheda in una scatola decidono per tutti(delegando sempre i soliti), anche se rappresentano una piccola parte dei cittadini.

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Che i 5 stelle fossero degli utili-idioti, lo avevamo già ampiamente dimostrato qui.   Oggi, l’ennesima prova di come i grillini siano del tutto innocui per un sistema, le cui basi condividono e sostengono, anziché combattere.

di Enrico Galoppini

– Sulla rete circola un filmato, di SocialTv Free, che denuncia senza peli sulla lingua il decreto sui vaccini del ministro Lorenzin. Tutto vero, tutto condivisibile. E ci sta pure il linguaggio “colorito”, perché quando ce vo’ che vo’. Ma c’è solo un problema, ed è il titolo: “Il decreto di questi due PUZZA di fascismo”.

Così, dato che ho un olfatto piuttosto sviluppato, mi sono messo ad annusare, ma qui sento solo un odore inconfondibile: quello del capitalismo predatore e sfruttatore. Di “fascismo”, nemmeno un vago sentore. Pertanto, sostenere che tutto quel che viene giustamente stigmatizzato dal giornalista abbia a che fare con una qualsivoglia interpretazione del Fascismo (sia come concezione che come fatto storico) è un’assurdità che non sta in piedi in nessun modo.

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di  Eugenio Orso

Mi è capitato di leggere, ultimamente, due interessanti articoli sulla vicenda romana, sul cinque stelle e, più in generale, sul destino politico dell’Italia.

Il primo è “La Raggi è ai titoli di coda. Casaleggio l’avrebbe cacciata. Parola dell’ex ideologo dei 5 stelle Paolo Becchi” (intervista di Giorgio Velardi per La Notizia), pubblicato da Controinformazione e tratto dal blog di Paolo Becchi stesso:

la-raggi-e-ai-titoli-di-coda-casaleggio-lavrebbe-cacciata-parola-dellex-ideologo-dei-5-stelle-paolo-becchi/

Il secondo è “L’Italexit, il gattopardo e i sovranisti con il cerino in mano”, di Rosanna Spadini e Valdo, scritto per Come Don Chisciotte e ivi pubblicato:

litalexit-il-gattopardo-e-i-sovranisti-con-il-cerino-in-mano/

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Giorgio Velardi intervista Paolo Becchi su La Notizia, 04/02/2017

Virginia Raggi dovrebbe dimettersi. “Non solo per la vicenda della polizza stipulata da Salvatore Romeo, quanto perché questa Roma in agonia rappresenta il simbolo del fallimento del Movimento”. E “se Gianroberto Casaleggio fosse ancora in vita, a quest’ora l’avrebbe già cacciata a calci nel sedere”. Paolo Becchi, ex ideologo dei 5 Stelle, lo dice chiaro e tondo. “I grillini si sono trasformati in un partito come gli altri – spiega a La Notizia –. E con le elezioni in vista le beghe romane rischiano di costare care”.

– Professore, arrivati a questo punto Grillo “scaricherà” la sindaca?

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di Eugenio Orso

Il sistema occidentale, governato con pugno di ferro dal mercato globale e dalla finanza di rapina, si regge creando realtà virtuali, parallele alla realtà reale, che imprigionano le masse dominate in un mondo artificiale, menzognero, ovattato ed evitano reazioni collettive violente.

Sul piano politico, il sistema per mantenersi e riprodursi si serve di false opposizioni la cui funzione è quella di “narcotizzare” il popolo impedendo che ci sia spazio, politico e sociale, per opposizioni vere, coriacee, tali da mettere in discussione i fondamenti del sistema stesso.

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Dopo la sceneggiata grillina di adesione al gruppo neoliberista dell’ALDE con il “vengo anch’io No Tu No”, il movimento di Grillo si è arrampicato sugli specchi per giustificare le sue scelte ed aveva subito dopo prodotto un comunicato dai risvolti farseschi:

“L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del Movimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement)”.

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Clamoroso al Cibali: Beppe viene trollato e mollato dall’ALDE, perché “non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa”. E il M5S: siamo stati fermati dall’establishment

di Alessandro D’Amato

Alla fine è l’ALDE a rompere le uova nel paniere di Verhofstadt e Grillo. Il capogruppo dell’Alde ha annunciato la rinuncia all’alleanza con il M5S. “Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa” ha dichiarato l’ex premier belga aggiungendo che “non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde”. “Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave”.

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di Luciano Lago

Mentre in tutta Europa crescono i partiti e movimenti sovranisti e nazionalisti che rivendicano la riconquista della sovranità nazionale e contestano le politiche suicide dell’Unione Europea, Beppe Grillo, il guru del Movimento 5 Stelle, cosa fa?
Lui propone al suo gruppo di aggregarsi in sede di parlamemto Europeo a raggruppamento filo euro e filo europeista che si denomina ALDE (Alliance of Liberals and Democrats of Europe), lo stesso gruppo per intendersi a cui fanno capo personaggi come Monti, Zanetti e Prodi, sostenitore di tutte le più perniciose politiche di Bruxelles dalle politiche di austerità, alle prerogative delle grandi banche ed all’immigrazione incontrollata.

La svolta è venuta con un post pubblicato sul Blog dallo stesso Grillo in cui si preannuncia la fine dell’appartenenza al gruppo di Nicolas Farange e la possibile confluenza in questo gruppo di filo euro, anzi il più fanaticamente filo europeista.

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di  Ilaria Bifarini

Sul palco dell’Assemblea del Pd Matteo Renzi arriva con solita sfrontatezza che lo contraddistingue, tanto da lasciar in piedi quello che, a onor di cronaca, dovrebbe essere il nuovo premier. Ma a un’analisi più attenta l’attuale segretario del PD (ma non doveva ritirarsi dalla politica?) qualcosa ha cambiato: il suo vocabolario. Nell’era della post comunicazione, in cui i vocaboli contano molto più dei contenuti, Renzi ha dimostrato di intraprendere una svolta sostanziale: la sua trasformazione da uomo selfie a fustigatore di bufale.

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