I lavoratori portuali nel porto statunitense di Oakland si sono rifiutati di scaricare una nave mercantile israeliana come parte di una campagna internazionale di boicottaggio per le atrocità israeliane contro i palestinesi. Gli americani filo-palestinesi che protestavano contro l'aggressione israeliana contro i palestinesi nella Striscia di...

Sig Sindaco, egregi colleghi Questo ODG ha l’innegabile merito di squarciare un silenzio davvero opprimente che si è instaurato in Italia, nel mainstream e nel dibattito politico, sul conflitto tra uno Stato, Israele che occupa territori illegalmente, secondo il Diritto Internazionale ed l’autorità che gestisce un...

di Roberto Pecchioli Conoscete l’espressione popolare “l’esercito di Franceschiello” per rappresentare in maniera caricaturale un’armata pronta alla resa più ingloriosa? Da qualche giorno, la definizione va aggiornata; le forze armate della Repubblica Italiana sono a tutti gli effetti l’esercito di Vecciariello. Il generale Enzo Vecciarelli è il nuovo capo di Stato Maggiore del nostro esercito. La carriera di Vecciarelli, secondo alcuni organi di stampa, sarebbe stata favorita dal precedente ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

IL MITO DEI CINQUE STELLE E’ GIA’ FINITO PRIMA ANCORA DI GOVERNARE . AL NUOVO GOVERNO : NO GUERRA ALLA RUSSIA di  Elena Quidello E’ inaccettabile che i cittadini italiani debbano assistere ad una logorante lotta tra chi deve governare e chi deve rimanere fuori. Il fatto che questa sciocca presa di posizione tra chi ha più diritto dell’altro a prendere le redini del paese venga proprio dai ragazzi pentastellati che vantano di essere il primo partito italiano. Questo è ancor più inammissibile perché è evidente che questi ‘bambocci’, figli di una diversa generazione, la guerra dei nostri padri , nonni e lontani parenti non l’hanno vissuta, né studiata, né compresa , né hanno compreso come la politica italiana dopo la Seconda Guerra mondiale si sia dipanata fino ai nostri giorni tra stragi e omicidi politici mai puniti.

di Roberto Pecchioli Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole. Il celebre passo biblico dell’Ecclesiaste ronza nella mente osservando le vicende italiane. Il nostro è un popolo di servitori, inutile illudersi. Lo sapevano i grandi del passato, come Dante (“ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”), Petrarca e Leopardi nelle accorate quanto inutili invocazioni alla Patria;Nicolò Machiavelli dedicò Il Principe al duca Valentino nel tempo in cui la nostra penisola era campo di battaglia e bottino degli eserciti stranieri. Purtroppo, la maschera che meglio esprime il carattere nazionale è quella di Arlecchino, l’infido servitore con un costume rattoppato di mille colori, reso celebre da Carlo Goldoni in tante commedie.

di Adriano Tilgher Qualcuno, ancora oggi, parla di SALVARE l’Italia; ma cosa significa se l’Italia non c’è più. Non c’è più politicamente perché non esiste una proposta politica concreta e coerente, con una base culturale di cui sia espressione, da parte di nessuno; si rimane vittime del liberismo e delle leggi di mercato non capendo che l’uomo non è solo bisogni materiali ma è soprattutto ricerca di soddisfazioni di altro genere, che solo una politica di progetto può dare. Coloro che sono al servizio dei poteri forti esteri, come il centro sinistra, il centrodestra ed i grillini, fanno proposte che cercano di rispondere alle più immediate problematiche economiche e materiali rimanendo nello squallido alveo liberista, senza che i più sappiano cosa significhi. Coloro che si definiscono alternativi e usano termini come “sovranismo” o “popolarismo”, parole che non riescono a riempire di alcun concreto progetto politico, sono comunque sempre pronti a correre in soccorso dei vari liberisti, siano essi di destra, di sinistra o grillini, per potersi sedere su uno scranno, magari anche ministeriale, senza alcun potere concreto.

di  Marcello Foa Perchè votare no il 4 dicembre? Ormai le argomentazioni le conoscete ed è superfluo ripetersi. Ve ne propongo un’altra, da una diversa prospettiva: bisogna votare NO perché questo referendum è nato vecchio, è diventato improvvisamente antistorico, se si considera quel che sta succedendo in Europa e in Occidente dal giugno scorso. Io lo definisco un miracolo. Improvvisamente i popoli si stanno risvegliando e iniziano a opporsi a un processo di continua sottrazione della sovranità nazionale, che viene condotto dal crollo dell’Unione sovietica con molta abilità e sempre dissimulando le intenzioni finali.

Le ragioni per il NO al referendum di  Paolo Becchi L’intento di queste pagine è mettere la popolazione italiana a conoscenza dei cambiamenti più rilevanti apportati alla Costituzione, quelli cioè che andranno maggiormente a incidere sulla nostra vita politica, qualora il prossimo referendum dovesse confermarla. Nei Paesi in cui i referendum, in quanto reali strumenti di democrazia, sono molto diffusi, i cittadini ricevono a casa il testo su cui saranno chiamati ad esprimersi, in modo da poter votare con un’informazione adeguata, e le discussioni sono sempre molto vivaci; da noi, invece, si impone una vasta propaganda di regime, alimentata con l’aiuto di giornali e televisioni compiacenti. Chiediamoci, anzitutto, quale sia lo scopo ultimo di questa revisione. Perché modificare la Costituzione? Ve n’era realmente bisogno? E per quale ragione? Il fine della revisione è evidente: aumentare il potere del Governo a scapito di quello del Parlamento.

di Marco Della Luna L’inefficienza e la corruzione del sistema-Italia derivano dalla collocazione subalterna e asservita dell’Italia nella gerarchia delle potenze, quindi non è possibile curarle dall’interno dell’Italia, con mezzi politici o giudiziari o di altro genere. Promesse di questo genere sono pertanto mendaci o sciocche. Il dibattito politico e culturale resta sterile e impotente proprio perché non tematizza questa condizione giuridica internazionale di sudditanza dell’Italia, compresi i trattati e i protocolli riservati che sanciscono questa sua condizione, nonché il rapporto tra tale sua condizione da un lato e la sua decadenza dall’altro. L’Italia, dall’alto medioevo in poi, non è mai stata indipendente (tolta Venezia e qualche altra città), ma è stata assoggettata a potenze e interessi esterni; questa sua posizione è stata consolidata dai secoli, è divenuta uno dei principi cardine del diritto internazionale; i suoi governanti sono sostanzialmente al servizio di questi interessi e potenze: ottengono e mantengono la poltrona in quanto obbediscono un padrone esterno, e in cambio possono fare i loro comodi all’interno a spese dei cittadini (del resto, lo Stato unitario italiano nasce per interesse e intervento di Londra e Parigi).

di Eugenio Orso Ripiegando sulle questioni interne e su quelle europee, senza considerare il terribile rischio di guerra che si avvicina a noi, non può essere sfuggito ai più lo “scontro” fra l’europa con la e minuscola, quella dell’unione monetaria e finanziaria a strozzo, e il governo italiano Padoan-Renzi, che pur è suo tributario. I media, anche questa volta, hanno fatto il loro dovere di servi delle élite finanziarie, amplificando a dovere la cosa. E’ un modo furbetto per preparare la “defenestrazione” di Renzi, con l’ultima “devoluzione” di sovranità in agenda, cioè il governo diretto, commissariale europoide.