Le accuse di spionaggio al gruppo di militari israeliani di «Rompere il silenzio» che testimoniano i crimini contro i palestinesi, rivela l’alleanza nazional-fondamentalista che, intorno a Netanyahu, oggi governa in Israele scrive il docente universitario e analista politico Zvi Schuldiner di Zvi Schuldiner Roma, 24 marzo 2016, da Nena News – Mi ha telefonato un’attivista del gruppo Machsom Watch, che non sapeva quando sarebbe rientrata a casa perché era stata «trattenuta» dalla polizia, non arrestata, tanto però da impedirle di muoversi per tre ore…perché? Le attiviste del Machsom Watch si recano con regolarità al posto di blocco di Calandia e con la loro presenza cercano di aiutare i palestinesi a passare, documentando gli abusi compiuti dall’esercito e dalla polizia.

Parlando alla conferenza internazionale in materia di sicurezza, al Global Forum di Baku, in Azerbaijan, la parlamentare Tzipi Livni, ex ministra degli esteri israeliana , attualmente parlamentare dell' Unione Sionista (opposizione laburista israeliana)  ha dichiarato :  "L’Europa dovrebbe considerare i profughi palestinesi come l’esempio di cosa non fare nella sua attuale crisi dei rifugiati". In materia di sicurezza, Livni ha messo a confronto il processo di assorbimento e integrazione in Israele dei profughi ebrei cacciati dai paesi arabi e la situazione dei profughi palestinesi, sottolineando come questi ultimi siano stati e continuino ad essere usati come arma di ricatto e come “merce di scambio” dai loro stessi capi. “Lo status di profugo palestinese – ha spiegato Tzipi Livni – è ereditario e passa di padre in figlio, così la questione dei profughi rende estremamente difficile risolvere il conflitto: i palestinesi sono indotti ad aspettare in eterno un tipo di soluzione che non arriverà mai".

Bombardamento israeliano contro la Striscia di Gaza: uccisi due fratellini di 6 e 10 anni Gaza-Quds Press, Imemc e Ma’an. Sabato all’alba, l’aviazione da guerra israeliana ha lanciato un attacco contro Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, uccidendo un bambino di 10 anni, Yasin Suleiman Abu Khusa, e sua sorellina, Israa, di sei anni, e ferendo un altro fratello, Ayyoub, di 13 anni. La picccola Israa era stata gravemente ferita alla testa ed è deceduta dopo qualche ora, in ospedale. Il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf al-Qidra, ha confermato le morti dei due bimbi. I bambini si trovavano in casa quando Israele ha bombardato l’area a nord-ovest di Beit Lahiya.

Hilary Clinton, la candidata democratica alla presidenza degli USA ha inviato una lettera ad un importante società ebraica finanziatrice della sua campagna, impegnandosi ad offrire il suo appoggio incondizionato ad Israele per la sua prossima guerrra contro i palestinesi della Striscia di Gaza. Con la lettera, rivelata, che era stata inviata la scorsa settimana al magnate imprenditore di nazionalità statunitense Haim Saban, la Clinton si impegna a che Israele possa tenere carta bianca in qualsiasi guerra futura contro Hamas, incluso fornirebbe luce verde presidenziale per uccidere quasi al 10% della popolazione dell'enclave palestinese.

Il responsabile del monitoraggio degli insediamenti nel nord della Cisgiordania, Ghassan Douglas, ha dichiarato che le operazioni di demolizione effettuate dalle autorità israeliane “giungono in un contesto di espulsione e di allontanamento dalla terra allo scopo di far trasferire i coloni sulle rovine delle case palestinesi”. In un’intervista a Quds Press, Douglas ha aggiunto che l’anno 2016 ha visto, fin dal suo inizio, un’escalation nella politica della demolizione di case e impianti. Secondo Douglas, “ l’occupazione utilizza la demolizione come uno strumento di pressione sui Palestinesi al fine di svuotare la zona C delle Cisgiordania”, aggiungendo che la demolizione “è parte della politica di punizione collettiva che le autorità israeliane impongono ai Palestinesi“.

Stoccolma-PIC. Il ministro degli Esteri svedese, Margot Wallstrom, martedì ha sollecitato un’indagine seria sugli atti di violenza e omicidi perpetrati dall’esercito di occupazione israeliano contro i Palestinesi. Wallstrom ha chiesto un’inchiesta per stabilire se l’occupazione israeliana sia stata colpevole di omicidi extragiudiziali di Palestinesi durante i recenti fatti di violenza, hanno riferito i media locali. “E’ fondamentale che ci sia un’indagine approfondita e credibile su queste morti, per chiarire e determinare le possibili responsabilità”, ha detto la Wallstrom durante un dibattito parlamentare, secondo l’agenzia di stampa TT.

By  Susan Abulhawa * Nel 1845, il Tenente Colonello George de Gawler, presentò una informativa in cui si dettagliavano le possibilità di una colonizzazione ebraica della Palestina. Gli ostacoli che egli aveva previsto avevano a che vedere con le risorse e la possibilità di convincere gli ebrei ad emigrare in Palestina. Non si prese in consoiderazione il problema dei nativi della popolazione palestinese che vivevano in quella zona da vari secoli. Passarono alcuni decenni. Nel momento in cui fu deciso il destino della Palestina dalle grandi potenze, il mandatario britannico nella regione, Lord Balfour, dichiarò: "che noi non ci proponiamo neppure di passare attraverso una consultazione dei desideri degli attuali abitanti del paese". Tuttavia quando i britannici dovettero affrontare la rivolta della popolazione palestinese, una volta ritiratisi, i britannici realizzarono l'errore di non aver fatto caso alla volontà ed alla umanità della popolazione indigena.  Fu allora quando i sionisti fecero la loro prima conquista della Palestina ed espulsero  oltre  l'80% della popolazione nativa, che David Ben Gurion (nato in Polonia David Grunn) predisse in modo trionfante che la popolazione nativa, seza dubbio, sarebbe scomparsa. " I vecchi moriranno ed i giovani si potranno dimenticare", disse.

By Ramzy Baroud Quando fu pubblicato il mio libro “Searching Jenin” subito dopo il massacro Israeliano nel campo profugo di Jenin nel 2002, fui più volte interrogato dai media e da molti lettori per aver utilizzato la parola “massacro” per raffigurare ciò che Israele aveva descritto come una battaglia legittima contro il campo base dei “terroristi”. Le domande avevano lo scopo di spostare il racconto da una dibattito che riguardasse possibili crimini di guerra ad un conflitto tecnico che andasse oltre l’applicazione del linguaggio. Per loro, le prove della violazione da parte di Israele dei diritti umani poco importava. Questa sorta di semplificazione è spesso servita come preludio ad un qualsiasi dibattito circa il cosiddetto conflitto arabo-israeliano: gli eventi sono descritti e definiti utilizzando una terminologia che estremizza e che tiene poco conto dei fatti e del contesto, concentrandosi principalmente su percezioni ed interpretazioni.

di  Ali Abunimah Negli ultimi tre giorni, i palestinesi sono stati attaccati ferocemente mentre cercavano, a mani nude, con bastoni e pietre, di scoraggiare e prevenire i ripetuti assalti violenti da parte delle forze di occupazione israeliane nella Spianata della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme. La violenza è rappresentata da gruppi supportati da israele, che determinati a sostituire la Moschea con un tempio ebraico, stanno affermando la loro presenza sempre più aggressiva. Ma’an News Agency ha riferito che decine di palestinesi sono stati feriti dalle forze israeliane che hanno sparato granate assordanti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma sui fedeli.

di Jeffrey St. Clair Gli ingranaggi della macchina di Israele continuano a funzionare in totale impunità. Tutto è iniziato in un pomeriggio molto triste in Cisgiordania. Niente fuori del comune. Una volta di più si seppellisce un giovane pieno di avvenire e morto troppo presto. Sotto l'ombra schiacciante del muro e sotto lo sguardo dei soldati israeliani, più di 200 persone in lutto marciano per la strada pavimentata che scende fino al vecchio cimitero nel paese di Beit Ummar. Si odono grida irate che accusano i soldati di una ennesima morte inutile. Le esequie si realizzano in onore di Jafaar Awad, uno studente. Appena due mesi dopo essere stato liberato da un carcere israeliano, in cui si era aggravata la sua malattia per mancanza di assistenza medica, è caduto in coma. Non aveva più di 22 anni al momento della morte, con cui si è trasformato nell'ultimo di una lunga lista di prigionieri palestinesi morti per le negligenti mani dei carcerieri israeliani.