di Jeffrey St. Clair Gli ingranaggi della macchina di Israele continuano a funzionare in totale impunità. Tutto è iniziato in un pomeriggio molto triste in Cisgiordania. Niente fuori del comune. Una volta di più si seppellisce un giovane pieno di avvenire e morto troppo presto. Sotto l'ombra schiacciante del muro e sotto lo sguardo dei soldati israeliani, più di 200 persone in lutto marciano per la strada pavimentata che scende fino al vecchio cimitero nel paese di Beit Ummar. Si odono grida irate che accusano i soldati di una ennesima morte inutile. Le esequie si realizzano in onore di Jafaar Awad, uno studente. Appena due mesi dopo essere stato liberato da un carcere israeliano, in cui si era aggravata la sua malattia per mancanza di assistenza medica, è caduto in coma. Non aveva più di 22 anni al momento della morte, con cui si è trasformato nell'ultimo di una lunga lista di prigionieri palestinesi morti per le negligenti mani dei carcerieri israeliani.

di Luciano Lago L'ultimo atroce episodio avvenuto nella Palestina occupata, con la morte di un bimbo palestinese di 18 mesi bruciato vivo nella sua casa, nelle vicinanze di Nablus ed il fratellino di 4 anni gravemente ustionato, assieme alla madre, per effetto di un attacco incendiario dei coloni israeliani contro la sua casa, avvenuto la scorsa notte, dimostra l'indole criminale e terrorista dei coloni israeliani i quali, protetti dal governo di Netanyahu e non contenti di essersi appropriati di una buona parte delle terre dei palestinesi (occupate illegalmente da Israele dal 1967), adesso cercano di terrorizzare la popolazione palestinese che ancora risiede in Cisgiordania per attuare una pulizia etnica a favore di una completa colonizzazione israeliana di quelle terre. L'episodio ha suscitato sdegno nell'opinione pubblica di molti paesi e non è stato possibile nasconderlo (come altre volte hanno fatto le autorità di Tel Aviv) e questo si va ad aggiungere ad una lunga lista di crimini israeliani contro la popolazione ed i bambini palestinesi. In questo caso non si sa se i media filo sionisti ci vorranno raccontare, anche stavolta come in passato, che i bimbi venivano utilizzati come "scudi umani" dai palestinesi, come già avvenuto in altre occasioni per giustificare i crimini  israeliani.