“La Chiesa non può mai ignorare l’ingiustizia come se tutto andasse bene, ma piuttosto è tenuta ad alzare la voce e a resistere al male e a lavorare incessantemente per il cambiamento. Come i profeti di un tempo, la Chiesa denuncia le ingiustizie”: lo ribadisce la Commissione “Giustizia e pace” dell’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa in una nota dal titolo “La questione della normalizzazione” in cui affronta il tema dei rapporti tra palestinesi e Israele che, a detta della Commissione, sono “ben lungi dall’essere normali essendo segnati da un perdurante conflitto che ha un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle due entità statali”.

Pubblichiamo un manifesto che presenta l'iniziativa dell'Ambasciata palestinese in Italia,in segno di solidarietà ai 6500 prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane,che hanno iniziato uno sciopero della fame per la dignità e per il miglioramento delle condizioni inumane a cui sono sottoposti nelle carceri dell'occupante . Tra loro vi é anche Marwan Barghouti,leader dei Tanzim,condannato per alcuni omicidi in un processo che molti osservatori internazionali hanno giudicato una vera farsa,costruita per togliere di mezzo quello che sarebbe potuto diventare il vero leader riconosciuto dal popolo palestinese, che avrebbe fermato sia la deriva islamista di Hamas che la corruzione imperante nell'Autorità Palestinese.

Impegnato attivamente nella campagna di boicottaggio BDS (Boicottare, Disinvestire e Sanzioni) ai prodotti  e servizi israeliani,  senza fronzoli per denunciare che Israele è uno "Stato criminale", l'israeliano Ilan Pappè ha ribadito la sua visione pessimista sulla possibiltà di un accordo di pace basato sull'esistenza dei due Stati, tuttavia ha intravisto che l'opinione pubblica mondiale - specialmente dei giovani - sta cambiando verso la comprensione del genocidioo dei palestinesi. di  Ilan Pappè "Sono ottimista perchè oggi esiste una cambiamento importante, in particolare fra i giovani negli Stati Uniti , dove Israele ha perso i campus ed ha smesso di essere considerato "l'unico Stato democratico del Medio Oriente, come è stato propagandato per decenni", ha segnalato Ilan Pappè (intellettuale ebreo antisionista) nel corso della sua conferenza nell'Ambasciata di Palestina, dove ha presentato il suo libro: " Genocidio progressivo in Palestina e il BDS" edito dall'editoriale Canaan.

By Richard Silverstein Nel pieno delle lamentele per la minaccia islamica ad Israele ed al mondo, Bibi Netanyahu convenientemente dimentica che il suo paese sfrutta di una alleanza tacita con l'ISIS in Siria. E' una alleanza di convenienza per essere sicuro di non farla  vantare da alcuna delle parti. Tuttavia non è molto differente da quella (alleanza) che Israele sfrutta con i suoi altri alleati mussulmani, come l'Egitto, l'Arabia Saudita e i paesi del Golfo.

La sottosegretaria generale dell’ONU, Rima Khalaf, ha annunciato oggi la sua rinuncia all’incarico dopo aver ricevuto pressioni affinché cancellasse una relazione che accusava Israele di imporre un “regime di apartheid” contro i palestinesi. In una conferenza stampa offerta a Beirut, Khalaf, che era anche direttrice della Commissione Economica e Sociale dell’ONU per l’Asia Occidentale (Escwa, per le sue sigle in inglese), ha rivelato di essere stata oggetto di pressioni da parte del segretario generale, Antonio Guterres, per ritirare dal sito web dell’Organismo la notizia in questione.

Mosca programma di rimanere per un lungo tempo nelle vicinanze di Israele, afferma il capo di Stato maggiore della marina el regime di Tel Aviv, Dror Friedman. "Quando vedi le loro attività sul terreno, vedi che stanno gettando le radici, e quando vedi le loro attività nel porto di Tartous (ovest della Siria), ti rendi conto che non sono quelle di chi ha in mente di fare le valige e andarsene domani mattina", ha detto Friedman oggi, mercoledì in una intervista con Army Radio. I russi, ha aggiunto il responsabile israeliano, hanno schierato una grande quantità di equipaggiamento militare ed hanno costruito varie basi militari nel paese arabo, attività che a suo giudizio dimostrano che i russi pensano di mantenere la loro presenzaper lungo tempo.

Il ministro israeliano per le questioni miltari, Avigdor Lieberman, ha incitato i paesi arabi a creare una alleanza di difesa simile alla NATO per fare fronte alla "minaccia" dell'Iran. Lieberman ha fatto queste dichiarazioni nel corso di una intervista concessa al giornale tedesco Die Welt, in cui ha affermato che l'Iran è il nemico comune del regime di Israele, dell'Arabia Sauidita e dei paesi del Golfo Persico (le monarchie petrolifere). "E' venuto il momento di creare ufficialmente una alleanza, una coalizione di tutte le forze moderate nel Medio Oriente contro il terrorismo", ha affermato.

di  John Chuckman Israele ha creato un terribile problema che è incapace di risolvere. Ed è per questo che sempre si è verificato che gli Stati Uniti abbiano dovuto  dettare una soluzione, tuttavia anche gli USA sono incapaci di trovare la soluzione, paralizzati per la forte influenza di Israele e i difensori e lobbisti della forte lobby pro Israele. La soluzione suggerita da Donald Trump, quella di un solo Stato per risolvere il conflitto Israele-Palestina, è stata accolta da alcuni per il fatto che la politica degli insediamanti di coloni ha reso impossibile l'ipotesi dei due Stati, come senza dubbio questa era l'intenzione a cui si voleva arrivare. Tuttavia un poco di riflessione sulla dura relatà dei  fatti rende chiaro che una soluzione di un unico Stato è del tutto impossibile. Una soluzione di un unico Stato sarebbe accettabile per menti ragionevoli, tuttavia soltanto si devono seguire le notizie per sapere che Israele contiene molte menti irragionevoli. I loro primi promotori e fondatori erano, semplicemente, fanatici e le loro politiche ed attitudini sono conformi con  il loro fanatismo.

di   Jonathan Cook Per più di 15 anni, il processo di pacificazione del Medio Oriente, promosso dagli accordi di Oslo, è stato necessario per la sopravvivenza di quelle zone. Le settimana scorsa, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha staccato la spina a questo processo, che l’abbia capito o no. Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, è riuscito a fatica a soffocare un sorriso quando Trump ha fatto marcia indietro sulla soluzione a-due-stati. Infatti, sulla risoluzione del conflitto, ha affermato: “Sto guardando a due stati o a uno Stato… posso vivere con uno dei due”. Data l’enorme asimmetria di potere, Israele ha ora una mano libera per consolidare la sua versione esistente di apartheid nella soluzione dello stato unico – Grande Israele – sui Palestinesi. Questa è la destinazione verso cui Netanyahu ha guidato il conflitto israelo-palestinese durante la sua intera carriera.