"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Palestina ed occupazione israeliana

Nikolay Mladenov ha dato l’avvertimento mentre si rivolgeva mercoledì al Consiglio di sicurezza dell’ONU, dove ha affermato che la popolazione di Gaza vive in presenza di un “paralizzante blocco israeliano  e con le minori speranze per la fine dell’occupazione ed una soluzione politica mentre si verifica un crollo totale delle infrastrutture, in particolare delle reti elettriche e idriche e del suo sistema sanitario “.

Mladenov, che ricopre la carica di inviato dell’ONU per il Medio Oriente,  ha invitato la comunità internazionale ad unirsi “nel condannare nel modo più forte possibile le azioni che hanno portato alla perdita di così tante vite a Gaza” da marzo in avanti.

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BEIRUT, LIBANO (2:45 AM) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un discorso tenuto ieri alla cerimonia di apertura della nuova ambasciata del Paraguay a Gerusalemme, ha dichiarato che l’Iran sta ‘cercando armi nucleari e conquista’

Netanyahu ha sottolineato il suo punto di vista secondo cui l’Iran è il principale ostacolo alla pace in Medio Oriente, definendolo una “forza aggressiva”.
“Se avete chiesto alla maggior parte dei governi ed alla maggioranza dei leader in Medio Oriente, quale sia il principale ostacolo alla pace, quale sia la più grande minaccia per la nostra sicurezza, questi direbbero tre cose: Iran, Iran, Iran”, ha detto Bibi Netanyahu, ossessionato dal pericolo iraniano.

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Ginevra-WAFA. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha votato questo venerdì a favore dell’invio a Gaza di una squadra di investigatori internazionali per crimini di guerra, per indagare sull’assassinio di oltre 60 palestinesi da parte delle forze israeliane, questa settimana.

Con 29 voti a favore, due contrari e 14 astensioni, il principale organo per i diritti umani delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione che chiede al Consiglio di “inviare urgentemente una commissione d’inchiesta internazionale indipendente per indagare su tutte le presunte violazioni e gli abusi nel contesto delle aggressioni militari contro le proteste civili su larga scala iniziate il 30 marzo 2018”.

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di Alberto Negri

Il presidente americano Donald Trump ha deciso lo spostamento dell’ambasciata Usa e il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello stato ebraico pur sapendo che questo evento, in coincidenza con l’anniversario del 1948 della fondazione di Israele e della Nakba, la catastrofe palestinese, avrebbe fatto riesplodere lo scontro tra israeliani e i palestinesi.

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Dopo il massacro effettuato dall’Esercito occupante israeliano contro i palestinesi che protestavano contro il trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme, i francesi a migliaia sono scesi in piazza per manifestare la loro protesta contro il regime di Tel Aviv ed il suo alleato statunitense.

“Massacro”, si può leggere nei titoli di testa della stampa francese. Massacro è il termine utilizzato da questi manifestanti che sono scesi in strada, a pochi metri dal Palazzo dell’Eliseo per urlare la loro collera per l’aggressione israeliana alla striscia di Gaza mentre gli israeliani e gli statunitensi si pavoneggiavano a Gerusalemme, davanti ad una ambasciata inaugurata con il sangue della Palestina.

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di  Luciano Lago

Lascia di stucco il modo in cui i giornali e le Tv forniscono le notizie realtive ai drammatici avvenimenti di Gaza. Si nota lo sforzo di minimizzare le responsabilità di Israele e di stabilire una sorta di “equidistanza” tra le ragioni dei palestinesi che manifestano per l’anniversario della Nabka e il comportamento dei soldati israeliani che sparano sulla folla disarmata.

Il fatto di riferire di “scontri a Gaza” è già un modo per depistare il pubblico ed è come giornali e TV filo atlantisti presentano gli avvenimenti.

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di YOSSI GURVITZ

Mentre queste righe vengono scritte i cecchini dell’IDF hanno ucciso più di 49 palestinesi vicino alla barriera di Gaza e ferito altri 2,400, una dozzina è considerata essere stata ferita mortalmente. Nello stesso momento in cui leggete queste parole, i numeri sono probabilmente già saliti. Il portavoce dell’IDF ha l’abitudine di sostenere che i suoi cecchini fossero “in pericolo”. Quando sentite queste parole, pensate all’operazione Speedy Express.

Speedy Express venne effettuata dalla nona divisione di fanteria dell’esercito statunitense nel delta del Mekong nel 1969. L’esercito statunitense sosteneva di avere ucciso 10,899 combattenti avversari. Soffrì soltanto 244 perdite.

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AGGIORNAMENTO 2: 43 palestinesi sono stati uccisi, oltre 1.700 sono stati feriti. L’Autorità Palestinese ha descritto la violenza avvenuta come un “terribile massacro” perpetrato “dalle forze dell’occupazione israeliana”. La stessa Autorità ha anche richiesto un immediato intervento internazionale per prevenire ulteriori  vittime.

43 manifestanti palestinesi disarmati sono stati uccisi e oltre 900 sono stati feriti dalle forze israeliane in vista dell’inaugurazione dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme, ha riferito l’Ufficio  palestinese della Sanità il 14 maggio.

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DAMASCO, SIRIA (21:28) – Una donna palestinese è morta in ospedale dopo essere stata uccisa da un cecchino israeliano vicino al confine di Gaza. La donna uccisa oggi è il 53 ° manifestante pacifico che è stato ucciso dalle forze israeliane dal 30 marzo.

Alaa Asad Al Swafari, una manifestante pacififica di 26 anni, è stata uccisa da un cecchino israeliano nell’est di Gaza oggi. Secondo quanto riferito, Alaa sarebbe stata curata in un reparto di terapia intensiva negli ospedali di Gaza prima di essere dichiarata morta dal ministero della Sanità palestinese.

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Il cineasta si unisce ai professionisti del settore che dicono che il festival del prossimo mese è uno sforzo per rimediare alle “sempre più dure politiche di Israele nei confronti dei palestinesi” FOTO – In questa foto d’archivio del 19 giugno 2010, il regista svizzero Jean-Luc Godard partecipa a un dibattito al Cinema des cineastes di Parigi. (FOTO AFP / Miguel MEDINA)

Il cineasta francese Jean-Luc Godard si è unito a dozzine di altri professionisti dell’industria cinematografica in Francia che hanno promesso di boicottare un evento che celebrerà il cinema israeliano.

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